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Le storie di Maui - Rodolfo Carone, Giovanna Garbuio, Francesca Tuzzi (racconti)Titolo: Le storie di Maui.
Autore: Alberto il Grande.
Argomenti: crescita personale, racconti, esistenza, sciamanesimo kahuna.
Editore: L’Età dell’Acquario.
Anno: 2017.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Le storie di Maui è uno di quei testi che mi mettono in imbarazzo (si fa per dire) nella scelta delle citazioni da proporre egli articoli di approfondimento, poiché ne hanno molte belle e dunque la scelta è ardua. In questo caso, inoltre, contenendo il testo delle storielle, che son brevi come storie ma sono lunghe come citazioni per articoli su internet, la selezione è ancor più dura perché per motivi di lunghezza potrò proporre solo pochi brani.

Come sempre in questi casi, ne scelgo qualcuna secondo mio gusto, e le persone interessate si leggeranno per proprio conto l’intero libro scritto da Rodolfo Carone, Giovanna Garbuio e Francesca Tuzzi.

Il primo brano parla di preghiera e di due modi molto differenti di pregare.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, Maui stava pregando incessantemente, ballando con una sua amica. Maui dal primo passo di danza era sempre stato gioioso e sorridente, mentre l’altra ballerina era corrucciata.
Appena finirono la loro lunga danza di preghiera l’amica domandò a Maui: “Ma com’è possibile che io viva sempre nell’angoscia e tu costantemente nella gioia, se entrambi preghiamo nello stesso modo e per lo stesso tempo?”.
Maui, sorridendo, rispose: “Perché tu preghi sempre per chiedere, mentre io prego solo per ringraziare”.”

Il secondo brano, invece, ci parla, seppur in modo rapido, di presenza e di consapevolezza di ciò che siamo.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, i numerosi fratelli di Maui tormentavano il loro fratello maggior affinché svelasse loro il segreto per essere invincibili in tutte le proprie avventure, esattamente come lui. Maui rispondeva sempre a tutti che si trattava di qualcosa di molto semplice: bastava essere consapevoli di chi si è ed esserlo costantemente, momento per momento.
E noi sappiamo che questo è vero perché ancora oggi ogni essere umano può istantaneamente porre fine a tutti i suoi problemi rendendosi conto che la vita è un sogno e che tutti noi stiamo giocando un gioco di ruolo.”

La terza citazione mostra un po’ dell’umorismo di cui i racconti inclusi ne Le storie di Maui sono ricchi. Con tale umorismo, esso sottolinea che a portare il cambiamento nel mondo non sono le parole, ma ciò che si è realizzato per primi dentro di sé.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, una mamma portò suo figlio Hiapo da Mai. Era preoccupatissima, perché il bambino mangiava troppe banane. Lei aveva scoperto che le banane non facevano bene al bimbo,che infatti quando le mangiava finiva per avere problemi all’intestino e violenti sfoghi sulla pelle. Ma a lui piacevano talmente tanto da non riuscire a fermarsi. La madre sapeva, tuttavia, che il bambino, come tutti i bambini, amava Maui, considerandolo un vero e proprio eroe. Speranzosa nell’influenza che questi avrebbe potuto avere sul figlio, chiese al semidio di parlare con il bimbo, pregandolo di non mangiare più banane.
Maui accettò il compito di buon grado: era sempre pronto ad aiutare i bambini, che dopotutto sono il futuro del pianeta.
Rivolgendosi alla donna, disse: “Dammi solo una settimana di tempo e poi portami tuo figlio”.
La donna lo ringraziò e se ne andò, immaginandosi che il grande eroe avesse in serbo chissà quale cerimonia o magia da preparare nell’arco di tempo richiesto.
Passata una settimana, la donna, puntuale, tornò con il pargolo. A quel punto, Maui guardò il bambino negli occhi e disse solennemente: “Hiapo, io ti chiedo di non mangiare più le banane!”.
Il bambino sorrise e fu felice di acconsentire alla richiesta di Maui, il suo eroe. Da quel giorno non mangiò più banane.
La mamma però rimase molto stupita dell’accaduto e, quando Hiapo scappò a giocare, chiese a Maui: “Perdonami, ma perché mi hai fatto attendere una settimana per dire qualcosa che avresti potuto dire anche una settimana fa?”.
E allora Maui rispose: “Perché una settimana fa mangiavo anch’io le banane!”.

Andiamo avanti, con un racconto sull’impermanenza.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, il giorno in cui la figlia del miglior amico di Maui venne accettata come un’adulta nella comunità, ci fu una grande festa. Maui, per onorare questo importante rito di passaggio, decise di donare alla ragazza tre regali.
Curiosissima di sapere che doni Maui aveva in serbo per lei, la ragazza volle vederli per primi. Maui li aveva messi in tre cesti diversi, posti uno davanti all’altro di fronte alla ragazza, con la raccomandazione di estrarne uno alla volta nell’ordine in cui lui li aveva sistemati.
La ragazza mise le mani nel primo cesto e ne tirò fuori uno specchio. Contenta per questo dono sorrise a Maui, il quale le disse: “Questo è il tuo io presente”.
Estrasse l’oggetto del secondo cesto e stavolta rimase perplessa, vedendo che si trattava di un teschio. Maui, sorridendo, affermò: “Questo è il tuo io futuro”.
Meno ansiosa, a questo punto, di sapere cosa c’era nel terzo cesto, si ritrovò in mano la statua di Kane, la grande divinità illuminata. Maui commentò: “Questo è il tuo io eterno”.”

Ne rimangono solamente due.
Il penultimo brano illustra in modo simpatico ciò che maestri e grandi uomini hanno sempre sottolineato, e che poi è parte del valore della letteratura: si può imparare da ogni cosa… e ogni apprendimento che facciamo nostro dall’esempio altrui ci risparmia fatica e sofferenza.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, durante i suoi viaggi Maui arrivò in India. Qui incontrò un grande guru, che predicava l’importanza dell’ascolto: “Ogni volta che ascoltiamo davvero qualcuno, noi impariamo qualcosa. Non potremo vivere tutte le esperienze che il mondo può offrire, ma se apriamo i nostri cuori e le nostre orecchie agli altri, potremo vivere migliaia di vite attraverso il racconto di chi la ha vissute”, diceva.
Un giorno raccontò a Maui questa storia: “Una tigre, la più abile e capace di tutti i predatori, stufa di cacciare da sola, decise di creare una banda. Prese con sé un leopardo e uno sciacallo e con loro cominciò a girare per la regione.
Nel loro vagabondare avvistarono un grande branco di antilopi. La tigre fece un grande balzo e si gettò in mezzo al branco. Prima che arrivassero i suoi due amici, lei aveva già ucciso tre prede, mentre il resto delle antilopi era scappato. A quel punto bisognava decidere come spartire il primo bottino di caccia.
La tigre si girò verso il leopardo e chiese: ‘Leopardo, secondo te come andrebbero divise queste tre prede?’.
Il leopardo ci pensò su e disse: ‘Amica mia, io direi che la preda più grossa è giusto che la mangi tu, per la tua stazza e in onore del fatto che sei tu ad aver ucciso tutte le antilopi. La preda di media corporatura la prendo io e quella più piccola la lasciamo allo sciacallo’.
La tigre chiuse gli occhi e, in silenzio, si mise a riflettere sulle parole del leopardo. Improvvisamente, senza dire nulla, saltò addosso al leopardo e lo sbranò.
A quel punto si girò verso lo sciacallo e chiese: ‘Sciacallo, secondo te come vanno distribuite queste prede?’.
Lo sciacallo esitò un attimo poi, cautamente, rispose: ‘Potente tigre, io direi che è giusto per te mangiare tutto ciò che vuoi e, semmai avanzasse qualcosa, quei resti saranno per me’.
La tigre chiuse gli occhi meditò sulla risposta dello sciacallo. Poi, sorridente e soddisfatta, disse: ‘Mi piace questa risposta. Sciacallo, dove hai appreso cotanta saggezza?’.
E lo sciacallo rispose: ‘Dal leopardo’.”

L’ultima citazione chiude il ciclo di 111 storie, nonché questo articolo di approfondimento. Torniamo alla consapevolezza di ciò che siamo.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, dopo mille avventure, viaggi, incontri, tra cui quello con la sua morte, Maui arrivò nel regno di Kane, la grande divinità suprema.
Maui si guardò attorno e rimase stupito dalla bellezza di ciò che percepivano i suoi occhi. Tutto era avvolto da una luce calda e suadente e in sottofondo si poteva udire un suono, un canto primordiale, che faceva vibrare il cuore di Maui, dandogli una sensazione di pace e di amore.
All’improvviso comparve Kane e Maui lo salutò inchinandosi. Poi, dopo un attimo di esitazione, si rivolse alla grande divinità e disse: “Kane, non fraintendermi, io qui mi trovo bene e tutto è davvero molto bello. Ma ho solo una domanda da porti. Dove sono tutti gli altri? Dove sono tutti coloro che ho incontrato nella mia vita, ma anche quelli che non ho mai avuto occasione di vedere?”.
Kane rispose con un luminoso sorriso: “Oh, Maui, davvero non lo hai capito? Non c’è mai stato nessun altro. Ci sei sempre stato solo tu”.”

Con Le storie di Maui del trio Rodolfo CaroneGiovanna GarbuioFrancesca Tuzzi abbiamo terminato.
A presto e buone storie a tutti.

Fosco Del Nero

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La ricerca - Osho (spiritualità)Titolo: La ricerca – Conversazioni sui Dieci Tori dello zen (The search – Talks on the Ten Bulls of zen).
Autore: Osho.
Argomenti: spiritualità, esistenza, zen.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 1976.
Voto: 9.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Per mia tendenza personale, non mi fisso su una determinata disciplina o su un certo autore, ma mi piace spaziare… pur tuttavia, quando l’autore si chiama Osho, è inevitabile tornarci sopra ogni tanto.

Ed ecco che arriva la recensione di un altro libro, La ricerca, il quale segue sei altri testi: Con te e senza di te, L’amore nel tantra, La via del cuoreNelle tue maniScolpire l’immenso, I misteri della vita.

Oltre che svariati video, otto per la precisione. Per chi fosse interessato: Stati di coscienza superiore, Ha un senso la vita?, Trova la tua voce interiore, Gioia e meditazione, Giusto o sbagliato?, Una storia d’amore con l’esistenza, Amore e odio, L’innocenza è pura intelligenza.

E mi stavo dimenticando Tarocchi zen di Osho, se vogliamo contare anche quelli.

Finito questo promemoria, veniamo alla recensione de La ricerca, testo che è essenzialmente un commentario di un’opera buddista zen denominata “I dieci tori”. Si tratta di otto antiche tavole buddiste a cui il monaco zen Kakuan Zenji nel dodicesimo secolo aggiunse altre due tavole, portando il totale a dieci, e aggiungendo inoltre un testo in poesia e uno in prosa per ognuna delle dieci tavole.

Tali tavole riassumono il cammino esistenziale umano, che parte del mondo e dalla ricerca, e si conclude con il “ritorno a casa”.

Ora, le tavole e i commenti in poesia e in prosa sono già bellissimi per conto loro (e considero qualcosa di molto vicini a un reato il fatto che non siano famosi), e se poi ad essi si somma il commentario di Osho siamo prossimi al capolavoro, o al libro di testo, se volete vederla da quest’altro punto di vista.

In effetti, forse questo testo supera in bellezza e insegnamenti persino alcuni mostri sacri di Osho, ben più famosi, quali Con te e senza di te o La via del cuore.
E invece, curiosamente, esso non è affatto tra i più famosi, tanto che al momento, spulciando su internet, non ha nemmeno un commento su Macrolibrarsi, sul Giardino dei Libri o su Amazon.
Un delitto, in pratica.

Per completare la recensione, aggiungo che, alternandosi ai commenti sui vari “tori”, vi sono anche delle risposte a domande poste al tempo ad Osho dai suoi discepoli, credo dal vivo.

In conclusione, La ricerca – Conversazioni sui dieci tori dello zen è un piccolo, grande gioiello, che meriterebbe grande diffusione, come peraltro I dieci tori da soli.
Quanto a Osho, si sa che non delude mai e che propone sempre insegnamenti ed energia elevata.

Fosco Del Nero

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Auguri per il 2018

1 Gen 2018 In: Auguri

Buon anno nuovo!

 

 

 

 

 

 

 

Come ogni anno, son qui a farvi i miei auguri; e come sempre non sono auguri convenzionali, basati su “ricchezza, amore, salute”, ma sono auguri più interiori, per quanto naturalmente quelle altre cose non sono necessariamente escluse, ma anzi va bene che siano incluse nel pacchetto…

…. sempre che il singolo percorso evolutivo le preveda.

Quest’ultimo tuttavia è più importante di ogni altra cosa, e peraltro si ripercuote a cascata su tutto il resto, per cui i miei auguri vertono su di esso: il mio augurio, quindi, è che possiate procedere lungo il vostro percorso, velocemente o lentamente a seconda delle vostre preferenze, e possibilmente in modo lieve e gioioso.

Buone cose e buon cammino a tutti.

Fosco Del Nero

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Guardiani dell’essere - Eckhart Tolle (esistenza))Titolo: Guardiani dell’essere.
Autore: Eckhart Tolle, Patrick McDonnel.
Argomenti: illustrazioni, esistenza, spiritualità.
Editore: L’Età dell’Acquario.
Anno: 2009.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati.
Oggi siamo qui con l’articolo di approfondimento dedicato a Guardiani dell’essere di Eckhart Tolle.
Non si tratta di un testo di saggistica, dunque gli spunti tra cui scegliere sono minori di numero… con mia somma gioia.
Peraltro, il tema è sempre lo stato di presenza, per cui pure qui c’è poca varietà.

Partiamo con la prima serie di brani, questi dedicati in generale alla natura e al portale di consapevolezza e quiete che ci offre in ogni secondo.

“La vera felicità si trova nelle cose semplici, apparentemente irrilevanti.
Ma per essere consapevole delle piccole cose è necessario che tu sia tranquillo interiormente.
È necessario un alto livello di attenzione.
Sii calmo. Guarda. Ascolta.
Sii presente.”

“Diventa consapevole dei numerosi suoni della natura.
Il fruscio delle foglie nel vento.
Il rumore delle gocce di pioggia.
Il ronzio di un insetto.
Il primo canto degli uccelli all’alba.
Concentrati nell’azione di ascoltare.
Al di là dei suoni c’è qualcosa di più grande: una sacralità che non può essere compresa attraverso il pensiero.”

“Guarda un albero, un fiore, una pianta.
Concentrati consapevolmente su di essi.
Su come sono calmi, quanto profonde sono le loro radici nell’Essere.
Lascia che la natura ti insegni la sua calma.”

Passiamo ora alla seconda tranche di spunti, questa dedicata invece agli amici animali, soprattutto a cani e gatti… al cui stato di fluidità esistenziale è contrapposto il nostro essere prigionieri della mente e dei pensieri.

“Quando coccoli un cane o ascolti un gatto che fa le fusa, la mente può fermarsi per un istante e uno spazio di calma sorge dentro di te, un passaggio per entrare nell’Essere.”

“La maggior parte di noi vive in un mondo di astrazioni mentali, concettualizzazioni e produzione di immagini: un mondo di pensieri.
Siamo immersi in un continuo fluire di rumore mentale.
A quanto sembra non ci è possibile smettere di pensare.
Proprio come il cane ama rosicchiare le ossa, la mente umana ama i suoi problemi.
Ci danniamo facendo, pensando, ricordando, prevedendo… persi in un labirinto di complessità e in un mondo di problemi.
La natura può mostrarci la strada di casa, la strada per uscire dalla prigione delle nostre menti.”

“Chiudi gli occhi e dì a te stesso: ‘Mi chiedo quale sarà il mio prossimo pensiero’.
Poi stai all’erta come un gatto che controlla la tana del topo.
Ti accorgerai che, per tutto il tempo in cui starai attento, non si presenterà nessun pensiero…
Ho vissuto con molti maestri zen, ed erano tutti gatti.”

“Stai attento quando vedi un animale che gioca o si riposa.
Lascia che l’animale ti insegni a sentirti a tuo agio nell’Adesso, a festeggiare la vita essendo completamente presente.”

“Il cane è ancora nello stato naturale.
E puoi vederlo facilmente perché tu hai dei problemi e il tuo cane no.
E mentre i tuoi momenti felici possono essere rari, il tuo cane festeggia la vita continuamente.
Guarda solo la coda – alcuni cani basta solo guardarli, un’occhiata è sufficiente – e la loro coda va: “La vita è bella! La vita è bella!”.
E non si stanno raccontando una storia del perché la vita è bella, è una percezione immediata.”

“Che cos’è che tanti trovano incantevole negli animali?
La loro essenza, il loro Essere, non è soffocata dalla mente, come succede in molti umani.
E ogni volta che senti quell’essenza in qualcuno, anche tu la senti dentro di te.”

E siamo in dirittura d’arrivo con le ultime due citazioni da Guardiani dell’essere.
Stavolta ampliamo il discorso, passando all’intera esistenza, all’unica coscienza e all’energia divina.

“Ogni essere è una scintilla del Divino.
Guarda negli occhi di un cane e percepiscine l’intimo profondo.
Quando sei presente puoi sentire lo spirito, l’unica consapevolezza, in ogni creatura, e amarla come te stesso.”

“Tu non sei separato dalla globalità.
Sei una cosa sola con il sole, la terra, l’aria.
Tu non hai una vita.
Tu sei la vita.
L’unica vita, l’unica consapevolezza, assume la forma di un uomo o di una donna, un filo d’erba, un cane, un pianeta, il sole, una galassia.
Questo è il gioco delle forme, la danza della vita.
Fondamentalmente non siamo separati, non dall’altro né da qualsiasi forma vivente: un fiore, un albero, un gatto, un cane.
Puoi sentire te stesso in essi. L’essenza di quello che tu sei. Potresti chiamarlo Dio.”

E abbiamo terminato con l’ottimo Guardiani dell’essere di Eckhart Tolle.
A presto e buone cose.

Fosco Del Nero

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tarocchi

BAG

 Evolution Personality Test

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

Le storie di Maui

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