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Mikhail Naimy

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On 12 maggio 2014
Last modified:4 gennaio 2018

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Da qualche parte avevo letto che Osho adorava un certo libro, che peraltro era anche un libro di narrativa, e che lo giudicava importantissimo… con queste premesse, potevo forse non cercalo e non leggerlo?
Ovviamente no: il libro in questione s’intitola Il libro di Mirdad, ed effettivamente è una meraviglia.

Il libro di Mirdad - Mikhail Naimy (spiritualità)Titolo: Il libro di Mirdad (The book of Mirdad).
Autore: Mikhail Naimy.
Argomenti: spiritualità.
Editore: Edizioni Mediterranee.
Anno: 1962.
Voto: 9.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Da qualche parte avevo letto che Osho adorava un certo libro, che peraltro era anche un libro di narrativa, e che lo giudicava importantissimo… con queste premesse, potevo forse non cercalo e non leggerlo?

Ovviamente no: il libro in questione s’intitola Il libro di Mirdad, ed effettivamente è una meraviglia.

Se non avevo mai sentito nominare il libro (e ciò è un esempio della distorsione dei tempi recenti), non avevo mai sentito nominare nemmeno il suo autore, Mikhail Naimy, libanese noto un po’ per le sue poesie e un po’ per l’amicizia illustre con Kahlil Gibran, suo connazionale.

Passati gli studi primari nella periferia dell’allora Urss e l’università negli Usa, Mikhail Naimy è poi tornato nel suo Libano, ritirandosi in un eremitaggio su una montagna detta l’Arca per la sua somiglianza con l’arca di Noè… e che peraltro è anche l’ambientazione de Il libro di Mirdad, il quale è confezionato come antico manoscritto ritrovato e pubblicato, lasciando quindi al lettore l’interpretazione sul tutto.

Al di là della cornice, comunque, il contenuto de Il libro di Mirdad è di una bellezza colossale, e praticamente in ogni pagina vi è un insegnamento importante, espresso peraltro in termini aulici e poetici.
Quindi bellezza fuori e bellezza dentro.

In questo senso, non mi ha sorpreso che Osho lo amasse così tanto: non solo per la somiglianza dei messaggi, ma anche per il senso di bellezza che lo permea in ogni sua stilla.

Vi dico in breve il contenuto del testo: l’Arca è una sorta di eremo-monastero in cui un decano e alcuni monaci effettuano la loro vita di preghiera. Un bel giorno, vi arriva Mirdad, il quale pian piano grazie alla sua saggezza viene accettato dai monaci come maestro, cosa che il decano Shamadam non accetta di buon grado e che anzi osteggia con forza.

Il libro è strutturato secondo tanti capitoli-lezioni in cui Mirdad parla ai monaci della vita, dell’esistenza e del percorso di consapevolezza e di ritorno alla divinità.

Per farla breve, sono 250 pagine di bellezza, amore e ispirazione… che infatti andranno ad ispirare anche la pagina facebook con le tante citazioni che mi sono segnato.
Il mio spassionato consiglio, se non si fosse capito, è di leggere a vostra volta il bellissimo libro di Mikhail Naimy.

Fosco Del Nero

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