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La nona porta (film)

9 Lug 2008 | Film

Review of: La nona porta
Product by:
Roman Polanski

Reviewed by:
Rating:
4
On 9 Luglio 2008
Last modified:5 Marzo 2026

Summary:

SCHEDA DI "LA NONA PORTA".

La nona porta (film)SCHEDA DI “LA NONA PORTA”.

Titolo: La nona porta (The ninth gate).
Genere: fantastico, esoterico, thriller, giallo.
Regista: Roman Polanski.
Anno d’uscita: 1999.
Attori: Johnny Depp, Emmanuelle Seigner, Frank Langella, Lena Olin, James Russo, Barbara Jefford, Jack Taylor, José Lopez Rodero, Tony Amoni, Willy Holt, Allen Garfield, Jacques Dacqmine.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐.
Dove lo puoi acquistare: https://amzn.to/4sl9aYs.

 

TRAMA DI “LA NONA PORTA”.

I protagonisti di questo La nona porta sono Johnny Depp nei panni del cinico esperto di libri, ed Emmanuelle Seigner nei panni di… una misteriosa ragazza (interpretazione davvero ottima, affascinante e ambigua nella misura giusta).

Proprio la figura della misteriosa ed enigmatica ragazza interpretata da Emmanuelle Seigner (che peraltro è la moglie del regista) sarà centrale all’interno del film, e accompagnerà il protagonista Dean Corso nelle sue investigazioni.

Investigazioni rivolte a un antico tomo stampato nel 1666 (mentre il film di Polanski è del 1999, ossia i tre numeri girati, per gli appassionati delle coincidenze) e portante il nome di Le nove porte del Regno delle Ombre, scritto da tale Aristide Torchia, un esoterista veneziano poi processato e messo sul rogo dalla Santa Inquisizione per presunta connivenza col diavolo.

Di questo tomo, che servirebbe proprio a evocare il diavolo, rimangono al mondo solo tre copie, una delle quali è in mano a Boris Balkan, un collezionista di antichi libri aventi per oggetto il demonio (presso la cui biblioteca si entra digitando il codice “666”).

La nona porta infatti si muove tra collezionismo ed esoterismo, con Dean Corso che sarà sempre più coinvolto nella faccenda, fino a che…

VALUTAZIONE DI “LA NONA PORTA”.

La nona porta è un film difficile da inquadrare in un genere preciso: parte come giallo investigativo (pur senza essere complesso come solitamente sono i gialli), si sposta poi sul thriller (di cui però non ha il ritmo serrato), per approdare infine al fantastico esoterico (con deboli venature horror, pur senza appartenere pienamente neanche a questo genere).

A ogni modo, si tratta di un film la cui costruzione narrativa è eccellente, e che si districa tra eventi e luoghi (il film è ambientato tra Usa, Portogallo, Spagna e Francia) con disinvoltura e sapienza.

Non a caso, la regia è di Roman Polanski, autore di quello che alcuni considerano il miglior film horror di tutti i tempi (in contrapposizione all’altro classico, L’esorcista): Rosemary’s baby (il quale, giusto per la cronaca, parla di una donna che concepisce e dà alla luce una creatura demoniaca).

L’evoluzione della storia, come accennato, è coinvolgente e credibile, e anzi lascia in memoria alcuni personaggi particolarmente ben riusciti: dalla misteriosa ragazza (la scena finale di lei con lo sfondo del castello in fiamme è al contempo conturbante e inquietante) ai fratelli Ceniza, dei bibliofili spagnoli.

In chiusura di recensione, un piccolo elenco su qualche contenuto interessante del film: il serpente arrotolato intorno a un albero, ciò che richiama tante cose, dalla kundalini alla scena dell’albero della vita, così come il caduceo, il dna e l’emblema della classe medica; le figure del libro che in alcuni punti somigliano agli arcani dei tarocchi, per esempio l’Eremita o l’Appeso, pur se rivisti con uno stile più ombroso e minaccioso (l’Eremita ha poggiato a terra la lampada della conoscenza, l’Appeso è morto o rischia di morire, etc); una delle succitate figure nella sua versione “falsa” ha le chiavi nella mano destra, mentre nella sua versione “vera” (quella firmata Lucifero e che fa procedere oltre) ha le chiavi nella mano sinistra (la via della mano sinistra, nella letteratura esoterica, è la via dell’ego e delle tenebre); la giovane donna che in diverse occasioni vola e dà prova di padronanza sulla materia, rivelandosi poi essere una sorta di emanazione luciferina (che esulta quando vede che il suo “protetto/iniziato oscuro” palesa segni di violenza e di cattiveria, elementi che infine lo condurranno all’ingresso nel lato oscuro); cito anche la frase “Sic luceat lux” (“splenda la luce”).

Il finale potrebbe deludere qualcuno e sembrare monco, ma in realtà è perfetto nel suo avvisare lo spettatore sul fatto che alcune vie, per quanto apparentemente allettanti e promettenti, sono in realtà pericolose (non solo la magia nera, ma più in generale la via dell’ego e delle tentazioni del mondo), ciò che peraltro è il consiglio di una delle miniature incluse nel libro oggetto del film.

SCENE O CITAZIONI DA “LA NONA PORTA”.

Evidenzio alcune frasi a loro modo interessanti: la prima evidenzia la prospettiva esistenziale delle persone materiali, che ritengono che il mondo sia come son fatte esse stesse; la seconda introduce, seppur a distanza, la questione delle logge segrete e dei loro rituali orgiastici ed invocativi; la terza è un validissimo consiglio riguardo a tali gruppi ed energie.

“Ripongo la massima fiducia in lei, signor Corso. Nulla è più affidabile di un uomo la cui lealtà può essere comperata col denaro.”

“- È solo questione di sesso o… ?
– Hanno l’illusione che il loro benessere e successo siano dovuti all’appartenenza all’ordine.
– Si riuniscono ancora?
– Ogni anno.”

“Lei non sa in cosa si sta cacciando.
“Ne esca prima che sia troppo tardi.”

CONCLUSIONE.

Il giudizio complessivo su La nona porta è decisamente buono, anche perché il film, oltre a una sceneggiatura interessante (ispirata a un romanzo, Il Club Dumas…. di cui, manco a dirlo, è stato accentuato il lato demoniaco/soprannaturale), vanta anche una fotografia e una colonna sonora di valore.

Va però anche detto che il messaggio che veicola (l’adepto che viene indirizzato e poi entra nel portale di Lucifero) è alquanto ambiguo, per non dire di peggio, che per essere inquadrato al meglio richiedere il conoscere le altre opere di Polanski (vampirismo, violenze sessuali, concepimento demoniaci, logge segrete, per non parlare di Charles Manson), nonché la sua appartenenza a certi ambienti.

Come sempre, noi si prende la parte didatticamente utile (quella didattica persino “al contrario”) e si lascia il resto.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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