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Fosco Del Nero

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On 26 Febbraio 2018
Last modified:12 Marzo 2018

Summary:

Bentrovati a questo ennesimo articolo di approfondimento, stavolta dedicato al libro Il cammino del mago, l’ultimo libro che ho pubblicato.

Titolo: Il cammino del mago.
Autore: Fosco Del Nero.
Argomenti: narrativa, esistenza, spiritualità, magia.
Editore: Youcanprint Edizioni.
Anno: 2018.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati a questo ennesimo articolo di approfondimento, stavolta dedicato al libro Il cammino del mago, l’ultimo libro che ho pubblicato.
Come al solito, andiamo a leggere qualche citazione estratta dal testo, ma con una differenza rispetto al solito; solitamente commento le citazioni proposte, mentre stavolta ve le lascerò nude e crude… e se vorrete ve le commenterete da soli.

“Si sussurra tra i circoli dei maghi che il potere più grande di un mago è la sua centratura e forza interiore.”

“E così sei qui – pontificò l’uomo – Ma d’altronde, in quale altro posto avresti potuto essere?”

“Il mago è più potente ed efficace nella sua opera quanto meno è rimasto dell’uomo che egli era prima.
Se non lo capisci ora, lo capirai quando sarai pronto per capirlo.”

“La via del mago si percorre su due sentieri: quello della conoscenza, nel quale si apprendono le leggi della magia e dell’esistenza, e quello della pratica, nel quale si incarna tutto ciò che si è appreso.
Seguire un sentiero trascurando l’altro significa essere monchi, e ciò non portai mai nulla di buono.
Chi studia ma non pratica accumula sapere ma non ha potere a sufficienza.
Chi si preoccupa di potere, mana ed energia senza sapere quale è la via migliore, perché non ha prodotto sapienza con lo studio, rischia di bruciarsi, o quantomeno di rallentare il suo cammino.”

“Nelle scuole di oggi s’insegna tutto, tranne le cose essenziali.”

“Sii sempre attento: l’attenzione è la chiave di tutto, ricorda.”

“Il torturatore tornerà ad essere vittima, come è sempre fino a che il filo che unisce i due non viene spezzato.
Alcuni chiamano tale fenomeno di cose “fato” o “destino”, e quando lo fanno alzano gli occhi al cielo, come a indicare qualcosa di ineluttabile, ma non è così: il destino, che pur esiste, è in mano all’uomo, perché egli lo può modificare o persino invertire.
Ma gli è richiesta un’azione affinché la ruota dell’esistenza smetta di girare.
Quest’azione è stata chiamata in molti modi: amore, perdono, distacco, leggerezza… ma l’essenza è sempre la medesima. Fino a che non si rinuncia all’emozione distruttiva che ha generato il problema, quel problema continuerà ad autoperpetuarsi.”

“Non avere timore di niente se non di quello che provi e pensi dentro di te.”

“Ho smesso da tempo di credere alle cose: saperle è molto più semplice e sicuro.”

“Non aver paura di qualunque forma ti appaia innanzi, giacché la forma visibile é illusoria, e quel che conta sono solo ed esclusivamente le proprie energie interiori.”

“Come può un mago sperare di dominare se stesso e i suoi demoni interiori se non ha nemmeno il controllo sulla sua fisiologia?
Come può il mago tenere a bada i suoi desideri più grandi se non riesce nemmeno a tenere a bada i suoi istinti più piccoli?”

“Ciò che accade quando si guarda negli occhi un’energia bassa è che essa viene come sgretolata: ogni volta che la osservi, ogni volta che sei presente di fronte a lei, essa diminuisce di un poco, fino a scomparire del tutto.
Così acquisirai dominio sulle energie basse, e così esse non potranno più turbarti.
E non è ancora tutto, giacché l’emozione sgretolata non scompare propriamente, ma diviene il suo corrispondente superiore: la paura diviene serenità e fiducia, la rabbia diviene forza e centratura interiore, il desiderio e il possesso divengono amore incondizionato. Ogni emozione bassa si trasmuta nel suo corrispondente di sopra.”

“Si tratta di una battaglia per la libertà: da un lato c’è la schiavitù nei confronti dei pensieri incontrollati, che hanno il potere di andare e venire come vogliono, pur se non richiesti, e dall’altra c’è la libertà di avere il dominio sulla propria mente.
Nel primo caso la mente stessa sarebbe divenuta elemento di danno e di prosciugamento dell’energia interiore; nel secondo caso sarebbe divenuta un alleato del mago, sempre lucida, aperta all’esistenza e a ogni cosa che succede in quel momento… davanti a lui, davanti ai suoi sensi fisici, ma anche sul piano della forza, quando avesse sviluppato la capacità di percepirlo.”

“Si trattava di lavorare su una materia grezza, per elevarla di rango, per renderla nobile.
La materia grezza era lui stesso, ed erano i suoi tre corpi.
Il corpo fisico, una volta reso nobile ed elevato, sarebbe divenuto volontà e determinazione incrollabile.
Il corpo emotivo sarebbe divenuto amore e percezione della bellezza dell’esistenza.
Il corpo mentale sarebbe divenuto intelligenza superiore, visione chiara e saggezza.”

“Tratta ogni cosa, ogni cosa, come il riflesso di qualcosa che ti appartiene, come il riverbero delle tue energie interiori, poiché è esattamente così.”

“Non crucciarti per quanti passi sono da fare lungo tutto il percorso.
Che importa se sono cento o mille?
Li devi comunque compiere tutti, quanti che siano.
E quanti sono non lo puoi sapere in anticipo: quel che puoi fare è solamente camminare.”

“L’energia è la materia prima della creazione… ed è anche la nostra materia di lavoro, giacché noi maghi lavoriamo su di essa.”

“La ripetizione è la legge dell’esistenza.
L’esistenza si ripete per inerzia, in questa e in altre vite, perché questo è il solo modo che essa ha affinché le persone imparino quello che devono imparare. Le persone e i popoli interi.”

“Bellezza, verità e semplicità camminano sempre insieme.”

“La parola d’ordine del mago è “padronanza”.
Padronanza del livello fisico, del livello emotivo e padronanza del livello mentale.
O si è padroni, o si è schiavi. O si è signori di se stessi, o si serve qualcos’altro.”

“Il mago disse al ragazzo che, come piante e animali fungevano da cibo per gli esseri umani, anche l’essere umano faceva da cibo per altre creature… e non si riferiva a quei rari casi di animali feroci che divoravano carne umana, bensì a creature del mondo invisibile.
Stando alle parole del mago, ciò era una cosa che non si poteva evitare: vi era sempre una qualche creatura pronta ad “abbeverarsi” dell’energia dell’uomo: si trattava solo di scegliere per quale tipo di entità si voleva essere cibo.
Vi erano così entità invisibili elevate che si nutrivano delle energie più elevate che l’uomo era capace di produrre, e in cambio influenzano l’uomo che si apriva ad esse ispirandolo ulteriormente verso l’alto. E vi erano d’altro canto entità invisibili ben più infere, che al contrario si nutrivano delle energie più basse, succhiandole letteralmente, e cercavano di mantenere l’uomo a quel livello di grettezza per non perdere la loro fonte di nutrimento.”

“Il mio invito è quello di rimanere tranquillo: tutto in realtà si dispiegherà di fronte a te senza che tu debba angosciarti.”

“Non si può scappare da ciò che la vita ci porta innanzi.
Come non si può scappare dalle proprie paure interiori.
Tutto ciò che si può fare è affrontarle, e ricavare così forza da tale lotta, oppure ignorarle, e rimanere così tanto deboli quanto si era prima.”

“Tutto quello che vi serve sapere è dentro di voi: guardate e vedete.
Più guardate dentro, più aumenta la vostra chiarezza, e sarete perciò abili nel vedere anche fuori.
Scrutare il mondo di fuori non sarà più necessario, perché quanto dovrete sapere lo saprete all’istante, lo vedrete all’istante dentro di voi.
Più i vostri occhi si fanno acuti più la vostra visione diviene ampia e precisa, e quando la vostra vista diverrà perfetta, diverrà perfetta anche la vostra visione.”

“Se ci si portano appresso bagagli pesanti, si procederà più lentamente.”

“Il paradosso, il grande paradosso della vita, è che l’individuo più sa più serve, in tutti i sensi del termine: serve perché è utile al gioco della vita, e serve perché è diventato un servitore… anche se in apparenza sembra piuttosto un grande re, o un grande mago.
E difatti lo è, re, perché un individuo di tal fatta, che ha sconfitto tutti i suoi demoni interiori, è divenuto un vero e proprio imperatore, e questo al di là del ruolo sociale che recita nel gioco della vita, o di quanti possedimenti materiali abbia: re o calzolaio, non fa alcuna differenza.”

Bene, con Il cammino del mago abbiamo concluso.
Buona lettura a chi vorrà.

Fosco Del Nero

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