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Parole di Potere

Vedute sul mondo reale - Georges Ivanovitch Gurdjieff (approfondimento)Titolo: Vedute sul mondo reale (Gurdjieff parle à ses èléves).
Autore: Georges Ivanovitch Gurdjieff.
Argomenti: esistenza, crescita interiore, quarta via.
Editore: Neri Pozza.
Anno: 1917-31.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Eccoci qua con l’articolo di approfondimento di Vedute sul mondo reale, testo messo nero su bianco a partire da numerose conferenze tenute nel corso dei decenni da Georges Ivanovitch Gurdjieff (parliamo della prima metà del secolo scorso).
L’articolo sarà lunghetto poiché ho da scegliere tra numerose citazioni di valore; ergo, sarà tanto lungo quando di valore, cosa certamente positiva.

La prima citazione riguarda la comprensione, che dapprima è intellettuale e poi è essenziale.
“So che tu capisci l’unità delle leggi che governano l’universo, ma ti dirò che la tua comprensione è solo astratta e teorica.
Non basta che tu concepisca con l’intelletto, ma devi sentire con tutto il tuo essere l’esattezza assoluta e l’infallibilità di tale verità; soltanto allora potrai dire coscientemente e con piena convinzione: io so.”

Il secondo brano elenca i tre livelli di nutrimento secondo Gurdjieff.
“Il nutrimento del piano inferiore è costituito dagli alimenti (ciò che l’uomo mangia e beve), quello del piano intermedio è l’aria e il nutrimento del piano superiore può essere indicato col termine generico di “impressioni”.
Ogni tipo di nutrimento, costituito da sostanze di una determinata densità e qualità, appartiene a ottave di livello diverso. Il pensiero è materiale come tutto il resto.”

Parliamo adesso di arte.
“Complessivamente l’arte contemporanea non ha più nulla in comune con l’antica arte sacra.
Nei tempi antichi, quella che oggi si chiama arte era al servizio della conoscenza oggettiva. Le opere d’arte erano soprattutto destinate a rievocare e a rappresentare le leggi eterne della struttura dell’universo.
Chi si consacrava alla ricerca, e giungeva alla conoscenza delle leggi fondamentali, le esprimeva mediante le opere d’arte, come avviene oggi coi libri.”

Andiamo avanti con un brano su lotta e impegno interiori.
“Dobbiamo lottare per liberarci, se vogliamo lottare per conoscerci.
Conoscere e sviluppare se stessi costituiscono un impegno così importante e così serio, cui bisogna dedicare uno sforzo così intenso, che assumerselo nel modo solito, in mezzo a tutte le altre cose, è impossibile.
L’uomo che si assume questo impegno deve metterlo al primo posto nella propria vita, perché la vita non è così lunga da poterla sprecare in cose inutili.”

Sonno e meccanicità: uno dei concetti cardine del pensiero gurdjieffiano.
“L’uomo che dorme non può “fare”. In esso tutto si fa nel sonno.
Il sonno, qui, è inteso non nel senso letterale del sonno organico, ma nel senso dello stato di esistenza.
Innanzi tutto, l’uomo deve svegliarsi. Una volta sveglio, si accorgerà che, così com’è, non può “fare”. Dovrà morire volontariamente. Se muore, potrà nascere. Ma l’essere appena nato dovrà crescere e imparare. Quando sarà cresciuto e avrà imparato, potrà “fare”.”

Conseguentemente, ne derivano diversi stati di coscienza.
“Ci sono diversi stati di coscienza:
1) il sonno, in cui la nostra macchina continua a funzionare, ma funziona a pressione ridotta;
2) lo stato di veglia, che è quello in cui ci troviamo in questo momento.
Questi sono gli unici due stati conosciuti dall’uomo ordinario.
3) lo stato chiamato “coscienza di sé”: è il momento in cui l’uomo è presente a se stesso e alla propria macchina. Solitamente, noi conosciamo questo stato soltanto per qualche attimo. Ci sono momenti in cui siete presenti non soltanto a ciò che fate, ma a voi stessi che state agendo. Vedete contemporaneamente l’“io” e il “qui” di “io sono qui”, sia la collera sia l’“io” che è in collera. Se volete, questo possiamo chiamarlo “ricordo di sé”.
Ora, quando siete pienamente e continuamente coscienti dell’“io”, di ciò che esso fa e di quale “io” si tratta, diventate coscienti di voi stessi. La coscienza di sé è il terzo stato.
Soltanto l’uomo che ha raggiunto lo stato d’essere più elevato è un uomo completo. Gli altri non sono che frazioni di uomo.”

Seguono ora alcune righe tratte da Vedute sul mondo reale sulla sofferenza e il suo ruolo nel percorso evolutivo.
“Che ruolo ha la sofferenza nello sviluppo del sé?
Ci sono due tipi di sofferenza: cosciente e incosciente. Solo un idiota soffre inconsciamente.
Si può soffrire per il passato e per preparare il futuro. Oppure si può soffrire semplicemente perché ci si sente infelici.
Soltanto la sofferenza volontaria ha valore.”

Altro classico di Gurdjieff: il consumo eccessivo dell’energia.
“Noi consumiamo in permanenza più energia del necessario, usando muscoli di cui non abbiamo bisogno, lasciando correre i pensieri a ruota libera e reagendo troppo emotivamente.
Rilassate i muscoli, utilizzando solo quelli necessari, tenete in serbo i pensieri, ed esprimete i vostri sentimenti solo se lo volete.
Non lasciatevi toccare dalle apparenze: in quanto tali, sono inoffensive.
Siamo noi permettere che ci feriscano.”

Il risultato del lavoro interiore: si crea una sostanza sottile che crea qualcosa all’interno dell’uomo.
“Quando nell’uomo si accumula una grande quantità di sostanza sottile, a un certo punto si può formare e cristallizzare un nuovo corpo, che è il do di una nuova ottava, di un’ottava superiore.
Questo corpo, spesso definito “astrale”, può formarsi solo a partire da questa sostanza speciale, e può costituirsi solo in modo cosciente.
Costruire questo corpo all’interno dell’uomo è lo scopo di tutte le religioni e di tutte le scuole; ogni religione ha una propria via particolare, ma il punto d’arrivo è sempre lo stesso.”

Vita, Dio e amore.
“Dovunque c’è vita, a cominciare dalle piante, dagli animali, dovunque esiste la vita, c’è amore.
Ogni vita è una rappresentazione di Dio.
Chiunque veda la rappresentazione, vedrà Colui che è rappresentato.”

Ancora sulla vita, su Dio e sull’amore.
“Chi desidera imparare ad amare il prossimo deve cominciare cercando di amare le piante e gli animali.
Chi non ama la vita non ama Dio.”

Principio speculare all’opera.
“L’atteggiamento degli altri nei nostri confronti dipende da noi.
Se volete vivere in maniera intelligente, dovete comprendere innanzi tutto che la responsabilità di quasi tutti i sentimenti che ispirate, buoni o cattivi, dipende da voi, dal vostro atteggiamento esteriore e interiore.
L’atteggiamento degli altri molto spesso riflette il vostro. Voi cominciate e l’altro vi segue.
È una legge: ricevete ciò che date.”

Aiuto dato e aiuto ricevuto.
“Se aiutate gli altri, sarete aiutati.
Forse domani, forse tra cent’anni, ma sarete aiutati.
La natura non può fare a meno di pagare i propri debiti: è una legge matematica.”

L’ultima citazione proposta è molto bella e poetica, ed è un invito alla riflessione interiore e al cammino.
“Esci una sera sotto un vasto cielo stellato, alza gli occhi sopra la tua testa. Forse su ognuno di essi formicolano miliardi di esseri simili a te, persino superiori a te per costituzione.
Guarda la Via Lattea. In quell’infinità, la Terra non può nemmeno essere considerata un granello di sabbia. La Terra si dissolve, sparisce, e con essa sparisci anche tu.
Dove sei?
Chi sei?
Cosa vuoi?
Dove vuoi andare?
Di fronte a tutti quei mondi, interrogati sui tuoi scopi e le tue sperane, sulle tue intenzioni e i mezzi per realizzarle, su ciò che si può esigere da te, e domandati fino a che punto sei preparato a rispondere.
Ti attende un viaggio lungo e difficile; ti stai dirigendo verso un paese strano e sconosciuto. La strada è infinitamente lunga, e non sai se ti potrai riposare né dove ciò sarà possibile.
Valuta le tue forze.
Non dimenticarti di concentrare tutta la tua attenzione su ciò che ti sta immediatamente intorno. Non occuparti di mete lontane, se non vuoi cadere nel precipizio.
Ricordati dove sei e perché sei lì. Non avere troppa cura di te, e rammenta che nessuno sforzo viene mai fatto invano.
E adesso puoi metterti in cammino.”

Il lungo articolo di approfondimento su Vedute sul mondo reale di Georges Ivanovitch Gurdjieff è così terminato.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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Chi è il testimone - H.W.L. Poonja (esistenza)Titolo: Chi è il testimone (Who is the withness).
Autore: H.W.L. Poonja.
Argomenti: esistenza, advaita vedanta, spiritualità.
Editore: Sri Papaji Center.
Anno: 2002.
Voto: 8.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino dei libri.

 

Le recensione di oggi è dedicata al video di H.W.L. Poonja intitolato Chi è il testimone.

Quando si valuta qualcosa di un maestro lo si fa sempre con beneficio di inventario, nel senso che si può pure discutere di ciò che contiene un video o un libro, ma poi ciò che conta è sempre il livello di consapevolezza presente in quella persona e dunque e nell’opera che la riguarda.
Ciò, peraltro, vale per ogni singolo personaggio e ogni singola opera, e non solamente per i maestri giacché tutto/i si situa secondo un principio verticale gerarchico, ma per i maestri-risvegliati la cosa è particolarmente netta.

Poonja, affettuosamente chiamato Papaji dai suoi devoti, rientra nella categoria dei maestri, e ha scritto libri e partecipato a riprese video, approfittando del livello tecnologico nel mentre sviluppato dall’uomo. Ricordiamo che, se la sua nascita è piuttosto risalente (1910), la sua morte è abbastanza recente (1997): il risultato è che abbiamo numerosi suoi video, per quanto spesso di qualità video e audio non eccellente, proprio come Chi è il testimone, primo dvd di una collana prodotta da Sri Papaji Center, che immagino sia l’ente che cura i prodotti di Poonja.

Chi è il testimone è un video assai semplice: Papaji viene ripreso mentre parla davanti a pochi ascoltatori, interagendo anche con un paio di essi, in una stanza di dimensioni contenute. L’audio non è il massimo, e anzi si sente un fastidioso rumore di sottofondo, e anche il video non è il massimo.
Pazienza.

Argomento del video, che dura solamente 65 minuti: il testimone, chi è e come incarnarlo.
Non dico altro sugli argomenti trattati, che peraltro non sono molti, e nemmeno tanto importanti.
Dico invece che H.W.L. Poonja passa la metà del tempo ridacchiando, e che in un punto del video dice una cosa abbastanza fulminante, sempre sorridendo e ridacchiando… o che perlomeno io ho percepito come abbastanza fulminante.

In conclusione, due curiosità su Papaji.
La prima è che egli è morto in una località indiana chiamata Lucknow: ossia “fortuna” e “ora”… un nome davvero adatto a chi ha avuto la fortuna di giungere nel momento perenne.
Fortuna si fa per dire, ovviamente: son tutti meriti, di casuale e fortunato non c’è niente.

La seconda è che egli era nipote di un famoso saggio indiano, Swami Rama Tirtha, fratello di sua madre: a proposito del fatto che la fortuna non esiste, certamente non si nasce per caso nipoti di un famoso mistico-santo, né si diviene allievi di Sri Ramana Maharshi altrettanto per caso… le energie erano dunque pronte per il risveglio.

Ho già un altro video di H.W.L. Poonja, ossia Libertà dalla mente, e me lo vedrò più che volentieri.

Fosco Del Nero

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Film o video di miglioramento personale? - 2Bentrovati.
Oggi ennesimo episodio della rubrica dei film ispiranti, giunta ormai al suo appuntamento numero 38.

Anche questa volta, ho cinque film interessanti per voi.
Ma prima dei film, il promemoria dell’elenco generale dei film, che ormai è online da quasi quattro anni (e che nel mentre è stato anche copiato, a volte citando la fonte e a volte no): Film che aprono la mente… o il cuore.

Ricordato l’elenco totale, ecco l’elenco parziale proposto quest’oggi, che è un bell’elenco, devo dire, con alcuni film famosi, e anzi proprio film d’autore, e altri meno noti, e anzi film abbastanza sperimentali:
Piccolo Buddha,
Barry Lyndon,
Il cigno nero,
Anomalisa,
Ink.

Piccolo Buddha
Partiamo da un classico… che a dire il vero ho visto molto in ritardo, anche perché finora avevo praticamente ignorato i film di Bernardo Bertolucci.
Piccolo Buddha è un bellissimo film, che merita di esser visto per il valore cinematografico dell’opera, e ancor di più per gli insegnamenti che propone. Che non sono solo quelli, e anzi lo sono solo a uno sguardo frettoloso, della reincarnazione e del karma, ma son quelli della natura effimera della vita, della caducità delle cose terrene, del vuoto interiore di chi punta su di esse, e della pienezza di chi invece cerca i suoi tesori dentro e non fuori.
Ed essenzialmente non c’è da dire altro se non da consigliare ulteriormente il film.

Barry Lyndon
Anche Barry Lyndon è un classico, per quanto, io credo, raramente esso sia stato inserito in liste di film “esistenziali-spirituali”.
Tuttavia, quando si guarda qualcosa di Stanley Kubrick, così come di altri registi, occorre guardare con occhio ben attento, e magari trovare un filo conduttore. Il filone di Barry Lyndon è esattamente lo stesso di Piccolo Buddha, pur se affrontato in modo completamente diverso, e non dal lato “spirituale”, ma da quello “mondano”: la caducità delle cose terrene, gli alti e bassi della vita.
Il concetto opposto a tale caducità terrena è la stabilità interiore, uno degli obiettivi e dei traguardi del percorso evolutivo, di cui hanno parlato non a caso tutti i maestri, da Gesù a Buddha (non il piccolo, ma quello grande).

Il cigno nero
Anche la presenza de Il cigno nero potrebbe stupire… eppure c’è per un buon motivo, e anche in questo caso occorre dare un’occhiata sia al regista, Darren Aronofsky, anch’egli piuttosto vicino a tematiche esistenziali, sia al filo conduttore del film.
In questo caso, il concetto di fondo è che i demoni (e dunque i problemi, i drammi) sono sempre interni.
In tal senso, Il cigno nero è una triste, pesante, drammatica e anche immaginifica metafora sulla vita interiore… e, anche qui, sui desideri dell’ego.

Anomalisa
Veniamo ora ad Anomalisa, unico film d’animazione tra quelli proposti questa volta.
Il film, a dirla tutta, non è granché, a differenza dei tre che lo hanno preceduti, tutti grandi film pur ognuno nel suo modo, tuttavia è molto educativo, se si tengono gli occhi aperti.
Anomalisa, difatti, va a parlare di omogeneizzazione generale, addormentamento, dramma-noia-vuoto interiore-depressione. E lo fa con un protagonista che cerca di riempire se stesso fuori, cercando nel mondo materiale, anziché dentro.
Il tema, a ben guardare, è sempre quello.

Ink
Andiamo a chiudere con Ink, senza dubbio il film meno conosciuto del lotto di oggi.
Ink mescola molto, e in modo interessante: passato e futuri, diversi piani di realtà, entità carnee ed entità non carnee, energie sottili, due gruppi con interessi evolutivi contrapposti, luce e tenebre, angeli e demoni, le scelte umane e il libero arbitrio, le energie interiori.
Insomma, il programma è interessante, come detto, ed è inserito in un film di genere fantasy-fantastico-leggermente orrorifico-psicologico-esistenziale.
Poco noto, come detto, e ciò è un peccato.

Buona visione a chi vorrà e al prossimo appuntamento con la rubrica dei film suggeriti.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

Parole di Potere

Il cammino del mago

Il mondo dall'altra parte

Copertina Parole di Forza

Copertina Il significato esoterico dei Vangeli

Copertina Corso di esistenza

Copertina Accademia della Guerra

Copertina Accademia della Guerra

Copertina Il Mondo Arcobaleno

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