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Biagio Russo

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4
On 23 settembre 2011
Last modified:15 dicembre 2015

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Il libro che recensisco oggi è uno degli ultimi arrivati in casa Del Nero, ma mi ispirava alquanto, per cui gli ho fatto saltare un po’ di fila nella mia nutrita lista lettura.
Il fatto di averlo letto in appena due giorni, peraltro, è testimone del mio buon intuito: parlo di Schiavi degli Dei di Biagio Russo.

Schiavi degli Dei - Biagio Russo (storia)Titolo: Schiavi degli Dei.
Autore: Biagio Russo.
Argomenti: storia, complottismo, misteri, astrologia, archeologia.
Editore: Drakon Edizioni.
Anno: 2010.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Il libro che recensisco oggi è uno degli ultimi arrivati in casa Del Nero, ma mi ispirava alquanto, per cui gli ho fatto saltare un po’ di fila nella mia nutrita lista lettura.
Il fatto di averlo letto in appena due giorni, peraltro, è testimone del mio buon intuito: parlo di Schiavi degli Dei di Biagio Russo.

Siamo in ambito Sitchin, sia perché il testo si occupa di astrologia, antropologia, tecnologia, di misteri, storia, religione e complottismo, sia perché si basa sugli antichi testi sumeri, gli stessi su cui Zecharia Sitchin, recentemente scomparso, ha costruito la sua fama.

Il sottotitolo del libro è “L’alba del genere umano”, e l’obiettivo che si pone di evidentemente Biagio Russo è proprio quello di vedere più da vicino la questione dell’antropogenesi (ossia la creazione dell’uomo), a tutt’oggi misteriosa e a metà strada tra creazionismo (di matrice religiosa) ed evoluzionismo (da L’origine della specie di Charles Darwin, tesi che tuttavia non è mai stata provata visto che il famoso anello mancante è tuttora mancante).

La promessa di Russo è quella di basarsi solo su documenti scritti ed evidenze scientifiche, conducendo il lettore passo passo in modo logico e semplice.
Devo dire che le promesse sono mantenute, con tanto di citazioni bibliografiche puntuali e presenti (per quanto alcune poco “scientifiche” e autorevoli, vedasi la rivista Focus).

Senza dubbio molte argomentazioni presenti in Schiavi degli Dei saranno note ai fedeli lettori di autori come Zecharia Sitchin, Graham Hancock, ma anche il più vecchio Peter Kolosimo, così come gli appassionati complottisti in stile Icke non vi vedranno nulla di sconvolgente, anche se certamente, e la cosa non può sorprendere dato che ci muoviamo in un campo veramente difficile, privo di testimonianze dirette e con fonti rare e difficili da tradurre, dettagli e conclusioni non concordano in pieno.

Nel dettaglio, peraltro, all’opera di Biagio Russomancano le premesse e la conclusione, se vogliamo dire così, e in modo coerente, dal momento che il focus del suo lavoro era “perché e come è nato l’essere umano”.

Quindi, egli non studia da dove siano arrivati gli Anunnaki, se siano di provenienza extraterrestre o meno (anche se, ad onor di logica, se si prendono per buoni certi testi sumeri, si dovrebbe dare credibilità anche agli altri testi, per esempio a quelli che parlano dell’arrivo sulla Terra della civiltà in questione), e quale sia la situazione presente, ossia dove siano finiti e quale sia l’attuale statu quo della società (anche se, pure in questo caso, è facile fare due più due e vedere la mano loro e dei loro eredi in coloro che da dietro le quinte progettano il nuovo ordine mondiale al fine di mantenere l’umanità addormentata e servile).

Ma d’altronde, non si poteva inserire tutto in un solo libro, e difatti lo stesso Zecharia Sitchin, che rimane il punto di riferimento per questo settore conoscitivo, ha prodotto una quindicina di libri dal 1976 al 2010.

Peraltro, devo dire di aver trovato Schiavi degli Dei più gradevole dei libri finora letti di Sitchin, grazie a uno stile espositivo semplice e convincente, privo di fronzoli ed essenziale, nonché dotato di una certa ironia, seppur leggera.

In conclusione, Schiavi degli Dei di Biagio Russo è un libro che consiglio a tutti coloro che volessero sapere qualcosa in più su quelle che personalmente ritengo siano le vere origini dell’umanità, e che certamente sarà utile ad allargare la mente a tutti coloro che non si fossero mai avventurati in questo campo così difficile ma al contempo interessante e avventuroso.

Un’ultima cosa: ironico che una casa editrice che ha scelto di curare esplicitamente la tematica dell’ “archeologia eretica”, del cospirazionismo e simili, abbia scelto come nome Drakon, evocando essa stessa proprio quell’animale-simbolo che, dati alla mano e nelle sue varie forme serpentiformi-rettiloidi, sembra non essere solo un figura mitologia, ma avere dei legami molto concreti con lo sviluppo dell’essere umano e con la sua storia.

Fosco Del Nero

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