SCHEDA DI “ORWELL 1984”.
Titolo: Orwell 1984 (Nineteen eighty-four).
Genere: drammatico, psicologico, fantascienza, distopia.
Regista: Michael Radford.
Anno d’uscita: 1984.
Attori: John Hurt, Suzanna Hamilton, Richard Burton, Cyril Cusack, Gregor Fisher, James Walker, Andrew Wilde, David Trevena.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐⭐.
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TRAMA DI “ORWELL 1984”.
La trama di 1984, e del film da esso tratto, dovrebbe essere ben nota, ma la riporto ugualmente per sommi capi: scritta nel 1948, la storia di Orwell parla del futuro, di quel 1984 in cui il mondo, successivamente a vari conflitti nucleari, è diviso in tre grandi superpotenze: l’Oceania, l’Eurasia e l’Estasia.
La capitale dell’Oceania è Londra: è qua che si svolge il racconto ed è qua che governa il Grande Fratello, una sorta di apparato totalitario che non tollera alcuna dissidenza e che lavora alacremente ogni giorno, praticamente in un regime di schiavismo diffuso, affinché le persone siano non solo controllate, ma abbiano sempre meno mezzi di resistenza e ribellione…
… a cominciare dalla ribellione interiore, ragion per cui si riscrive la storia, si cancellano certi nomi, si “rieducano” i dissidenti, si modifica la lingua parlata (con la “neolingua”), etc.
Il protagonista della storia è Winston Smith (il sempre ottimo John Hurt), un uomo apparentemente qualunque che nutre alcuni dubbi sul sistema in cui vive; allo stesso modo li nutre la bella Julia (Suzanna Hamilton), una ragazza più giovane ugualmente dalle tendenze sovversive.
I due si innamorano e iniziano a frequentarsi in segreto, giacché il regime non tollera le unioni tra uomo e donna e sta lavorando anche per eliminare la famiglia (suona familiare?), visto ch’essa è considerata un ostacolo all’imposizione totale della dottrina del Grande Fratello.
Ma l’occhio del Grande Fratello è onnipresente, e i suoi agenti insidiosi, e i due saranno costretti a una dura prova.
VALUTAZIONE DI “ORWELL 1984”.
Suppongo che chiunque abbia un’età minima conosca 1984 di Orwell, avendone letto il libro o visto una delle varie conversioni cinematografiche.
Premesso brevemente questo, passiamo al commento del film, che conserva l’aria di oppressione, di povertà e di ineluttabilità del libro, e che propone l’ottima interpretazione di Hurt.
Sono numerose le differenze tra film e romanzo, ma tutto sommato son trascurabili, dovute a dettagli, mentre l’anima della storia è integra, ciò che in una conversione filmica è la cosa più importante. Nel complesso, il film si presenta tanto educativo quanto deprimente.
Alcune considerazioni su storia, film e concetti:
– fin dall’inizio del film si assiste a una fortissima manipolazione mediatica,
– il pubblico crede in massa a ciò che viene detto in televisione, anche se palesemente falso,
– il pubblico insulta coloro che gli dicono la verità,
– ogni tanto si sentono gli aggiornamenti sulla “neolingua”, con le nuove parole proibite, atte a rendere il linguaggio più mite e inoffensivo, come in generale si cerca di fare col popolo,
– i censori controllano i titoli e i pezzi sui giornali e eliminano o cambiano ciò che non si può dire: vi suona familiare, tra i social network e i mezzi d’informazione?
– nelle diffusioni via radio, tv o megafono si sentono i “pentiti” ammettere le loro colpe, sovente inventate: sono costretti ad autoaccusarsi di aver mentito, quando è il regime che mente,
– è inventato lo “psico-reato”, il livello superiore della manipolazione collettiva: le persone iniziano già al livello dei pensieri a sentirsi colpevoli per quello che pensano; è un livello di manipolazione che va oltre l’azione fisica visibile,
– la tv e i megafoni sono ovunque e obbligatori: le persone son così costrette a sentire la manipolazione mediatica ininterrotta,
– mentre i megafoni e le tv si vantano di continuo degli aumenti di produzione, le persone in realtà vivono nello squallore: edifici vecchi, cadenti, sporchi, brutti; ma la realtà non conta, quando la verità viene detta via televisione,
– anche nelle mense pubbliche è tutto uniformato, grigio, triste: mancano del tutto la gioia e lo spirito umano; l’unica libertà che hanno i lavoratori è se acquistare sigarette e alcol… bella libertà,
– nel film c’è la “Lega Anti-Sesso”: la propaganda si vanta della diminuzione del numero dei matrimoni e dell’aumento del numero dei celibi per scelta; quindi meno rapporti sentimentali, umani, meno amore, meno figli (ciò rassomiglia molto alla tendenza attuale alla sessualità distorta e al decremento del numero delle nascite, con i single/celibi felici della loro condizione di gaudienti materiali),
– in giro si vede la polizia per controllare le persone: a piedi, su veicoli e in elicotteri,
– il popolo stesso, del tutto inconsapevole, chiede la condanna per le persone che il regime indica come ribelli,
– ultimo punto: siamo davvero alle prese con un gruppo di persone che si ritiene il padrone del mondo, che vede gli esseri umani come oggetti e che usa le parole al contrario a scopo manipolatorio: “illuminati”, “ordine mondiale”, “ministero della verità”, “ministero dell’amore”, “partito democratico”. Nel film, per esempio, il Ministero della Verità è quello in cui si censura la realtà e si fabbrica la propaganda; invece il Ministero dell’Amore è quello in cui si torturano le persone a scopo “rieducativo”.
SCENE O CITAZIONI DA “ORWELL 1984”.
Ed ecco, di seguito, le citazioni interessanti tratte dal film: davvero tante.
“Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.”
“Pensate con le vostre menti.”
“Il partito vi ha fatto il lavaggio del cervello: niente di quel che vi dice è vero.”
“Niente di quello che fa il partito è buono.
Il partito non serve il popolo: serve sé stesso.”
“Il partito vi ha trasformato tutti in stupidi schiavi ossequienti.
Aprite gli occhi: vedete il male che viene compiuto su di voi.
Insorgete, scrollatevi di dosso il giogo che vi opprime.
Liberatevi dei vostri padroni: sono loro che distruggono la vostra vita.”
“Se vi è ancora speranza, è nei prolet: basta che prendano coscienza della loro forza e non avranno bisogno di cospirare.”
“La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L’ignoranza è forza.”
“Ci incontreremo nel luogo dove non c’è oscurità.”
“C’è la verità e la non-verità: libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro.
Concesso questo, il resto viene da sé.”
“Sotto i larghi rami del castagno, io ho venduto te e tu hai venduto me.”
“Tutto svanisce in una nebbia: il passato è soppresso e la soppressione viene dimenticata.
La bugia diventa verità.”
“Non è tanto restare vivi, quanto restare umani che è importante.”
“Quello che conta è non tradirci a vicenda.”
“Lo scopo della guerra non è la vittoria, ma la continuità.
Lo scopo essenziale del conflitto moderno è la distruzione di quanto prodotto dal lavoro umano.
Come principio, lo sforzo bellico è sempre programmato per tenere la società alle soglie della fame.
La guerra è scatenata dal gruppo dominante contro i suoi stessi soggetti, e lo scopo non è la vittoria contro il nemico, ma quello di mantenere intatta la struttura della società.”
“Né il passato, né il presente, né il futuro esistono di per sé stessi.
La realtà è nella mente umana.”
“Come fa un uomo ad affermare il suo potere su un altro?
Facendolo soffrire.
L’obbedienza non basta: il potere infligge dolore e umiliazione, altrimenti non c’è certezza.
Il potere è fare a pezzi una mente umana e poi rimetterla insieme nella nuova forma che tu stesso scegli.”
“Il passato è proibito. Perché?
Perché quando separiamo un uomo dal proprio passato lo separiamo anche dalla sua famiglia, dai figli, dagli altri uomini.”
“La legge di gravità è una sciocchezza: non esiste questa legge.
Se io penso di volare e tu pensi che volo, io volo davvero.”
CONCLUSIONE.
1984 di George Orwell è il simbolo della letteratura distopica, così come Utopia di Tommaso Moro è il simbolo-fondatore di quella utopica.
Non c’è molto da dire sulla storia, se non che essa è monito per tutti… e monito attuale, non spostato secoli nel futuro: questo molti non lo hanno ancora capito, ma in tanti sì, ed è già qualcosa. Vedremo se ci dovremo passare in mezzo… più di quanto è già stato e già è.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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