SCHEDA DI “PORCO ROSSO”.
Titolo: Porco Rosso (Kurenai no buta).
Genere: anime, commedia, animazione, fantastico.
Regista: Hayao Miyazaki.
Anno d’uscita: 1992.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐.
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TRAMA DI “PORCO ROSSO”.
Il protagonista del film è Marco Pagot, detto Porco Rosso (“porco” perché è un maiale e “rosso” perché vola su un idrovolante rosso… senza che alla parola “porco” sia attribuita una connotazione negativa, primo di alcuni errori di uso della lingua italiana: ad esempio, “Non si fo credito”, “Morto a vivo”, “Mamma aito”, “Volume e chanale”, e qualche altra cosetta), ex pilota dell’aeronautica italiana, da cui è fuoriuscito perché non in linea con la cultura fascista (infatti è ricercato dalla polizia per diversi reati), ed ora cacciatore di taglie in solitaria, per questa sua attività assai inviso a pirati e contrabbandieri.
L’inizio di Porco Rosso è bellissimo: il protagonista è coricato su una sdraio in una sorta di insenatura di un isolotto, con un ombrello che lo ripara dal sole e una radio che intona “Le temps des cerises” (un classico francese).
L’azione, tuttavia, lo esige immediatamente: i Mamma Aiuto, pirati dell’aria, stanno assaltando una nave e prendendo in ostaggio un gruppo di bambine… le quali peraltro non solo non sono spaventate, ma si divertono un mondo, mettendo in grave imbarazzo i “criminali”. Porco Rosso interviene e sbroglia la situazione.
Poco dopo segue la serata al night club in cui canta Madame Gina, amica (o forse qualcosa di più?) di Porco Rosso, in cui si fa anche la conoscenza di Curtis, un pilota americano che sfiderà Marco in un duello aereo e che pare molto interessato a Gina (oltre che a Fio Piccolo, la ragazzina che diventerà il secondo di Porco Rosso e che è forse il personaggio meglio riuscito del film, come spesso capita, nei film di Miyazaki, con i giovani personaggi femminili).
VALUTAZIONE DI “PORCO ROSSO”.
Le maledizioni paiono essere un elemento caro a Miyazaki, se è vero che pure in Il castello errante di Howl, La città incantata e Principessa Mononoke alcuni dei protagonisti ne vengono colpiti: in Porco Rosso abbiamo nientemeno che un uomo italiano il quale, all’inizio dello scorso secolo, viene tramutato in maiale da una maledizione di cui peraltro nel film non si dice praticamente nulla… non molto realistico, ma pazienza.
Rispetto ad altri film del regista nipponico, come per esempio Principessa Mononoke, Nausicaa o Laputa – Castello nel cielo, Porco Rosso si presenta più leggero e discorsivo, privo della seriosità abbinata a tematiche quali la guerra, la natura, le ambizioni umane… diciamo che, in quanto a leggerezza, pendiamo più dal lato di Kiki – Consegne a domicilio, Totoro e Ponyo.
La storia è vivace, i personaggi godibili, la fotografia splendida (Miyazaki e Studio Ghibli d’altronde sono una garanzia) e i dialoghi colpiscono nel segno. Una storia così, poi, è letteralmente indimenticabile e, anzi, è una di quelle che, quando finisce, ci si rammarica perché si sarebbe voluti andare oltre.
Le numerose scene in aeromobile peraltro rendono probabilmente Porco Rosso il film di Miyazaki più spettacolare e scenografico, anche per via dell’ambientazione italiano-mediterranea.
SCENE O CITAZIONI DA “PORCO ROSSO”.
Di scene memorabili ce ne sono diverse nel film: dall’abbordaggio aereo dei pirati alla sfida tra Marco e Curtis, dall’incipit con la canzone francese in sottofondo all’esibizione di Gina nel suo locale.
Se parliamo però di scene o citazioni evolutive, ritorna il solito discorso: ho inserito tutti i film di Miyazaki nella lista dei film “interessanti” non perché evolutivi in senso stretto, ma perché ispiranti in senso lato: natura, coraggio, integrità, forza interiore, dolcezza… queste le qualità che vi si respira. In ciò, Porco Rosso non fa eccezione.
CONCLUSIONE.
L’unico motivo, forse, per non guardare Porco Rosso era dato, sino a non molto tempo fa, dal fatto fa non esisteva una versione italiana; infatti la prima volta io lo guardai in lingua originale con i sottotitoli in italiano (combinazione che peraltro è la mia preferita)… ma da quando è uscito il dvd nostrano col doppiaggio in italiano, i pigri non hanno più scuse.
Siamo una tacca sotto i capolavori massimi di Miyazaki, ma una tacca sotto l’eccellenza assoluta è un bel livello.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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