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Salvatore Brizzi

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On 5 Giugno 2013
Last modified:4 Gennaio 2018

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Eccoci giunti all’articolo di approfondimento dedicato al libro La sconfitta di Cronos… che peraltro ho saputo di recente che l’autore, Salvatore Brizzi, ha ritirato dal commercio. Sono dunque stato fortunato nel prenderlo proprio all’ultimo.

La sconfitta di Cronos - Salvatore Brizzi (esoterismo)Titolo: La sconfitta di Cronos.
Autore: Salvatore Brizzi.
Argomenti: esoterismo.
Editore: Antipodi Edizioni.
Anno: 2010.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiAmazon.

 

Eccoci giunti all’articolo di approfondimento dedicato al libro La sconfitta di Cronos… che peraltro ho saputo di recente che l’autore, Salvatore Brizzi, ha ritirato dal commercio.
Sono dunque stato fortunato nel prenderlo proprio all’ultimo.

Fortunato perché, come gli altri libri di Brizzi, anche La sconfitta di Cronos, trasposizione di alcune lezioni tenute dall’autore a un cerchio ristretto di persone, si è dimostrato veramente ricco di spunti.

Passo a proporvene alcuni tra i tantissimi che mi sono segnato (e che magari avranno più spazio nella pagina facebook che non in questo articolo).

Partiamo dalla premessa di Brizzi, che è nota, almeno ai suoi lettori, ma che va ripetuta ogni tanto come promemoria.
“Noi creiamola nostra realtà… totalmente, senza eccezioni.
Le persone che incontriamo e i fatti che ci accadono sono interamente, anche se inconsciamente, voluti da noi.
Coloro che incontriamo e ciò che queste persone ci dicono corrispondono perfettamente a ciò che noi siamo: ci dicono e ci fanno solo ciò che vogliamo sentirci dire e ciò che vogliamo farci fare.”

Secondo punto: chi è il colpevole delle nostre limitazioni e della nostra separazione dall’unità.
“La mente è fatta di tempo – ricordi, progetti e preoccupazioni – pertanto se io in qualche modo riesco a uscire dal tempo, mi ritrovo anche fuori dall’attività meccanica della mente.
La mente è anche responsabile del nostro senso di separazione rispetto al mondo, fino a quando resto identificato con la mente e con lo scorrere del tempo ad essa associato, io mi sento un ‘qualcuno’ che vive dentro un corpo, occupa un determinato spazio e si protrae per un certo tempo.
Se mi sento ‘qualcuno”’ ossia un individuo particolare incastonato nello spazio-tempo, non posso essere il Tutto, non posso essere l’Uno.
La visione a cui ci costringe la mente è questa: io sono ‘qualcuno’, che vive dentro il corpo, mentre fuori c’è l’universo. Questa è la dualità all’origine di tutte le dualità, la separazione all’origine di tutte le separazioni successive. Io dentro il corpo e il mondo fuori dal corpo.”

Ebbene, come si vince il tempo, come si diviene finalmente felici?
La risposta è semplice.
“Come si vive fuori dal tempo, con la gioia nel Cuore, finalmente felici di essere in vita?
Nell’unico modo possibile: vivendo nell’istante presente.
Non esiste una tecnica elaborata per riuscirci. Non può esistere una tecnica per imparare a essere dove siamo sempre stati e dove saremo sempre, ossia qui e ora. Non esiste un cammino spirituale che ci porti dove siamo già!
È sufficiente che restiamo dove siamo.
Il lavoro di reintegrazione non consiste nel cambiare qualcosa, nel realizzare qualcosa o nello spostare la propria coscienza in un altro stato. Nel vero lavoro di reintegrazione non ci può essere spostamento, ma solo rimanere dove si è e ciò che si è.”

Cosa succede quando viviamo e agiamo nel momento presente?
“Accompagnate gli atti con la vostra presenza.
Questo muta radicalmente la qualità dell’atto compiuto portandolo fuori dal tempo. Se l’atto è accompagnato dalla vostra presenza, se non è compiuto meccanicamente, diventa un atto eterno, cioè a-temporale.
Vi sto parlando di qualcosa di reale, di provato. Un atto di questo genere incide in maniera sostanziale sulla realtà circostante, mentre un atto meccanico è privo di forza. Per questo motivo quando iniziate a ricordarvi di voi stessi iniziate anche a conoscere nuove persone, frequentare nuovi posti, incontrare nuove occasioni. Chi si ricorda di sé comincia a irradiare n’energia diversa che influenza l’ambiente circostante e lo costringe a mutare.”

Vediamo ora cosa è la tanto citata e ricercata pietra filosofale
“Il lapis philosophorum degli alchimisti è in realtà il Cuore aperto.
Se tu proietti all’esterno il tuo Cuore aperto trasformi la realtà, perché sei entrato nel Regno dei Cieli. Allora il piombo diventa oro. Detto in altre parole, ciò che prima di causava giudizio, lamentela e sofferenza diviene adesso fonte di gioia. La polvere di proiezioni che trasmuta il metallo in oro non è altro che lo sguardo dell’alchimista rischiarato dall’apertura del Cuore. La realtà che ti si presenta diventa aurea, poiché è totalmente capovolta rispetto al passato.”

Chiudo l’approfondimento con l’invito di Brizzi a vivere quanto più possibile le emozioni superiori come gratitudine e fiducia nella vita.
“Alzatevi la mattina e ringraziate la Vita per ciò che avete, e se non avete nulla ringraziate per il fatto di non avere nulla, perché evidentemente il motivo per cui non avete nulla è che usereste male le cose, per cui è bene che non abbiate nulla finché non siete pronti interiormente.
La Gratitudine è un pilastro del lavoro su di sé e concerne anche il successo lavorativo e finanziario di una persona. Le persone di successo ringraziano spesso la Vita, oppure Dio, oppure il Cielo o l’Universo… anche se poi non lo dicono in televisione, vi garantisco che dentro di loro ringraziano, e questo fa sì che abbiano sempre più successo, e quindi motivi per ringraziare ancora.
Oltre alla Gratitudine c’è la Fede, ossia la capacità di sentire che qualunque cosa vi riservi la vita è sempre la cosa migliore per il vostro cammino evolutivo.
Questa è Fede, e la Fede dà Sicurezza… che è un’altra importante emozione superiore. Una persona che prova Gratitudine, ha Fede e sente Sicurezza dentro di sé diventa invulnerabile, inarrestabile, un punto di Luce, un faro per chi la circonda. Abituatevi a provare Gratitudine fino alle lacrime e la vostra vita verrà capovolta nel giro di pochi mesi.”

E con questo bellissimo invito-proposito termino l’approfondimento de La sconfitta di Cronos di Salvatore Brizzi.
A presto e tante belle cose a tutti, soprattutto gratitudine e fiducia.

Fosco Del Nero

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