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Il bambino zoppettino

Io sono il verbo - Paul Selig (canalizzazione)Titolo: Io sono il verbo (I’m the word).
Autore: Paul Selig.
Argomenti: canalizzazione, new age, spiritualità.
Editore: Stazione Celeste Edizioni.
Anno: 2010.
Voto: 4.5.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

La recensione odierna è dedicata al libro di Paul Selig Io sono il vero, scritto nel 2009 (ci sono anche i giorni di scrittura tra febbraio e marzo), uscito l’anno seguente e in seguito portato in Italia da Stazione Celeste Edizioni, casa editrice che in passato ho molto apprezzato per via di libri quali La via del risveglio planetario , Uno, Superanima Sette – La scuola celeste, Going deeper e altri ancora.

Sfortunatamente, ho apprezzato molto meno il volume in questione, per i motivi che dirò di seguito.

Come prima cosa, ne riferisco gli estremi generali: si tratta di un libro di formato medio e di circa 240 pagine, suddiviso in undici capitoli, tutti oggetto di canalizzazione, ossia di scrittura dettata da una qualche entità di un qualche livello, con ambo le cose che non sono specificate.

Quanto agli argomenti, siamo in pieno ambito new age, e ci muoviamo tra legge di attrazione, reincarnazione, energie, consapevolezza, amore, ostacoli interiori, etc.
Quando dico “new age”, sto utilizzando l’espressione in tono negativo, nel senso che il libro ha tutti i connotati dei testi new age: canalizzazione, argomenti canonici, stile molto vago e fumoso, tanti luoghi comuni… senza contare che il suo programma è quello di portare il lettore alla “coscienza cristica” con la sola lettura, naturalmente a patto che il lettore rimanga aperto.

Di mio non sono contrario alla letteratura new age, e anzi ne ho letta molta in passato, ma poi mi sono orientato verso i maestri riconosciuti, trovando sempre una fortissima differenza in termini di efficacia, di pragmatismo e di consapevolezza a vantaggio dei maestri (non ci sarebbe neanche il bisogno di dirlo), mentre la gran parte dei testi canalizzati (non tutti: penso a Ramtha, a Rasha, a Seth) si riempie di luoghi comuni, banalità spiritualoidi, tanto fumo e i soliti discorsi su come ottenere quello che si vuole, ciò che è in verità un lavoro dell’ego e quindi anti-evolutivo (o, se si preferisce, evolutivo a livello basso, dei primi gradini).

Non voglio però essere troppo pesante nei confronti di Io sono il verbo, libro che ha anche qualcosa di buono sotto forma di apprendimenti validi e di energia positiva, ma purtroppo quel poco sta in mezzo a tanto fumo e a tante frasi sintatticamente ridondanti e concettualmente povere, nonché a lessico e punteggiatura a volte anch’essi carenti…
… da cui la mia valutazione piuttosto negativa, che peraltro viene assegnata quasi in automatico a quei libri che promettono molto pur senza un corrispettivo lavoro interiore delle persone, lavoro che è il lavoro di una vita, e non certo la lettura di un libro magico che ti fa entrare nella “coscienza cristica” (che peraltro non viene nemmeno definita, con la definizione lasciata così alla libera interpretazione del lettore).

Ma fa nulla, al prossimo libro.

Fosco Del Nero

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Centri e corpi sottili - Omraam Mikhael Aivanhov (spiritualità)Titolo: Centri e corpi sottili (Centres et corps subtils).
Autore: Omraam Mikhael Aivanhov.
Argomenti: energia, chakra, aura, spiritualità, esistenza.
Editore: Edizioni Prosveta.
Anno: 1985.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ci sono alcuni “autori” che leggo volentieri ma che, nel momento di segnarmi e scegliere le citazioni da proporre, per l’articolo di approfondimento o per la pagina facebook, mi spaventano per la mole di spunti di valore che propongono: il primo della lista è Osho, e lo segue e stretto giro di posta Aivanhov, e forse solamente perché i suoi libri sono solitamente più brevi di quelli maestro indiano.

Ma bando alle ciance e andiamo a leggere qualche brano tratto da Centri e corpi sottili, libro dedicato ad energia, aura e chakra del corpo umano.

Nel primo brano proposto Aivanhov suggerisce la via migliore per il progresso interiore.
“Esistono sostanze estremamente potenti, che danno accesso a piani più sottili di quello fisico, sostanze che però spesso sono molto nocive. Ecco perché vi consiglio di non farne mai uso.
La soluzione migliore sta nell’aspirare al raggiungimento di sensazioni di pienezza, libertà, leggerezza, gioia ed espansione con mezzi spirituali. Quello infatti è il cammino regale.
I veri discepoli non contano su nulla di esteriore, poiché sanno che dentro di loro Dio ha posto tutti i tesori e tutte le ricchezze, nonché tutte le sostanze usate nei laboratori e nelle farmacie: basta andare a cercarli e utilizzarli.”

La seconda citazione ci porta subito al centro del discorso: l’aura, umana e non umana.
“Tutto ciò che esiste – uomini, animali, piante e perfino le pietre – emette delle particelle e produce delle vibrazioni.
L’atmosfera fluida e sottile che avvolge ogni cosa è esattamente quella che viene chiamata aura. Naturalmente, risulta visibile soltanto ai chiaroveggenti, per cui molta gente non ne conosce neppure l’esistenza.
L’aura è quella specie di alone che avvolge ogni essere umano con la differenza che in certuni è grande, ampia, luminosa e potente, generando vibrazioni intense e colori splendidi, mentre in altri è torbida, piccola, opaca e annebbiata.”

Aivanhov paragona l’aura all’atmosfera del pianeta Terra: per la serie come in alto così in basso, come nel grande così nel piccolo.
“L’aura è paragonabile all’atmosfera che circonda la Terra. Le Terra è dotata di una cortina di protezione, la sua pelle. Ha uno spessore un po’ maggiore della nostra, però svolge esattamente lo stesso ruolo. Grazie all’atmosfera che la avvolge, quanti pericoli evita la Terra nella sua corsa attraverso lo spazio. Tutti i corpi che vengono dallo spazio e che, se arrivassero direttamente sulla terra potrebbero causare catastrofi, prima di toccare il nostro pianeta sono obbligati ad attraversare gli strati della sua atmosfera, dove spesso di disintegrano. L’atmosfera ci protegge anche da altri pericoli, come per esempio certi raggi cosmici che altrimenti sarebbero per noi mortali ma che, attraversando gli strati dell’atmosfera, vengono neutralizzati da una serie di elementi chimici di cui essa è impregnata.
Attraverso la nostra aura avviene quindi uno scambio ininterrotto fra noi e le forze della natura. Tutte le influenze cosmiche, planetarie e zodiacali che si riversano costantemente nello spazio arrivano fino a noi e, a seconda delle qualità della nostra aura, della sua sensibilità, della sua purezza e dei colori che possiede, riceviamo o non riceviamo determinate forze.”

Ancora sull’aura: perché è importante curare la propria aura? Perché da essa dipende ciò che ci arriva.
“Se il discepolo non sviluppa certe qualità e virtù per proteggersi, i nemici si infiltreranno in lui e non se ne potrà più sbarazzare.
Come potrà allora proteggersi?
Lavorando sull’aura, sulla sua purezza, la sua luminosità, bellezza, potenza e ampiezza. Ciascuna di tali caratteristiche dipende dalle virtù sulle quali l’uomo ha lavorato. Quando l’uomo è puro, la sua aura diventa luminosa e trasparente; se è intelligente, la sua aura sarà sempre più luminosa; se vive una vita intensa, vibrerà enormemente, e se possiede una grande forza di volontà, l’aura diverrà molto potente. Se poi l’uomo si concentra su argomenti spirituali, essa si espanderà, si dilaterà e diverrà immensa.
La bellezza dei suoi colori dipende appunto dall’armonia esistente fra tutte le qualità e le virtù.”

O.M. Aivanhov dice infatti chiaramente che non esiste protezione migliore di quella data da un’aura forte e luminosa… e che chi cerca altre protezioni, perfino i maghi esperti in ritualistica, si sta orientando su palliativi.
“Non esiste protezione più efficace di un’aura pura e luminosa. Certo, tutti gli oggetti, le immagini e le formule magiche menzionate nella tradizione esoterica hanno la loro ragione di essere, tutto ha un senso profondo, tuttavia nessuna formula e nessun talismano possono essere tanto potenti quanto l’aura. Prima di rivolgersi agli spiriti, soprattutto agli spiriti infernali, un mago traccia un cerchio per iscrivervi all’interno i nomi di Dio, oppure dei simboli; tale cerchio ricorda l’aura. Non si possono dare impunemente ordini agli spiriti delle tenebre se non si ha attorno a sé un cerchio protettore, cioè un’aura potente.
In via generale, si potrebbe affermare anche che non si otterranno risultati spirituali se non si è tracciato attorno a sé un cerchio di protezione, vale a dire se non si è creata un’aura composta da quelle virtù e forze divine che devono simboleggiare i nomi di Dio iscritti nel cerchio.
Molte persone, nello svolgere pratiche di magia, pronunciano formule senza conoscere l’origine dei simboli che stanno usando e senza comprendere il senso di ciò che fanno. Si accontentano di attenersi ai riti indicati nei libri, senza pensare che si deve tracciare anche interiormente un cerchio e iscrivervi i nomi di Dio, cioè acquisire le virtù che formano un’aura di purezza, di santità, di luce e d’amore. Ignorano tutto ciò: ecco perché rimangono vulnerabili, malgrado il cerchio. Il cerchio viene tracciato solo esteriormente; interiormente non hanno provveduto al necessario, quindi non hanno nessuna protezione.”

Veniamo ora al nocciolo della questione: come si lavora sull’aura, in modo da renderla più forte.
Le vie sono due: una più interna e una più esterna.
“Come è possibile lavorare sull’aura?
Lo si può fare in due modi.
Anzitutto con la volontà cosciente, concentrandosi cioè sui colori e immaginando di navigare nei colori più puri e luminosi. Per avere un’idea più precisa dei sette colori dovreste servirvi di un prisma. I colori che vedete in natura o sui fiori o sugli uccelli non sono mai esattamente quelli dello spettro solare. Col prisma, invece, potrete vedere esattamente come solo il rosso, l’arancione, il giallo, i verde, il blu e il violetto. Poi potrete immaginare che i colori escano da voi propagandosi nello spazio, che siate immersi in quella luce, in quei colori, che siate circondati da una sfera luminosa e che inviate il vostro amore in tutte le direzioni dell’universo. Sono esercizi così piacevoli che vi dispiacerà quasi doverli interrompere.
Il secondo metodo consiste nel lavorare sulle virtù: purezza, pazienza, indulgenza, generosità, bontà, speranza, fede, umiltà, giustizia e disinteresse. Questo è il metodo più sicuro: lavorare direttamente sulle virtù, in quanto sono le virtù stesse che formano l’aura. Ovviamente, riunire i due metodi sarebbe ancor meglio.”

L’aura non solo porta persone ed eventi in risonanza con essa, ma anche entità più sottili, a noi invisibili.
“Un’aura pura porta dei miglioramenti prima di tutto in voi stessi; ma trasforma pure l’ambiente che vi circonda.
Le entità celesti amano i colori puri, e quando scorgono un essere circondato da quella luce e da quei colori accorrono verso di lui, così come le entità delle tenebre si raccolgono vicino alle persone viziose e cattive.”

Passiamo ora dall’aura alla forza kundalini: dove si trova, quando si risveglia e cosa fa dopo.
“I saggi dell’India dicono che prima di risvegliare il serpente kundalini, lo yogi deve liberare sushumna, il canale centrale della colonna vertebrale, che va purificato conducendo una vita pura e praticando appropriati esercizi. Si tratta di una pulizia necessarie poiché, quando il serpente kundalini si sveglia, comincia ad attivare tutta la vita psichica dell’uomo; è un fuoco talmente intenso che brucia tutto.
Ecco perché il suo cammino deve essere libero da tutte le impurità e da ogni ostacolo, affinché possa salire rapidamente senza provocare danni all’uomo e raggiungere il centro della sommità del capo, il chakra sahasrara.
Che cosa dice Gesù nei Vangeli? “Sforzatevi di entrare attraverso la porta stretta”, e anche “È più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un ricco attraverso la porta del Regno dei Cieli”. Queste due frasi hanno un significato molto profondo, sottintendono cioè che il canale centrale è talmente stretto che la forza che conduce all’illuminazione non può passare se l’essere non è puro e spoglio.
Se tenete troppe cose inutili nelle vostre tasche, non riuscirete a entrare; è necessario quindi che prima ve ne liberiate.”

Altro argomento, in chiusura di questo ricco articolo di approfondimento: il simbolismo indù del lingam, e l’unione dei poli energetici maschile e femminile.
“Quando si entra nei templi induisti si nota quasi sempre la presenza di un simbolo: il lingam. Il lingam altro non è che una pietra orizzontale sopra la quale si erge una pietra verticale. La pietra orizzontale rappresenta il principio femminile, mentre quella verticale il principio maschile. Tutti i fedeli, uomini, donne e giovani di entrambi i sessi pregano e si inchinano con venerazione dinnanzi a quel simbolo che ornano con ghirlande di fiori, in quanto è la rappresentazione della creazione e della fertilità degli uomini e degli dei.
Il lingam è un simbolo molto profondo, che insegna che i principi maschile e femminile non devono mai essere separati, ma uniti.
Ora negli esseri umani sono separati. Né gli uomini né le donne sono in grado di trovare dentro di loro il principio opposto, ed è questa la ragione per cui lo cercano sempre all’esterno, tormentandosi perché non lo trovano; o se lo trovano, il principio opposto non porterà mai uno stato di completezza.
L’uomo e la donna non potranno mai trovare la completezza all’esterno, ma soltanto unendo in loro stessi i due principi ed essere al tempo stesso donna e uomo. Quando saranno giunti a questo punto, non avranno più bisogno di unirsi esteriormente con un essere complementare, poiché saranno già completi: avranno la saggezza, la forza, la potenza dell’uomo e la tenerezza della donna; diventeranno essi stessi il simbolo del lingam, poiché nulla mancherà loro e tutto obbedirà loro, poiché saranno al tempo stesso emissivi e ricettivi.”

Abbiamo terminato con Centri e corpi sottili del sempre eccellente Omraam Mikhael Aivanhov.
Al prossimo approfondimento e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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Ego - Vimala Thakar (spiritualità)Titolo: Ego (Ego).
Autore: Vimala Thakar.
Argomenti: spiritualità, esistenza, evoluzione personale.
Editore: Ubaldini Editore-Astrolabio.
Anno: 1970.
Voto: 8.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ecco la recensione di un libro che avevo a casa da un po’ di tempo: Ego, di Vimala Thakar.
Il libro ha anche un sottotitolo, utile a chiarire meglio lo stringato titolo: “L’emergere e il dissolversi dell’io verso una trasformazione totale”.

Quanto all’autrice, due parole biografiche: Vimala Thakar, nata nel 1923 e morta nel 2009, era uno dei massimi leader spirituali indiani e fu molto attiva su diversi versanti. Dopo gli studi di filosofia occidentale e orientale, ha partecipato al movimento non violento di Gandhi, e poi ha preso parte attiva per lungo tempo al Bhudan Yajna, il movimento di donazione delle terre di Vinobe Bhave; nel 1956 ha conosciuto Krishnamurti e ne è diventata allieva, iniziando essa stessa dal 1962 a tenere conferenze in giro per il mondo, per poi dedicarsi nuovamente alla difesa dei diritti sociali in India e infine, dal 1991 e fino alla sua morte, all’insegnamento della meditazione.

Dico subito una cosa: la “parentela” con Jiddu Krishnamurti è evidente sia nei concetti proposti ma anche nel modo di parlare, e dico parlare perché il testo è una trascrizione di discorsi tenuti da Vimala Thakar in vari periodi della sua vita, e in vari luoghi, compresi anche gli Stati Uniti (tenuti nel 1968, peraltro, e fa specie leggere che gli insegnamenti validi per quel tempo, culturalmente percepito così lontano da oggi, sono in realtà tuttora validi, perché l’uomo si evolve, sì, ma con tempi da ere geologiche… ma d’altronde anche l’evoluzione fisica è assai lenta, e le due cose vanno ovviamente di pari passo).

Tali discorsi sono abbastanza concettosi, ricchi di parole e di subordinate, e per questo potrebbero risultare un po’ pesanti, soprattutto al lettore alla ricerca di testi più facili e scorrevoli; in generale comunque ho il sospetto che questa tendenza sia una cosa tipica della cultura filosofico-spirituale indiana.
Il tema del dissolversi dell’io, d’altronde, non è lettura leggera di per sé stesso, e attirerà solo persone già pronte o quasi pronte.

In Ego c’è una consapevolezza piuttosto elevata (anche se non al livello dei grandi maestri, almeno per quanto posso vedere io), e anche tanti spunti come concetti, tra cui, curiosamente, diverse cose su cui avevo riflettuto per mio conto nel corso degli anni, arrivando alle medesime conclusioni di Vimala Thakar, che in realtà non sono conclusioni o ragionamenti personali, ma semplici constatazioni.
I concetti comunque passano sempre in secondo piano rispetto allo stato di coscienza che vi è dietro di loro. In tal senso, non stupisce sapere che Vimala Thakar fosse tenuta in gran conto… ma d’altronde chi ha vissuto una vita straordinaria per forza ha dietro un’energia straordinaria, in questo caso diretta verso l’evoluzione interiore.

Il testo consta di circa 170 pagine nel classico formato discretamente ampio e discretamente fitto di Astrolabio-Ubaldini Edizioni, marchio che non a caso solitamente ospita grandi nomi mondiali… Krishnamurti compreso, giacché è stato citato.

Per il resto, sappiate che Ego di Vimala Thakar è un libro assai valido, nonostante ormai abbia una certa età con i suoi 50 anni di vita. Ma, si sa, la consapevolezza non ha età ed è eterna.
Nel caso, buona lettura.

Fosco Del Nero

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tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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