L’elisir di lunga vita - Giorgio Sangiorgio (benessere)Titolo: L’elisir di lunga vita.
Autore: Giorgio Sangiorgio.
Argomenti: benessere, salute, evoluzione personale.
Editore: Arte di Essere Edizioni.
Anno: 2015.
Voto: 5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Benvenuti.
Siamo qui con l’ennesimo articolo di approfondimento pubblicato su Una vita fantastica; questo dedicato al libriccino L’elisir di lunga vita, di Giorgio Sangiorgio.
Libriccino piccolo, ma con svariati spunti interessanti e di sufficiente valore, tra cui vado a sceglierne alcuni.

Partiamo da un brano sulla (solita) corrispondenza tra mondo interiore-energetico e mondo esteriore-fenomenico.
“Il fisico non è altro che la struttura esterna/esteriore del metafisico e la materia è il risultato dell’attività creativa del pensiero, che si condensa scendendo di frequenza vibratoria.
L’universo stesso, con i suoi diversi piani o stati d’essere, è in permanenza emanato dal “pensare” formativo dell’Assoluto e guidato dalla sua memoria. Tutto è riflesso da un ente universale ed eterno per mezzo delle energie soprasensibili di archetipi cosmici.
L’universo è un’emanazione costante, modulata tramite potenzialità e funzioni che la tradizione ermetica chiama segni zodiacali e pianeti. Il mondo è prodotto da un’istanza progettuale che dà senso e continuità alla vita, e ciò che è corporeo è l’involucro esterno di ciò che è psichico.”

Il secondo brano da L’elisir di lunga vita passa dal piano macrocosmico al piano microcosmico… o almeno al piano individuale umano.
“Ogni uomo è un ente particolare, una composizione o un campo di energie unico.
La relativa emanazione è più o meno luminosa, con un frequenza vibratoria che può essere alta o bassa, positiva o negativa, armonica o disarmonica. Come in un intervallo musicale, come nella risonanza di più note sovrapposte, il rapporto fra più persone può determinare alimentazioni sottili del tutto diverse. La frequenza della struttura dinamica e mentale di una persona aumenta nel momento in cui essa si trova in rapporto con individui dotati, e diminuisce con altri poco dotati.
Pertanto, considerando tale fenomeno, è bene effettuare una selezione dei rapporti interpersonali.”

Sempre parlando dell’uomo e del suo corretto sviluppo, ecco qualcosa sull’alimentazione fisica.
“Per quanto riguarda l’alimentazione materiale, sul piano meramente fisico è fondamentale sia lo stato d’essere di chi ha preparato il pasto, che col suo amore può attivare i fermenti e i lieviti sottili presenti nell’ambiente in cui si cucina, sia il modo con cui abitualmente si consuma il cibo.
Il pasto è un momento drammatico, perché pone in evidenza quanto e come l’uomo sia una macchina senza alcuna libertà, che nella voracità scarica i propri scompensi psichici e il senso di vuoto.
Inoltre, il bisogno di cibo determina aggressività, con la messa a nudo dell’istinto di conservazione e degli impulsi più animaleschi. Nei pasti abbondanti si manifesta appieno la paura della morte, che viene in un certo senso esorcizzata col consumo di sostanze piene di linfa o di sangue, che rappresentano la vita e soddisfano quindi l’attaccamento viscerale della personalità dell’uomo moderno a essa.
Oggigiorno, infatti, si evita qualsiasi riferimento alla morte e a maggior ragione si rifugge da qualsiasi tipo di lavoro che prepari l’anima ad affrontare la trasformazione traumatica che, con la morte del corpo fisico, avviene nel composto umano.”

Ma se l’alimentazione ha fallito, si può passare a qualche rimedio spagirico, ci dice Giorgio Sangiorgio… e lo si fa per analogia e somiglianza.
“Poiché l’organo in sofferenza può essere curato da ciò che gli è più simile, quindi meglio assimilabile, utilizzando le conoscenze derivanti da una sperimentazione millenaria, ma anche la propria intuizione e immaginazione, l’alchimista collega gli organi dell’uomo alle forme, ai colori, alle caratteristiche di alcuni prodotti della natura.
E ciò perché una certa rassomiglianza fra gli uni e gli altri indica la presenza del medesimo archetipo regolatore, il cui potere può essere estratto e introdotto nell’organo carente di tale potere, quindi malato, per ripristinarne le funzioni.”

Ancora parlando di rimedi di salute, seguono delle altre righe sulle corrispondenze degli archetipi principali.
“Nel rimedio spagirico non è la quantità, ma la qualità a determinare l’azione terapeutica. Si usano dosaggi limitati, ma non si rinuncia completamente al piano fisico, come nell’omeopatia. Il rimedio risiede in tutte le manifestazioni sensibili e soprasensibili del prodotto – cariche di significati per l’organismo che deve reagire alla malattia – fra cui anche l’odore, il sapore e il colore, legati a uno specifico pianeta.
Saturno e la sua tipica energia sono legati al viola, ai colori scuri e all’amaro; Giove all’azzurro o al blu e al salato; mercurio all’arancio e al dolce; Venere al verde e al sapore zuccherino; Marte al rosso e al piccante; la Luna all’indaco o al bianco e all’insipido; il Sole al giallo e all’acido o aspro.”

In generale, comunque, vige sempre la regola per cui niente è casuale, e che tutto è regolato da qualche principio universale… che lo conosciamo o meno.
“Per quanto riguarda l’apparire e lo scomparire delle malattie, occorre considerare che ogni causa ha il suo effetto e che ogni effetto ha la sua causa.
Il concetto di caso supplisce all’ignoranza di una legge che regola l’universo.”

Ultime due citazioni. La penultima, ancora sulla malattia, ne traccia il decorso energetico, ben precedente a quello sul piano fisico.
“L’insorgere improvviso di una grave malattia ha spesso uno sviluppo antecedente di molti anni sul piano dell’anima passionale, in conflitti interiori o in contrarsi avvenuti in ambito familiare o di lavoro, che poi si sono innestati in determinate predisposizioni genetiche o familiari. E la malattia non si sarebbe mai sviluppata fisicamente senza questi ulteriori fattori sottili, non verificabili con strumenti clinici o diagnosi precoci.
Una causa sul piano materiale produce un effetto in maniera meccanica ed evidente, ma una causa può sussistere su un piano diverso da quello in cui si manifesta l’effetto, dunque può risultare inesplicabile.
Le cause spirituali determinano effetti a cascata nei piani sottostanti; al livello mentale, poi al livello dell’anima sensibile, infine al livello dei corpi materiali.”

L’ultima introduce un concetto sacrosanto… cui però non pensa nessuno: come il corpo fisico si libera delle tossine fisiche, così anche il corpo sottile ha da disfarsi delle sue tossine, e lo fa in diversi modi.
“Come per le scorie del cibo è necessario un frequente processo di evacuazione delle feci e delle urine, così per le tossine psicologiche occorrono specifiche operazioni alchemiche di calcinazione e sublimazione.
A tale scopo occorre sacralizzare gli atti sessuali, privandoli di devianze mentali o proiezioni emotive; ma sono fondamentali anche una regolare attività motoria, il pianto e la risata liberatoria, fino alle lacrime. Le lacrime, il sudore e le secrezioni sessuali dell’uomo e della donna sono, infatti, la manifestazione fisica di un atto di espulsione dal composto umano di scorie sottili, non visibili con gli esami di laboratorio, ma altamente tossiche per la salute psicofisica.”

E, detto questo, abbiamo terminato con L’elisir di lunga vita di Giorgio Sangiorgio.
Al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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