SCHEDA DI “LA CITTÀ INCANTATA”.
Titolo: La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi).
Genere: anime, animazione, fantasy, fantastico.
Regista: Hayao Miyazaki.
Anno d’uscita: 2001.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐.
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TRAMA DI “LA CITTÀ INCANTATA”.
In breve, La città incantata racconta la storia di Chihiro, una bambina di dieci anni priva di poteri speciali o di doti particolari, la quale, semplicemente grazie al coraggio e alla determinazione, riesce ad ambientarsi nella bizzarra realtà in cui si viene a trovare a causa dei suoi genitori, nonché a salvare i genitori stessi, del tutto ignari di quanto successo… e anzi quasi ridicoli nella loro inutilità: che il regista volesse sottolineare la superiorità dell’età infantile, immaginifica, rispetto a quella adulta, più materialista e portata alle cose materiali della vita?
La realtà in cui la ragazzina finisce è una sorta di centro termale per spiriti, gestito da una strega, portato avanti da una vasta manovalanza e frequentato dai “clienti” i più diversi tra di loro, alcuni tranquilli e altri meno tranquilli…
Qui, Chihiro conoscerà Haku, un ragazzo dall’apparenza rude che ugualmente si rivelerà assai diverso da come sembra.
VALUTAZIONE DI “LA CITTÀ INCANTATA”.
Il curriculum de La città incantata parla da solo: decretato miglior film giapponese del 2001, Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2002, Oscar come miglior film d’animazione nel 2003… per citare solamente i tre principali riconoscimenti tra gli oltre quaranta ottenuti a livello internazionale. Sorprendentemente, però, in Italia La città incantata e Hayao Miyazaki sono tuttora poco conosciuti… e lo erano ancor meno quando vidi il film non appena uscì al cinema, a suo tempo.
La città incantata ha un fascino sorprendente e ha la consistenza di un mondo a sé: le ambientazioni sono bellissime, tanto nei disegni quanto nell’atmosfera, alcuni personaggi sono memorabili (la stessa Chihiro, Mastro Haku, Yubaba, il di lei figlioccio), le musiche son dolcissime (meravigliosa quella introduttiva del dvd e che nel film costituisce la sigla di chiusura; se vi interessa, la canzone si chiama Itsumo nando) e in tutta la storia si respira un’aria magica ma al contempo, per così dire, “didattica”, giacché non si tratta semplicemente di un’avventura, ma di una vera esperienza formativa per la piccola Chihiro, alle prese con streghe, nomi rubati, spiriti dei fiumi… e naturalmente con sentimenti e rapporti umani.
SCENE O CITAZIONI DA “LA CITTÀ INCANTATA”.
Ecco a seguire alcuni elementi dal sapore vagamente esistenziale: il vento che spinge Chihiro e la famiglia dentro il parco, quasi li stesse spingendo verso il loro destino e una tappa del loro cammino; i genitori di Chihiro del tutto presi dalle cose materiali e specificatamente dai loro appetiti, letteralmente come gli animali che diventano poi; la “trappola” del parco che attrae uomini poco consapevoli-mezzo addormentati, li ingozza come animali da ingrasso e poi li uccide e li utilizza proprio come carne (concetto che ricalca un verso del Vangelo di Tommaso); le due streghe gemelle, antipodiche l’una rispetto all’altra, e per questo complementari, come se si trattasse delle due energie duali del Tao che insieme formano l’unità (una delle due infatti dice: “Noialtre facciamo un adulto completo in due, eppure non abbiamo affinità”); il forte livello di compassione della protagonista, che si vede nell’affetto tanto verso i genitori, pur inconsapevoli, quanto verso Haku, lui più consapevole e forte.
E che dire poi delle parole della summenzionata sigla finale?
Ecco alcuni versi: “Mi sento chiamata da qualche parte in fondo al cuore. Sempre, anche per infinite volte, disegniamo un sogno. Piuttosto che fare il conto dei dispiaceri, con le stesse labbra cantiamo sommessamente. All’interno dei ricordi che vanno a chiudersi, ascolto sempre un sussurro che non voglio dimenticare. Anche in uno specchio mandato in frantumi si riflette un nuovo paesaggio. Non cerco più dall’altra parte del mare: ciò che risplende è sempre qui, poiché sono riuscita a trovarlo dentro di me. Ogni volta che ripete un errore, una persona non fa che conoscere l’azzurro del cielo azzurro. Anche se il sentiero sembra proseguire interminabile, queste mani possono abbracciare la luce. Il mistero dell’essere in vita e il mistero dell’andare a morire; così i fiori, così il vento, così le città, è lo stesso per tutti”. In poche righe: la chiamata dell’anima, il sogno personale, emozioni basse ed emozioni alte, ricordi e voce interiore, il principio dello specchio, la ricerca interiore, errori ed evoluzione, il percorso evolutivo, vita e morte: non credo che canzone e film siano stati realizzati con intenti d’insegnamento, ma sono una di quelle opere frutto di alta ispirazione che riesce comunque a trasmettere qualcosa di bello a chi guarda.
CONCLUSIONE.
Non c’è molto da dire su La città incantata, che oramai è divenuto un vero classico dell’animazione, senza dubbio uno dei migliori anime di tutti i tempi. Non è certamente un prodotto dalla vocazione esistenziale come intendiamo noi, ma, oltre alla bellezza scenografica, possiede anche dei valori contenutistici altamente ispiranti.
Per tirare le somme, La città incantata è consigliatissimo… e Hayao Miyazaki e lo Studio Ghibli pure, per chi ancora non lo avesse capito.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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