SCHEDA DI “MALEFICENT”.
Titolo: Maleficent.
Genere: fantasy, drammatico.
Regista: Robert Stromberg.
Anno d’uscita: 2014.
Attori: Angelina Jolie, Elle Fanning, Sharlto Copley, Lesley Manville, Imelda Staunton, Juno Temple, Sam Riley, Miranda Richardson, India Eisley.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐.
Dove lo puoi acquistare: https://amzn.to/4sxN1Gc.
TRAMA DI “MALEFICENT”.
Ecco in grande sintesi il prologo di Maleficent: il regno degli uomini e il regno fatato della brughiera vivono vicini, ma non corre buon sangue tra di loro e, anzi, si evitano a vicenda.
Un bel giorno, però, il piccolo Stefano si spinge fino alla brughiera delle fate per rubare una gemma preziosa, e incontra l’altrettanto piccola Malefica, una fata/demone alato che vive nel regno magico, tra creature fantastiche di ogni tipo. I due fanno amicizia, continuano a frequentarsi con gli anni e da adolescenti si innamoreranno. Tuttavia, Stefano cambierà e, preso dalle ambizioni della società umana, non tornerà più dalla sua Malefica.
Ci tornerà, molti anni più tardi, quando il re del suo regno, Enrico, promette la mano di sua figlia e il trono a chiunque ucciderà proprio Malefica, divenuta nel mentre una sorta di guardiano della brughiera fatata.
VALUTAZIONE DI “MALEFICENT”.
Sono sempre un po’ titubante nell’accostarmi a un film Disney, per motivi ovvi. Tuttavia, tendo a guardarmi perlomeno i film aventi avuto un grande successo: o per goderne anche io o per vedere come mai hanno avuto tutto quel successo.
Il candidato odierno è il famoso Maleficent, film diretto nel 2014 da Robert Stromberg, il quale peraltro era al suo esordio come regista; infatti non l’avevo mai sentito.
Essenzialmente Maleficent è una rivisitazione della fiaba La bella addormentata nel bosco, di cui segue la storia non dalla solita prospettiva della ragazza addormentata (che noia la solita prospettiva delle antiche fiabe iniziatiche!), ma da quella della strega che l’ha fatta addormentare (cosa che non sorprende: sappiamo che un certo mondo adotta spesso il punto di vista di chi compie il male e “addormenta la coscienza umana”… come indica l’etimologia stessa del nome della protagonista).
Visivamente, il film è incantevole e rende onore alla sua ambientazione. Non del tutto perfetto, ma il risultato generale è ottimo.
Il cast invece non mi ha convinto del tutto: Angelina Jolie dà bella prova di sé nella parte della Malefica grande (anche la Malefica bambina era caruccia), ma il resto degli attori sta al livello di macchiette o poco sopra; una cosa davvero curiosa per quanto è netta.
SCENE O CITAZIONI DA “MALEFICENT”.
Il film si fa seguire volentieri ed è ben fatto, tuttavia molti episodi della sceneggiatura non convincono per niente.
E qua seguono alcuni fatti del film, che chi non vuole leggere farebbe meglio a saltare: il nome della fata (Malefica), dato a una bambina carina e gentile, non ha alcun senso (a meno che non si voglia nobilitare il male)… specie se poi l’innamorato si chiama Stefano (!?); il ragazzo sparisce non dando seguito al suo amore, e vabbé, capita… ma poi torna dopo molti anni e dopo una tentata invasione umana ai danni della brughiera, e lei si fida come se niente fosse; lui le taglia le ali ma lei non si accorge di niente e non prova dolore… se ne avvede da sveglia; le ali di lei non vengono distrutte, ma conservate, e ovviamente troveranno il modo di tornare dal loro proprietario; il re affida la vita di sua figlia a tre fatine deficienti, che peraltro si fanno scoprire fin da subito. Questi elementi rendono la storia del film davvero poco credibile, persino meno rispetto alle creature arboricole senzienti.
Anche se talune cose sono evidenti nell’intento dei produttori:
– gli uomini sono cattivi e le donne buone,
– “colei che fa il male” è la vittima,
– le corna da Bafometto sono trendy,
– gli esseri umani sono sporchi e brutti mentre i demoni alati sono i migliori.
CONCLUSIONE.
Va detto tuttavia che, al di fuori dei riferimenti mondialisti/globalisti (davanti alla macchina da presa peraltro c’è una delle attrici più prone all’agenda mondialista), è bello il percorso interiore di Malefica, la quale parte innocente, viene incattivita dalla vita (dando così ragione al genitore che aveva voluto chiamarla Malefica), ma poi torna all’amore, spezzando la catena che qualcuno le aveva imposto. Tale percorso sa tanto di ruota destinica e di evoluzione interiore e da solo rende il film meritevole di visione. In effetti, la letteratura esoterica ci insegna che prima o dopo anche chi ha svoltato drammaticamente verso il sentiero sinistro ritorna sulla retta via e trasforma le tenebre in luce.
Mezzo punto in più per la presenza di un personaggio di nome Fosco… anche se uno che si chiama così dovrebbe avere garantito un ruolo più importante.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
- LIBRO PER APPROFONDIRE: Film che aprono la mente… o il cuore.
- Se vuoi rimanere aggiornato col sito, iscriviti alla newsletter.



















0 commenti