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Corso di esistenza – Fosco Del Nero (approfondimento)

14 Apr 2015 | Crescita personale, Esistenza, Spiritualità

Product by:
Fosco Del Nero

Reviewed by:
Rating:
5
On 14 Aprile 2015
Last modified:22 Settembre 2022

Summary:

Bentrovati a questo nuovo articolo di approfondimento, il quale è un po’ speciale, visto che è dedicato proprio al mio libro, Corso di esistenza, da poco uscito.

Corso di esistenzaTitolo: Corso di esistenza.
Autore: Fosco Del Nero.
Argomenti: esistenza, spiritualità, evoluzione personale.
Editore: Youcanprint Edizioni.
Anno: 2014.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl GiardinoAmazon.

 

Bentrovati a questo nuovo articolo di approfondimento, il quale è un po’ speciale, visto che è dedicato proprio al mio libro, Corso di esistenza, da poco uscito.

È il mio libro, ma non mi tratterò in modo diverso dagli altri articoli; quindi, come al solito, seguiranno semplicemente alcune citazioni estrapolate dal testo in questione.

Prima citazione, comprendente alcuni concetti importanti: il percorso evolutivo, il riflesso del mondo esteriore, impegno e felicità.
“Dato che mi rendo conto che il mondo esterno riflette il mondo interno per segnalarmi le cose su cui devo ancora lavorare a livello animico, ossia le energie basse che devo trasmutare ed elevare di frequenza, smetto di lamentarmi delle cose brutte che mi capitano, sia perché capisco che non sono davvero brutte, sia perché capisco che me le sono fatte capitare da solo… e dunque nel caso dovrei prendermela col mio Sé Superiore, Anima o comunque lo voglia chiamare.
Quindi, comincio un serio lavoro su me stesso per sgrezzare quello che c’è da sgrezzare e per elevare quello che c’è da elevare.
E badate che col termine “serio” intendo dire che uno lo prende sul serio, ossia che si impegna, ma non che debba essere serioso e triste. Anzi, l’obiettivo principale della crescita personale “vera” è aumentare la felicità, la leggerezza e l’amore per la vita, mica diminuirli. Lo scopo è aumentare la gioia e la celebrazione del vivere, non affossarle.
Il percorso è tuttavia serio perché richiede costanza e impegno quotidiano, ovviamente anche a seconda del tipo di cammino che si decide di percorrere, della velocità a cui si desidera andare e delle tecniche che si decide di utilizzare.”

Seconda citazione, questa dedicata al modus operandi dell’esistenza… e al fatto che spesso siamo sordi e ciechi.
“L’Esistenza busserà alla nostra porta fino a che non avremo imparato la lezione, e lo farà tante volte quante ce ne serviranno per capirla.
Dapprima lo farà in modo dolce (quello che io chiamo il piano A dell’Esistenza, ossia la via dell’amore e della gioia) e poi, se non capiamo con le buone, userà le maniere forti (il piano B, la via dell’attrito e della sofferenza).
Ma se arriviamo al piano B non è perché l’Esistenza è cattiva o ce l’ha con noi, ma piuttosto perché noi siamo un po’ lenti di comprendonio.”

Altro concetto cardine dell’evoluzione spirituale, cardine non a caso di tante discipline esistenziali: il giudizio.
Ecco qualche righe a riguardo.
“A giudicare è sempre e solo l’ego.
Cosa ovvia, peraltro, perché l’ego è invischiato nella dualità, nella divisione, e giudica quello che vede al di fuori di sé come se fosse una parte esterna a sé, qualcosa di staccato.
Dunque, il contrario dell’unità, che viceversa è una prerogativa dell’Anima.
Una volta che si capisce questo meccanismo, dapprima anche solo mentalmente, il giudizio calerà drasticamente nella propria vita, perché ad ogni giudizio sulla tal persona o situazione ci si ricorderà che si sta giudicando qualcosa che ci sembra esteriore, ma che in realtà è unito a noi, fa parte di noi… anche perché, se non facesse parte di noi, nemmeno lo vedremmo, perché il mondo esterno è un riflesso di quello interno.”

Ma ritorniamo al principio del riflesso speculare del mondo esteriore, e dedichiamo alcune righe anche a questo argomento, tra i più delicati, tra i meno compresi e tra i meno accettati… perché difficile a livello di presa di responsabilità individuale.
“Quando fuori vedo qualcosa che non mi piace, devo essere tanto umile, onesto e responsabile verso me stesso (non tanto verso gli altri, ma proprio verso di me!) da dire “Quella è roba mia”, e da capire che quanto più quella cosa mi irrita, tanto più non sono a posto con l’energia che essa rappresenta.
Se mi urtano le persone violente, per dirla papale papale, è perché io non sono equilibrato con l’energia forza-potenza-violenza, il che vuol dire o che sono una persona tendenzialmente aggressiva o che sono un finto mite, ossia un aggressivo che si reprime.
Riguardo a quell’energia le cui manifestazioni esteriori mi danno tanto fastidio, quindi, mi situo per forza in uno dei due opposti.
Oppure tendo a uno dei due opposti se provo un fastidio moderato.
Mentre se sono perfettamente centrato non provo alcun fastidio… e anzi, più sono nell’Anima e nell’amore, contrapposti all’ego e alla paura, più provo compassione e tenerezza per quella persona che ancora deve affrontare quelle energie basse. E che vedo come il bambino spirituale che è.”

Il principio della presa di responsabilità è fondamentale non solo per il percorso evolutivo, ma anche per la propria felicità… pena il rivivere sempre le stesse situazioni, o situazioni comunque simili nell’essenza, nelle energie, anche se un poco differenti nella forma.
Ora parliamo di riflesso e di cambiamento.
“Chi spera di cambiare l’esterno semplicemente agendo sulle cose “di fuori”, dunque, rimarrà molto deluso, perché in qualche modo (e l’Esistenza ha molta fantasia) si verranno a creare condizioni simili a quelle precedenti. È per questo che alcune persone hanno sempre a che fare con partner molto simili, anche se li cambiano in continuazione (che sfortuna…), ed è sempre per questo che ad altre persone le cose girano sempre male o non troppo bene riguardo a lavoro e soldi (eppure nell’arco di anni e decenni potrebbero avere un po’ di fortuna…), ed è sempre per questo che certe altre persone si trascinano appresso alcune malattie per tutta la vita (oppure, risolto un sintomo, vedono apparire qualcos’altro… anche loro molto sfortunate).
Va da sé che fortuna e sfortuna non esistono, e fa molta tenerezza vedere che certi si aggrappano anche al “fattore fortuna” per giustificare che le cose vanno loro sempre male. Mentre magari a qualcun altro vanno sempre bene, dalla salute alle finanze. E magari da qui giudizio, lamentela, critica, e così via secondo energie basse.
In realtà il punto è solo uno, ed è molto più semplice di un “caos che agisce in modo molto coerente”, vista la ricorrenza e la durata nel tempo di alcuni fenomeni: molto banalmente, è la nostra energia di fondo che ci porta alcuni risultati, e cambiare il fuori non serve a niente…
… a meno che prima non si sia cambiata anche l’energia interiore.”

L’ultima citazione è piuttosto breve e concisa, questa legata al principio del lasciar scorrere: fiducia e niente attaccamento, quindi.
“Come prima cosa ti affidi alla vita, e solo dopo ti arrivano le cose che desideri…
… paradossalmente, proprio quando non ti sono necessarie per essere felice.
Ma prima ti arrivano soprattutto le cose che ti servono, e magari ora ti serve imparare a lasciar scorrere le cose, a lasciar fluire, a fidarti della vita.”

Bene, e con Corso di esistenza abbiamo terminato.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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6 Commenti

  1. diego

    ciao Fosco.
    ho acquistato il tuo libro; davvero un’ottima raccolta dei principi esistenziali, molto chiara nell’esposizione!
    Leggendo il libro, molto verte sulla specularità dell’esistenza; in sintesi, se c’è qualcosa che mi provoca fastidio all’esterno, non sono equilibrato con le energie/emozioni all’interno.
    volevo chiederti due cose:

    Per fissare il problema esterno allora, si può lavorare all’interno

    1) se nella tua esperienza quotidiana utilizzi spesso questo concetto e se ha la stessa valenza ed efficacia delle visualizzazione in stile Silva Mind Control

    2)tui citi alcune tecniche, hooponopono o altre; non è importante tanto la tecnica ma il concetto espresso; lavorare all’interno per far cambiare la realtà esterna.
    Per lavorare all’interno, sarebbe bello ricondursi ad un unico oggetto da cambiare; esempio le emozioni.
    nel caso della rabbia : se vedo che la gente ce l’ha con me, probabilmente sono un falso mite e nascondo tale natura anche a me stesso. in questo caso posso lavorare sull’emozione della rabbia e le mie reazioni violente.ok.
    mettiamo un altro caso : la mia vita è estremamente confusionaria-> probabilmente sono confusionario anche io, per sistemare questo, non esiste una vera e propria emozione associata alla “confusione interna”, quindi devo lavorare in altri modi (non sulle emozioni).

    spero di essermi spiegato! :)

    grazie

    Diego

  2. Fosco Del Nero

    Ciao Diego.
    Intanto, grazie dell’apprezzamento.
    Non sono sicuro di aver capito le tue due domande, comunque cerco di rispondere per quanto ho capito.
    Lavorare all’interno (sulle proprie energie interiori) è l’unico modo per determinare vissuti esteriori differenti. La cosa interessante è che si può anche lavorare all’esterno (corpo, colori, suoni, etc) per modificare le energie interiori. Ovviamente le due cose sono collegate, e ciascuno deve vedere dove preferisce lavorare (se direttamente sulle energie, o anche su ciò che le rappresenta fuori).
    Non è detto che se molte persone ce l’hanno con te tu hai rabbia dentro. Potresti anche avere senso di inadeguatezza, per esempio: non conta quello che vedi fuori, ma quello che provi dentro. La legge dello specchio è questa, in sintesi. Se hai qualche energia-emozione bassa, è su quella (o sui suoi rappresentanti esteriori) che devi lavorare, che sia rabbia, inadeguatezza, invidia, gelosia, senso di impotenza, paura…

    Fosco Del Nero

    p.s. Questo invito vale per tutti: se avete letto il libro, e ovviamente se vi fa piacere, lasciate un commento sul Giardino dei Libri e/o su Macrolibrarsi, così aiutate diffusione e passaparola. Grazie. :)

  3. Diego

    Fosco, grazie dalla risposta; commenterò sui vari shop online, il libro merita.
    mi piacerebbe iniziare a praticare la legge dello specchio ma ho (credo di non essere l’unico qualche difficoltà).
    Tu dici sostanzialmente di non basarsi su quello che si vede ma su quello che si prova dentro; facciamo degli esempi

    la gente è rabbiosa con me: cosa provo a livello di emozioni quando la gente è rabbioso con me? mi sento inadeguato->inadeguatezza allora, lavoro sull’inadeguatezza poichè è l’emozione relativa a quel momento e quindi che ha attirato quell’esperienza.
    come faccio a lavorarci? devo trasmutare quella emozione bassa in qualcosa di più alto; ad esempio accetto questa inadeguatezza e perdono me stesso (hooponopono) oppure mi immergo nell’inadeguatezza osservandola in stato di presenza e dando amore (alchimia trasformativa) per trasmutarla

    se ho grande confusione al lavoro, cosa provo quando c’è attorno a me questa grande confusione? senso di ansia e impotenza, allora similmente lavoro sull’emozione ansia e impotenza con eft, hooponopono o altro

    la chiave di lettura è corretta? insomma bisogna focalizzarsi non tanto su quello che si vede ma sull’emozione che si prova.

    un’altra osservazione : il principio speculare potrebbe essere la chiave di volta per un’evoluzione personale ma viene poco citata nei testi, a parte il tuo, Brizzi, Defletsen…dovrebbe essere pieno il mondo di libri che la illustrano. strano

  4. Fosco Del Nero

    Bene, facciamo delle case history, ah ah! :)
    Comunque, sì, hai capito bene: in sintesi, l’evoluzione personale si gioca nel campo delle energie interiori. Il fuori segue di conseguenza, e si può lavorare anche su di esso per via di tale collegamento, ma lavorando “al centro” si lavora con più efficacia… ma il lavoro è più impegnativo, da cui la preferenza di molti per attività “periferiche”, diciamo così.
    Sì, è vero, quello del principio speculare è un insegnamento poco diffuso… e dire che quello è il modo in cui l’Esistenza agisce con noi. Per farlo proprio però occorre una grande presa di responsabilità individuale, e credo che il punto della poca diffusione sia proprio questo.
    Grazie per i commenti negli shop online. :)

    Fosco Del Nero

  5. Diego

    fare della case history non sarebbe mica male; così hai una serie di esempi che ti guidano che sono immediatamente applicabili…

    comunque, tu parli di “energie interiori”, è sinomimo di emozioni (almeno credo)…
    ti faccio queste domande, poichè vorrei provare ad applicarlo e vedere se effettivamente riesco ad usarlo e con che risultati.

  6. Fosco Del Nero

    Sì, per me dire energie interiori o emozioni è la stessa cosa.
    Ma senza dubbio trovi libri e autori che utilizzano terminologie differenti, quindi occorre sempre capirsi alla base.
    I casi specifici sarebbero utili, sì… ma il rischio sarebbe quello di avere troppa pappa pronta e di stimolare poco la volontà personale… il passo successivo sarebbe probabilmente apprendere le cose al posto di qualcun altro, ah ah! :)
    Beh, buona pratica allora.

    Fosco Del Nero

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