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TarocchiTitolo: Tarocchi dorati del rinascimento.
Autore: Giordano Berti, Jo Dworkin.
Argomenti: carte, tarocchi, divinazione.
Editore: Lo Scarabeo Edizioni.
Anno: 2014.
Voto: 7.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Dei Tarocchi dorati del rinascimento ne ho viste due versioni: la prima con i 78 arcani tra maggiori e minori e le dimensioni tipiche dei tarocchi standard (7×12 cm), dallo sfondo color giallo-oro, e la seconda con i soli 22 arcani maggiori di grandi dimensioni (8×14,5 cm), con lo sfondo miniato in oro, quest’ultima edizione di pregio.

Tra l’altro, quest’ultima sarebbe la sola edizione possibile tra le due, giacché degli antichi Tarocchi estensi, così è anche conosciuto tale mazzo, sono rimasti in verità i soli arcani maggiori, e nemmeno tutti, mentre delle 56 lame minori era sopravvissuto il solo Fante di Spade, da cui la scelta del curatore dell’opera, quel Giordano Berti già visto per I tarocchi di Aleister Crowley – Il libro nonché per il rifacimento dei Tarocchi universali di Wirth, di ricostruire le carte numerali utilizzando le immagini di una sala di un palazzo di Ferrara (cosa che ha generato alcune carte a dir poco bizzarre per un mazzo di tarocchi, come la testa mozzata che sprizza sangue).

Le carte numerali non sono dunque tipiche della tradizione tarotica, e infatti divergono in maniera netta da qualsivoglia altro mazzo.
Il che a qualcuno potrebbe anche piacere, anche considerando il pregio dell’opera e la sua valenza storica.

Ma qualcun altro potrebbe viceversa non essere affatto ispirato dal mazzo – io per esempio – pur apprezzandone il lato visivo, specialmente nella versione miniata d’oro.

E infatti devo dire che alcune figure degli arcani maggiori possiedono indubbia bellezza e fascino, come la Giustizia, l’Imperatore la Sacerdotessa, l’Imperatrice, l’Eremita, il Mondo.

Insomma, come sempre, fate il vostro gioco e scegliete il vostro mazzo.

Fosco Del Nero

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Transurfing vivo - Oltre i confini della Matrix - Vadim Zeland (legge di attrazione)Titolo: Transurfing vivo (Zhivoj Transjerfing).
Autore: Vadim Zeland.
Argomenti: benessere, salute, esistenza.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2004.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati con questo nuovo articolo di approfondimento.
Oggi siamo in compagnia di Vadim Zeland e del suo libro Transurfing vivo, in cui egli affronta le tematiche dell’energia e del collegamento tra la salute e il benessere fisico e la salute interiore, per così dire.

Partiamo da una citazione che inizia introdurci nello scenario di Zeland.
“Se fai un passo deciso fuori dalla massa, sarai oltre i confini della Matrix. Comincerai a fare le cose in maniera diversa da tutti coloro che sono intrappolati nel sistema e avrai quello che gli altri non hanno.
All’inizio quello che farai sorprenderà te stesso. poi comincerai a sorprendere e a sbalordire le altre persone, magari anche a irritarle. Poi gli alti, guardando te, cominceranno a prendere esempio.
La via di uscita dalla Matrix si trova in una dimensione insolita, lì dove la metafisica incontra il quotidiano. Per capire quello che normalmente sfugge alla logica, occorre prima depurarsi fisicamente in senso letterale, la coscienza e la percezione, liberandosi dai preconcetti mentali che la società ci impone. Allora succede qualcosa di straordinario: ti risvegli da un incubo, da un sogno ad occhi aperti!
A quel punto diventi lucido e inizi a ragionare e a capire dove ti trovi veramente e cosa sta succedendo intorno a te.”

Ad essa seguono due citazioni sull’effetto specchio della realtà in cui viviamo. Primo brano.
“La realtà si adeguerà inevitabilmente ai vostri pensieri, non ha altro scampo!
Infatti, voi avete a che fare con uno specchio.”

E secondo brano.
“Se sullo specchio si osserva un quadro confuso, vuol dire che bisogna correggere l’immagine. Ed è molto semplice: non appena ci sarà un credo saldo, nella vita tutto andrà come deve.
Voi non vi dovete preoccupare del modo in cui il credo raddrizzerà la vostra realtà. Se nell’immagine non ci saranno incrinature, il riflesso si normalizzerà da solo.”

Riferito, per l’ennesima volta, il principio speculare, vediamo ora un altro “classico”: il momento presente.
“La felicità si trova solo in itinere, durante il cammino, e non nel punto di arrivo.
Non c’è alcuna felicità nel futuro, perché essa è o qui e adesso o in un’altra linea della vita.
La strada è un cammino.”

E, giacché siamo in tema di classici, eccone un altro: l’accettazione.
“Per liberarsi dalle preoccupazioni riguardo a una realtà che non avete la forza di cambiare, basterà semplicemente accettarla. E sarà solo allora che questa scomoda realtà vi lascerà in pace.
Che cosa significa accettare e perché in questo modo ci si potrà sbarazzare dei fastidi?
Perché quando si accetta un fatto, esso cessa di agitare e creare preoccupazione.”

Dopo questo tris mica da poco, vediamo un altro concetto di grande importanza: l’importanza, per l’appunto, che se troppa, magari per desiderio o per attaccamento o per identificazione, porta sempre con sé drammi e sofferenza.
“Non attribuite a nulla un eccessivo significato.
Una persona teme di mollare i fili dell’importanza perché si trova in balia della dipendenza, che crea un’illusione di sostegno e sicurezza.
Se sono libero dall’importanza, non ho niente da difendere e niente da conquistare.
Gli ostacoli si reggono sulle fondamenta dell’importanza. Se ci si sbarazza intenzionalmente dell’importanza, gli ostacoli crollano da soli.”

Fatta questa sorta di introduzione su argomenti esistenziali, veniamo ora a qualche brano su argomenti più “fisici”, partendo dal concetto centrale del libro: il passaggio dal cibo cotto (definito “morto”) al cibo crudo (definito “vivo”).
Come si vede, in realtà, i due campi si intersecano, come tutte le cose dell’esistenza.
“Smettete di nutrirvi di cibi sintetici. Perché?
Il fatto è che i pendoli agiscono a un diapason di basse frequenze. Il cibo ottenuto in seguito a un procedimento industriale orienta su basse vibrazioni. Il cibo naturale, al contrario, depura e porta l’organismo a un diapason di vibrazioni superiori.
Bisogna passare a questo tipo di alimentazione non bruscamente, ma gradualmente.
Non sarà superfluo fare anche qualcos’altro. Ecco cosa: oltre i parassiti della ragione, nel corpo dell’uomo esistono i parassiti fisici e anch’essi sono in grado di influenzare la coscienza. Liberatevene.
Quando il vostro organismo si ripulirà dai parassiti fisici e passerà a un’alimentazione basata su cibi naturali vivi, voi diventerete a tutti gli effetti invisibili ai parassiti della coscienza, giacché sarete entrati in un diapason di vibrazioni a loro inaccessibili.”

Vediamo ora poche altre righe che illustrano in modo generale la questione secondo Zeland (e ovviamente non solamente secondo lui, ma secondo chiunque ha gli occhi aperti).
Parlerò dell’acqua, dell’aria e del cibo, poiché tutto quello che beviamo, mangiamo e respiriamo è alla base di tutto il resto.
Tutto il resto, alla fin fine, è un derivato.
Non sto affatto esagerando: da qui tutto comincia e continua, secondo una catena di cause ed effetti.
L’acqua, l’aria e il cibo, come principio materiale, determinano lo stato di salute e l’aspetto esterno e definiscono il prosieguo spirituale, cioè il valore di energia libera, lo stato interiore, la visione del mondo, il successo negli affari e nella vita privata e la capacità di gestire la propria realtà.”

Torniamo ora al cibo cotto-morto, e alle difficoltà di quella che Vadim Zeland definisce “civiltà tecnogena”.
Il pasto abituale di un uomo medio è composto da prodotti cucinati al fuoco. Si tratta di cibo morto.
Il cibo vivo, al contrario, è tutto ciò che non è stato sottoposto a trattamento termico
La stessa cosa vale per l’acqua e per l’aria: quello che un uomo respira e quello che beve è morto, e non solo a causa dell’inquinamento dell’ambiente, di cui tutti sono al corrente.
E qui occorre specificare: noi siamo al corrente solo di quello che è dato sapere agli elementi ubbidienti del sistema. Di altre cose esistenzialmente importanti non sappiamo nulla perché non ce le raccontano.
Ebbene: quando entra in contatto con la civiltà tecnologica, tutto ciò che è prodotto dalla natura viva viene sottoposto a cambiamenti radicali, anche se non sempre evidenti. In natura nessun essere vivente, a eccezione dell’uomo, si prepara il cibo sul fuoco. Il cibo cotto è in grado di sostenere solo la sopravvivenza. La cottura non è una conquista dell’uomo, ma un suo errore fatale. Nel cibo cotto e conservato praticamente tutte le sostanze utili vengono trasformate in sostanze inorganiche, morte.

Ora vi propongo un elenco interessante di ciò che l’autore russo ritiene essere le principali fonti di tossine-rifiuti nell’era moderna.
“La fonte primaria di rifiuti del nostro organismo è dovuta alla mescolanza in uno stesso pasto di prodotti incompatibili, che, impedendo un corretto metabolismo, causa fenomeni di putrefazione nell’intestino.
La seconda fonte di rifiuti è data dai prodotti fatti con la farina bianca, il massimo della perversione dell’arte gastronomica. Tutte le sostanze preziose dei cereali, infatti, si trovano nel germe e nell’involucro. La farina bianca, per contro, viene ricavata dalla raffinazione del chicco, cioè dall’eliminazione proprio di queste sostanze preziose. Quello che rimane è la parte morta, per lo più composta da amido; questa parte senza vita del chicco è stata predisposta dalla natura come materiale da costruzione, è una sorta di botte di grasso per il germe.
La terza fonte di rifiuti è data da tutti i prodotti che hanno subito un trattamento termico o di altro tipo.
La quarta fonte di rifiuti sono i prodotti contenenti grassi idrogenati altrimenti detti grassi trans. Si tratta soprattutto di margarina, creme da spalmare, grassi da cucina, olio di semi raffinato, burro con grasso inferiore all’82%, grassi fusi a base di ingredienti vegetali, maionese e ketchup.
La quinta fonte di rifiuti e la più diffusa è ogni variante possibile di cibo da fast food. Si tratta di prodotti sintetici, che si possono consumare subito o secondo il principio “pronto in un momento”. In questo gruppo rientrato tutti i tipi di minestre pronte del tipo “basta aggiungere l’acqua”, le zuppe, i brodi, ogni tipo di cereali artificiali in fiocchi, conserve alimentari, barrette di cioccolato, patatine fritte, snack croccanti e ovviamente le bevande gassate, che si possono tranquillamente usare per ripulire i gabinetti dalle incrostazioni calcaree.”

Siamo in dirittura d’arrivo, con le ultime due citazioni. Con la prima Zeland torna a ribadire il collegamento tra le energie “fisiche” e le energie “interiori”.
“Un uomo rinchiuso nella Matrix non vede la realtà così come essa è in effetti, non capisce da dove prendono inizio tutte le cose e le cause, gli manca la vera visione, che è stata semplicemente occultata.
In che modo si obnubila la coscienza? Ma è semplice.
Proviamo a ricordare la favola di Sinbad il marinaio. Un giorno Sinbad e i suoi compagni giunsero in un paese sconosciuto. Gli abitanti locali li accolsero gioiosamente e si prodigarono a nutrirli di ogni sorta di leccornie. I marinai si nutrirono di questo cibo per tanti giorni, ma poi si accorsero che i loro corpi col passar del tempo si erano trasformati in masse pesanti. Anche la loro coscienza si era annebbiata e non permetteva loro di valutare oggettivamente la realtà. Come si venne a scoprire poi, gli abitanti locali li avevano ingrassati per farne carne da macello.
A questo proposito, non mi stanco mai di ripetere che le favole e le storie fantastiche non esistono senza un fine, nel senso che esse sono tutte aspetti della nostra realtà o già realizzati o in attesa di esserlo.
Tutto ciò che entra direttamente dentro di noi, il cibo, l’acqua e l’aria, serve a esercitare una pressione diretta sulla chiarezza della coscienza. Quando ci si nutre di cibo vivo e naturale e si beve acqua viva, la coscienza si rischiara in modo considerevole.”

Con la seconda, molto semplicemente, afferma che a ciascuno spetta scegliere quale livello di energia e di chiarezza interiore preferisce avere.
“Ognuno di noi sceglie per se stesso il livello di Forza che vuole avere a disposizione.
Qualcuno tende alla perfezione, qualcun altro si accontenta dei gradini più bassi.
Voi ovviamente dovete decidere da soli che cosa vi serve o no.
La vostra capacità di gestire la realtà è direttamente proporzionale al valore dell’energia libera e della chiarezza di coscienza che voi possedete.”

Bene, e con il Transurfing vivo di Vadim Zeland abbiamo concluso.
Alla prossima occasione e buone cose.

Fosco Del Nero

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Amaru - Anton Ponce de Leon Paiva (spiritualità)Titolo: Amaru (En busca del anciano).
Autore: Anton Ponce de Leon Paiva.
Argomenti: spiritualità, sciamanesimo.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 1994.
Voto: 5.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Avevo già letto e recensito gli altri due libri di Anton Ponce de Leon Paiva, cioè Nina Soncco e Il maestro al lago sacro, ed oggi arriva il rimanente della “trilogia”: Amaru.

Peraltro, li ho letti non in perfetto ordine, giacché sono partito col primo, Nina Soncco, per leggere poi il terzo, Il maestro al lago sacro… e chiudere infine col secondo, Amaru.

Gli altri due libri mi erano piaciuti sufficientemente, seppure non mi avevano entusiasmato. In essi erano infatti inclusi messaggi piuttosto noti a chi ha già effettuato un certo numero di passi, e dunque nulla di nuovo sotto il sole, che sia un sole andino, mediterraneo o asiatico.

In positivo, i testi si distinguevano per una certa semplicità, sempre apprezzata, mentre in negativo per un’esposizione formale davvero poco curata…

… che purtroppo è confermata in questo altro libro, che anzi mi è sembrano ancora meno curato: tra errori grafici ed errori ortografici, certamente al testo non è stata data molta cura, e anzi in certi punti la punteggiatura balbettante rende persino complicato comprendere il senso delle frasi.

Detto di ciò, fatto che è davvero biasimevole per un qualsiasi editore, e specialmente per un editore che si occupa di spiritualità (giacché ciò significa che non ha messo sufficiente energia nel progetto, e sappiamo che nell’esistenza tutto dipende dall’energia che si mette nelle cose, quantità e qualità), viene confermato anche il fattore “semplicità”… confermato forse pure troppo, nel senso che davvero non c’è niente di particolare in tale libro, se non la testimonianza diretta, visto che si tratta di una sorta di autobiografia delle iniziazioni ricevute dall’autore.
E con ciò non intendo dire che non vi siano degli insegnamenti validi, tutt’altro.

Il tutto, però, tra veste grafica-editoriale deludente, assenza di elementi originali, e un certo senso di spettacolarità-esagerazione di fondo, rende Amaru un testo piuttosto di base, cui si può certamente rinunciare.

A meno che, ovviamente, non abbiate letto i precedenti libri di Anton Ponce de Leon Paiva e abbiate desiderio di procedere oltre: in questo caso, Amaru vi aspetta.

Fosco Del Nero

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La magia della luna - Dion Fortune (narrativa)Titolo: La magia della luna (Moon magic).
Autore: Dion Fortune.
Argomenti: magia, esoterismo, narrativa
Editore: Venexia Edizioni.
Anno: 1946.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ho avuto modo di dirlo svariate volte: lo svantaggio dei testi di narrativa, a livello di insegnamento, è quello di dover per forza curare una trama, dei personaggi, un’ambientazione, per far sì che il racconto non sia noioso e invece appassionante. Dunque, c’è meno spazio per le spiegazioni tipiche da testo di saggistica.
Il vantaggio, però, è che quei pochi insegnamenti che si riesce e metter dentro un testo di narrativa è più facile che lascino il segno, dato il contesto più emotivo del narrato.

La magia della luna di Dion Fortune è un esempio perfetto in tal senso… e in questo caso gli insegnamenti non sono nemmeno pochi, pur se parecchio nascosti nei dialoghi e nei riti magici.

Partiamo dal punto di partenza: il cammino del vero cercatore è un cammino in solitaria. E se da un lato vi sono dei limiti in esso – che invariabilmente l’uomo medio, non ancora pronto, troverà intollerabili – dall’altro lavo vi è anche tanta bellezza.
“È solo volgendosi all’interno che è possibile trovare il Percorso Interiore, e a coloro che sono destinati a quel percorso è impedito di volgersi all’esterno e trovare il loro posto nella vita.
Sul momento è un metodo doloroso, ma il risultato è una personalità che può essere usata per il fine per il quale era stata destinata, libera da legami affettivi e abituata alla solitudine. Tale ritengo sia la legge del Sentiero Superiore, poiché l’ho vista all’opera molte volte.
Per coloro che sono avvezzi a trovare la felicità nei propri affetti e non riescono a concepirne di altro tipo, può sembrare un triste destino, ma una volta accettata la questione del distacco, la vita prende il via nel modo più meraviglioso.
Bisogna solo stare attenti a non creare legami, perché essi vanno inevitabilmente spezzati. Tuttavia, per uno strano paradosso, si gode di una straordinaria abbondanza di esperienze, poiché si può godere di qualsiasi cosa purché non se ne diventi dipendenti. È un vecchio detto che l’iniziato non possiede nulla, ma può usare tutto.”

Punto secondo, che peraltro prende le mosse anche da quanto detto nella citazione precedente: è necessario il distacco.
“Nel complesso ero contenta che l’atmosfera dell’appartamento fosse senza vita, perché avevo avuto paura del distacco, temendo di sentirmi come se stessi abbandonando un umile amico grazie al cui aiuto ero salita di grado, perché questa era la prima dimora fissa che avessi mai avuto.
Ma non è il caso di fare i sentimentali con luoghi o persone quando si percorre il Sentiero.”

Ancora sul distacco, stavolta sugli effetti della potenza dell’energia e della manifestazione.
“Nella magia è possibile usare il potere solo se si è liberi dal desiderio.
Il desiderio agisce a proprio svantaggio perché è la causa della paura.”

Ancora sul distacco… e stavolta sul distacco definitivo: la morte dell’ego… e la morte del corpo fisico in confronto è la minore tra le due.
“L’uomo può morire di due morti: la maggiore e la minore.
La morte del corpo e la morte dell’iniziazione, e di queste due la morte del corpo è la minore.”

Altro argomento: il presunto male, che in sé non esiste e che è invece un uso distorto della forza, e rappresenta un flusso bloccato, un’energia ferma e stagnante
“Non credo che esista il male innato.
Ciò che gli uomini chiamano male è solo forza mal riposta.
Alcuni definiscono il bene come ciò che protegge, e il male come ciò che distrugge; ma la distruzione può essere guarigione e purificazione, perché negli uomini e nelle razze esiste ciò che chiamo “la costipazione spirituale”, che è il prodotto dell’eccessiva tutela dello status quo.”

Altro argomento esistenziale, uno tra gli apprendimenti evolutivi più importanti tra tutti: la fiducia totale nell’esistenza e in ciò che essa ci porterà, sempre perfetto.
“Io sapevo che tutto ciò di cui avevo bisogno mi sarebbe stato procurato, e che potevo farlo manifestare in proporzione alla mia fede.
Coloro che erano alle mie spalle sapevano cosa era necessario per portare a termine il compito, e vi avevano provveduto nei Piani Interiori, ma io e io soltanto potevo far sì che si manifestasse sul piano terreno.
Nella misura in cui ero in grado di comprendere i poteri a mia disposizione, riuscivo poi a usarli.”

Ancora sulla fiducia: ci si centra nel proprio Sé Superiore, e il mondo materiale si prende cura da sé, pur senza i nostri obiettivi e il nostro controllo spasmodico.
“Se mi chiedete cosa dovreste fare al momento, vi direi di non fare nulla sul piano fisico: allontanatevi dalla vostra personalità; ritiratevi nel vostro io più elevato che continua a vivere in eterno dietro tutte le vostre incarnazioni, e cercate di giungere ai principi fondamentali adattandovi ad essi.
A questo punto scoprirete che le cose funzioneranno da sole sul piano fisico.
Questa è la magia più grande.”

Proseguiamo, con un buon consiglio per tutti gli aspiranti “docenti”: no predicazione, sì esempio concreto.
“Quanto sono stati saggi coloro che mi hanno mandata quando mi hanno detto: ‘Non predicare la legge, ma esemplificala’.”

Poteva mancare in La magia della luna un accenno alla reincarnazione? Ovviamente no, e per non farci mancare niente qua è unita a un altro importante concetto: la responsabilità individuale e il contributo alla coscienza collettiva dell’umanità.
“Ricordate: dove finite in questa incarnazione, potete ricominciare nella prossima, e qualsiasi progresso facciate costituisce un passo avanti per coloro che verranno dopo di voi.”

Altro grande apprendimento evolutivo… anzi, direi grande conquista umana: il passaggio dal possesso all’amore incondizionato.
“Il possesso è un istinto molto forte in alcuni uomini. È la loro idea dell’amore.”
“È un’idea sbagliata. Nessuno può possedere un altro senza distruggerlo.”

Siamo arrivati all’ultima citazione, che ci parla di abbandono all’energia dell’esistenza… ossia di ciò che tutti dovremmo divenire: un canale vuoto per l’energia dell’esistenza (Osho parlava di bambù vuoto).
“Non era un uomo, era un’energia.
Era piuttosto semplice: l’energia aveva assunto il comando. Non c’era alcun pensiero, alcuna sensazione, tranne la terribile pressione della forza che usava il suo organismo come un canale di manifestazione. Meno personalità vi era in esso, meglio era: che la forza facesse il proprio dovere!”

E con ciò abbiamo terminato con La magia della luna di Dion Fortune.
A presto con qualche altro libro di narrativa spirituale.

Fosco Del Nero

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