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Gianluca Magi

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4
On 15 Giugno 2015
Last modified:15 Giugno 2015

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L’appuntamento odierno è con l’articolo di approfondimento del libro Il gioco dell’eroe di Gianluca Magi, un libro affatto lungo, e anzi breve, che si legge in un solo pomeriggio, ma ciononostante piuttosto ricco di spunti e con una bella energia interiore...

Il gioco dell’eroe - Gianluca Magi (crescita personale)Titolo: Il gioco dell’eroe.
Autore: Gianluca Magi.
Argomenti: crescita personale, rilassamento, esistenza, intuizione.
Editore: Il Punto d’Incontro Edizioni.
Anno: 2012.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati, amici.
L’appuntamento odierno è con l’articolo di approfondimento del libro Il gioco dell’eroe di Gianluca Magi, un libro affatto lungo, e anzi breve, che si legge in un solo pomeriggio, ma ciononostante piuttosto ricco di spunti e con una bella energia interiore.

Selezionerò alcuni dei brani che mi sono segnato per l’articolo presente, partendo da un brano sul momento presente.
“Come un’adiacenza osmotica, lungo i bordi del mondo, esiste una relazione misteriosa che unisce il tempo e l’eternità. Come una porticina che puoi aprire. La trovi nell’istante magico, dove le cose sembrano appartenere non più a uno ma a due mondi.
In quel momento, serenamente rilassato, sottratto dalla corsa del tempo e dal pensiero cronologico, accedi nell’istante, nel presente al di sopra del tempo che sfocia nell’eternità.
In tal modo fermi il mondo e impari a vedere, non la schiuma, la superficie, lo scorrere privo di senso delle immagini che fuggono, ma a vedere dentro, attraverso, al di là, più a fondo. Qui, a portata di sguardo, il significato profondo della vita si svela.
A quel punto comincia il viaggio archetipico dell’Eroe, cioè te stesso.
È un cammino del cuore, poiché la chiave dell’istante non è altro che l’Amore. Vissuto in tutta la sua intensità, l’Amore è una presenza totale che ha la consistenza dell’istante.”

Cui segue un più breve brano sulla rilassatezza con cui si vive il momento presente.
“Concediti la chance di ricevere ciò che ti giunge non sforzandoti di voler ottenere un particolare risultato. Ciò ti estenuerebbe o ti deluderebbe.
Rilassati con la stessa spensieratezza con cui danzi un motivo che ti piace o canti sotto la doccia. Non c’è alcun limite di tempo né alcuna fretta. Il viaggio è importante quanto la meta, se ti fissi solo sulla meta tutto diventa conflittuale.
Ciascuno incede col proprio passo. Non ci sono scadenze né tabelle di marcia.”

O, per dirla in altri termini…
“L’importante durante il viaggio è di non sforzarti in nessun modo, ma di rilassarti, come quando tiri un respiro di sollievo.
Se ti sforzi blocchi il flusso.”

Anche perché ciò è una questione di amore per se stessi (che peraltro si riflette sempre nell’amore per gli altri e per l’esistenza intera).
“Non pretendere una cosa da te stesso in modo brutale, altrimenti la mente si paralizza.
Sii piuttosto amorevole con te stesso, come un genitore premuroso con il proprio figlio: né troppo permissivo, né troppo critico.
La corda di uno strumento va ben accordata: se è troppo lenta non suona, se è troppo tesa si spezza.”

Adesso alcune citazione su cosa intende Gianluca Magi per “gioco dell’eroe“.
“Il Gioco dell’Eroe significa vedere in modo sacro: l’arte di discernere, dietro gli eventi comuni della vita, un soprannaturale soccorso, che emerge allorché ci siamo liberati dalla cornice ristretta entro cui ci muoviamo.
Significa stabilire un rapporto con l’invisibile, riconoscere le potenze situate al di là e al di fuori dell’ordine sociale.
A quel punto si plana attraverso la vita, si rinuncia alle grucce ricevute in eredità, e si sviluppano in poi poteri non nostri ma affidati a noi.”

Ma cosa motiva l’uomo a principiare questo viaggio?
“È proprio una voce interiore a suggerire all’uomo di mettersi in cammino per raggiungere se stesso e il proprio destino, ma, poiché ama nascondersi a se stesso e non dare ascolto ai messaggi dell’Anima, l’uomo preferisce sbattere la porta in faccia a tale suggerimento. Preferisce barattare la felicità per un pugno d’illusoria sicurezza.
Il mondo è pieno di persone che hanno smesso di ascoltare se stesse o sono rimaste influenzate dai vicini che insegnano cosa si deve fare, come ci si deve comportare e quali sono i valori per cui si deve vivere e, così facendo, si sono poste al di fuori del proprio centro e si sono uniformati a un programma di vita che non è il proprio.
Che tristezza se pensi che la gente è programmata per ricevere così poco, mentre le possibilità sono così tante!”

E ancora, sul valore infinito che ha tale fuoco interiore di scoperta.
“È un momento benedetto quello in cui decidi, dopo forti riluttanze, di metterti in gioco.
Qualcosa dentro di te riconosce che sei pronto a cambiare e ti manda un messaggero per richiamarti all’avventura: può essere una figura nei sogni, una persona reale, una nuova idea in cui t’imbatti, un film che hai visto, il libro che stai leggendo.
Qualcosa dentro di te è stata colpita come una campana e le vibrazioni che ne seguono si propagano nella tua esistenza, finché il cambiamento non diventa inevitabile.
Richiamato dall’avventura, dovrai tenere in conto che ostacoli costellano il percorso, ma che proprio tali ostacoli ti condurranno al ritrovamento del tesoro.”

E ancora sulla voce interiore che ci spinge in questa direzione.
“Da sempre, da Gilgamesh ai nostri giorni, l’eroe mitico, questo archetipo che portiamo in grembo, presto o poi, ha avuto la sensazione che qualcosa lo chiamasse a percorrere una certa strada, richiamato all’avventura come colpito con la forza di un’annunciazione: “Ecco quello che devo fare, ecco il motivo per cui sono vivo, ecco perché il mondo vuole che io esista, ecco quello che devo avere. Ecco chi sono”.
È come un richiamo a essere sveglio, a trarsi fuori dal sonno collettivo e a non ricadere nella palude dell’inquieto sogno quotidiano dell’uomo comune.”

Seguono adesso due citazioni brevi, ma dalla bellezza folgorante.
La prima su soglia e limiti.
“I limiti si fanno soglia.
Il limite blocca, costerna, paralizza; la soglia è un invito a varcarla, a oltrepassarla.
Nessun limite, solo soglie: questo è il monito dell’Eroe.”

La seconda su cosa cercare e cosa non perdere.
“La tua bussola d’oro sarà il triplice monito.
Non perdere te stesso per cercare il mondo.
Non perdere il divino per cercare te stesso.
Non perdere il mondo per cercare il divino.”

Adesso altre poche righe per l’eventualità opposta al viaggio dell’eroe: la paura e il rimanere dove si è.
“Tutti sono così infelici perché non si dà nessun valore al coraggio.
Oggi agli uomini insegnano tutto tranne che a essere coraggiosi. E non è bello né giusto.
È per questo che pochi riescono a essere veramente felici.
Spesso viviamo sotto la protezione di viltà che chiamiamo principi e stagniamo nel banale.”

Ultima citazione dedicata al libro di Magi, sorta di compendio finale sulla realtà in cui viviamo e sul modo di vederla.
“Il visibile agisce sull’invisibile e, soprattutto, l’invisibile agisce sul visibile.
Una volta compresa questa comunicazione ininterrotta, tutto straordinariamente cambia nella vita. all’ignoto è riconosciuta una parte molto più grande di quella che prima gli era concessa.”

E con questo abbiamo terminato con Il gioco dell’eroe di Gianluca Magi.
A presto e buon viaggio eroico a tutti.

Fosco Del Nero

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