SCHEDA DI “MR. NOBODY”.
Titolo: Mr. Nobody.
Genere: fantastico, psicologico, drammatico.
Regista: Jaco Van Dormael.
Anno d’uscita: 2009.
Attori: Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley, Ben Mansfield, Daniel Mays, Rhys Ifans, Juno Temple, Natasha Little, Chiara Caselli.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐.
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TRAMA DI “MR. NOBODY”.
Andiamo subito a sintetizzare la trama, cosa non facile per Mr. Nobody: Nemo Nobody è un vecchio di 117 anni, che vive nel futuro e che è al centro di una sorta di reality televisivo, col pubblico che ne segue gli ultimi mesi di vita. Egli, in un futuro molto tecnologico in cui si è scoperto uno strumento per divenire immortali, è l’ultimo uomo mortale rimasto, nonché il più vecchio, da cui la curiosità generale.
Tanto che sia psicologi che giornalisti ambiscono a ricostruirne le memorie… cosa non troppo semplice, visto che il signore, in alcuni momenti lucido e in altri meno lucido, sembra raccontare diverse vite e diversi percorsi, anche molto diversi tra di loro.
In una vita da piccolo è andato a vivere col padre, in una con la madre, in una ha sposato Anna, in un’altra Elise, in un’altra ancora Jeanne. Idem per i lavori, col tutto che procede secondo ramificazioni di vita, in stile Sliding doors, ma senza una suddivisione binaria, bensì con molte più possibilità.
Il film procede a spezzoni e con continui flashback, saltando dal Mr. Nobody 117enne al Nemo 34enne, oltre che 11enne, 15enne e così via.
VALUTAZIONE DI “MR. NOBODY”.
Mr. Nobody è divenuto in breve tempo una sorta di film culto del genere fantascienza introspettiva.
Intanto, diciamo che nome e cognome del protagonista, Nemo Nobody, significano entrambi “nessuno”, rispettivamente in latino e in inglese; che le due iniziali formano l’N.N. inglese, acronimo di “no name”, ossia “nessun nome”; e che inoltre la parola “nemo” ribaltata diviene “omen”, ossia destino in latino, fatto probabilmente non accidentale in un film che tratta proprio il tema del destino e dei possibili percorsi di vita… e che sembra riprendere il vezzo palindromico del precedente film Gli amanti del Circolo Polare, in cui due fratellastri divenivamo amanti, come in Mr. Nobody, e avevano anch’essi un nome bifronte: uno era Anna, come in Mr. Nobody, e l’altro era Otto.
Protagonista del film è il bravo Jared Leto, con tutti gli altri attori e attrici a girargli intorno per le varie fasi e possibilità della vita di Nemo.
Mr. Nobody è certamente un film non facile da giudicare: da un lato solletica non poco la fantasia e l’immaginazione dello spettatore, ma dall’altro richiede impegno per seguire i numerosi cambi di tempo e di scenario di vita.
Alla fine della fiera, le possibilità di vita sembrano il motore centrale del film, il quale invece non pare avanzare una morale o un insegnamento di fondo… cosa che forse non sarebbe guastata, ma che avrebbe probabilmente reso ancora più complicate le cose dal punto di vista della sceneggiatura.
SCENE O CITAZIONI DA “MR. NOBODY”.
Di seguito elenco alcune frasi estratte dal film, che per l’appunto sembrano avvalorare la sua vocazione esistenziale, la quale peraltro è evocata già dal titolo del film, giacché esso potrebbe rappresentare anche la meta del percorso evolutivo, ossia la cancellazione dell’ego e la sua mortalità (e, forse non a caso, Nobody è l’ultimo terrestre mortale, mentre gli altri hanno deciso di rimanere sulla Terra all’infinito, ossia di “rimanere nella materia”).
“Uno, due, tre… stai dormendo.”
“Devo svegliarmi, devo svegliarmi.”
“Come facciamo a distinguere l’illusione dalla realtà?”
“Quando è il tuo turno, l’angelo dell’oblio mette un dito sulla tua bocca e lascia un segno sul labbro superiore: significa che hai dimenticato tutto. Poi devi trovare un papà e una mamma: non è facile scegliere.”
“Perché sono io e non qualcun altro?”
“Ricorda… ricorda…”
“Ognuna di quelle vite è quella giusta.
Ogni percorso è il giusto percorso ”
“C’è vita dopo la morte.”
“Come puoi essere sicuro che tu esisti?”
“Tu non esisti.
Nemmeno io.”
“Arrenditi.”
CONCLUSIONE.
Mr. Nobody è un buon film di fantascienza psicologica, molto ben realizzato e accattivante, un eccellente esercizio di stile, che strizza l’occhio ai principi della fisica quantistica e che piacerà senza dubbio a una certa fetta di pubblico, ma a cui probabilmente avrebbe giovato, al fine di farne un grande film e non solo un film di nicchia, una maggiore chiarezza ed evidenza a livello degli insegnamenti.
Tra questi, per quanto solamente mostrati e non “discussi”, vi sono il vuoto esistenziale e il destino.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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