Product by:
Demian Lichtenstein, Shajen Joy Aziz

Reviewed by:
Rating:
4
On 19 Aprile 2012
Last modified:2 Maggio 2017

Summary:

Fatta la recensione del video Discover the gift, è ora dell’articolo di approfondimento.
Data la natura del film-documentario, composto da stralci di interviste di vari autori, ricercatori e personalità, gli spunti certo non mancano.

Discover the gift - Demian Lichtenstein, Shajen Joy Aziz (approfondimento)Titolo: Discover the gift (Discover the gift).
Autore: Demian Lichtenstein, Shajen Joy Aziz.
Argomenti: esistenza, sviluppo personale.
Editore: Macro Video.
Anno: 2011.
Voto: 7.
Recensione:
qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Fatta la recensione del video Discover the gift, è ora dell’articolo di approfondimento.
Data la natura del film-documentario, composto da stralci di interviste di vari autori, ricercatori e personalità (tra le più famose nel mondo della crescita personale: Dalai Lama, Michael Bernard Beckwith, Marc Victor Hansen, Jack Canfield, Marianne Williamson. Tra quelle che io ho preferito: Sri Sri Ravi Shankar e Niurka), gli spunti certo non mancano.
Ne ho selezionati alcuni per voi amici lettori.

Nel primo Sri Sri Ravi Shankar, Janet Bray Attwood e Bill Harris ci parlano del senso di colpa e della volontà.
“Se vogliamo scoprire il dono che la natura ci ha destinato, per prima cosa dobbiamo smettere di rimproverarci.
Il senso di colpa è l’ostacolo più grande che ci impedisce di conoscere il nostro dono.”

“Ti impedirà sempre di essere in grado di vivere la vita che dovresti vivere. Perché sono pensieri come ‘non valgo niente’, ‘non sono bella abbastanza’, ‘non sono abbastanza intelligente’, ‘non sono abbastanza ricca’, ‘non sono istruita abbastanza’, ‘sono diversa dagli altri’. Se lasci che questi pensieri guidino la tua vita, la guideranno.”

“C’è un motivo per cui alcune persone non sanno cosa vogliono: perché quando erano bambini i genitori non lasciavano mai che decidessero ciò che volevano. Ogni volta che stavano per prendere una decisione i genitori intervenivano dicendo ‘no, no, no, no, tu non vuoi questo, tu vuoi quest’altro!’. Oppure: ‘non puoi avere questo, puoi avere quello’. E non hanno mai permesso al bambino di esercitare il desiderio su piccole cose, di vedere cosa succede quando le si ottiene, magari di sperimentare modi diversi di ottenerle. Così chi cresce senza fiducia in se stesso, non si affida alla propria volontà di volere, perché non l’ha mai esercitata.”

Sheila R. McKeithen e Janet Bray Attwood, ora, ci parlano della propria passione.
“Se le persone cercassero il loro dono, lo troverebbero. Ma il nostro mondo ha ipnotizzato ciascuno di noi, in un certo qual modo. Il mondo dice: il potere risiede negli status simbol, nella posizione che occupi nel mondo, nel tipo di automobile che guidi, nel genere di quartiere in cui abiti, il potere è nei soldi.
Mentre il potere è dentro di te, ed è in me: è sempre stato lì.
Ma non lo troverai mai se i tuoi occhi sono incollati sul dono di qualcun altro in televisione.
Se i tuoi occhi stanno fissando qualcun altro che sta vivendo il suo sogno.
Che mi dici di te e del tuo sogno?”

“Scegli assecondando la tua passione. Scegli ciò che per te ha il significato più importante. Le tue passioni sono come briciole di pane che ti conducono sul sentiero del tuo dono. Sappi che in ogni momento fai una scelta, che può portarti più vicino al tuo dono, o farti allontanare, in ogni singolo istante.
Allora, cosa vuoi scegliere?”

Invece, David Wolfe ci fa una domanda importante.
“Se non hai ancora ricevuto quel dono, se lo stai ancora cercando là fuori, devi guardare la tua vita e chiederti: che cosa farei? Per esempio, se il mondo esplodesse, che cosa farei?
Se perdessi la mia famiglia, che cosa farei? Che cosa farei da solo?
Che cosa farei senza essere retribuito?
Che cosa farei come opera di carità no-profit?
Se ti poni seriamente questa domanda, e in particolar modo se tu mediti abbastanza a lungo su questa domanda, credo che sia inevitabile che tu trovi il tuo dono.”

Michael Bernard Beckwith e Christine Stevens ci parlano della condivisione del nostro dono.
“Quando attiviamo il nostro potenziale, la beatitudine, l’estasi, la felicità e la gioia consistono nel regalare il nostro dono. La mia priorità è condividere. La mia priorità è dare. È sprigionare la mia energia vitale. La mia priorità è irradiare. La mia priorità non è prendere, perché se facessi così sarebbe come resistere a ciò che voglio veramente. Ora, sono sull’orlo di un precipizio, sto per diventare di più me stesso, sono disponibile a far entrare nella mia vita molto più del bene che ho immaginato, e non sono vittima dell’illusione, di sapere che cosa sia questo bene. Ora la trasformazione è in atto. Lo sappiamo quando è una trasformazione, perché ci sorprende, altrimento non è una trasformazione.”

“Quando cominci ad usare il tuo dono per servire, la magia entra nella tua vita.
È più forte di quanto tu immaginassi.”

La stessa Christine Stevens adesso sintetizza il principio della vibrazione armonica.
“C’è un principio della musica detto vibrazione simpatetica, che fa sì che quando suono il tamburo, un altro tamburo si metta a vibrare nella tessa tonalità: comincia a suonare, senza che nessuno lo tocchi. Quando sentiamo un ritmo, non possiamo fare a meno di unirci ad esso, perché il principio fondamentale è che la vita vuole l’armonia. Ogni battito, ogni nota che creiamo viene percepita da qualche parte.”

Chiudiamo con Niurka che molto brevemente ci indica il traguardo.
“È una condizione dell’essere perpetua: si tratta soprattutto di lavorare su te stesso e poi di donarti agli altri. Questo nelle interazioni, nei legami quotidiani, nella tua vita di tutti i giorni. Ecco, consiste nell’essere luce, e portare questa luce diffondendola ovunque vai.”

E da Discover the gift è tutto: al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

Share Button

Altri articoli che potrebbero interessarti...