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Piero M. Ragone

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3
On 12 Settembre 2016
Last modified:2 Luglio 2018

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Chi mi segue da tempo sa che ogni tanto leggo e recensisco un libro di saggistica tra storia, mitologia, religione, archeologia, etc.
Stavolta è il turno di Piero M. Ragone con Il segreto delle ere.

Il segreto delle ere - Piero M. Ragone (storia)Titolo: Il segreto delle ere.
Autore: Piero M. Ragone.
Argomenti: saggistica, storia.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2013.
Voto: 6.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Chi mi segue da tempo sa che ogni tanto leggo e recensisco un libro di saggistica tra storia, mitologia, religione, archeologia, etc, soprattutto alla luce della rilettura della storia dell’umanità che è inevitabile che vi sarà nel tempo a venire, oltre che importante elemento di apertura mentale (in attesa di arrivare all’anima, è buona cosa aprire la mente).
Dunque, ogni tanto sul sito spunta fuori qualcosa di Zecharia Sitchin, di Mauro Biglino, di Biagio Russo, di Graham Hancock, di Colin Wilson, etc.
Stavolta abbiamo il libro di un altro italiano, Piero M. Ragone, intitolato Il segreto delle ere.

L’autore prende in esame le ere che ci hanno preceduto, perlomeno quelle storicamente studiabili, pur con tutta la difficoltà del caso trattandosi di tempi affatto recenti, e le rilegge alla luce di una teoria di fondo, ossia che in ogni era (storico-astrologica) si incarna un messia con lo scopo di contribuire all’evoluzione spirituale dell’umanità.

Nulla di nuovo, peraltro, giacché nelle tradizioni spirituali è cosa nota che i maestri arrivino sulla Terra proprio per contribuire al progresso spirituale delle persone, anche se a dire il vero in questo testo la cosa sarebbe esclusiva, per così dire, nel senso che vi sarebbe stato solo un messia per ogni era (Era dei Gemelli, Era del Toro, Era dell’Ariete, Era dei Pesci), e inviato da un Dio entità esterna, elemento che invece contraddice praticamente ogni tradizione spirituale.

In effetti questa è una delle note stonate del libro, che peraltro avevo avvertito anche in altri testi del genere, per esempio di Sitchin: quando il ricercatore storico-linguistico-archeologico-etc fa il ricercatore, va tutto bene (oddio, tutto è impossibile essendo alle prese con tematiche così difficili da affrontare, per cui già una parte di “giustezza” va più che bene), mentre quando lo storico si lancia nel campo della spiritualità e delle leggi dell’esistenza, allora cominciano i problemi… presenti anche in questo testo.

Altro punto di perplessità: certamente se è difficile per il ricercatore unire tasselli così lontani, per i quali spesso si hanno solo indizi e non prove, figuriamoci per il lettore comune, che non studia quelle materie e quindi non ha i mezzi conoscitivi per discernere vero e falso, credibile e non credibile.
Per chi può, tuttavia, viene in soccorso l’intuizione… e a sensazione certe cose mi hanno subito risuonato, mentre altre mi sono risultate decisamente meno convincenti (e qua torniamo al discorso di prima: letteralmente impossibile prenderci su tutto riguardo a tali materie).

Comunque, va detto che alcuni argomenti sono interessanti e propositivi, per quanto essi stessi non nuovi (la “parentela” stretta tra Akhenaton e Mosé, il fatto che Gesù avesse un gemello, la sovrapposizione tra monumenti antichi e costellazioni), e che a tratti il lavoro pare ispirato…

… pur con la tara di cui vi ho detto prima che a mio avviso lo squalifica almeno in parte.
Così come squalificano un’opera le varie autocelebrazioni che essa si scrive da sola (“La storia come non vi è mai stata raccontata prima d’ora”, “Il segreto delle ere è l’alba di una nuova era”, “La sconvolgente scoperta di un progetto divino”, “Famoso ricercatore storico-scientifico ed esperto di esoterismo”).

Insomma, di mio avrei gradito da parte dell’autore meno autocelebrazioni, meno incursioni immotivate nel campo dello spiritual-esistenziale, e più ricerca storica, per la quale certamente è dotato e ha passione, e per la quale potrebbe avere un valore.

In conclusione, Il segreto delle ere di Piero M. Ragone si rivela un libro scorrevole, di facile lettura anche per via del fatto di non essere troppo lungo (200 pagine di caratteri abbondanti e un ricco corredo di foto e immagini, che impreziosiscono l’opera), e con qualche intuizione interessante, ma pure con qualche punto critico.

Fosco Del Nero

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