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Journey to the West – Conquering the demons (film)

3 Nov 2026 | Film

Product by:
Stephen Chow

Reviewed by:
Rating:
5
On 3 Novembre 2026
Last modified:3 Novembre 2026

Summary:

SCHEDA DI "JOURNEY TO THE WEST - CONQUERING THE DEMONS".

Journey to the West - Conquering the demons (film)SCHEDA DI “JOURNEY TO THE WEST – CONQUERING THE DEMONS”.

Titolo: Journey to the West – Conquering the demons (Xi you xiang mo pian).
Genere: commedia, arti marziali, azione, esistenza.
Regista: Stephen Chow.
Anno d’uscita: 2013.
Attori: Shu Qi, Wen Zhang, Huang Bo, Show Lo, Lee Sheung-ching, Chen Bingqiang, Cheng Sihan, Xing Yu, Lu Zhengyu, Chiu Chi-ling, Yang Di, Chrissie Chau, Ge Hangyu, Fung Min-hun, Yeung Lun.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐⭐.
Dove lo puoi acquistare: https://amzn.to/4a3j0YH.

TRAMA DI “JOURNEY TO THE WEST – CONQUERING THE DEMONS”.

Xuan Zang è un giovane cacciatore di demoni che si fida più della sua capacità di convertire i demoni (solitamente, ex esseri umani passati al “lato oscuro”) facendo leva sulla loro bontà residua, piuttosto che sulla sua forza fisica (che non ha).

Giunto in un villaggio in cui un demone acquatico ha ucciso varie persone, s’imbatte prima in un monaco finto cacciatore di demoni, e poi in una vera cacciatrice (Duan), la quale prima eliminerà il demone acquatico (che lui stava cercando di convertire, senza molto successo) e poi s’innamorerà di Xuan.

Dopo il demone pesce Sha Wujing, Xuan e Duan combatteranno contro il demone maiale Zhu Wuneng e infine contro il demone scimmia Sun Wukong.

Nel mezzo, tante chiacchiere e tante gag, dal momento che Journey to the West – Conquering the demons è essenzialmente una commedia umoristica.

VALUTAZIONE DI “JOURNEY TO THE WEST – CONQUERING THE DEMONS”.

Journey to the West – Conquering the demons è il terzo film di Stephen Chow che vedo, dopoShaolin soccer e Kung fu shaolin… che all’inizio degli anni 2000 fecero furore in Cina e nel mondo intero (nonostante alcuni adattamenti/doppiaggi completamente sballati, come quello italiano che si rivelò un clamoroso buco nell’acqua, rendendo ridicolo un prodotto che altrimenti aveva una sua dignità).

Se nei suoi primi film Stephen Chow puntava tutto su arti marziali e umorismo, ora, evidentemente cresciuto non solo cronologicamente, punta su qualcosa di più profondo, andando a pescare, per il film che vi propongo oggi, uno dei più grandi classici della letteratura cinese, il libro Journey to the West, dalle sue parti unanimemente conosciuto (come se fosse la nostra Divina Commedia o classico tipo l’Orlando Furioso) e intriso di simboli religiosi e spirituali (di matrice buddhista).

Abbiamo la figura di un monaco novizio che, guidato da un maestro-shifu e allineato a una tradizione, fa esperienza di vita cercando sia di aiutare le persone che di ottenere l’illuminazione. Il tutto è molto improntato all’altruismo, alla missione personale e alla devozione verso il Bene.

Egli, pur meno forte fisicamente di altri cacciatori di demoni (tutti più forti di lui, in verità), eccelle nella volontà e nella purezza, tanto che evita coinvolgimenti sentimentali e sessuali che potrebbero ostacolare il suo percorso (persino coinvolgimenti che potrebbero arricchirlo e portarlo verso l’alto).

Il film si caratterizza per una tripla dualità: bene e male; maschile e femminile; maestro e allievo. D’altronde, parliamo di un classico della letteratura cinese e buddhista, non di un prodotto Netflix… per quanto molto rivisitato e adattato cinematograficamente (cosa che ha scatenato accesi dibattiti in patria).

L’essenza del film è enormemente evolutiva: il monaco novizio parte con riferimenti concettuali-dottrinali e per inesperienza compie degli errori, ma è genuinamente votato al miglioramento e al risveglio… che alla fine otterrà, trasformando i suoi demoni in alleati.

Quali sono questi demoni? Vediamoli meglio:
– il demone pesce (emozioni, rabbia, elemento acqua),
– il demone maiale (passione, lussuria, elemento fuoco),
– il demone scimmia (ego, mente, elemento aria).

Manca l’elemento terra… che viene incarnato nel film dalla statua del Buddha alta centinaia di metri.

Il monaco novizio sconfigge i suoi avversari/demoni, conquista la maestria sui suddetti elementi e poi va in giro per il mondo con tali demoni ora trasformati in alleati (il demone soggiogato ed elevato diviene angelo, il veleno diviene farmaco, il piombo diviene oro, secondo una vera e propria trasmutazione alchemica). Il finale è magnifico, se lo si osserva con occhi evolutivi e non solo narrativi.

Viceversa, se ci sia sopraffare da tali demoni, si diventa loro servitori, consapevoli o meno (la scena del ristorante del secondo demone è emblematica in tal senso e ci parla della società in cui viviamo, in cui i più servono il male/l’inconsapevolezza, pur senza saperlo).

SCENE O CITAZIONI DA “JOURNEY TO THE WEST – CONQUERING THE DEMONS”.

Ecco alcune frasi interessanti del film.

La prima è la canzone che il monaco novizio canta ai demoni per farli “rinsavire” (il concetto sa molto di figliol prodigo e ritorno alla casa del Padre).

“Impara a essere buono, impara ad amare.
L’amore è dentro il tuo cuore, riempie di calore la tua vita.
Fai il bravo, fai il bravo, e torna presto a casa.
Le mie braccia sono sempre pronte ad accoglierti.
Figlio mio, pentiti con sincerità.
Rimarrai per sempre il mio figlio più caro.”

“Tutti nasciamo buoni.”

“Vivo solo per l’Amore Supremo.
L’amore di livello inferiore non fa per me.”

“Continui a bloccarmi la strada per l’illuminazione.”

“L’amore tra uomo e donna è anch’esso parte dell’Amore Supremo.
Solo chi prova dolore comprende cosa voglia dire soffrire.
Solo chi è stato testardo capisce perché non bisogna esserlo.
Solo chi ha desiderato è capace di rinunciare.”

Faccio notare cinque scene/cose alquanto interessanti: nella prima abbiamo che le persone con una vista/coscienza superiore non si fanno ingannare dall’incantesimo/menzogna del secondo demone, mentre i “comuni” (i babbani di Harry Potter, i pagani di Gesù) non vedono le cose per come sono realmente e come conseguenza sono facilmente manipolabili… di più: finiscono per diventare il cibo del demone, com’è letteralmente (una cosa che i “comuni” non sanno e non immaginano neanche lontanamente).

Seconda: a un certo punto maestro e allievo stanno parlando e il primo sta cercando di spiegare al secondo che esiste un Amore Cosmico, oltre a un amore più spicciolo e terreno. Ascoltando e osservando il suo maestro, i suoi occhi in particolare, l’allievo sembra vicino a una comprensione/epifania, quasi per trasferimento/comunicazione… che però viene interrotta da un evento del mondo esterno.

Capita in effetti di continuo che delle possibili consapevolezze non vengano conquistate perché il mondo materiale ci distrae… allora, la comprensione viene rimandata (di quanto? Non si sa: un anno, vent’anni, più incarnazioni… ecco perché sarebbe bene non farsele sfuggire quando ci vengono porte).

Terza: in un certo momento l’allievo trova un catino con su scritto “Specchio dell’acqua riflettente” e grazie a quello specchio individua dove sta la statua del Buddha la quale poi lo porterà all’illuminazione. Ciò a dire che i riflessi speculari del mondo, prima o dopo, conducono al risveglio.

Quarta: il Buddha ha rinchiuso il demone scimmia in una caverna (riecheggia alla nostra memoria la caverna di Platone, simbolo di ignoranza della personalità), sigillata al di sopra da un loto (simbolo di progresso interiore, quello richiesto a qualunque personalità).

Quinta: molto bella anche la scena in cui Xuan Zang si connette al Divino, di fatto ottenendo l’illuminazione… e con ciò sconfiggendo il demone scimmia (ossia la mente-ego: le due cose sono connesse), che a quel punto si inchina all’essere umano divino-risvegliato, che fino a poco tempo prima aveva combattuto/bullizzato (anche qui: quanto realismo in questa dinamica!).

Tale scena mostra anche un Buddha cosmico che pare vegliare su tutto il pianeta, come in effetti il Divino fa (che lo si chiami Buddha o Cristo non fa differenza).

CONCLUSIONE.

Journey to the West – Conquering the demons è un film di notevole valore, sia come prodotto cinematografico, sia come contenuti, risultando sia d’intrattenimento che d’insegnamento (come dovrebbe essere sempre la narrazione… per quanto in questa epoca psichicamente deviata questa sia l’eccezione e non la regola).

Non per nulla, il film all’epoca incassò qualcosa come 220 milioni di dollari, divenendo il film cinese di maggior incasso di tutti i tempi… almeno sino al successivo film di Chow. Qualcosa vorrà pur dire: questo succede quando ci si ispira al classico e al bello.

Da segnalare anche la scena comica migliore degli ultimi vent’anni di cinema… o almeno quella che mi ha fatto più ridere, forse perché inaspettata.

In tutto ciò, Journey to the West non è mai stato importato in Occidente, nonostante il titolo, e occorre guardarselo in lingua originale (cosa che comunque a me piace) con i sottotitoli (si trovano in italiano).

In compenso, al cinema e in tv siamo pieni di spazzatura mondialista/globalista… che tuttavia a livello di riscontri di pubblico fallisce quasi sempre, perché va nella direzione contraria rispetto alla verità, ossia la direzione della manipolazione e della menzogna (una direzione perdente per definizione, alla lunga, per quanto budget si abbia… senza contare che, per dirla con Branduardi, “il denaro dei nani in fumo finirà”).

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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