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Cheiro

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On 10 luglio 2017
Last modified:19 luglio 2017

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Quest’oggi facciamo un viaggio indietro nel tempo con Memorie di un grande veggente, libro del 1932 scritto da Cheiro, al secolo William John Warner (ma si faceva chiamare anche Louis Hamon).

Memorie di un grande veggente - Cheiro (chiromanzia)Titolo: Memorie di un grande veggente (Confessions – Memoirs of a modern seer).
Autore: Cheiro (William John Warner, Louis Hamon).
Argomenti: biografia, storia, chiromanzia, chirognomia.
Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro.
Anno: 1932.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: Il giardinoAmazon.

 

Quest’oggi facciamo un viaggio indietro nel tempo con Memorie di un grande veggente
… salto di quasi un secolo, ormai, giacché vediamo un libro del 1932, scritto da un personaggio assai famoso in tutto il mondo occidentale all’inizio del XIX secolo: Cheiro, al secolo William John Warner (ma si faceva chiamare anche Louis Hamon).

Per chi non lo avesse mai sentito nominare, si tratta di un chiromante, numerologo e astrologo, che acquisì la sua conoscenza durante un viaggio in India in gioventù, e che in seguito ha letteralmente fatto furore in Europa e poi anche in America: il suo studio di lettura delle mani era popolarissimo, così come le sue conferenze e i suoi libri.

E non solo “popolare”, ma anche “aristocratico”, visto che i suoi servigi e la sua amicizia erano molto richiesti e apprezzati da re, nobili, capi di stato, etc.

Non a caso, i personaggi famosi che passano in questa sua biografia, scritta pochi anni prima di morire, sono numerosi, e i quadretti che ne derivano assai vivaci.
Tra i numerosi, cito lo Zar di Russia, il Re d’Italia, il Re del Belgio, la Regina d’Inghilterra, Papa Leone XIII, lo Scià di Persia…
… ma anche personaggi come Oscar Wilde, Mark Twain, Rasputin, Mata Hari… e cantanti e artisti a non finire.
Insomma, Cheiro nel tempo ha messo su un album di figurine (e di foto, e di impronte delle mani) mica da ridere, e certamente se in così tanti avevano fiducia in lui, e personaggi così importanti peraltro, di sicuro un qualche talento lo doveva pur avere.

Non solo nella lettura delle mani, ma anche nella numerologia e nell’astrologia… e dalle sue parole si intravedono anche doti da veggente, considerano le immagini che ogni tanto gli apparivano.

Insomma, conoscenza, intuito e anche visione: un mix non da poco… ma che questa autobiografia mostra abbinato anche a una certa umiltà e a una certa dose di servizio agli altri, e difatti ogni tanto nel libro fa capolino una certa visione dell’esistenza, fatta di destino e a apprendimenti animici.

Il testo non è un testo di saggistica sulla chiromanzia o su altre discipline, dunque, ma semplicemente una biografia, scritta secondo piccoli paragrafi, assai agili e spesso gustosi.
In effetti, la lettura di Memorie di un grande veggente è sia piacevole sia istruttiva.

Da appassionato di chiromanzia-chirologia, sono rimasto un poco deluso dai pochi contenuti in tale direzione, ma comunque rimane un libro che in senso stretto non è “crescita personale”, ma che comunque offre qualche sprazzo qui e là, e che in assoluto ha un certo valore nell’apertura della mente.

Fosco Del Nero

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