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Osho

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On 26 Aprile 2017
Last modified:22 Maggio 2017

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Bentrovati con l’approfondimento dell’ennesimo libro di Osho Rajneesh: questa volta il libro è I misteri della vita…

Scolpire l’immenso - Osho (spiritualità)Titolo: I misteri della vita (Life’s mysteries).
Autore: Osho.
Argomenti: spiritualità, esistenza.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 1995.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati con l’approfondimento dell’ennesimo libro di Osho Rajneesh: questa volta il libro è I misteri della vita… e come sempre ci aspetta un lungo approfondimento.

Partiamo da una citazione lampo, che ci dice subito come Osho inquadra la questione della vita.
“La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere.”

Seconda citazione sul rapporto con la vita, che per Osho deve essere di celebrazione.
“Io sono in profondo amore con la vita, per questo insegno a celebrare.
Si deve celebrare ogni cosa, tutto deve essere vissuto e amato.
Per me non esiste qualcosa di mondano e qualcosa di sacro. Per me ogni cosa è sacra: dal livello esistenziale più basso a quello più elevato. La scala è una sola: dal corpo all’anima, dalla dimensione fisica a quella spirituale, dal sesso al samadhi, tutto è divino!”

Ancora su vita e celebrazione.
“Medita, danza, canta e scendi sempre più in profondità dentro di te.
Ascolta con maggior attenzione il canto degli uccelli. Osserva i fiori con meraviglia e stupore. Non diventare istruito, non continuare a etichettare le cose. Il sapere è solo questo: la grande arte di etichettare qualsiasi cosa, di ridurre tutto a categorie.
Inizia a suonare la chitarra o impara a suonare il flauto. Incontra altre persone, fa’ amicizia con quante più persone possibili, poiché ogni persona esprime un diverso volto del divino.
Impara dalla gente. Non avere paura, questa esistenza non ti è nemica: questa esistenza è tua madre, è pronta a sostenerti in ogni modo possibile.
Abbi fiducia, e inizierai a sentire dentro di te un flusso di energia nuovo: quell’energia è amore. Quell’energia vuole scorrere all’esterno e benedire l’intera esistenza, poiché in quell’energia ci si sente benedetti. E quando ti senti benedetto, così altro puoi fare se non benedire l’intera esistenza?
L’amore è un profondo desiderio di benedire l’intera esistenza.”

Ancora sulla vita… e sui vari nomi per definirla.
“La vita non ha altro scopo che se stessa, poiché “vita” è un altro nome per indicare “Dio”.
Qualsiasi altra cosa nel mondo può avere uno scopo, può essere un mezzo per raggiungere un fine, ma almeno una cosa dev’essere lasciata come fine di ogni altra, senza che sia un mezzo per alcunché.
La puoi chiamare “esistenza”.
La puoi chiamare “Dio”.
La puoi chiamare “vita”.
Sono tutti nomi diversi per indicare un’unica realtà.”

Cambiamo ora argomento, almeno apparentemente, e parliamo di meditazione.
“Io metto tanta enfasi sulla meditazione semplicemente perché ognuno di voi possa sentire la propria piccola voce interiore: solo lei può farvi da guida, darvi una rotta.
Nessun testo sacro può farlo. Nessuna religione, nessun fondatore di religioni può fornirti un percorso guidato: lo hanno fatto per migliaia di anni e tutti i loro sforzi sono stati vani. Sono solo riusciti a creare persone mentalmente ritardate, stupide, e questo perché hanno insistito sulla fede.
Nel momento in cui credi a qualcuno, perdi la tua intelligenza.
Io ti invito a non credere a nessuno, me incluso. Devi seguire le tue intuizioni. Ovunque conducano, quello è per te il sentiero giusto.
Non importa se qualcun altro segue o no quello stesso sentiero. Ogni individuo è unico, e la vita di ogni individuo ha una sua bellezza e una sua unicità.”

Veniamo ora a qualcosa che, per così dire, è un risultato dello stato meditativo, un suo corollario: la ricettività, lo stato di apertura all’esistenza.
“La ricettività è uno stato di silenzio esistenziale, di assoluto silenzio: nessun movimento, nulla si agita in te, eppure non sei addormentato, sei presente, all’erta, e al tempo stesso sei assolutamente consapevole.
Là dove il silenzio e la consapevolezza si incontrano, si fondono, e diventano un’unica cosa, c’è ricettività. La ricettività è la qualità religiosa più importante.
Diventa un bambino. Inizia a operare da uno stato di non conoscenza, allora il silenzio giungerà spontaneamente, e giungerà un’immensa consapevolezza.
A quel punto la vita è una benedizione.”

Parliamo ora di amore.
“Come prima cosa, sii colmo d’amore, a quel punto accadrà la condivisione.
E avrai una sorpresa incredibile mano mano che dai, inizierai a ricevere da forze ignote, da dimensioni sconosciute, da persone che non conosci, dagli alberi, dai fiumi, dai monti.
L’amore comincerà a riversarsi in te da ogni angolo dell’esistenza, perfino dal più nascosto.
Più dai, più ricevi. La vita diventa allora una pura e semplice danza d’amore.”

E ora del contrario dell’amore.
“Ricorda: l’odio non è l’opposto dell’amore, come di solito la gente pensa. L’odio è solo amore a testa in giù.
Il vero opposto è la paura: in amore ti espandi, nella paura ti rattrappisci.
Nella paura ti chiudi, in amore ti apri.
Nella paura dubiti, in amore hai fiducia.
Nella paura vieni lasciato solo, in amore scompari, ti dissolvi, per cui non si pone affatto il problema di sentirsi soli. Quando non sei, come puoi sentirti solo? In quel caso gli alberi, gli uccelli, le nuvole, il sole e le stelle sono presenti dentro di te.
L’amore esiste quando hai conosciuto il tuo cielo interiore.”

Ora un apparente paradosso, che poi non è un paradosso ma è l’essenza di ogni insegnamento esistenziale: verità-amore e persona-ricercatore non possono esistere allo stesso tempo.
“La verità e il ricercatore non possono coesistere.
Tu e l’amore non potete coesistere.
Non è possibile alcuna coesistenza: esisti tu oppure esiste l’amore, puoi scegliere.
Se sei pronto a scomparire, fonderti e dissolverti, lasciando dietro di te solo una pura consapevolezza, l’amore fiorirà.”

Siamo in chiusura con l’articolo di approfondimento su I misteri della vita.
In questo penultimo brano Osho ci parla della centratura interiore.
“Io mio sforzo è ridarti un centro. E definisco questo processo di centratura “meditazione”.
Io voglio semplicemente che tu sia te stesso, con una profonda autostima, con la dignità di sapere che l’esistenza ha bisogno di te; allora, e solo allora, potrai iniziare a ricercare te stesso.
Come prima cosa torna al tuo centro, e poi inizia a ricercare chi sei.
Conoscere il proprio volto originale è l’inizio di una vita d’amore, di una vita di celebrazione. Allora potrai dare un’infinità d’amore, poiché non si tratta di qualcosa che può esaurirsi: è incommensurabile e non si può esaurire. Inoltre, più ne dai, più diventi capace di darne.”

E nell’ultimo ci offre un punto di riferimento concettuale di grande valore: la morte.
“Lascia che questa sia la tua pietra di paragone per stabilire se una cosa è importante: la morte potrà portarmela via?
Se la risposta è sì, la cosa è priva di importanza.
Quindi il denaro non è importante, è utile, ma non importante.
Il potere, il prestigio, la rispettabilità… verrà la morte e cancellerà tutto, quindi perché affannarti tanto per raggiungere quei fini in questi pochi giorni che hai da vivere?
Questa vita è un caravanserraglio, è un luogo in cui trascorri la notte e dal quale ripartirai il mattino seguente.
Ricorda: è importante solo ciò che potrai portare con te quando lascerai il corpo.
Questo significa che, eccettuata la meditazione, niente è importante.”

E con questo abbiamo terminato con I misteri della vita di Osho.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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