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Quell’elisir chiamato amoreTitolo: Quell’elisir chiamato amore (That elisir called love).
Autore: Ramtha.
Argomenti: relazioni, spiritualità, esistenza.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2003.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Come sempre Ramtha mi fa penare quando leggo un suo libro, giacché dopo avrò decine e decine di brani da ricopiarmi per il successivo articolo di approfondimento (ossia questo) o per la pagina facebook.
Ovviamente è una cosa positiva… anche se le mie mani e le mie braccia forse non sarebbero d’accordo.

Con tutto che Quell’elisir chiamato amore non è stato uno dei libri di Ramtha più ricchi da questo punto di vista, ma comunque è uscito molto lo stesso.

Nel molto, sceglierò alcuni brani particolarmente significativi, e il resto lo lascerò alla pagina facebook… che peraltro vi raccomando caldamente (praticamente ogni giorno è un seminario di spiritualità, e gratuito pure).

Partiamo da una citazione brevissima, non sul tema dell’amore ma su quello del percorso evolutivo, e sulla reincarnazione nel dettaglio. Ramtha è molto chiaro a riguardo.
“Siete morti nell’ultima vita; poi siete nati in questa.
Se avete un compleanno, sappiamo che vi siete reincarnati.
Così sia.”

La seconda citazione invece accenna qualcosa alla questione dell’attrazione dei sessi, nonché dell’attrazione del sesso in generale, rapportandolo al punto evolutivo cui è giunta la singola persona.
“Siamo nati su questo piano come esseri polarizzati, negativo e positivo, e l’attrazione è così forte che non c’è da stupirsi che l’energia di quell’attrazione risieda nel primo sigillo a beneficio della propagazione.
Ma in dieci milioni e mezzo di anni vi siete evoluti abbastanza da capire che, sebbene ciò possa essere ricreativo, non è un impegno che vada onorato nel tempo, e che verso il più grande compagno del nostro essere non saremo mai attratti qui, nel primo sigillo, ma qui, nel quarto sigillo, perché ciò è da Dio a Dio.
Il primo sigillo riuscirà a replicare se stesso solo fino a quando si annoierà di se stesso, perché finché negli uomini e nelle donne c’è uno spirito irrequieto, essi non saranno mai contenti del loro partner. E perché? Perché il loro partner non rappresenta veramente quello che essi davvero sono.
E finché non cominciate a scoprire quello che veramente siete, verrete soddisfatti nei sigilli che corrispondono al livello della vostra propria evoluzione.”

Ancora riguardo al punto evolutivo in cui ci si trova, stavolta in riferimento al vero amore, l’amore incondizionato, contrapposto all’amore dell’ego fatto di possesso, controllo, gelosia, etc.
“Noi sappiamo – io so e voi sapete, e se non lo sapete, lo saprete – che l’amore non si rivela sul terreno avvelenato della gelosia, dell’invidia, del sospetto e della mancanza di fiducia.
L’amore non spunta mai da quel genere di anima, da quel genere di mente, da quel genere di terreno.
Pensate a un fiore piantato nel terreno più acido che possiate immaginare: lì l’amore non cresce.
L’amore vi sfugge per tutta la vita perché, se la vostra mente è rivolta al vostro risentimento, se la vostra mente è rivolta al passato, è rivolta alla gelosia, se la vostra mente è rivolta alla sfiducia, e ve ne nutrite, se la vostra mente è carica di qualsiasi di queste mancanze, l’amore – come una rosa, come un giglio – non fiorirà mai nella vostra vita.”

Rimanendo in tema “sesso”, ecco una citazione che forse lascerà un po’ scosse alcune persone: si parla di procreazione… e come sempre del livello evolutivo della persona.
“Ho molte donne in questa udienza che hanno bisogno di sentire che gli uomini, e anche le donne, hanno una vera e profonda conoscenza interiore che va fino al loro Spirito Santo; che quando decidiamo di generare un figlio, non vogliamo generare un figlio nella decadenza, perché se consapevolezza ed energia valgono per tutto, ed è così, allora persino l’ovulazione, gli ovuli che verranno prodotti, corrisponderanno alla nostra fantasia, alla nostra mente.
Così, che cosa produciamo nel frutto del grembo?
Produciamo un umano davvero decadente che arriva qui e sarà corrotto, che sarà proprio come voi?
Poi abbiamo il caso opposto. Abbiamo il caso di un partner che ha l’ovulazione e la fantasia non rivolta alla decadenza, ma all’illuminazione. Essi fanno l’amore in Dio. Fanno l’amore con un santo. Fanno l’amore con qualcosa che evoca in loro l’ordine più alto del loro seme, perché non ditemi e non mostrate la vostra ignoranza dicendo che il seme dell’uomo, i suoi spermatozoi sono eiaculati accidentalmente, perché ciò che fa sì che il più forte penetri l’ovulo sarà il fatto che esso è supportato dalla mente del suo creatore.”

Segue adesso un’altra citazione dello stesso tenore, anch’essa potenzialmente “stupefacente”… che peraltro introduce, a livello procreativo-evolutivo, la differenza tra uomo e donna.
“Gli spermatozoi non sono casuali. Gli ovuli non sono casuali. Essi sono ciò che noi siamo.
Perché pensate che fosse molto, molto importante per un re che voleva creare un regno che una donna fosse vergine e senza esperienza? Non voleva che lei interferisse con quello che era il suo piano, la sua eredità.
Voglio dire, svegliatevi per favore. Nessun uomo vuole un figlio da una prostituta perché essenzialmente egli sa di non sapere. Sa che lei non sta facendo l’amore con lui. Sa che lo fa per sopravvivenza. Quindi che tipo di figlio uscirebbe da quell’unione? Quanti di voi capiscono fin qui?
I vostri figli, i vostri più grandi incubi, sono stati creati da uno di voi, da voi o da vostro marito. E uno di voi ha avuto una fantasia al momento del concepimento del bambino. L’unico modo in cui un’anima tormentata e degradata può entrare è che uno di voi era tormentato e degradato.
E un uomo ha milioni di possibilità, mentre la donna ha un solo ovulo.”

Detto del concepimento di uomo e donna, passiamo dall’altra parte, quella dell’anima che si incarna. Ancora una volta si parla del livello evolutivo, associato ora con il corpo che si riceve nella vita materiale, che ovviamente non è casuale, ma è perfettamente adeguato all’anima che si incarna.
“Questo corpo è il corpo che è stato fatto per noi. Tra i milioni di coppie, milioni, miliardi che hanno copulato quando voi eravate pronti ad arrivare… voglio dire, qual è il programma della vostra anima? In quale corpo entrerete? Entrerete forse in un corpo che è l’antitesi dell’anima?
Se consapevolezza ed energia creano la realtà, noi andremo direttamente verso un corpo che è uguale a ciò che siamo.”

E, detto che l’anima si incarna in un corpo perfettamente adatto al suo stato evolutivo, e detto che veniamo qui sulla Terra proprio per fare dei passi avanti lungo il percorso evolutivo, ne deriva come logica conseguenza il fatto che il materiale del corpo cambia man mano che facciamo dei passi avanti, come peraltro anche la scienza odierna sta provando man mano. In una parola, il dna non è fisso e immutabile, come si credeva un tempo, ma in evoluzione esso stesso.
“Che cos’è un maestro?
Un maestro è uno che comprende che il corpo è pensiero coagulato, è intento coagulato. E che nella sua meravigliosa complessità, nel suo meraviglioso modo di operare, è un tributo a colui che siamo stati, non a colui che siamo.
Capite? Quanti di voi capiscono?
Il corpo vive nel passato. Colui che siamo è il presente. Usiamo il passato e sfidiamo il passato per diventare il presente. Usiamo un pensiero coagulato nel passato a partire dal presente in cui esercitiamo il nostro intento. Ed è compito nostro fare in modo che la molecola dell’intento del passato – il bioritmo, la biofisica, la bioscienza, il bioectoplasma del passato – diventi ciò che è la nostra volontà.
E la ragione per cui la usiamo è che essa porta in tavola esperienza e preparazione. E quello che le manca, glielo daremo in forma di volontà. Laddove manca coraggio, saremo noi a dare coraggio, e, dando coraggio, cambiamo i peptidi nelle molecole.
Non pensate nemmeno per un momento che gli amminoacidi siano stabili. Non lo sono.
E non pensate nemmeno per un momento che esista qualche rudimentale legge per cui ogni giorno quando vi svegliate siete pieni delle stesse sostanze chimiche; non lo siete. Ognuna di quelle molecole può essere sostituita. Ognuna di esse può essere cambiata con un atteggiamento e un intento.
Non pensate nemmeno per un momento che il vostro DNA sia statico. Non lo è.”

Quel che siamo nel corpo rappresenta dunque sempre quel che siamo nello spirito, con le due cose che sono solo modi diversi di osservare la medesima cosa.
Ne deriva che…
“Dovremmo amare ciò che siamo. Dovremmo amare il fatto di essere una donna, dovremmo amare il fatto di essere un uomo, e quando siamo un sistema di consapevolezza bilanciato, la malattia non potrà mai mangiarci via le ossa, il cuore, il fegato, il corpo.
Quando siamo sbilanciati, se agiamo da negativo a negativo e da positivo a positivo,o se oscilliamo da positivo a negativo, basta un momento di sbilanciamento per il seme – proprio come quando mettiamo al mondo un figlio – perché anche il seme di una malattia trovi la sua strada per venire al mondo.”

Ne deriva anche che…
“Voglio che tutti voi sappiate che non c’è una sola cosa nella vostra vita che non sia spirituale.”

E da ciò arriva un suggerimento.
“Imparate ad essere il danzatore nello specchio. A praticarlo. Imparate ad esserlo. Non saprete qual è la differenza. Era lo specchio ad alzare la mano, o ero io? Ero io ad alzare la mano e quello era solo la mia immagine riflessa, oppure sono io il riflesso dello specchio?
Se lo fate, troverete integrità in ciascuno dei sette sigilli. Troverete purezza in tutti e sette i sigilli. Troverete onestà.
E quando lo fate, non potete che amare chi siete.”

E, a proposito di amore e cose sacre, ecco una citazione davvero meravigliosa, che è quella con cui chiudo l’articolo.
“Pensate che Dio sia in una chiesa?
Pensate che Dio sia in un tabernacolo?
Pensate che Dio sia in una catasta di rovine?
Pensate che Dio sia sulla croce?
Dio è in voi.
La più sacra reliquia che mai ci sia stata è uno specchio, perché possiate guardarvi dentro e ricordarvi che la voce proviene da dentro.”

E con questo abbiamo terminato con Quell’elisir chiamato amore di Ramtha.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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Galassia X-9 – Vlado Kapetanovic (esistenza)

17 Mag 2016 In: Esistenza, Recensione

La tua voce può cambiarti la vita - Ciro Imparato (comunicazione)Titolo: Galassia X-9 (Galassia X-9 – Apu, un mundo sin dinero).
Autore: Vlado Kapetanovic.
Argomenti: esistenza.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 2004.
Voto: 3.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Mi incuriosisce sempre notare come all’interno della letteratura spirituale vi siano dei testi che di spirituale, nel senso di contenuti esistenzial-evolutivi, non hanno nulla o quasi.
È questo il caso di Galassia X-9 di Vlado Kapetanovic, il libro recensito quest’oggi.

Si tratta di un libro discretamente voluminoso con le sue 330 pagine ampie, che racconta le vicende di Ivanka, una ragazza di Dubrovnik la quale, all’inizio del ventesimo secolo, sarebbe stata protagonista di un rapimento alieno; uno di quelli “buoni”, in cui gli alieni in questione prelevano la persona, la portano sul loro mondo, le insegnano la natura dell’universo, la storia del loro pianeta nonché del pianeta Terra, e la stupiscono con la loro straordinaria tecnologia.
La storia principale peraltro è inserita all’interno di una cornice con dei riferimenti religiosi cattolici…

… e difatti Gesù in persona è uno dei protagonisti della storia, uno degli alieni del pianeta Apu, che si sarebbe incarnato numerose volte sulla Terra per aiutare i terresti a superare la loro negatività (per la cronaca, in Mosè, Pitagora, Martin Lutero, Marx, mentre altri apuniani sarebbero stati Cristoforo Colombo, Hegel, etc etc, rigorosamente sempre e solo personaggi famosi).

Il punto deludente di Galassia X-9 non è tanto la questione aliena, né la questione dell’incarnazione di Gesù, quanto proprio l’energia che c’è dentro il libro, che personalmente non considero un testo di evoluzione personale, ma una storiella, dal canto suo pure gradevole e scorrevole, ma affatto “didattica”.

Nel senso che è piena di buonismo e di luoghi comuni new age, nonché piena di spettacolarizzazione miracolistica e tecnologica (e di personaggi famosi, come detto), ma del tutto priva di insegnamenti spirituali (il massimo è il generico “vogliamoci bene”).

Anzi, per mia esperienza e percezione, più un libro-autore punta sull’aspetto spettacolaristico, meno punta sull’aspetto evolutivo interiore… che è ciò che contribuisce alla crescita personale, mentre il resto non è altro che letteratura di svago (apprezzabile o meno, questo è un altro discorso).

Tra l’altro in moltissimi punti il testo contraddice principi esistenziali ben noti e affermati da tanti maestri, e inoltre punta tutto sulla tecnologia e sulla manipolazione (della natura e degli esseri umani), altro fatto che è praticamente una prova da solo.

Alla fine, pur se tentato di interrompere la lettura a metà strada, sono andato avanti per curiosità, praticamente leggendo il testo come un romanzo (e in questo senso non è nemmeno troppo noioso).
Ma in generale la valutazione del libro di Vlado Kapetanovic è assai bassa, e anzi Galassia X-9 è uno dei libri del settore meno utili che abbia mai letto.

Fosco Del Nero

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 border=Titolo: Antichi tarocchi italiani.
Autore: Cartiera Italiana Serravalle Sesia.
Argomenti: carte, tarocchi, divinazione.
Editore: Lo Scarabeo.
Anno: 1880.
Voto: 7.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Personalmente non amo troppo i tarocchi più antichi, soprattutto per l’assenza di figure negli arcani minori, cosa che avviene in rari tarocchi dei secoli passati.
Anche gli arcani maggiori, inoltre, spesso risentono di pochezza visiva, nonché di una certa spurgazione degli elementi esoterici-esistenziali, che probabilmente erano stati eliminati o fortemente attenuati nella “trasformazione” dei tarocchi in carte da gioco, nonché nei vari anatemi della Chiesa Cattolica, che non li ha mai visti di buon viso, tanto da affermare che le carte erano uno strumento del diavolo (cosa che da sola certifica lo stato di coscienza di colui o colei che la dice…).

Tuttavia, vi sono alcuni mazzi che non risentono del passare del tempo, e che offrono a tutt’oggi una serie di lame maggiori grande impatto visivo: tra questi certamente vi sono gli Antichi tarocchi italiani, stampati nel 1880 dalla Cartiera Italiana Serravalle Sesia, si pensa sulla base di un modello risalente a circa mezzo secolo prima, elaborato da tale Ferdinando Gumppenberg, un fabbricante di origine tedesca sceso in Italia, e affidato all’incisore Carlo Della Rocca, col mazzo che ebbe un successo immediato, copiato in seguito in numerose forme.

Come detto, gli arcani maggiori hanno un innegabile fascino, e alcune carte nello specifico sono davvero belle, soprattutto quelle finali: la Torre, le Stelle, la Luna, il Sole.

Tra parentesi, solo di recente mi sono ricordato che da bambino rimanevo affascinato da una stampa di questi tarocchi che trovavo a casa di mia nonna… che guardavo e riguardavo senza riuscire a capire cosa fossero quelle carte (extra rispetto alle carte da gioco!), e senza che i miei parenti me lo sapessero dire.

Insomma, nel complesso gli Antichi tarocchi italiani sono un mazzo di tarocchi valido ancora oggi, bello e ricco di elementi simbolici.
Con l’unica pecca – ma è un mio punto di vista – delle lame minori numeriche e non visive-sceneggiate.

Fosco Del Nero

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La tua voce può cambiarti la vita - Ciro Imparato (comunicazione)Titolo: La tua voce può cambiarti la vita.
Autore: Ciro Imparato.
Argomenti: crescita personale, comunicazione.
Editore: Sperling Paperbeck.
Anno: 2008.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati a questo nuovo articolo di approfondimento, dedicato al libro La tua voce può cambiarti la vita, di Ciro Imparato.

Va da sé che non si tratta di un testo di crescita personale, intesa come fattore evolutivo-spirituale, ma di un libro comunque destinato al miglioramento di sé, anche perché Ciro Imparato, che peraltro è purtroppo scomparso di recente, alla sua competenza professionale aggiunge anche i suoi trascorsi nell’ambito della crescita personale, avendo partecipato come doppiatore a prodotti dei vari Wayne Dyer, Roy Martina, Deepak Chopra, etc.

Questo approfondimento sarà dunque dedicato proprio a spunti di questo tipo, e non alle questioni vocali, che ciascuno, se vorrà, si approfondirà per conto suo.

Il punto di partenza di Ciro Imparato e del suo stile comunicativo è semplice e bello. Eccolo:
“Il punto di partenza è il fatto che dovete imparare a parlare con amore. È questo il segreto: parlare con amore.
Quando riuscirete a far emergere senza paura l’amore che avete dentro di voi e allo stesso tempo riuscirete a cogliere l’amore che c’è negli altri, non ci sarà più essere umano in grado di resistervi. Dentro ognuno di noi c’è dell’amore e c’è la capacità di evocarlo negli altri.”

Tale primo spunto trova presto il bis.
“Per ottenere risultati con la comunicazione occorre trasmettere messaggi positivi, che diffondano felicità. Per trasmettere felicità vera, senza finzioni, occorre essere felici sul serio. Quindi imparare a comunicare meglio non solo ci fa ottenere risultati migliori, ma migliora la nostra percezione dell’esistenza.
Come si fa ad essere felici?
È facile: per essere felici occorre decidere di non essere tristi.
Il più grande paradosso che ho notato nella quasi totalità delle persone è il fatto che siamo abituati a confondere causa ed effetto: tutti subordiniamo la nostra felicità all’accadere di una certa circostanza (sarò felice se quella persona mi amerà, se otterrò un aumento, se mio figlio, eccetera). Ciò è paradossale, perché tutte le condizioni che ho citato, per verificarsi, necessitano di una certa dose di felicità da parte nostra. Dobbiamo trasmettere benessere se vogliamo essere amati, dobbiamo essere positivi se vogliamo un aumento, dobbiamo saper generare serenità se la vogliamo nei nostri figli.
E questo è anche il motivo per cui la maggioranza delle persone è infelice. Subordinando la nostra felicità ad un certo avvenimento, faremo in modo che questo non accada mai.”

Arriva presto anche il tris, sempre sul tema dare ciò che si vorrebbe ricevere.
“Se desidero essere amato occorre che io ispiri amore.
Tuttavia, nella maggioranza dei casi, chi vuole essere amato, per paura di non esserlo, piange, si dispera, si sottomette, diventa aggressivo. Quindi, con il suo comportamento, allontana ciò che desidera. E questo è anche il motivo per il quale non sa come uscirne: “Se ti amo, ti telefono, ti scrivo messaggi, insomma, se tutta la mia felicità dipende da te e nonostante questo tu non mi ami, che speranze ho?”.
La speranza è nell’inversione della tendenza: non è ottenendo amore che si diventa felici, ma viceversa è con la nostra felicità che otteniamo amore.”

Il principio “dare per ricevere” trova poi ulteriori riscontri, con tanto di esempi pratici.
“Prendiamo un uomo timido di trentacinque anni che, pur sapendo di possedere buone doti di intelligenza e capacità, sente di non essere arrivato nella vita al posto che meritava. Sarà propenso a pensare che gli altri lo sottovalutano e che chi lo circonda non è ben disposto nei suoi riguardi.
Pensate che costui sarà portato a sorridere quando incontra uno sconosciuto?
Probabilmente no: incontrando una persona nuova comincerà a studiarne i movimenti, si porrà nei suoi riguardi in maniera guardinga e diffidente.
E quale sarà il risultato del suo comportamento?
Anche l’altro, con ogni probabilità, gli restituirà la diffidenza.
Quindi, più una persona nutre sospetti verso il prossimo, più indurrà il prossimo a comportarsi sospettosamente nei suoi riguardi.
Una situazione simile sembra senza via d’uscita. Eppure, cambiarla è molto semplice: basta comportarsi con gli altri in maniera tale da indurre in loro il comportamento che noi vorremmo nei nostri riguardi. Lo diceva anche Gesù: ‘Fai agli altri ciò che vorresti venisse fatto a te’.”

E poi arriva la formulazione più sintetica e generale.
“Per indurre un cambiamento negli altri, occorre innanzitutto indurre un cambiamento in noi stessi.”

Detto ciò, arriva non dico una ricetta generale, ma quantomeno una descrizione generale di come funzionano le cose e di cose ci si avvicina alla felicità.
“Per essere felici, occorre smettere di lamentarsi.
Gli aspetti positivi o negativi di una questione esistono entrambi: se ci sintonizziamo su RDP, la Radio del Positivo, ogni esperienza diventerà più bella, e soprattutto RDN; la Radio del Negativo, scomparirà.
Cosa ci guadagno a sintonizzarmi sulla Radio del Positivo? Salute, gioia, emozioni e una comunicazione entusiasmante con tutti.”

Niente negatività e lamentela, dunque, col concetto che è ribadito con maggior forza e precisione nella citazione che segue, che poi è anche l’ultima che propongo in questa sede.
“La conseguenza più perniciosa del lamento è l’impossibilità di provare al contempo anche pensieri felici e, di conseguenza, vivere una vita appagante.
Ci lamentiamo perché non siamo felici, non rendendoci conto che è proprio la nostra attitudine al lamento a crearci un “abito mentale” di infelicità.
Se diciamo che la colpa è degli altri, proveremo:
– un senso di deresponsabilizzazione (Non è colpa mia),
– un senso di autocommiserazione (Povero me, chi mi aiuta?),
– un senso di odio verso i colpevoli (Hanno rovinato la mia vita!).
Chi si sente un fallito giustifica la sua impotenza dando la colpa agli altri, e questo gli consente di continuare a non fare nulla.
Il lamento non è una protesta verso un’ingiustizia oggettiva, ma un’abitudine mentale di cibarci di pensieri negativi.
Il lamento è il tarlo dell’umanità.”

Insomma, non male per un testo in teoria dedicato solamente alla voce e alla comunicazione, il quale avrebbe potuto facilmente scivolare verso vendita o persino verso convincimento e manipolazione.

La tua voce può cambiarti la vita di Ciro Imparato mi è quindi piaciuto… pur non essendo intenzionato a diventare un professionista della voce o a praticare il metodo descritto nel libro (ma mai dire mai).

Fosco Del Nero

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