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Jonathan Goldman

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3
On 21 Novembre 2011
Last modified:15 Dicembre 2015

Summary:

Il libro recensito è piuttosto ambizioso, dal momento che in esso si parla di vero nome di Dio, di stati estatici, di rivelazioni divine, di “suono che può cambiare il mondo”: parlo de La vibrazione divina di Jonathan Goldman.

La vibrazione divina - Jonathan Goldman (esoterismo)Titolo: La vibrazione divina (The divine name – The sound that can change the world).
Autore: Jonathan Goldman.
Argomenti: benessere personale, spiritualità, salute, esoterismo.
Editore: Edizioni My Life.
Anno: 2010.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Il libro recensito è piuttosto ambizioso, dal momento che in esso si parla di vero nome di Dio, di stati estatici, di rivelazioni divine, di “suono che può cambiare il mondo”: parlo de La vibrazione divina di Jonathan Goldman.

Intanto, non so in che modo classificare il testo, che per gli argomenti trattati e le idee proposte sarebbe da considerare un testo esoterico-spirituale, anche se poi, stringi stringi, va a parare su benessere, chakra, suoni e relative vibrazioni.

Ecco le sue premesse: da molti anni Jonathan Goldman lavora con la musica, i suoni e la voce, sempre a scopo di miglioramento e benessere personale. Dopo aver prodotto numerosi cd ed avere tenuto ancora più corsi, un bel giorno si è accorto che emettendo le vocali in un certo modo contemporaneamente si otteneva da un lato la vibrazione di tutti i chakra, ognuno dei quali veniva associato a un suono vocalico, e dall’altro lato l’elicitazione del nome di Dio, ossia il biblico Jahvé… o qualcosa del genere.

Dico qualcosa del genere perché, per ottenere grossomodo quel suono, l’autore ha in qualche modo forzato l’emissione vocalica, peraltro saltando alcune vocali con l’idea che comunque passando da un suono all’altro si ottenevano anche quelli intermedi.

Insomma, il procedimento mi è sembrato un po’ forzato per diversi motivi: primo perché i suoi che Jonathan Goldman afferma essere connessi intrinsecamente ai chakra sono, guarda un po’, le vocali pronunciate in inglese; secondo perché come detto nella “composizione finale” alcune vocali vengono tagliate per ottenere qualcosa di simile al suono Jahvè; e terzo perché, per quanto mi riguarda, il nome Jahvè (o Yahweh, che dir si voglia) non rappresenta nulla se non il nome di uno degli elohim biblici… o degli annunaki sumero-babilonesi (in tal senso giudico credibili gli studi dei vari Biglino, Sitchin, Russo).

Insomma, le basi del lavoro di Jonathan Goldman mi sembrano poco solide.
Ma che dire del lavoro in sé, ossia della vocalizzazione armonica di certi suoni, e del benessere fisico ed emotivo che provocherebbe nel corpo?

Spostandoci su questo campo, che poi è quello eminentemente pratico de La vibrazione divina, il mio giudizio si ammorbidisce alquanto, dal momento che in ogni tradizione sacra e spirituale è presente il canto, sotto forma di mantra o canti devozionali, e che lo studio l’utilizzo di certi suoni piuttosto che di altri è oggetto di studio da millenni, specialmente in Oriente.

In questo senso, quello che propone Jonathan Goldman, Jahvé o non Jahvé, è un percorso di benessere personale come altri, che va bene procedere se lo si sente calzante su di sé.

E, a dirla tutta, gli effetti positivi in termini di vibrazione e di serenità si percepiscono abbastanza facilmente (come sempre, pratico le tecniche dei libri che recensisco).
Che dire, se vi ispira e se magari avete una certa predisposizione per il canale auditivo, fatevi avanti: libro e cd allegato sono in tal senso chiari e praticabili.

Fosco Del Nero

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