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I pianeti simboli della coscienza – Charles-Rafael Payeur (approfondimento)

25 Mar 2024 | Astrologia, Cabala, Esistenza

Product by:
Charles-Rafael Payeur

Reviewed by:
Rating:
2
On 25 Marzo 2024
Last modified:25 Marzo 2024

Summary:

"I pianeti simboli della coscienza", a differenza degli altri libri di Charles-Rafael Payeur, non conteneva molti spunti esistenzialmente rilevanti...

I pianeti simboli della coscienza - Charles-Rafael Payeur (astrologia)Titolo: I pianeti simboli della coscienza (L’astrologie planetaire).
Autore: Charles-Rafael Payeur.
Argomenti: astrologia, esistenza.
Editore: Edizioni L’Età dell’Acquario.
Anno: 1999.
Voto: 5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiGiardino dei libri, Amazon.

 

I pianeti simboli della coscienza, a differenza degli altri libri di Charles-Rafael Payeur, per quanto solitamente piuttosto sottili come numero di pagine, non conteneva molti spunti esistenzialmente rilevanti.
Andrò comunque a scegliere qualcosa di interessante.

Partiamo da una considerazione di ottimo valore relativamente all’arte e alla contemplazione artistica (una materia che non a caso è stata alquanto svilita e trascurata nell’ultimo periodo storico).
“Contemplare un’opera d’arte richiama una vera esperienza trascendente. Per convincersene prendiamo ad esempio San Pietro a Roma: entrando in questo luogo siamo presi immediatamente dalla sua intensità e ricchezza; ora, se la basilica di San Pietro è così riccamente decorata, non è di certo per echeggiare lo smisurato orgoglio dei sovrani pontifici, ma precisamente per favorire quell’esperienza estetica che porta all’estasi. Infatti, è già sufficiente contemplare semplicemente la cupola della basilica per sentire una misteriosa vertigine; la cupola è così riccamente decorata, i dettagli sono così numerosi e i colori così eccezionali che noi sentiamo rapidamente la nostra ragione vacillare.
Catturati da tanta meraviglia, diventa allora impossibile razionalizzare, poiché il mentale è incapace di afferrare l’insieme in un tutto coerente. Lo sguardo intellettuale è, quindi, per forza rimpiazzato dalla visione del cuore.
Citiamo un’altra esperienza analoga consistente nel contemplare il cielo stellato in una notte d’estate; anche questa contemplazione diventa un’esperienza straordinaria che ci fa provare inizialmente un sentimento simile a quello del soffocamento. Infatti, stordito da tale immensità, il mentale soffoca letteralmente; preso da vertigine davanti alle migliaia di stelle che la percezione visiva riesce a captare senza però poterla sistematizzare, il mentale finisce per abdicare. Il ritirarsi del mentale provoca allora un cambiamento nello stato di coscienza, favorendo, nello stesso tempo, una curiosa esperienza estatica.”

Il secondo brano tratto da I pianeti simboli della coscienza sintetizza la situazione di colui che si è elevato al di sopra della massa: per la massa-personalità-ego è un pericolo… e infatti spesso viene allontanato, perseguitato o semplicemente ignorato.
Colui che ha saputo risvegliare in sé la propria dimensione spirituale rappresenta sempre un pericolo per i suoi, perché non tiene più conto dei pregiudizi e degli stereotipi imposti dalla società (che equivalgono a degli artifizi della personalità), anzi, ne rimette decisamente in questione la validità.
Così, questo individuo viene molto spesso emarginato da coloro che sono ancora dominati dalla loro personalità con i suoi valori illusori. Quindi egli si trova sempre più isolato in un mondo ormai ostile e straniero.”

Terza citazione, piuttosto curiosa dal momento che parte da una questione lessicale: parliamo di mondo e di demonio… ossia delle forze distraenti della materia.
“Nella lingua francese la parola “démon” (demonio) è un anagramma di “monde” (mondo): è sufficiente capovolgere le due sillabe componenti la parola “monde” per ottenere la parola “démon”. Si comprende, dunque, che il demonio è un’incarnazione capovolta delle forze del mondo: tali forze sono allora messe al servizio dell’ego e non possono più servire da supporto allo spirito.
Sotto l’influenza delle forze demoniache, la personalità rovescia la sua funzione originale, sottomettendo le forze dello spirito.”

L’ultimo brano proposto nell’articolo si rifà alla mitologia greca, e nel dettaglio alla ribellione dei Titani contro Zeus: le forze dell’ego contro il dio-signore. Una lotta che deve affrontare ogni essere umano.
“Appena installato sul suo trono, Zeus dovette risolvere numerosi problemi; la mitologia, infatti, racconta che “alcuni mostri pieni d’orgoglio, incatenati nel cuore della Terra, non volevano sottomettersi al nuovo re dell’Olimpo. Zeus, credendo di por fine ai terremoti con cui agitavano la superficie del globo, agli sconvolgimenti che essi causavano scuotendo le montagne e spostando la crosta terrestre, li liberò. Ma appena furono usciti dalle loro prigioni sotterranee, i temibili Titani cominciarono una guerra contro di lui; per conquistare l’Olimpo ammucchiarono delle montagne le une sulle altre, e lanciarono rocce contro Zeus: alcune, cadendo nel mare, lo cosparsero di isole; altre, ricadendo sulla terra, vi formarono delle colline. Questa mostruosa rivolta proseguì per più di dieci anni”.
I “mostri orgogliosi” rappresentano qui le forze primitive, istintive e grossolane, sostenute e nutrite dall’ego quando è ancora accecato dalla materia; queste forze in genere rimangono oscuramente nascoste nel più profondo dell’inconscio (i mostri sono “incatenati nel cuore della Terra”), benché rivelino regolarmente la loro presenza generando momenti di crisi che turbano profondamente la personalità (i Titani agitano la superficie del globo, scuotono le montagne e spostano la crosta terrestre).
Tuttavia, quando vengono liberate, la loro influenza distruttrice è pericolosamente accentuata; in quel caso, tali forze devastano, sconvolgono ed esauriscono la personalità, dilapidando le sue ricchezze su tutti i piani: le pietre fendono l’aria (dimensione mentale), cadono nel mare (dimensione emozionale) e ricadono sulla terra (dimensione fisica).”

Abbiamo concluso con I pianeti simboli della coscienza di Charles-Rafael Payeur.
Alla prossima occasione.

Fosco Del Nero

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