SCHEDA DI “LA FIGLIA DELLA SCIAMANA”.
Titolo: La figlia della sciamana (Skammerens datter).
Genere: fantasy, drammatico.
Regista: Kenneth Kainz.
Anno d’uscita: 2015.
Attori: Roland Møller, Søren Malling, Jakob Oftebro, Allan Hyde, Maria Bonnevie, Olaf Johannessen, Joi Johannsson, Esben Dalgaard Andersen, Jim High.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐.
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TRAMA DI “LA FIGLIA DELLA SCIAMANA”.
Ecco la trama sommaria del film, girato in Danimarca nel 2015: il Re di Dunark è stato assassinato insieme alla sua famiglia, moglie e figlio piccolo. Il colpevole sembra essere l’altro figlio, il maggiore, Nicodemus Ravens, trovato ubriaco, con un coltello insanguinato in mano, mentre dormiva.
Nell’incertezza sul da farsi, viene convocata la sciamana Melussina Tonerre, la quale, avendo il dono di leggere dentro le persone e di vedere che cosa hanno fatto e di che cosa si vergognano, saprà dire per certo se il ragazzo ha assassinato o meno la sua famiglia.
Viene convocata anche la di lei figlia Dina, la quale possiede lo stesso dono… tuttavia, per le due sarà difficile eseguire il compito loro assegnato, visto che si troveranno in mezzo ai giochi di potere di palazzo.
VALUTAZIONE DI “LA FIGLIA DELLA SCIAMANA”.
La figlia della sciamana mi è stato consigliato come film dai contenuti interessanti… e così è stato, per quanto l’elemento interessante si riduce esclusivamente alla sua idea di fondo.
Il film, a livello di sceneggiatura e di scenografia, non è un prodotto indimenticabile: è ben eseguito, ma non è nulla di trascendentale: né nella recitazione, né nei dialoghi o in altro. Tuttavia, si fa notare per l’idea che lo caratterizza: quella per cui alcune persone, le sciamane/streghe nello specifico, hanno il potere di far vergognare gli individui di sé stessi e delle loro debolezze.
Ossia, esse fungono da specchio per i vari esseri umani che incrociano il loro sguardo, e che sono così “visti”: sono visti da fuori, ma al contempo si vedono da dentro, ossia in quel frangente sono costretti a guardare/fronteggiare le proprie debolezze e le proprie mancanze.
Praticamente è il principio speculare della letteratura spirituale o, comunque, qualcosa che ci va molto vicino (principio speculare più profonda autosservazione): lo specchio del mondo costringe letteralmente le persone ad affrontare le proprie energie interiori e, se sono spiritualmente mature, ad autosservarsi (quelle non pronte, girano lo sguardo dall’altra parte e fanno finta di niente).
Ciò, da solo, per quanto mi riguarda rende il film meritevole di visione.
SCENE O CITAZIONI DA “LA FIGLIA DELLA SCIAMANA”.
Segnalo alcune frasi del film.
“Quando guardi le persone, mostri loro tutte quelle cose che preferirebbero dimenticare, o tutto ciò di cui si vergognano: questo le spaventa.”
“Le persone vogliono dimenticare: ognuno ha qualcosa di cui vergognarsi.”
“Le cose sono impossibili finché qualcuno non le smentisce.”
“Guarda dentro, guarda dentro te stesso.”
CONCLUSIONE.
Cinematograficamente parlando, La figlia della sciamana si situa poco più della sufficienza, a cui personalmente aggiungo qualcosa per l’idea di fondo originale (e discretamente importante, pur se non è stata sviluppata in senso evolutivo ma solo in senso narrativo).
In verità c’è un altro elemento interessante nel film: il cattivo di turno alleva draghi, ossia rettili simili a grandi coccodrilli, e ne beve il sangue, poiché ciò dona longevità e forza al di fuori del comune. Il fatto di bere sangue di creature viventi al fine di ottenere vitalità e longevità è un concetto che si sta facendo lentamente strada in vari modi.
Il film ha già avuto un seguito: La figlia della sciamana 2 – Il dono del serpente: dopo che si sono scontrati Corvi e Draghi, dunque, si profila l’inserimento di un altro animale/simbolo.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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