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Mikhail Naimy

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On 3 giugno 2014
Last modified:9 giugno 2014

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Il libro di Mirdad, libro del 1962 del poeta libanese Mikhail Naimy, ha ricevuto una recensione a dir poco lusinghiera, e questo articolo di approfondimento non sarà da meno, vista la gran mole di bellissimi spunti a disposizione.

Il libro di Mirdad - Mikhail Naimy (spiritualità)Titolo: Il libro di Mirdad (The book of Mirdad).
Autore: Mikhail Naimy.
Argomenti: esistenza, spiritualità.
Editore: Edizioni Mediterranee.
Anno: 1962.
Voto: 9.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Il libro di Mirdad, libro del 1962 del poeta libanese Mikhail Naimy, ha ricevuto una recensione a dir poco lusinghiera, e questo articolo di approfondimento non sarà da meno, vista la gran mole di bellissimi spunti a disposizione.

L’articolo sarà giocoforza limitato, e le restanti citazioni che mi sono segnato andranno ad arricchire la già ricca pagina facebook (che non può che essere ricca, alimentata com’è da citazioni di OshoYogananda, Ramtha, Eckhart Tolle, Krishnamurti, Barbara Marciniak, Abraham, Saint Germain, Gesù, etc).

Partiamo da un brano che illustra, nella forma aulica e poetica del libro, il solito concetto, presente da sempre nell’esoterismo: il mondo esterno è solo il riflesso di quello interno, ed è su quest’ultimo che dobbiamo concentrarti.
“Una bacchetta magica è l’Io. Ebbene, può la bacchetta dar vita a qualcosa che non sia del mago? Com’è il mago, così sono i prodotti della sua bacchetta.
Com’è la vostra consapevolezza, quindi, così è il vostro Io. Com’è il vostro Io, così è il vostro mondo. Se l’Io fosse chiaro e definito nel significato, il vostro mondo sarebbe chiaro e definito nel significato; allora, le vostre parole non dovrebbero esser dei dedali, né dovrebbero le vostre azioni esser mai nidi di dolore. Se esso fosse confuso e incerto, il vostro mondo sarebbe confuso e incerto; allora, le vostre parole sarebbero solo dei grovigli, e le vostre azioni, soltanto vivai di sofferenza.
Se esso fosse costante e durevole, il vostro mondo sarebbe costante e durevole; allora, voi sareste più potenti del Tempo e molto più grandi dello Spazio. Se esso fosse fugace e mutevole, il vostro mondo sarebbe fugace e mutevole; allora, voi sareste come un filo di fumo lievemente sospinto dal sole.
Se esso fosse uno, il vostro mondo sarebbe uno; allora, voi sareste perennemente in pace con gli ospiti del Paradiso e con gl’inquilini della Terra. Se esso fosse molteplice, il vostro mondo sarebbe molteplice; allora, voi sareste in perenne conflitto con voi stessi e con ogni creatura dell’infinito dominio di Dio.
È l’Io il centro della vostra vita.”

In questo senso, il lavoro è nostro, non può esserci “calato dall’alto”: spetta a noi accendere la nostra luce.
“L’amore non sarà rivelato.
Il lume non sarà spartito.
Ama e vedi.
Illumina e sii.”

Proprio perché il mondo esterno è il riflesso del mondo interiore, tutto è palese e niente è celato.
“Pensate come se ogni vostro pensiero fosse impresso in lettere di fuoco nel cielo perché tutto e tutti possano vederlo. Poiché così in verità accade.
Parlate come se l’intero mondo non fosse altro che un singolo orecchio intento ad ascoltare ciò che dite. Poiché in verità così è.
Agite come se ogni vostra azione dovesse ricadere sulle vostre teste. Poiché così in realtà succede.
Desiderate come se ad essere il desiderio foste voi. Poiché in verità voi lo siete.
Vivete come se il vostro Dio avesse bisogno di voi per vivere la sua vita. Poiché così in realtà è.”

Nulla è celato, tutti i conti tornano e tutti i nodi vengono al pettine, in modo immancabile e perfetto.
D’altronde, potrebbe l’energia divina aver creato qualcosa di meno che perfetto?
“Ogni giorno è il giorno del giudizio.
Ad ogni batter d’occhio i conti di ciascuna creatura vengono regolati. Niente viene tralasciato. Nulla rimane imponderato.
Non esistono pensieri, azioni o desideri che non vengano registrati in chi pensa, agisce o desidera. Nessun pensiero, azione o desiderio risulta sterile nel mondo; ognuno di essi procrea secondo il proprio genere e la propria natura.
Tutto ciò che è in armonia con la Legge Divina va ad accumularsi alla Vita.
Quello che si oppone ad essa, invece, va ad unirsi alla Morte.”

Alla fin fine, comunque, la lezione da imparare è una sola, ed è semplice.
Il libro di Mirdad ce la sintetizza in modo mirabile.
“La Legge di Dio è l’amore.
Voi vivete per imparare ad amare. Voi amate per imparare a vivere. L’Uomo non ha bisogno d’imparare altre lezioni.
E che cos’è l’amare se non il completo assorbimento dell’amato da parte dell’amante, sì che i due diventino uno?
E chi e che cosa si deve amare? Deve forse uno scegliere una certa foglia dell’albero della Vita e riversare su di essa tutto il proprio cuore? Ed il ramo che porta la foglia? Ed il tronco che tiene il ramo? E la corteccia che protegge il tronco? E le radici che alimentano la corteccia, il tronco, i rami e le foglie? E la terra che cinge le radici? Ed il sole, il mare e l’aria che fertilizzano la terra?
Se una piccola foglia di sole di un albero merita il vostro amore, non dovrebbe l’albero intero, nel suo insieme, meritarlo molto di più?
L’amore che sceglie una frazione del tutto si predestina al dolore.”

Non poteva mancare nell’articolo un brano sulla reincarnazione, che poi equivale a dire un brano sull’evoluzione spirituale.
“Il Tempo ha, come legge, la ripetizione. Una volta accaduta nel Tempo, una cosa è destinata a continue ripetizioni; gl’intervalli, nel caso dell’uomo, possono essere lunghi o brevi a seconda dell’intensità dei desideri di questi e della sua volontà per la ripetizione.
Se voi, passando dal ciclo noto come vita a quello conosciuto come morte, vi porterete dietro brame inestinte per la Terra ed appetiti insoddisfatti per le sue passioni, allora la calamita della Terra vi attirerà nuovamente al proprio seno. E la Terra vi allatterà, e il Tempo vi svezzerà, vita dopo vita e morte dopo morte, finché, consenzienti e d’accordo, non vi svezzerete da soli una volta per tutte.”

Dopo la citazione sulla reincarnazione, ecco una citazione sulla fiducia e sul fluire con l’esistenza, anche questa espressa in modo molto poetico. Mikhail Naimy dice “discernimento” e “Volere Supremo”, ma si potrebbe leggere “consapevolezza” e “Dio”… è sempre il solito concetto… da sempre.
“Fino a quando ignorerete i misteri del Volere Supremo, non dovrete porre il vostro volere contro di esso, poiché sicuramente avreste la peggio. Voi verreste fuori da ogni incontro sfregiati ed ebbri di bile. E chiedereste la rivincita solo per aggiungere nuovi sfregi ai vecchi e per far traboccare la tazza del fiele.
Io vi dico: accettate il Volere Supremo, e trasformerete la disfatta in vittoria. Accettate, senza borbottare, tutte le cose che vi provengono dal suo misterioso sacco; accettatele con gratitudine e con piena fede nel Volere Supremo, poiché esse sono la vostra giusta e dovuta parte. Accettatele sforzandovi di capirne il valore e il significato.
E una volta capiti gli occulti aspetti del vostro volere, voi comprenderete anche il Volere Supremo.
Se non capite una cosa, accettatela, ed essa vi aiuterà a comprendere. Lasciate che v’indisponga, ed essa resterà un irritante enigma.
Fino a quando il Discernimento non avrà reso il Volere Supremo un servitore del vostro volere, lasciate che sia il vostro volere ad obbedire al Volere Supremo.”

Sempre riguardo al fluire con la vita e non contro di essa, ecco una citazione lampo, tanto veloce quanto incisiva.
“Ogni ostacolo non è altro che un avvertimento.
Leggetelo bene, ed esso diventerà un faro.”

In conclusione, un altro brano lampo, questo sull’insegnamento-diffusione di consapevolezza.
“Disponete un faro bene in vista, ma non andate in giro chiamando gli uomini perché lo vedano.
Chi ha bisogno della luce si dirigerà verso di essa senza ricevere un invito.”

E, detto questo, l’articolo di approfondimento su Il libro di Mirdad di Mikhail Naimy è terminato.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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