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L’uomo che fuggì dal futuro (film)

6 Ago 2014 | Film

Product by:
George Lucas

Reviewed by:
Rating:
3
On 6 Agosto 2014
Last modified:9 Febbraio 2026

Summary:

SCHEDA DI "L’UOMO CHE FUGGÌ DAL FUTURO".

L’uomo che fuggì dal futuro (film)SCHEDA DI “L’UOMO CHE FUGGÌ DAL FUTURO”.

Titolo: L’uomo che fuggì dal futuro (THX 1138).
Genere: fantascienza, distopia, drammatico.
Regista: George Lucas.
Anno d’uscita: 1971.
Attori: Robert Duvall, Maggie McOmie, Donald Pleasence, Dan Natchsheim, Joy Carmichael, David Munson.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐.
Dove lo puoi acquistare: https://amzn.to/4rYNjWP.

 

TRAMA DI “L’UOMO CHE FUGGÌ DAL FUTURO”.

Siamo nel XXV secolo e l’umanità vive in rifugi urbani sotterranei, praticamente comandata dalle macchine, le quali decidono tutto ciò che va fatto, compresi il cibo e le droghe da prendere.

Queste ultime sono obbligatorie, tanto che l’umanità vive in uno stato di perenne addormentamento e indolenza mentale e caratteriale, cosa ovviamente utile a eliminare emozioni e passioni e a evitare sedizioni e rivolte.

Un bel giorno, però, THX 1138 si sveglia dal suo sonno grazie alla sua compagna di camera LUH 3417: i due non prendono più le droghe obbligatorie e si risvegliano alla vita, sessualità compresa. Purtroppo, vengono subito scoperti e separati (tutto è sorvegliato da telecamere onnipresenti), ma per THX 1138 è ormai tempo di fuga, progettata con altri due personaggi: SEN 5241 e SRT, un uomo di colore che crede di essere un ologramma.

VALUTAZIONE DI “L’UOMO CHE FUGGÌ DAL FUTURO”.

George Lucas è universalmente famoso per la saga di Guerre stellari: quei tre film iniziali, cui poi si sono aggiunti altri sei film in tempi più recenti, gli sono bastati per avere fama e successo quasi illimitati. Tanto che il regista americano da lì in poi non ha più lavorato a nient’altro… e anche prima di Star wars fece in tempo a girare appena due film: L’uomo che fuggì dal futuro nel 1971 e American graffiti nel 1973.

L’uomo che fuggì dal futuro è anch’esso un film di fantascienza, ma di genere assai diverso rispetto alla ben più nota saga di Star wars. Il filone è quello distopico (il contrario dell’Utopia di Thomas Moore), sarebbe a dire il genere di MetropolisOrwell 1984Fahrenheit 451La fuga di LoganIl mondo nuovo, fino a titoli più recenti che si sono largamente ispirati a questi titoli, come V per vendettaUltravioletAeon FluxThe islandEquilibrium… e tanti altri ancora che si sono aggiunti negli ultimi anni, a confermare l’interesse collettivo inconscio per il tema.

L’uomo che fuggì dal futuro è un film alienante, tanto alla vista (tutto uguale, tutto lindo, tutto bianco, tutti vestiti uguali) quanto all’udito (sempre le stesse voci automizzate che ripetono le stesse cose, o cose leggermente diverse, fino alla nausea). Senza dubbio è un fatto voluto dal regista… ma altrettanto certamente non contribuisce a rendere l’esperienza del film piacevole.

Certo, significato e messaggio sono importanti, e alla fine della fiera il film è un invito a sfuggire dalla troppa tecnologia e dal controllo manipolatorio per tornare invece a una maggiore consapevolezza e a una maggiore naturalità, però il modo in cui si è scelto di portare il messaggio è, semplicemente, noioso. Tecnicamente impeccabile, forse, ma noioso, da cui la mia valutazione non entusiastica.

Un analogo messaggio, per dirne una, arriva da un film molto simile nei contenuti, ma brillante nella forma: Brazil di Terry Gilliam.

Ambo i registi, peraltro, sono vicini a certi ambienti esoterico-iniziatici (come peraltro gli scrittori dei libri sopra citati), e certamente i contenuti dei loro lavori non sono casuali.

SCENE O CITAZIONI DA “L’UOMO CHE FUGGÌ DAL FUTURO”.

Ecco alcune frasi interessanti estrapolate dal film.

“Se non vi sentite adeguatamente svegli, chiamate immediatamente il 348844.
L’omessa chiamata può essere perseguita come reato.”

“Tendere alla perfezione, perfezionare il perfettibile.”

“Perché decidere dove stare, parlare di andarsene, cercare di determinare il futuro? È ridicolo.
Perché non rendere le cose sopportabili qui e adesso?”

“Il tuo punto di vista è molto chiaro, ma gli manca quell’equilibrio che solo una più ampia e profonda esperienza può conferirgli.”

“Abbiamo bisogno di una nuova unità.”

“È successo tutto così lentamente che la maggior parte degli uomini pensava che non fosse mai successo.”

“Le cose non sembrano avere senso. A volte vedo cose che restano fuori, che non si adattano.
La gente non sembra vederle… o non sa cosa fare.”

“Io posso ricominciare da capo.
Posso cambiare.”

“Sembra che l’unica via d’uscita sia quella da cui siamo entrati.”

CONCLUSIONE.

Le frasi estrapolata appena proposte danno bene l’idea di quello di cui si parla nell’opera: addormentamento di massa e fuga da tale situazione allucinatoria di assopimento collettivo.

In tal senso, è assai simbolica è la scena in cui il protagonista, dopo la sua ribellione al sistema, viene “rinchiuso” in una cella senza sbarre, in compagnia di persone con problemi psichici: uno psico-penitenziario senza sbarre, dunque, da cui è quasi impossibile fuggire, metafora della condizione esistenziale dell’umanità attuale.

Un dettaglio: tra i tanti numeri, compare anche il noto trittico “666”… magari la cosa è casuale, anche se con determinati registi, specialmente quelli aventi conoscenze di un certo tipo, di casuale c’è ben poco.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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