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Risveglio – Salvatore Brizzi (approfondimento)

5 Lug 2016 | Crescita personale, Esistenza

Review of: Risveglio
Product by:
Salvatore Brizzi

Reviewed by:
Rating:
5
On 5 Luglio 2016
Last modified:22 Settembre 2022

Summary:

Eccoci ad un nuovo articolo di approfondimento, il quale stavolta è dedicato a un libro di Salvatore Brizzi, ossia Risveglio, il libro che chiude la sua trilogia sul tema del risveglio.

Risveglio - Salvatore Brizzi (esistenza)Titolo: Risveglio.
Autore: Salvatore Brizzi.
Argomenti: evoluzione personale, esistenza.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2008.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiGiardino dei libriAmazon.

 

Eccoci ad un nuovo articolo di approfondimento, il quale stavolta è dedicato a un libro di Salvatore Brizzi, ossia Risveglio, il libro che chiude la sua trilogia sul tema del risveglio.

Come sempre, Brizzi regala molti spunti, praticamente a piè sospinto, e molti di essi andranno ad arricchire la pagina facebook.
Un numero assai più contenuto sarà invece riportato in questo articolo.

Prima citazione: inevitabilmente, dato il tema del libro, non si poteva che partire dalla situazione di addormentamento dell’uomo comune.
“Questo è il vostro problema principale, questo è il principale problema dell’umanità, e lo è proprio in quanto l’umanità non sa di averlo: non siamo svegli, viviamo in una sorta di stordimento durante tutto il giorno, credendo invece di vivere una vita consapevole. Guidiamo auto sportive, viaggiamo in paesi esotici, pratichiamo sport estremi, scriviamo libri, facciamo sesso, andiamo a votare o veniamo eletti… restando sempre tragicamente addormentati. Non lo sto dicendo in senso metaforico, ma in un senso terribilmente reale.
Lo so, sembra assurdo. Nessun essere umano “normale” ammetterà mai questa sua condizione.
‘Come è possibile che io guidi, parli, lavori… e al contempo stia dormendo? Cosa mi si vuol far credere?’
Eppure questa è la realtà, tutti i risvegliati, gli illuminati del passato e del presente confermano lo stesso fatto: l’uomo dorme e non se ne rende conto. Solo quando ci risvegliamo possiamo finalmente constatare la profondità del sonno nel quale giacevamo prima, e solo nella misura in cui cominciamo a svegliarci possiamo ottenere un assaggio del nostro quotidiano addormentamento.”

Se per caso non fosse chiaro cosa si intende con addormentamento, ecco un brano di ulteriore spiegazione.
“Non posso spiegarti cosa è l’addormentamento. Lo puoi scoprire solo sforzandoti di svegliarti attraverso gli esercizi.
L’addormentamento lo si comprende solo per differenza, mettendo l’accento sulla differenza fra quando ci ricordiamo di noi e quando non lo facciamo.
Io mi impongo di restare presente mentre mi spoglio prima di andare a letto. Poi inizio a spogliarmi e dopo pochi secondi la mia mente si lascia prendere da divagazioni assortite. Quando sto per infilarmi a letto mi rendo conto che non mi sono ricordato di me mentre mi spogliavo, l’ho fatto solo per pochi secondi e poi mi sono perso nei soliti pensieri della mente. Adesso, disteso sul mio letto, mi sto di nuovo ricordando di me, sono nuovamente presente, ma prima, mentre mi spogliavo, non lo ero. Dove ero IO mentre mi toglievo i vestiti?
Franco Battiato in una sua canzone si chiede ‘Chi sono? Dove sono quando sono assente di me?’.
Soffermarsi a lungo sull’importante differenza fra quando ci sono e quando ‘sono assente di me’ porta al risveglio della coscienza.”

Terza citazione, questa dedicata al passo successivo: il lavoro di risveglio che ciascuno di noi deve compiere.
“Il lavoro di risveglio della coscienza è un’opera di trasmutazione alchemica che ognuno di noi deve compiere all’interno di se stesso, prendendo su di sé la responsabilità per il cammino intrapreso.
Nessun istruttore o “maestro” può fare il lavoro al posto nostro.
Nessuno può regalarci nulla, dobbiamo conquistare ogni passo verso la consapevolezza lavorando tutti i giorni su noi stessi.
Il maestro va usato e gettato via, non adorato. Non lasciamoci ingannare dalla sua fama, dai miracoli o dal numero di discepoli che lo circonda; avere migliaia di persone al proprio seguito non è segnale sicuro di evoluzione spirituale, perché anche uno stupido trova qualcuno più stupido di lui!
Se vogliamo risvegliare la coscienza possiamo farlo solo alimentando quotidianamente la nostra auto-coscienza, il nostro sentirci presenti… e questo è un compito che non possiamo delegare a qualcun altro.”

E ciascuno, va da sé, lo deve compiere per se stesso; non si può delegare il lavoro ad altri.
“Nessuno può svegliarci, aprire il nostro Cuore, renderci innamorati o sereni… dall’esterno.
Non esistono tecniche, meditazioni o formule che possono, da sole, risvegliarci. Le tecniche vanno usate esclusivamente come coadiuvanti al reale lavoro di risveglio, e solo a partire da un dato momento del percorso.
Meditazioni, recitazioni di mantra e respirazioni, se praticate in maniera avventata, possono rivelarsi molto pericolose, e non costituiscono mai di per se stesse delle vie di risveglio. È buona norma diffidare delle scuole che promettono l’illuminazione per mezzo di una tecnica invece che attraverso una progressiva apertura della coscienza.
Il risveglio avviene in virtù di una consapevolezza sempre maggiore di ciò che siamo – e di ciò che non siamo – una consapevolezza conquistata giorno dopo giorno grazie a una costante osservazione di noi, cioè dei nostri comportamenti e meccanismi inconsci. Proprio l’osservazione rappresenta il cardine del Lavoro.”

Detto ciò, passiamo alle difficoltà, a ciò che ostacola la presa di consapevolezza e il lavoro stesso: ovviamente sono le cose della personalità…
“Completamente presi dai problemi della nostra personalità, non ci preoccupiamo di porci le domande più importanti. Non abbiamo tempo per chiederci cosa sono la Coscienza e l’Universo in cui viviamo; non ci preme sapere per quale motivo c’è un’Esistenza, in quanto ci sono aspetti più pratici e ben più urgenti di cui dobbiamo tener conto: lavorare otto ore al giorno – dieci considerando l’andata e il ritorno – badare ai figli o ai genitori anziani, pagare le bollette, trovare un partner decente, portare l’auto dal meccanico, fare la spesa all’ipermercato, capire quale contratto è più conveniente per il cellulare…
Un essere umano sveglio trascorrerebbe le sue giornate a chiedersi ‘Chi sono io… e dove sono capitato?’, perché sarebbe cosciente del fatto che, se prima non risponde a tali quesiti, ogni sua altra azione risulta conseguentemente priva di senso.”

Segue adesso una citazione molto bella, che ci parla di fiducia ed energie superiori.
“Abbiate fiducia. Quando un essere umano intraprende il Lavoro su di sé viene aiutato da energie occulte che provengono dalla notte della storia. L’energia sviluppata nelle antiche scuole atlantidee viene in vostro soccorso qui oggi, e l’energia che state sviluppando in voi nel tentativo di svegliarvi sarà di aiuto a chi verrà fra migliaia di anni.
Vi sto dicendo che non siete soli. In alcuni periodi potrete sentirvi soli, ma in realtà non lo sarete mai.
L’Alchimia, il Lavoro di trasmutazione interiore, è un solco tracciato lungo le ere, e noi ci stiamo inserendo in questo solco.
Abbiate fiducia. Anche da altri piani dell’Esistenza ci assistono: ci sono entità di rango elevato pronte ad aiutare chiunque stia lottando per uscire dalla trappola psichica terrestre.”

Ma torniamo al lavoro su di sé, e al suo strumento principe: il ricordo di sé.
“Il ‘ricordo di sé’ è il fenomeno più importante della magia, dell’alchimia e dell’esoterismo in genere. È il ‘regime’, l’’agente universale’, il ‘fuoco lento’ a cui la materia della nostra personalità deve essere sottoposta per ottenere una trasmutazione. È ciò che consente al mago di poter dominare le forze evocate e all’alchimista di mutare il suo piombo in oro. È la chiave che ci permette di svincolarci dalla nostra natura animale per partecipare a quella divina.
Ricordarsi di sé significa essere presenti, rimanere nel qui-e-ora evitando di vagare con la mente da un pensiero all’altro, da un’immagine all’altra. L’attenzione è rivolta sia verso noi stessi che verso l’azione che stiamo compiendo.”

Occorre fare a riguardo una precisazione: a svegliare non sono tanto i risultati, le performance, quanto lo sforzo che c’è alla base, l’intenzione dietro le quinte, per così dire.
“La trasmutazione alchemica si produce esclusivamente a causa dello sforzo, non del risultato.
All’inizio l’unico risultato che otterremo è renderci conto che non ricordiamo mai noi stessi. Questo è già un risultato enorme. Gli sforzi quotidiani tengono acceso il “fuoco alchemico”, il quale porta avanti la sua opera indipendentemente da quanto noi riusciamo a eccellere nello svolgimento degli esercizi.
Ho conosciuto persone refrattarie a qualunque esercizio, ma che hanno continuato indefessamente a compiere sforzi per anni, senza ricevere mai alcuna soddisfazione tangibile in cambio. Un bel giorno, senza alcun preavviso, si sono improvvisamente ritrovate con la coscienza identificata nel Cuore… sveglie, innamorate del mondo, immortali.
È importante non arrendersi mai, non farsi prendere dallo sconforto e non avere dubbi circa l’importanza dell’opera eroica che si sta compiendo.
È altrettanto essenziale non coltivare mai alcuna aspettativa circa i risultati. I risultati sono nelle mani dell’Intelligenza Universale, non nelle nostre. Bisogna sacrificare se stessi attraverso gli sforzi, senza aspettarsi nulla in cambio. La mentalità da amministratore delegato d’azienda non è utile nel campo del lavoro interiore. Il risveglio del Cuore avviene grazie a uno stato d’animo costantemente proiettato verso il risveglio, non grazie a risultati di cui potersi vantare con gli amici o con i fratelli che frequentano lo stesso corso.”

Arriva adesso l’ultimo brano tratto da Risveglio… ed è un brano bellissimo, che fornisce un quadro molto ampio, tanto ampio quanto bello, del percorso evolutivo… nostro e non solo nostro.
“Qui non stiamo lavorando per i risultati: lavoriamo per amore del Lavoro.
Lavoriamo su di noi perché sentiamo interiormente che ogni altra attività non avrebbe senso.
Lavoriamo su noi stessi perché sentiamo di essere nati per fare questo.
Lavoriamo su noi stessi perché chi non lavora su di sé non esiste nemmeno, è solo uno zombie.
Non lavoriamo per scappare dai nostri problemi, per guarire dalle malattie, per fare carriera, per avere successo nella vita, per diventare bravi venditori o conferenzieri provetti… il nostro è un sacrificio alchemico, qualcosa che va oltre i vantaggi materiali che può ottenere un individuo.
I nostri sforzi non sono orientati a far stare meglio la personalità, bensì a costruire l’anima. Stiamo lavorando in armonia con il Cosmo, aiutiamo il nostro pianeta a compiere il suo lavoro di trasmutazione, facciamo parte di un progetto ben più ampio di quanto possiamo immaginare.
Il Lavoro di Gesù, per citare l’esempio più importante, è stato un sacrificio alchemico esemplare: attraverso il suo sangue sono stati versati nell’inconscio collettivo dell’umanità alcuni principi spirituali. Ognuno di noi, in proporzione, può fare la stessa cosa crocifiggendo la sua personalità con tutti i suoi dubbi e le sue aspettative.”

E, detto questo, abbiamo terminato con Risveglio di Salvatore Brizzi.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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