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La nuova marcia – Ramtha (approfondimento)

7 Mar 2024 | Channeling, Crescita personale, Esistenza, Spiritualità

Review of: La nuova marcia
Product by:
Ramtha

Reviewed by:
Rating:
4
On 7 Marzo 2024
Last modified:7 Marzo 2024

Summary:

Recensito da poco "La nuova marcia", libro firmato da Ramtha, oggi è la volta dell’articolo di approfondimento....

La nuova marcia - Ramtha (esistenza)Titolo: La nuova marcia.
Autore: Ramtha.
Argomenti: spiritualità, crescita personale, esistenza.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2000.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiGiardino dei libri, Amazon.

 

Recensito da poco La nuova marcia, libro firmato da Ramtha, oggi è la volta dell’articolo di approfondimento.
Andiamo dunque a leggere alcuni brani tratti dal libercolo in questione, ch’è piccolo ma piuttosto significativo quanto a contenuti.

Cominciamo da una citazione sintetica e molto chiara: per far posto al nuovo, il vecchio deve morire; per far posto all’alto, il basso deve sparire.
“Il vecchio regno deve finire prima che il nuovo possa nascere.”

Tale processo può dar luogo a devastazioni e rovine, sia nella singola persona sia nell’intera società; è un segno del cambiamento e per certi versi è inevitabile.
“Stiamo marciando. Ci stiamo lentamente accalcando all’uscita del vecchio regno. E c’è un’intera moltitudine di atteggiamenti che fa pressione a quella porta. E alla fine ne saremo cacciati fuori puri e puliti.
Lasciate pure che brucino le città; quelle ceneri saranno chiamate saggezza.”

Il terzo brano proposto ci parla del percorso evolutivo e della reincarnazione; è tutto molto semplice, in verità.
“Che cosa succede se tornate qui attraverso la reincarnazione?
Gli stessi inganni che avete creato in questa vita vi aspettano nella prossima.”

Proseguiamo con un pezzo tanto breve quanto bello ed efficace: le nostre energie interiori o si manifestano subito o diventano il nostro destino, perché noi stessi stiamo puntando in quella direzione.
“Tutti i pensieri sono realtà.
E se non accadono ora, diventeranno il vostro destino, perché tutti i pensieri sono potere.”

Continuiamo. Segue ora una frase che sa molto di invocazione-preghiera-meditazione.
“La più grande cosa che possiamo fare per noi stessi è invocare il nostro Spirito Santo.”

La frase successiva invece ci parla del livello di addormentamento della massa umana e della speciazione in atto: da un lato gli automi dormienti e dall’altro i viandanti spirituali.
“Alcuni di voi camminano semplicemente col cervello spento.
Vi spazzerò sotto lo steccato perché siete cervelli morti, e io continuerò con la mia scuola.”

Anche il seguente brano tratto da La nuova marcia è piuttosto sintetico e intenso: esso riferisce il riflesso perfetto tra il mondo sottile e il mondo materiale, nello specifico in relazione al nostro corpo.
“Noi indossiamo la nostra anima.
Indossiamo quello che abbiamo visto nella nostra ultima vita. Lo indossiamo questa sera.
Quanti di voi lo capiscono?”

Proseguiamo. Ancora una volta si propone la dicotomia tra l’essere umano pagano dedito all’edonismo e l’essere umano spirituale dedito all’evoluzione interiore.
“Noi dobbiamo rendere conosciuto lo sconosciuto.
Questo non significa spassarsela qui sulla Terra e vedere la primavera. Sapete quante primavere avete visto? Voglio dire, di quanti orgasmi avete bisogno prima di dire a voi stessi “Penso che sia ora di scoprire qualcosa di nuovo della vita”?
Mio Dio, questo va contro tutto lo status quo della consapevolezza sociale. È per questo che c’è bisogno di vita spirituale, perché la vita spirituale è il redentore della vita fisica.”

L’essere umano è molto più che i singoli brandelli della sua vita o la loro somma: è la consapevolezza che c’è dietro. Questa è l’essenza e questo è il percorso.
“Noi siamo stati di consapevolezza.
Voglio che capiate questo: noi siamo stati di consapevolezza.
Non siamo semplicemente il nostro patrimonio genetico. Non siamo semplicemente la nostra sessualità. Non siamo solo le nostre esperienze. Non siamo solo la nostra faccia nello specchio. Queste cose sono ingannatrici.
Noi siamo stati di consapevolezza.”

Chiudiamo con due brani assai pratici. Il primo ci parla di sessualità e riproduzione.
“Voglio dirvi questo. Non dovremmo mai dare il nostro seme a qualcuno che non ne sia degno. E non dovremmo mai dare i nostri ovuli a nessun uomo che non ne sia degno. E non dovremmo mai generare figli se non siamo preparati a istruirli secondo il rigoroso codice del rendere conosciuto lo sconosciuto nella loro vita. Non dovremmo mai avere bambini a partire dal sesso. Se lo facciamo, vivremo in miseria tutti i nostri giorni.
È meglio che il seme vada nel grembo e cercando di trovare un ovulo muoia nel suo viaggio, piuttosto che fertilizzi un ovulo che nascerà solo come frutto della concupiscenza e della fantasia e dell’ambiguità.”

Il secondo e ultimo ci parla delle nuove generazioni e della reincarnazione ventura delle anime attualmente incarnate.
“Se distruggiamo i nostri bambini, distruggiamo le basi della nostra incarnazione. E sbattete la porta in faccia non solo alla possibilità di diventare Dio in questa vita, ma anche a quella di morire e di cercare di rinascere.
Se distruggiamo i bambini, distruggiamo noi stessi. È molto simile al vecchio adagio che dice: “Se distruggete la Terra, distruggete voi stessi”.”

Abbiamo terminato con le citazioni tratte da La nuova marcia di Ramtha.
Al prossimo libro e al prossimo approfondimento.

Fosco Del Nero

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