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John Lamb Lash

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2
On 8 Luglio 2021
Last modified:9 Agosto 2021

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Bentrovati con l’articolo di approfondimento dedicato al libro "Non a sua immagine", di John Lamb Lash.
Andiamo a vedere qualche citazione tratta dal testo, che in recensione ha avuto un riscontro piuttosto scarso ma che, nelle sue quasi 600 pagine, riesce perlomeno a offrire un articolo di approfondimento valido, basato soprattutto sulla teologia gnostica.

Non a sua immagine - John Lamb Lash (religione)Titolo: Non a sua immagine (Notint his image).
Autore: John Lamb Lash.
Argomenti: storia, religione.
Editore: Uno Editori.
Anno: 2006.
Voto: 4.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Bentrovati con l’articolo di approfondimento dedicato al libro Non a sua immagine, di John Lamb Lash.
Andiamo a vedere qualche citazione tratta dal testo, che in recensione ha avuto un riscontro piuttosto scarso ma che, nelle sue quasi 600 pagine, riesce perlomeno a offrire un articolo di approfondimento di ottimo valore, basato soprattutto sulla teologia gnostica.

Il primo brano ci ricorda come è il vero sapere: ampio e panoramico, non cieco e settoriale.
“Il sapere antico era multidisciplinare ed eclettico, in forte contrasto con l’odierna concezione di specializzazione settoriale dell’istruzione universitaria e delle scienze.
La parola “filosofia” significa “amore” (philo) per il “sapere” (sophia).”

Il secondo brano ci porta a un insegnamento degli antichi Misteri, riguardante l’essenza divina e la sua onnipresenza.
“‘Contempla il Divino, e poi riconosci in te stesso ciò che il Divino contempla’ è un frammento sopravvissuto degli insegnamenti misterici della Scuola Neoplatonica.

Andiamo avanti col terzo brano, che ci porta dritti dritti agli Arconti e al loro inganno.
“L’inganno e la contraffazione sono le firme degli Arconti: “Il loro piacere sta nell’inganno (apaton)… e nel loro spirito contraffatto (antimimon)” (Apocrifo di Giovanni).
Il greco “apaton” denota intenzionalità nell’inganno, mentre l’“antimimon” spiega il metodo usato dagli Arconti per imbrogliare: letteralmente, “contro-mimica”. Questo significa copiare qualcosa rendendo la copia, versione falsa, utile a servire uno scopo opposto alla cosa o all’idea originaria.”

Ancora sugli Arconti e il metodo arcontico dell’inganno.
“Gli Gnostici non insegnavano che il mondo concreto è un’illusione, ma essi avvisavano dell’esistenza di un fattore ingannevole che agisce nel cosmo e nella mente umana e, correlativamente, in grado di provocare in noi una distorsione nella percezione dell’ordine globale e la conseguente perdita del nostro ruolo nel mondo.
Questo è il fattore arcontico.”

Il brano seguente tratto da Non a sua immagine è assai ambizioso e ampio: esso rapporta il Pleroma gnostico al Cosmo intero, gli Eoni alle varie galassie in espansione e l’Eone Sophia alla Terra.
“Questo è l’esempio di come un testo gnostico di Nag Hammadi racconta il background della storia di Sophia, la biografia planetaria: ‘Tutte le emanazioni dell’Origine sono Pleromi, e la radice di tutte queste emanazioni è l’Unico che li fa emergere da lui stesso, e gli assegna il loro destino. Ogni Pleroma si manifesta allora in modo autonomo, per realizzare la propria origine ognuno alla propria maniera’.
La scienza contemporanea fa eco alle ipotesi degli innumerevoli mondi degli Gnostici. Le foto di Hubble forniscono la spettacolare prova delle dinamiche e delle differenze tra le miriadi di galassie sparse attraverso lo spazio-tempo come semi luccicanti. In qualche modo misterioso, una presenza singola e unitaria pervade tutte le galassie, ma in ognuna di essere si trovano gli Eoni, dei e divinità specifici. Queste non sono entità come tali, ma vasti flussi.
Gli esseri cosmici supremi si muovono con vigore: non sono entità, ma correnti immense e vitali. Questi flussi nascono e circolano, si fondono, si dividono, si placano e risorgono. La danza degli dei.”

Torniamo agli Arconti, per spendere due parole sul Demiurgo Yaldabaoth… che poi sarebbe, nello studio dell’autore e non solo, il Dio Geova del Vecchio Testamento.
“Ricordiamoci che il regno arcontico è lo scenario di un atto di follia cosmica.
‘Ora, mentre i cieli esterni si erano consolidati insieme alle loro forze e tutte le loro organizzazioni, il Demiurgo divenne insolente. E veniva glorificato da schiere di angeli che lo benedicevano e lo onoravano. E da parte sua egli era compiaciuto e si vantava con loro: ‘Ecco, io non ho bisogno di nessun altro, né di altri dei’, diceva, ‘Sono io il dio, e non ne esistono altri all’infuori di me’ (Sull’origine del mondo, 103.1-15).’
Arrogante per natura, il Demiurgo crede di risiedere al centro della creazione, signore di tutto ciò che scorge. I testi gnostici affermano chiaramente che Yaldabaoth è un folle, un dio demente, o dio impostore. Il Demiurgo è davvero una sorta di dio, un’entità cosmica a pieno diritto, ma non è un Eone pleromico. È un’ombra inorganica che si è auto-deificata, illusa dalla propria identità. Non si tratta di una figura retorica o di un tropo mitologico. I documenti gnostici mostrano chiaramente che gli adepti dei Misteri concepivano Yaldabaoth e gli Arconti come abitanti reali e fisicamente esistenti del nostro sistema planetario, che tentano illecitamente di penetrare la biosfera.
Gli Gnostici insegnavano che la strategia degli Arconti è l’apaton, il “trucco”, l’“inganno”. Il Vangelo Apocrifo di Giovanni sostiene che il diletto degli Arconti è ingannare, farci percepire il loro mondo diverso da com’è in realtà, fuorviandoci dalla corretta percezione del nostro stesso mondo.”

Andiamo ora oltre, parlando del valore della Terra e della natura in generale: a non rispettarla sono gli uomini materiali, quelli che nello gnosticismo sarebbero privi di uno spirito vero e proprio.
“Sir John Woodroffe ha notato che “una caratteristica antica degli antichi Misteri è la distinzione fatta tra l’“iniziato”, la cui shakti è cosciente e il “pasu”, il non illuminato o animale, come lo chiamavano gli Gnostici, l’uomo materiale”.
Per gli iniziati che erano in intimi rapporti con Sophia, l’uomo materiale era la persona dall’animo materiale che nella natura vede solo una miniera di risorse pronte per essere sfruttate per scopi umani o persino per puro capriccio. Come scrisse Woodroffe: “Il Naturale, che è la manifestazione della Madre della Natura, e lo Spirituale, così come Essa è in e per se stessa, sono un tutt’uno, ma solo l’iniziato riconosce veramente questa unità”.
Paradossalmente le persone materialistiche possono essere definite come coloro che non riconoscono la vera natura del mondo materiale. Ciò spiga come una cultura di materialismo dilagante possa scioccamente distruggere le risorse naturali del pianeta in cui viviamo.”

Altro concetto assai interessante: ogni cosa che avviene nell’universo ha effetti sull’umanità, perché tutto è collegato.
“Per gli Gnostici ogni evento nel cosmo in generale si verifica in qualche maniera anche all’interno della psiche umana.
Non simbolicamente, ma azionalmente. “

Andiamo a concludere l’approfondimento dedicato a Non a sua immagine con altre due citazioni. Nella prima si parla della soglia e dell’attenzione-forza richiesta all’essere umano per superarla e per superare i Guardiani-Arconti.
“In un passo importante ma gravemente danneggiato, il ‘Dialogo del Salvatore’ dice che il potere di raziocinio è ciò che ci permette di rimanere nel luogo della verità, e di porre resistenza alle forze tiranniche dell’errore impersonato ne ‘il guardiano della soglia’, gergo dei Misteri per indicare gli Arconti. La soglia rappresenta l’interfaccia tra la biosfera e il sistema planetario in cui la Terra è trattenuta.
Quindi, nel loro vero ruolo, gli Arconti sono demoni interdimensionali rappresentati negli scritti gnostici come troll e guardiani.
‘Perché la soglia è spaventosa, minacciosa dinnanzi a te. ma con una mente risoluta la oltrepasserai!’ (Dialogo del Salvatore). La mente risoluta è la mente lucida, capace di ragionare in modo chiaro, obiettivo e sistematico.”

Nella seconda e ultima si torna sulla Terra con un’osservazione dai grande pragmatismo: se l’uomo non ingloba nella sua visione tutto quanto, è destinato al disastro.
“L’umanità non può sopravvivere senza osservare il legame esistente tra le varie specie viventi. Amare tutto ciò che non è umano, gli animali, le piante, gli insetti, l’atmosfera, ci autorizza ad essere umani. Amare Gaia è la più alta professione d’umanità.
Questo è anche il cammino di illuminazione che ci può condurre alla coevoluzione nel modo più diretto, più sicuro e sano, perché la spiritualità dell’esperienza dei Misteri cresce direttamente dalla nostra dote biologica.”

Abbiamo concluso con Non a sua immagine di John Lamb Lash.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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