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Marco Massignan

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On 11 Novembre 2019
Last modified:11 Novembre 2019

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Eccoci qui con l’approfondimento dedicato al libro Costellazioni rituali, di Marco Massignan.
La prima citazione proposta è una breve dissertazione sull’approccio medico tradizionale e moderno...

Costellazioni rituali - Marco Massignan (sciamanesimo)Titolo: Costellazioni rituali.
Autore: Marco Massignan.
Argomenti: sciamanesimo, crescita personale, costellazioni familiari.
Editore: Urrà Edizioni.
Anno: 2009.
Voto: 5.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Eccoci qui con l’approfondimento dedicato al libro Costellazioni rituali, di Marco Massignan.

La prima citazione proposta è una breve dissertazione sull’approccio medico tradizionale e moderno: il primo ad ampio raggio, e il secondo un po’ miope.
“Tradizioni e discipline di ogni epoca e regione della Terra hanno sempre lavorato con il corpo, la mente e l’anima insieme. Ancora nell’Alto Medioevo, la medicina europea e quella araba non erano disgiunte da una visione totale dell’essere umano, scollamento che si ebbe invece progressivamente con l’avvento del Rinascimento e soprattutto col Seicento, epoca simboleggiata dalla famosa frase di Cartesio “Cogito ergo sum”. Se la mia esistenza è legata al pensare, significa che se non penso non esisto. Per questo nel mondo occidentale siamo vittime del pensiero compulsivo, siamo intrappolati nell’obbligo continuo di pensare, schiavi della mente. È la mente a usare noi, non noi a usare lei!
Il vero, grande problema non è tanto quindi avere una mente piena di pensieri, quanto il fatto che siamo identificati con la mente. Essa è uno strumento meraviglioso: serve a pensare, programmare, confrontare, studiare, rammentare eventi e concetti… la utilizziamo ogni giorno per fare tutte queste cose e altre ancora. Ma noi non siamo la mente. E non siamo nemmeno il corpo. Credere di essere il corpo o la mente equivale a credere di essere la propria automobile o il proprio spazzolino da denti. Essi servono per andare da un posto all’altro e per pulirci i denti, ma non siamo così pazzi da credere di essere loro.”

Col secondo brano invece parliamo per un poco di traumi e drammi… che non sono oggettivi, nel mondo di fuori, ma che sono nostre reazioni interiori, e quindi totalmente soggettivi.
“Il danno maggiore nelle nostre vite non viene affatto da eventi traumatici, tragedie, dalla morte di una persona cara e così via, ma da come tali eventi vengono vissuti sia dall’Anima familiare, sia dai singoli. A fare più danni sono il non detto, il nascosto, il segreto di famiglia, il conto in sospeso. La legge dell’equilibrio ha effetto su di noi sia che il nostro antenato si sia macchiato di una colpa, sia nel caso in cui abbia invece subito un abuso o un crimine. Questo ci conduce a un’altra tematica fondamentale delle rappresentazioni sistemiche: quella tra vittime e carnefici.
Fondamentalmente, se tra i nostri antenati ci sono dei conti in sospeso, noi ce ne facciamo carico. La coscienza collettiva ci spinge a sentire l’emozione che non è stata accettata (e quindi sentita) dai nostri avi. Attraverso questo meccanismo, l’Anima familiare ci sprona a risolvere quel conto in sospeso risalente anche a diverse generazioni addietro.
Detto in altro modo, i conflitti interiori non risolti dai nostri antenati ci vengono riproposti affinché li superiamo o li risolviamo. Ciò accade allo scopo di far evolvere la razza umana e le singole coscienze che ne fanno parte.”

Terzo brano proposto da Costellazioni rituali, ancora sui conflitti interiori. Stavolta ne leggiamo la genesi dal punto di vista del collegamento con la nostra linea genealogica.
“I conflitti interiori non risolti dai nostri antenati ci vengono riproposti affinché li superiamo e li risolviamo. Ciò vale spesso anche per disturbi fisici e malattie.
Secondo terapeuti come il francese Patrick Obissier, il quale promuove un approccio terapeutico denominato “decodifica biologica”, la malattia è una soluzione biologica e simbolica dell’organismo a un problema che l’individuo non è in grado di risolvere.
In realtà cresce sempre più il numero di medici, psichiatri, psicologi e ricercatori di varia estrazione che in tutto il mondo occidentale si sono aperti all’idea che la malattia in sé non sia un flagello da distruggere in tutti i casi, bensì un’occasione di crescita per l’essere umano, determinata da un conflitto evolutivo che trova le proprie radici nei livelli biologico, psicosomatico, emozionale, trans personale e karmico. Secondo queste teorie sempre più accreditate, una volta risolto il conflitto, la malattia non ha più senso di esistere. Prima dell’insorgere della malattia, il nostro corpo, la nostra mente e le nostre relazioni ci danno tutta una serie di senali che, soltanto se inascoltati, danno luogo alla malattia vera e propria, che secondo quest’analisi non sarebbe che una cristallizzazione del conflitto interiore.”

E, parlando della linea genealogica, diciamo una volta per tutte come stanno le cose: dai nostri antenati ereditiamo il DNA… che è tanto fattore fisico quanto fattore energetico-emotivo: l’una cosa è collegata all’altra, come è ovvio che sia. Il destino passa anche da questa porta.
“Ciascuno di noi è fisicamente il risultato di tutti i suoi antenati. Essi hanno amato, odiato, vissuto e provato ogni possibile emozione umana, sperimentando ogni possibile situazione familiare e di vita, ad ogni livello.
Il loro sangue scorre nelle nostre vene, perciò ogni cellula del nostro corpo contiene le informazioni relative a ciascuno di essi. Ascoltando il nostro corpo, in questo momento, possiamo recuperare le informazioni necessarie per la nostra vita di tutti i giorni e per i problemi che abbiamo.
Noi siamo i nostri antenati. Se anche soltanto uno di loro non fosse esistito, tu non saresti vivo.”

Chiudiamo l’approfondimento con un brano piuttosto lungo, in cui Massignan riassume in sei punti i principali elementi della cultura sciamanica.
“Le principali caratteristiche comuni alle credenze dei popoli sciamanici di tutto il mondo, sia del passato che contemporanei, sono riassunte nel seguente elenco:
– L’universo è composto da un mondo o terra di mezzo, da un mondo inferiore e da uno superiore; i tre mondi sono collegati attraverso un asse o albero centrale. Accedendo ala realtà non ordinaria, lo sciamano è in grado di viaggiare in questi mondi per perseguire scopi di guarigione, protezione e recupero dell’energia vitale del paziente.
– Ogni essere umano, animale, vegetale e minerale, ogni elemento della natura (montagne, laghi, fiumi, rocce, boschi, mari) possiede un suo spirito e un suo potere, che è possibile contattare fattivamente per richiederne l’aiuto e la protezione. Per preservare salute e benessere, ogni essere umano ha l’obbligo di mantenere il proprio potere personale, cioè la propria forza vitale.
– La malattia è causata dalla violazione di una legge universale, da un evento o da un attacco esterno. Lo sciamano viaggia nella realtà non ordinaria allo scopo di rimettere le cose a posto per i paziente, negoziando con i poteri violati dal paziente stesso, cercando per lui alleati nel mondo degli spiriti o recuperando le parti di forza vitale o di anima che egli ha perduto per effetto, ad esempio, di un incidente o dell’attacco di un altro sciamano.
– La vita degli esseri umani è costantemente influenzata dalla realtà non ordinaria. Ogni elemento, essere o aspetto dello stato di veglia cosciente ha un suo corrispondente nella realtà non ordinaria.
– Ogni essere umano ha almeno un animale guida, uno spirito o un angelo custode, che ne sia consapevole o meno. Lo sciamano ha inoltre molti altri spiriti ausiliari che utilizza nella sua attività.
– Diventare sciamano non è una scelta, e non è affatto facile. Sono gli spiriti a volere te, e non tu a poter scegliere di diventare sciamano. La chiamata sciamanica da parte degli spiriti è quasi sempre un processo doloroso e faticoso, un vero e proprio dramma esistenziale che spesso prevede l’esperienza della malattia, da cui il prescelto emergerà come una persona nuova dotata di facoltà non ordinarie. In caso il prescelto si rifiuti, ciò può portare anche alla morte.”

Abbiamo così concluso l’approfondimento di Costellazioni rituali di Marco Massignan.
Alla prossima occasione e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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