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Film o video di miglioramento personale? - 2Implacabile come sempre, ecco che torna la rubrica dedicata ai film ispiranti consigliati.
Che, lo ricordo, sono ispiranti da svariati punti di vista che spaziano dalle esperienze ultraterrene di Al di là dei sogni all’addormentamento di Matrix, dagli insegnamenti interiori di La leggenda di Bagger Vance alla figura elevata di Mary Poppins.
Ed ecco la lista completa dei suddetti film: Film che aprono la mente… o il cuore.

Quanto all’articolo odierno, ecco la sua più ristretta lista:
L’ultimo dominatore dell’aria,
Le nebbie di Avalon,
Il ladro di orchidee,
After Earth,
Chronicle.

L’ultimo dominatore dell’aria
Partiamo da un film di M. Night Shyamalan, ed essendo un film recente di Shyamalan è automaticamente un film problematico dal punto di vista della qualità cinematografica, peraltro tratto da una serie animata (intitolata Avatar – La leggenda di Aang) di gran lunga meglio riuscita rispetto al film, pur probabilmente con minori mezzi economico-tecnologici.
Ad ogni modo, il film ha almeno un punto positivo rispetto alla serie, ed è il motivo per cui l’ho inserito in lista: propone, sparsi qua e là, degli spunti di tipo esistenziale di varia natura.
Non troppo convinti, a dire il vero, e più simili per l’appunto a qualcosa di sparso piuttosto che alla struttura vera e propria della storia, ma comunque sufficienti a rendere il film potenzialmente guardabile.
Tra l’altro L’ultimo dominatore dell’aria è molto bello a vedersi (panorami, effetti speciali), ma crolla proprio nei fondamentali cinematografici… ma questa è un’altra questione.

Le nebbie di Avalon
Per la serie “conversioni cinematografiche inferiori alle opere da cui sono tratte”, ecco un eccellente rappresentante: Le nebbie di Avalon.
Eccellente perché di gran lunga inferiore al libro di Marion Zimmer Bradley, che viceversa è un capolavoro narrativo.
E si noti che il film non è un disastro, ma è solo anni luce meno bello del romanzo originario, che peraltro gli è superiore anche nel dettaglio che ci interessa in questa sede, ossia gli spunti esistenziali.
Nel film difatti non c’è molto, ma comunque qualcosa c’è; anche qui, vedete voi se vi ispira o meno.

Il ladro di orchidee
Ora alziamo un po’ la qualità con un film del 2002 diretto da Spike Jonze e con un cast discretamente prestigioso: Il ladro di orchidee, tratto anch’esso da un romanzo.
In questo caso siamo di fronte a un film narrativo, di puro intrattenimento, in cui non vi è alcuna pretesa didattico-esistenziale, per così dire… eppure qualcosa filtra, soprattutto nell’energia dei personaggi, alcuni dei quali grandemente educativi, o in senso positivo o in senso negativo.
E in generale nel film c’è una certa bellezza, per quanto insolita.

After Earth
After Earth è un film che già conoscevo e che, data la mia grande stima per Will Smith, avevo intenzione di guardare, per quanto l’aver sentito opinioni fortemente negative riguardo alla prestazione di Will e di suo figlio aveva messo in dubbio la visione.
La quale tuttavia è stata incoraggiata dal consiglio di un mio stesso lettore, che me lo aveva indicato come film non eccellente, ma con spunti interessanti.
Ed è esattamente quello che troverete in After Earth: un film di fantascienza non certo irresistibile, ma soprattutto degli spunti davvero interessanti, e anzi vere e proprie frasi da crescita personale.
Vi consiglio dunque di guardarlo.

Chronicle
Ero indeciso se includere Chronicle nella lista dei film, giacché per un verso si potrebbe liquidare come ennesimo film sui superpoteri… che peraltro non mi hanno mai appassionato troppo, tanto che non ho mai guardato i vari Spiderman e soci.
Tuttavia, Chronicle, progetto decisamente meno in grande stile, ha una particolarità: non affronta la questione in senso spettacolaristico o nel solito senso di buoni contro cattivi, ma in senso introspettivo-psicologico: ossia, le possibilità e le tentazioni di una simile situazione. Peraltro, in senso analogico, si potrebbe pure disquisire di un simile senso di responsabilità lungo il cammino evolutivo, parlando dunque di poteri-energia interiore piuttosto che di poteri esteriori.
Anche in questo caso, se vi va vedete voi stessi; il film in sé è discreto.

E anche stavolta abbiamo terminato.
Al prossimo appuntamento e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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Tarocchi del Mantegna - Atanas Atanassov (carte)Autore: Atanas Atanassov.
Argomenti: carte, tarocchi, divinazione.
Editore: Lo Scarabeo.
Anno: 1460 ca.
Voto: 6.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

A dispetto del nome, i Tarocchi del Mantegna non furono realizzati dal pittore mantovano Andrea Mantegna, ma da un autore anonimo suo contemporaneo, all’incirca nel 1460. Viceversa, il progetto è attribuito a un dotto dell’epoca, ugualmente sconosciuto.

In effetti, il progetto che c’è dietro i Tarocchi del Mantegna è ambizioso, con la suddivisione del mazzo di base, 50 carte (cui spesso ne sono aggiunte 25 estranee al mazzo originale come spunti meditativi) in 5 gruppi, ciascuno composto di 10 carte dedicate a una certa “area”.

Abbiamo così i pianeti del cielo, le virtù, le arti e le scienze, personaggi mitologici e figure della vita quotidiana di allora.
Ogni gruppo ha un colore dominante, con lo sfondo argenteo che abbellisce e impreziosisce il tutto.

In effetti, visivamente i Tarocchi del Mantegna sono un bel vedere, tanto negli sfondi quanto nei soggetti in primo piano…

… l’unico problema è che non sono un mazzo di tarocchi come comunemente inteso, cosa che va sottolineata per chi eventualmente non lo sapesse e stesse cercando viceversa un mazzo di tarocchi, magari tra i classici, e magari tra i più antichi (in questo caso, meglio una scelta come i Tarocchi Visconti Sforza, oppure i Tarocchi di Marsiglia se si vuole fare un salto in avanti di qualche tempo, e poi i Tarocchi di Wirth, etc).

Come di tutti i mazzi antichi, ve ne sono in giro diverse versioni e rifacimenti.
Questa versione comune è la ridisegnatura dell’artista bulgaro Atanas Atanassov (che peraltro ha fatto anche i recenti Tarocchi Visconti Sforza).

In conclusione, se volete un mazzo di tipo oracolare e dalla forte tendenza simbolica, i Tarocchi del Mantegna potrebbero fare al caso vostro.
Ma se cercate un qualsiasi mazzo di tarocchi, allora optate per qualcos’altro.

Fosco Del Nero

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Audiocorso di alimentazione e salute - Catia Trevisani (benessere)Titolo: Audiocorso di alimentazione e salute.
Autore: Catia Trevisani
Argomenti: benessere, alimentazione, salute.
Editore: Edizioni Enea.
Anno: 2011.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Come illustrato in recensione, Audiocorso di alimentazione e salute di Catia Trevisani è un prodotto piuttosto corposo: cd audio di 5 ore e mezza e libretto di circa 40 pagine (che poi è una breve sintesi del corso audio).
Abbastanza per trarne numerosi spunti, peraltro piuttosto lunghi e verbosi data la natura dello strumento, tra i quali vado a proporvene alcuni.

Il primo è il punto di partenza su cosa sia la nutrizione e quanto sia importante e multi sfaccettata.
“La nutrizione è una scienza complessa per i suoi innumerevoli risvolti, di tipo biochimico, energetico, psicologico, sociale, ecologico, spirituale.
Ogni giorno compiamo l’atto di nutrirci e di nutrire i nostri bambini e i nostri familiari: prendiamo dunque responsabilità, che lo vogliamo o meno, relative a salute e stile di vita, con le relative ripercussioni su noi stessi e i nostri cari, fino a condizionare la vita di altri esseri, animali e umani, e non solo del paese in cui viviamo, per non parlare dell’impatto delle nostre scelte quotidiane sull’intero pianeta.
Dunque, è un atto che necessita di essere consapevolizzato: dopo il primo passo relativo alla scelta e all’acquisto di certi alimenti piuttosto che altri, il passo successivo si svolge in cucina: con gli alimenti acquistati passiamo ora a comporre le nostre ricette, e qui si svolge un grande gioco alchemico: ciò che prepariamo entrerà nel nostro organismo, e produrrà i suoi effetti su corpo e mente.
Lo stato d’animo con cui si cucina è fondamentale: se si è nervosi o un po’ depressi è importante subito far pulizia mentale, e apprestarsi a cucinare con il meglio di noi stessi. Questo è ciò che passerà nel cibo che consumeremo e che offriremo.”

Il secondo brano riguarda i tempi e i modi del mangiare, validi sempre al di là della dieta che si sceglie per sé.
“I ritmi dei pasti sono importanti, ma sarebbe meglio mangiare solo quando si ha fame, e non a orari fissi. Allo stesso tempo è bene mangiare regolarmente ai pasti, e non abituarsi a spizzicare in qualsiasi momento. Inoltre, è importante non consumare la cena troppo tardi, in modo da stare tre ore svegli dopo l’ultimo pasto. Se si è molto stanchi ma anche affamati, è bene mangiare cibi leggeri, che si digeriscono in fretta.
Il pasto, poi, dovrebbe essere un momento di relax, di calma, un momento sacro, in cui si ringrazia per i frutti della terra che ci nutrono. Un tempo che si dedica all’ascolto di se stessi anche attraverso i sapori e i colori che in quel particolare momento di vita più ci attraggono.
In linea di principio non è salubre consumare i pasti di corsa, magari al bar, in piedi; è meglio disporsi ad assaporare comodamente ciascun cibo, masticandolo lentamente, eliminando anche televisione, giornali e i fattori di disturbo esterno.”

La terza citazione inizia a portarci addentro al valore energetico dei cibi
“Ogni alimento dirige la propria azione verso uno o più meridiani, e attraverso questi influenza gli organi corrispondenti.
I sapori eccessivi talora possono essere utilizzati come farmaci. Per tempi brevi, per ottenere specifici effetti in tempi rapidi.
La salute però si costruisce sul quotidiano, sulle abitudini alimentari di tutti i giorni.
E quanto più queste sono equilibrate, tanto maggiore equilibrio godranno corpo e psiche.”

Veniamo ora alla citazione più corposa, che fornisce un quadro energetico e simbolico dei vari alimenti… che sono certo sarà utile a molte persone.
“Considerando l’unità mente-corpo, ogni alimento ha un effetto sulla psiche, e l’alimentazione può armonizzare, o peggiorare, aspetti mentale, emotivi e caratteriali.
Il cereale stimola la concentrazione, sostiene un’attività mentale intensa, e consente un’attività fisica prolungata, dando tenacia e resistenza. Rallenta l’impulsività e gli eccessi emozionali, per portare alla riflessione, all’organizzazione, a un ordine che consente una migliore comprensione. Aiuta a realizzare i progetti a lungo termine.
Le verdure calmano la mente e rilassano il corpo, pur mantenendolo tonico. Riequilibrano, stimolando o calmando, le funzioni interne. Drenano, risanano, hanno una funzione generale di equilibrio. Chi rifugge dalle verdure inconsciamente rifugge dall’equilibrio, preferendo sperimentare gli estremi. Chi le ama cerca una nota equilibrante nel suo quotidiano, una nota di neutralità e armonia.
La frutta fresca risveglia fantasia e creatività. Porta oltre i confini della mente razionale, per varcare le soglie di un mondo di energie sottili. Nutre la sensibilità, l’intuizione, fa emergere nuove idee, espande i territori della mente, sensibilizza al bello e all’arte. Espande il tempo e lo spazio, porta all’utilizzo del cervello destro. Se consumata in eccesso, però, può portare a essere distratti, dispersivi, inconcludenti.
La frutta secca stimola una creatività più materiale e concreta. La fantasia è portata all’utilizzo dell’utilità. È ricercata da chi ha un metabolismo veloce, e ama realizzare rapidamente ciò che pensa. Infonde senso pratico, dà un’energia di concretizzazione.
La carne è da correlare all’aggressività. Stimola la liberazione di adrenalina da parte dei surreni. La condizione è quella dell’allarme, di una situazione di pericolo, in cui è richiesta una reazione di attacco o di fuga. Il senso di forza e di eccitazione che genera, a causa dello stimolo ormonale, è passeggero; è lo stesso che si crea in fase di stress acuto, in cui si sperimenta un aumento dell’attenzione e di forza fisica. Ma la fase che subito segue è la stanchezza, data dal consumo energetico dovuto all’impennata precedente. Questo può portare a desiderare di nuovo l’alimento per riprovare lo stesso stato di eccitazione, ma di nuovo si avrà un calo energetico. È come un cane che si morde la coda, in un ciclo continuo che lascia spossati, e richiede stimolanti e tonici, caffè e sigarette. Può capitare anche a un vegetariano di provare il desiderio di carne, in una fase della vita in cui è richiesta una certa aggressività; cioè quando ha bisogno di aggredire con decisione una situazione. La consapevolezza del processo che sta avvenendo, e la ricerca di una forza interiore per superare gli ostacoli, piuttosto che la dipendenza da surrogati esterni, può far superare tale momento, ed essere addirittura un momento di forte crescita.
Maggiore sicurezza sarà ottenuta eliminando latticini e zucchero.
Il pesce richiama l’acqua, l’inconscio, il femminile. È più ricercato da chi sente qualche blocco a livello emozionale, soprattutto al livello femminile e alla madre. Si ricerca l’evasione, il piacere raffinato, si vuole aggiungere una nota di emotività e di sensualità al quotidiano. L’alimento in sé non può risolvere i temi emotivi che sottostanno al desiderio di consumarlo; è un modo per compensare.
Per le tematiche emozionali relative alla madre, sarebbe utile eliminare i latticini, in modo da acquisire una maggiore autonomia. Il latte in natura è il cibo dei piccoli. L’animale adulto non se ne nutre assolutamente. È un alimento che ha una sua fondamentale funzione fino a un tempo preciso, e ha la composizione che si adatta perfettamente al cucciolo di una sola specie; pertanto si sta parlando, per l’essere umano, del latte materno. Il latte è poco amato dalle persone molto indipendenti. È ricercato invece da coloro che hanno un forte bisogno di protezione e sicurezza. Un eccessivo consumo di questo alimento può accrescere la dipendenza da persone e cose, e ritarda il tempo dell’acquisizione della propria autonomia. L’ideale sarebbe sostituirlo con il latte vegetale: di mandorle, di riso, di avena. Il latte di soia non è consigliato quotidianamente, sarebbe bene alternarlo. Il latte dei cereali infonde le qualità psichiche degli stessi, e quello di mandorla le qualità della frutta secca.
L’uovo è un alimento ricercato da chi sente il bisogno di radicarsi, di compenetrarsi meglio con la materia, da chi sta poco con i piedi per terra.
Il vegetariano sano non si reprime, non desidera cibi animali, e prova intensa soddisfazione nutrendosi di vegetali.”

Il risultato di tutto ciò, alimentazione, salute e prevenzione, è il seguente.
“La dieta ottimale è una dieta a base di cibi vegetali. È quella che hai migliori effetti sulla salute e sulla longevità. Oltre ad essere nutrizionalmente adeguata, è ricca di cibi protettivi per la salute.
Esclude i cibi animali, e i cibi vegetali devono essere consumanti il più vicino possibile allo stato naturale.
Questo è il concetto più evoluto nel campo della nutrizione, ma soprattutto della medicina preventiva.”

Lo sfondo del vegetarianesimo, in tutte le sue molte sfaccettature, è il seguente, ed è cosa che va di pari passo col percorso evolutivo-spirituale.
“La base etico-filosofica del vegetarismo si fonda su una concezione olistica dell’Universo, secondo la quale tutti gli esseri viventi si trovano in un rapporto di interrelazione, e dal benessere dell’uno deriva e discende il benessere dell’altro.
Occorre infatti ricordare che in un sistema le singole parti concorrono al tutto, e, alterandone alcune, il danno si ripercuote sull’intero sistema. Il risultato di questa visione olistica è l’abbandono del paradigma antropocentrico, che vede l’uomo al centro del mondo, e non come creature fra le altre, come parte di un tutto in cui ciascuna di esse partecipa ugualmente, e con pari dignità, all’accordo universale.
Mentre l’antropocentrismo sostiene la centralità assoluta dell’uomo nell’Universo, e persegue il suo benessere anche a costo di sacrificare l’esistenza degli animali e delle piante, e la stabilità stessa dell’intero pianeta, il biocentrismo è una filosofia di vita che spinge noi esseri umani a raggiungere la salute e l’armonia condividendola con tutte le altre forme di vita, animali e vegetali.
Le motivazioni etico-filosofiche che stanno alla base della scelta del vegetarismo sono dunque da ricondurre al rispetto dell’equilibrio che governa il sistema mondo.”

Ed ecco una considerazione della stessa Catia Trevisani sul collegamento tra cibi e percorso spirituale… considerazione più storica che personale a dire il vero.
“C’è chi sostiene che ovunque ci si trovi rispetto al proprio cammino spirituale e di crescita personale siano presenti indicazioni etiche che abbiano a che fare con la compassione verso gli altri esseri viventi. Proprio questo tema è condiviso dal vegetarismo, e non solo per il rispetto dovuto agli animali, ma anche e soprattutto per un sentimento di fratellanza verso le persone che soffrono la fame.
Per questo molti gruppi religiosi, come gli induisti, i jainisti, i gandhiani, ma anche i primi cristiani, praticavano o praticano tuttora il vegetarismo, e ne fanno un elemento di elevazione spirituale. Il vegetarismo era anche praticato dai sacerdoti dell’antico Egitto e dai filosofi dell’antica Grecia. Vi sono poi quelle personalità che, indipendentemente dalla loro fede religiosa, hanno contribuito all’evoluzione della civiltà umana e hanno optato per il vegetarismo.
Nella Bhagavad Gita, un antichissimo libro induista, viene attribuita un’anima agli animali, che è della stessa sostanza di quella umana, per quanto a un diverso grado di consapevolezza. Per il buddismo l’illuminazione viene raggiunta grazie alla compassione, dunque anche quella che spinge a non mangiare animali. La stessa compassione cristiana prevede un profondo rispetto verso tutta la creazione. In moltissime tradizioni spirituali e filosofiche è contemplato il fatto di evitare il consumo di carne, perché è ritenuto un cibo non adatto all’essere umano spiritualmente “evoluto”, mentre esso resta ancora cibo comune per l’uomo meno consapevole.
La gentilezza e la compassione sono requisiti indispensabili in qualsiasi percorso spirituale e, almeno in teoria, tutte le maggiori religioni si trovano in accordo su questo.”

Segue l’altra citazione lunga di questo articolo di approfondimento, nonché l’ultima, relativa ad alcuni falsi luoghi comuni sull’alimentazione vegetariana.
“La mancanza di conoscenza può causare convinzioni che, seppur originate dalla buona fede, sono errate. Queste convinzioni danno origine a molti pregiudizi nei confronti del vegetarianismo. Vediamo quali.
‘Senza bistecca l’organismo fa in deficit’
Il consumo di carne non è necessario in assoluto, l’alimentazione vegetariana non comporta denutrizione. Tutte le sostanze nutritive necessarie per il nostro organismo sono contenute negli alimenti di origine vegetale. Le statistiche dimostrano che le persone vegetariane vivono più a lungo, riducono gli accessi al servizio sanitario nazionale, gravando meno sulla sanità pubblica, e sono colpite da un numero inferiore di malattie cardiovascolari e di tumori.
Alo stesso tempo, vi sono sempre maggiori evidenze che collegano strettamente alcune patologie come quelle che interessano lo stomaco, alcuni tipi di cancro, alcune disfunzioni metaboliche e le malattie cardiovascolari al consumo di carne.
‘Vegetariani tutti pallidi ed emaciati’
Non è vero. Le sostanze contenute nella frutta e nella verdura, oltre alla notevole quantità d’acqua che questa contiene, favoriscono l’elasticità della cute e dei suoi annessi (unghie e capelli). Ne deriva un effetto di luminosità e di tonicità della pelle.
L’alimentazione vegetariana è ricca di fibre, acqua e sali minerali, e migliora l’attività degli organi emuntori (fegato, reni, intestino, pelle e polmoni); così, favorendo il ricambio e velocizzando l’eliminazione delle scorie, tutto l’organismo mantiene un’efficienza più elevata.
‘Tristi a tavola’
È importante cancellare uno stereotipo comune, secondo il quale il vegetariano è una persona triste che si siede a tavola con aria sconsolata. Affermare che il vegetarianismo è sinonimo di malnutrizione o perfino di monotonia nella dieta è un pregiudizio come molti altri, prodotti dalla mancanza di conoscenza adeguata e specifica di questo regime alimentare. La varietà del mondo vegetale è enorme, così come la quantità e la varietà di ricette gustose che si possono preparare.
‘Per fare i muscoli serve la carne’
Sono i carboidrati che, durante l’esercizio fisico intenso e prolungato, forniscono il carburante d’eccellenza per il tessuto muscolare. È solo quando manca un adeguato apporto calorico, fornito dai carboidrati complessi, che l’organismo è costretto a utilizzare i grassi di deposito e le proteine tissutali. Poiché durante l’esercizio vengono bruciati i carboidrati immagazzinati nel muscolo sotto forma di glicogeno, è di vitale importanza che nella dieta dell’atleta non manchino i carboidrati complessi.
Non è quindi necessaria la carne per potenziale i muscoli, ma solo i carboidrati e le proteine, di cui sono fonti generose i cereali integrali, i legumi e la verdura.
Anzi, il regime alimentare migliore per chi fa spot, anche nel caso di un’attività fisica molto intensa come uno sport di resistenza, è la dieta vegana, che, escludendo tutti i derivati animali, consente di ottenere il giusto apporto proteico senza lo svantaggio di introdurre grassi animali nell’organismo sotto sforzo.”

E con questo abbiamo terminato con Audiocorso di alimentazione e salute di Catia Trevisani.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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Vita e insegnamenti dei maestri del Lontano Oriente - Baird T. Spalding (esistenza)Titolo: Vita e insegnamenti dei maestri del Lontano Oriente (Life and teachings of the masters of the Far East).
Autore: Baird T. Spalding.
Argomenti: esistenza, spiritualità.
Editore: Il punto d’Incontro Edizioni.
Anno: 1924.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Avevo acquistato Vita e insegnamenti dei maestri del Lontano Oriente ormai parecchi anni fa, ma l’avevo sempre tenuto nella libreria, senza mai decidermi a leggerlo, forse scoraggiato anche dalle sue dimensioni piuttosto impegnative (440 pagine di formato medio-grande e scritte in modo discretamente fitto).

Ciò che mi ha spinto ad iniziarlo è stato leggere che Ramtha lo consigliava caldamente, quasi come fosse un libro di testo.
E chi conosce e apprezza Ramtha non può rimanere indifferente di fronte a una siffatta considerazione.

Dunque ho cominciato a leggermi Vita e insegnamenti dei maestri del Lontano Oriente, e in un tempo relativamente breve l’ho terminato.
Relativamente perché mi ci sono dedicato tutti i giorni o quasi, ma sempre in modo contenuto in quanto a tempistica giornaliera, giacché si tratta di un testo impegnativo, pur se non noioso.

In effetti il libro, scritto da Baird T. Spalding sulla base di un viaggio nel lontano Oriente cominciato nel 1894 e durato tre anni e mezzo e che coinvolse undici uomini occidentali, contiene molti insegnamenti analoghi a quelli di Ramtha riguardo alla visione dell’esistenza e alla creazione della realtà.
Laddove con analoghi intendo sostanzialmente identici.

Vita e insegnamenti dei maestri del Lontano Oriente tuttavia non si ferma a insegnamenti specifici, ma offre dell’altro: il resoconto di un viaggio importante, la testimonianza di eventi incredibili, dialoghi ugualmente incredibili tra i suddetti uomini occidentali e alcuni maestri orientali…
… tra cui Buddha e Gesù in carne e ossa.

Diciamo che questo è un testo che metterà a dura prova il credere o non credere di molti.

Dal canto mio, a me è piaciuto e vi ho sentito un’energia elevata… anche se, ad onor del vero, ritengo che alcune cose (dialoghi, eventi, etc) siano un po’ un residuo di energia vecchia, tesa magari anche alla spettacolarizzazione e all’impressione tramite miracoli.

Mettendo da parte certe scene un po’ estreme, che peraltro non sono strettamente nemmeno utili al percorso evolutivo individuale (se non forse all’aspetto del “convincimento”), il libro di insegnamenti ne ha – e a bizzeffe, aggiungo – tanto che in effetti è considerabile un libro di testo, proprio come ha detto Ramtha, e tanto che offrirà numerose citazioni alla pagina facebook.

Ma ribadisco che molto probabilmente Vita e insegnamenti dei maestri del Lontano Oriente di Baird T. Spalding non è un testo per tutti, e che peraltro per iniziarlo e completarlo occorre una certa dose di motivazione, non essendo certo un libro leggero.

Fosco Del Nero

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tarocchi

BAG

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Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

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