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Roberto Romiti

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On 17 Dicembre 2018
Last modified:29 Aprile 2019

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Dopo la recensione di Torna a casa… mummia!, libro di Roberto Romiti del 2004, ecco il relativo articolo di approfondimento.

Torna a casa… mummia! - Roberto Romiti (approfondimento)Titolo: Torna a casa… mummia!.
Autore: Roberto Romiti.
Argomenti: crescita personale, narrativa.
Editore: Blu International Studio.
Anno: 2004.
Voto: 4.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiAmazon.

 

Dopo la recensione di Torna a casa… mummia!, libro di Roberto Romiti del 2004, ecco il relativo articolo di approfondimento.
Non particolarmente ricco, giacché non ho trovati nel testo in questione molti spunti degni di nota, ma comunque qualcosa ho tirato fuori.

Partiamo dal primo brano, sulla natura dei pensieri e delle forme pensiero.
“I pensieri sono cose reali ed ognuno di essi mette in movimento tutta una serie di vibrazioni, che producono quella che viene chiamata una forma-pensiero.
In particolare, la qualità dei pensieri ne determina il colore, la natura dei pensieri ne determina la forma e la precisione dei pensieri dà la chiarezza di contorni.
Una forma-pensiero di amore e protezione, inviata mentalmente ad un amico, può entrare nella sua ura e fargli da scudo. Possiamo anche, con lo sforzo del pensiero, creare e mantenere dei veri angeli custodi attorno alle persone amate.”

Ancora sui pensieri e le vibrazioni generative che essi mettono in moto. Tale citazione è sotto forma di dialogo a persona che spiega il fatto a un’altra persona.
“I pensieri sono cose reali ed ognuno di essi mette in movimento tutta una serie di vibrazioni, che producono quella che viene chiamata una forma-pensiero.
In particolare, la qualità dei pensieri ne determina il colore, la natura dei pensieri ne determina la forma e la precisione dei pensieri dà la chiarezza di contorni.
Una forma-pensiero di amore e protezione, inviata mentalmente ad un amico, può entrare nella sua aura e fargli da scudo. Possiamo anche, con lo sforzo del pensiero, creare e mantenere dei veri angeli custodi attorno alle persone amate.”
“Però, se è vero quello che dici, uno può creare una forma-pensiero negativa e mandarla ad un nemico per fargli del male!
“È possibile. Ma deve stare molto attento perché, se la persona è schermata con uno scudo fatto di pensiero positivo, il pensiero negativo viene respinto al mittente e rimbalza con tutta la sua energia lungo la linea magnetica di minore resistenza ritornando così a chi l’ha generato, colpendo il malcapitato più duramente quanto più la forma-pensiero era potente.”

E ancora sulle forme pensiero, stavolta in termini “direzionali”, ossia il rivolgerle ad altre persone.
“Le forme-pensiero possono essere dirette dal loro “genitore” verso particolari persone, che possono essere aiutate o danneggiate, secondo la natura dell’elementale che le anima.
Non è una finzione poetica il fatto che i buoni pensieri, le preghiere aiutano coloro ai quali vengono diretti; formano cioè una specie di scudo di protezione, che circonda la persona amata e la protegge da molte influenze negative e dai pericoli.
Se i pensieri dell’uomo sono puri e nobili, egli attirerà a sé schiere di entità benefiche e, talvolta, sarà sorpreso dalla forza che avrà e sembrerà essere tanto superiore alla sua solita.
Allo stesso modo, l’uomo con i pensieri impuri e negativi attira turbe di entità malefiche e, con la forza così aumentata del male, potrà commettere dei delitti che in seguito resterà stupito di aver commesso.”

Passiamo ora dai pensieri alla mente, ottimo servitore ma potenziale tiranno se lasciata fare.
“Devi stare sempre in guardia, perché la mente è una splendida serva, ma una pessima padrona.
Il primo impegno sarà quello di ricordarti continuamente questa frase, per tre giorni: ora, in questo momento, è la mente serva o la mente padrona che sta parlando?
Per i successivi tre giorni dovrai parlare solo dopo esserti chiesto: quello che sto per dire è utile o amorevole? Se non lo è, dovrai tacere.”

E concludiamo l’articolo dedicato al romanzo Torna a casa… mummia! con un’ultima citazione interessante: una sorta di piccolo elenco di comandamenti dell’uomo saggio.
“Diceva un grande uomo, Pirké Ayath, che sette sono i requisiti dell’uomo saggio:
Uno: non parla davanti a chi è più saggio di lui.
Due: non interrompe il discorso dell’interlocutore.
Tre: non è frettoloso nel rispondere.
Quattro: interroga sul soggetto in discussione e risponde solo su di esso.
Cinque: parla prima su ciò che viene prima e per ultimo su ciò che viene per ultimo.
Sei: quanto a ciò che non ha capito dice che non ha capito.
Sette: riconosce la verità.”

E così abbiamo concluso con Torna a casa… mummia! di Roberto Romiti.
Alla prossima occasione e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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