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Vita di Milarepa – Jacques Bacot (approfondimento)

5 Mar 2014 | Biografia, Spiritualità

Review of: Vita di Milarepa
Product by:
Milarepa, Jacques Bacot

Reviewed by:
Rating:
2
On 5 Marzo 2014
Last modified:22 Settembre 2022

Summary:

Ero indeciso se scrivere un articolo di approfondimento su Vita di Milarepa, scritto dal discepolo Rechung sulla base delle parole del suo maestro Milarepa e tradotto da Jacques Bacot per noialtri occidentali...

Vita di Milarepa - Jacques Bacot (spiritualità)Titolo: Vita di Milarepa (Le poète tibétaine Milarepa).
Autore: Jacques Bacot, Rechung.
Argomenti: spiritualità.
Editore: Adelhpi.
Anno: 1971.
Voto: 5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiGiardino dei libriAmazon.

 

Ero indeciso se scrivere un articolo di approfondimento su Vita di Milarepa, scritto dal discepolo Rechung sulla base delle parole del suo maestro Milarepa e tradotto da Jacques Bacot per noialtri occidentali, per il semplice fatto che mi sono segnato pochi spunti durante la lettura.

Appena tre, e brevi pure, per cui l’articolo sarà breve.
Vorrà dire che questa volta vi accontenterete di poche righe… tanto di righe e spunti il sito non è certamente avaro per cui avrete occasione di rifarvi.

Partiamo ordunque dalla prima citazione, legata a un tema assai annoso anche nella nostra cultura: il suicidio e le conseguenze del gesto.
A riguardo, le parole di Milarepa sono a dir poco bellissime, oltre che chiarissime.
“Se muori prima del tempo, commetti il crimine di uccidere un dio.
Per questo è il suicidio è un crimine così grave. Anche nei Sutra non c’è peccato più grande che quello di troncare la propria vita.”

A proposito di divinità, ecco come risponde il santo indiano a chi gli esprimeva il desiderio di vedere gli dei.
“Se volete vedere gli dei, sforzatevi di accumulare dei meriti e di purificarvi.
Se fate questo sforzo, vedrete gli dei in voi stessi.”
Con questa frase, egli non intendeva certo dire che saremo dei solo dopo che avremo fatto questo e quello, ma che, guardandoci, ci riconosceremmo come dei solo dopo aver maturato una certa evoluzione spirituale interiore.

Adesso veniamo alla terza citazione, che in parte ricorda il nostro Gesù Cristo (nostro si fa per dire ovviamente, lo spirito cristico è universale).
“Occupate l’ultimo posto e arriverete al primo.
Colui che va lentamente arriverà presto.
La rinuncia produce grandi effetti.”
Che vor dì?
Vuol dire che le persone che ottengono i maggiori raggiungimenti in termini di felicità ed evoluzione personale sono quelle che “mollano gli ormeggi”, che non si pongono più obiettivi terreni-egoici, che hanno imparato a lasciar andare la vita e ad affidarsi ad essa, che non hanno fretta di andare da nessuna parte perché già adesso sono felici e realizzate nel momento presente.
Chiaro, no?

E, come promesso, questa volta vi lascio liberi subito subito.
Con Vita di Milarepa abbiamo terminato.
A presto e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

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