SCHEDA DI “KAMASUTRA”.
Titolo: Kamasutra (Kamasutra – A tale of love).
Genere: sentimentale, drammatico, sessualità.
Regista: Mira Nair.
Anno d’uscita: 1996.
Attori: Indira Varma, Naveen Andrews, Sarita Choudhury, Ramon Tikaram, Rekha, Khalid Tyabji, Arundhati Rao, Surabhi Bhansali, Garima Dhup.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐.
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TRAMA DI “KAMASUTRA”.
Siamo nell’India del sedicesimo secolo, allorquando il panorama politico era molto frammentato tra regni grandi e piccoli. In uno di tali piccoli reami vivono Maya e Tara, due bambine – e poi ragazze – amiche ma al contempo rivali, nonché di classe sociale assai differente: la prima è una serva, mentre la seconda, di classe più agiata, diviene persino principessa quando sposa Raj Singh, giovane principe nonché grande donnaiolo.
Maya è bella e affascinante e attira gli sguardi degli uomini: succede con Raj Singh e succede anche con Biki, il principe del regno in cui le due giovani sono cresciute, invaghitosi di Maya ma da lei rifiutato.
Finisce che Tara porta avanti la sua vita come principessa, seppur tra grandi difficoltà, e che Maya va a imparare il mestiere da Rasa Devi, ex cortigiana del re e ora insegnante di kamasutra e vita sentimentale. E finisce che Maya diviene una delle cortigiane di Raj Singh… e nuovamente rivale di Tara. Ma anche amante dello scultore Jai Kumar, servitore del re… e ora suo rivale in amore.
VALUTAZIONE DI “KAMASUTRA”.
Kamasutra ha evidenti pregi e altrettanto evidenti difetti.
L’ambientazione indiana è, come attendibile, colorata e ricchissima, tanto che sembra quasi di sentire l’odore di spezie e incensi. Il film non si risparmia niente a livello sensoriale: nudità integrale e scene di sesso. Tanto che si potrebbe facilmente e legittimamente ipotizzare un target di pubblico basico, interessato principalmente a tali elementi (sessualità, fisicità, relazioni sentimentali, gelosie, invidie e altri orpelli dell’ego).
Tuttavia il film ha anche un’anima più profonda, per quanto posta in secondo e perfino terzo piano, la quale si rende evidente nella frase di chiusura dell’opera: essa rende evidente che la protagonista ha portato avanti un percorso interiore fatto di desideri fisici e desideri emotivi, che l’hanno proiettata verso qualcosa di più sottile e meno grossolano…
… che tuttavia nel film non è mostrato, poiché a quel punto finisce.
Per gli spettatori un po’ navigati sarà più semplice coltivare un certo distacco dagli eventi del film dal momento che i due protagonisti principali sono Naveen Andrews e Indira Varma… ossia Lost e Il trono di spade: ripensare alle due celeberrime serie tv ogni qualvolta che la telecamera si posa su di loro sarà pressoché inevitabile.
SCENE O CITAZIONI DA “KAMASUTRA”.
Kamasutra si chiude con la protagonista Maya che si lascia dietro amori, morte, guerre e desideri egoico/mondani – letteralmente, fisicamente – e mentre cammina verso una direzione ignota pensa le seguenti parole:
“Ora che conosco l’amore, posso accettare che ogni cosa arrivi e vada.
Sono lieve come il vento.
Posso affrontare tutto ciò che mi succede con grande coraggio.
La vita è giusta in ogni caso.
Il mio cuore è aperto come il cielo.”
Ossia: le esperienze terrene, anche quelle dense e grossolane, hanno fatto maturare in lei amore, distacco, leggerezza, forza e coraggio.
Si noti inoltre una seppur vaga citazione del principio di perfezione del creato: qualunque cosa succeda, è giusta… apprendimento che conduce l’essere umano verso una maggiore fiducia, tenerezza e apertura.
CONCLUSIONE.
Nel complesso, Kamasutra (il cui titolo originale è Kamasutra – A tale of love, a certificare un’essenza più profonda del mero appagamento dei sensi) è un film non imperdibile e per certi versi grossolano (non tanto nella sessualità palesata, ma nella grossolanità emotiva), ma assai apprezzabile per altri: la mole di bellezza visiva, il percorso di crescita della protagonista (mentre altri personaggi non crescono), l’insegnamento finale.
Per me è sufficiente per la visione.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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