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Parole di Potere

Il metodo France Guillain - France Guillain (salute)Titolo: Il metodo France Guillain (Le méthode France Guillain).
Autore: France Guillain.
Argomenti: salute, bagni derivativi, alimentazione, benessere.
Editore: L’Età del’Acquario.
Anno: 2009.
Voto: 7.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Avevo a casa Il metodo France Guillain, scritto dalla stessa France Guillain, da diversi anni, ma non lo avevo mai letto perché ad occhio temevo mi annoiasse o risultasse poco utile.
In effetti è stato così, ma il fatto che non sia stato di grande utilità a me non significa che non lo sia per altri, e infatti la valutazione generale è discreta.

Tuttavia, l’inizio non è stato molto incoraggiante, e anzi ho avuto la forte tentazione di interrompere la lettura quando, a inizio testo, ho letto queste due frasi:
1. “Cosa si mangia? Di tutto”.
2. “Limitando il consumo della carne di animali e ringraziando questi di offrirmi la loro vita per consentirmi di conservare la mia”.

Il primo punto, tipico del paradigma onnivoro, contraddetto da anatomia, chimica, statistiche e studi medici, ossia da ogni elemento, significa che la persona non ha capito molto della questione alimentare e umana.

Il secondo punto, tipico del paradigma distruttivo-egoistico-violento, significa che la persona manca non solo di conoscenza e comprensione, ma anche di compassione… ma non totalmente, e infatti cerca di sistemarsi la coscienza con l’idea ipocrita per cui gli animali si siano offerti come cibo altrui. Tuttavia, personalmente non ho mai sentito un animale offrirsi, e sarei curioso di sapere come reagirebbero quelle persone se qualcuno uccidesse i loro figli, si nutrisse di loro e poi li ringraziasse per essersi offerti come cibo utile a mantenere la vita di qualcun altro. Ad occhio, credo non bene, e credo che parlerebbero di “assassinio”, non di “offerta”.

Ad ogni modo, France Guillain, famosa decisamente più per i bagni derivativi che non per l’alimentazione (I bagni derivativi, Il nuovo libro dei bagni derivativi), dopo aver sbandierato onnivorismo-qualunquismo e offerte votive, di fatto poi suggerisce un’alimentazione per buona parte vegetariana, e anzi tendenzialmente crudista, e integrale e biologica, in cui un grande ruolo viene assegnato a frutta e semi, e sottolinea anche il fatto, oggettivo, per cui i cibi cotti perdono gran parte delle loro proprietà nutritive.

E per correggere i difetti di base dell’alimentazione, o di qualcos’altro a livello di stile di vita, suggerisce poi due pratiche: i bagni derivativi, per l’appunto, e l’utilizzo dell’argilla.

L’utilizzo dell’argilla, in particolare, occupa una discreta porzione del testo, essendo con le sue 60 pagine il capitolo più lungo… e un po’ noiosetto, a dire il vero.
In tale speciale classifica di lunghezza segue con 58 pagine il pasto a 5 elementi, e poi con 28 pagine la preparazione del Miam-O-Fruit, la colazione/pranzo tanto raccomandata da France Guillan (contenente frutta, olio, succo di limone e semi – niente carne o pesce o latte – e che da quel che ho capito non è proprio una novità, ma una sua rielaborazione di una ricetta più vecchia di qualcun altro).

In effetti, la risposta dell’autrice a qualunque problema è sempre la stessa, ed è triplice: Miam-O-Fruit, bagni derivativi, argilla, ed è ripetuta come un mantra lungo tutto il testo.
Il che non è certamente male: un’alimentazione per buona parte vegetariana e cruda con la depurazione di bagni derivativi e argilla dovrebbe essere una buona triade… un poco impegnativa, forse, perché come per tutto occorre imparare e poi avere la voglia di praticare quotidianamente.
Personalmente, per esempio, anni fa avevo provato i bagni derivativi per alcuni mesi di fila, ma poi avevo smesso perché la cosa mi prendeva tempo, era scomoda, e non avevo riscontrato miglioramenti di sorta (ma è pure vero che non avevo nemmeno problemi, cosa che rende difficile notare miglioramenti).

Concludendo con Il metodo France Guillain: si tratta di un testo che propone cose ben note, dalla frutta al sole, dalla detossinazione alla vita naturale, e che ha cercato di unificarle in un metodo, per l’appunto; certo non esclusivo, e nemmeno impeccabile (vi sono alcuni errori pacchiani in realtà), ma senza dubbio molto avanti rispetto allo stile di vita medio, cosa che rende di fatto il testo potenzialmente utile per tantissime persone.

Fosco Del Nero

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Film o video di miglioramento personale? - 2Bentrovati a questo ennesimo articolo relativo ai film consigliati, perché di genere esistenziale o perché esistenzialmente interessanti quanto a contenuti, dialoghi, energia di fondo, etc.
Anche oggi abbiamo una lista niente male… ma prima, come sempre, vi ricordo la liste generale, in cui sono elencati tutti i film suggeriti: Film che aprono la mente… o il cuore.

Detto questo, passiamo alla mini-lista odierna, che è così composta:
Ghost in the shell,
L’ultima tempesta,
Maleficent,
The giver – Il sogno di Jonas,
Amabili resti.

Ghost in the shell
Cominciamo con un film d’animazione, e precisamente un film d’animazione giapponese di alcuni decenni fa, peraltro molto famoso tra gli appassionati del genere: Ghost in the shell, tratto da un manga di Masamune Shirow, uno dei miei autori preferiti di quand’ero ragazzino (Appleseed, Orion, Black magic, etc).
Il genere del film è un drammatico-thriller-fantascientifico con un substrato di tipo esistenziale mica da poco: dietro le questioni tecnologiche ed etiche, si parla difatti di coscienza, di personalità individuale e di mente collettiva, così come di contrapposizione tra realtà e irrealtà, cosa che lo rende un prodotto decisamente interessante per le persone interessate a tematiche esistenziali.

L’ultima tempesta
L’ultima tempesta, adattamento di un’opera teatrale di William Shakespeare, è un film piuttosto particolare. Se visto come film “normale”, rischia con buona probabilità di annoiare a morte, persino le persone interessate alle numerose arti che esso propone (letteratura, pittura, musica, balletto, etc).
Tuttavia, se visto con ferma e forte concentrazione, regalerà contributi di gran valore allo spettatore attento e interessato alle tematiche esistenziali, giacché esso propone molto, pur in un contesto fortemente distraente: principio speculare, principio attrattivo, principio dell’impermanenza, lo stato di addormentamento, la disciplina interiore, etc. Ma d’altronde è noto che Shakespeare fosse un personaggio particolare.

Maleficent
Se i primi due film proposti, l’ultimo soprattutto, erano discretamente impegnativi, ora andiamo più sul leggero con Maleficient, film destinato alle famiglie e a un pubblico giovanile, ma portatore, oltre che di bellezza, anche di un bel contenuto interiore sotto forma di percorso di crescita della protagonista…
… la quale ha ricevuto un percorso di vita assai impegnativo, ma riesce a un certo punto a impedire alla ruota di girare all’infinito per inerzia.
Ciò sa molto di percorso destinico e di elevazione delle energie interiori, da cui l’inserimento in lista del film, pur essendo tra i più trascurabili della lista stessa.

The giver – Il sogno di Jonas
Fatto un salto nel fantasy, ritorniamo ora alla fantascienza, e precisamente con uno dei tanti film di genere distopico usciti nell’ultima decina d’anni… il che da solo prova che energeticamente c’è qualcosa in ballo.
Se propongo in lista The giver – Il sogno di Jonas, mentre altri di genere simile no, è perché in esso vi è una qualità filmica maggiore, e quindi funge da rappresentante del gruppo, diciamo, ma anche perché, a differenza di altri, parla di voce interiore, di equilibrio, di visione interiore.
Ovviamente per chi è attento e ascolta durante la visione di un film.

Amabili resti
Veniamo all’ultima proposta di questa piccola carrellata, anch’essa di tempo recenti: Amabili resti.
Il film ha qualcosa in comune con Al di là dei sogni, uno dei primi in assoluto che mi sono venuti in mente quando decisi di realizzare questa lista, anche se come film è meno brillante.
Tratta del tema della vita dopo la morte e, pur all’interno di una trama lunga e drammatica, introduce un apprendimento esistenziale che vale sia ora, mentre siamo in vita fisica, ma che varrà anche dopo, quando saremo in un altro tipo di vita: il non attaccamento, il distacco, il lasciar andare.
Film che val la pena vedere tenendo ben presente questo elemento.

Bene, abbiamo detto tutto.
Al prossimo articolo sui film consigliati.

Fosco Del Nero

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La guarigione è dei pazienti - Maria Gabriella Bardelli (salute)Titolo: La guarigione è dei pazienti.
Autore: Maria Gabriella Bardelli.
Argomenti: salute, medicina.
Editore: Edizioni L’Età dell’Acquario.
Anno: 2012.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

L’approfondimento di questa volta è dedicato al libro La guarigione è dei pazienti, di Maria Gabriella Bardelli, libro che unisce, o almeno si propone di farlo, la Nuova Medicina Germanica di R.G. Hamer con la Metamedicina di Claudia Rainville.
Non mi sono segnato tante citazioni, ma quelle poche vado a proporvele.
Ne abbiamo quattro della stessa Maria Gabriella Bardelli, e tre di Bert Hellinger, che ogni tanto vien citato nel testo.

Il primo brano proposto è breve, e riguarda la visione del singolo essere umano.
“Non è tanto importante cosa è accaduto nella vita di una persona, ma come questa lo ha vissuto.
Proprio perché noi vediamo le cose come sono, ma come noi siamo.”

Il secondo brano è un po’ più lungo, ed è un’interessante osservazione sul modo di concepire la medicina proprio a partire da quanto tempo si dedica al processo di guarigione, poco o molto.
“Il primo degli aforismi di Ippocrate, che per 200 anni godettero di immensa fortuna tanto da essere tenuti in conto come la Bibbia del medico, diceva: “La vita è breve. L’arte è lunga”.
Lunga è l’arte della medicina, mentre breve è la vita dell’uomo. La medicina era definita “ars longa”. Un’arte lunga, lenta, paziente. Non sarà un caso che chi si rivolge al medico si chiami “paziente”. Al tempo di Ippocrate era in qualche modo ben radicata l’idea che il tempo avesse a che fare con la guarigione e che il più giusto degli atteggiamenti da parte del malato fosse quello di prendersi tempo.
Oggi sembra vero il contrario. Il primo forse a sembrare impaziente è il medico, prima di tutto a causa del protocollo a cui deve attenersi, che lo porta a non avere tempo, a intervenire e a prendere decisioni velocemente anche laddove non vi è una reale urgenza. Non esiste più l’idea che il corpo e la natura abbiano bisogno di tempo per “guarire”, piuttosto ci si affanna a fare le cose a tempo: il male avanza e occorre efficienza, tempestività e prevenzione. Il paziente è pressato dal medico che per il suo bene gli chiede il consenso per poter intervenire e contrattaccare i nemici quanto prima.”

Andiamo avanti, stavolta citando Antoine Béchamp, oltre che la stessa Metamedicina della Rainville.
“Il famoso scienziato (chimico e biologo) Antoine Béchamp (1816-1908) aveva affermato che non è sugli agenti esterni (batteri, virus e funghi) che è importante agire, ma sul terreno organico: se il terreno è sano e in armonia può mettere in campo i suoi meccanismi di autoguarigione.
Così la Metamedicina (fondata da una biologa) sostiene che se vi è un sintomo, vi è una causa emotiva. Allora che senso ha agire sul sintomo se non si interviene sul terreno che ne è all’origine?”

La quarta citazione di Maria Gabriella Bardelli proposta è tanto sintetica quanto bella e di valore: ci parla di rabbia, dolore e amore.
“Là dove c’è tanta rabbia, c’è tanto dolore.
E là dove c’è tanto dolore, c’è tanto amore.
La rabbia nasconde il dolore, e il dolore nasconde l’amore.”

Passiamo ora ai tre brani di Bert Hellinger, lo psicologo creatore delle Costellazioni familiari sistemiche.
Il primo brano ci parla ancora di paura, contrapposta alla fiducia.
“Chi ha paura che non vi sia più tempo per compiere qualcosa perde il contatto con la propria anima e diventa frenetico.
Chi è tranquillo confida in qualcosa di più grande, in un movimento che lo guida e lo sostiene.”

Il secondo brano, invece, ci mostra che il luogo di nascita è sempre quello perfetto: qua chiamiamo in causa tanto il destino quanto il principio di perfezione.
“Un bambino nasce in una determinata famiglia. Ha determinati genitori che provengono da un determinato popolo, stirpe, cultura e religione.
Il bambino non ha alcuna possibilità di scegliere.
Un albero non può scegliere il luogo dove crescere.
Il luogo giusto è quello dove è caduto il seme.”

L’ultimo brano, e di Hellinger e del libro, allarga ulteriormente il tiro, passando da fiducia e perfezione alla divinità.
“Per ognuno di noi il luogo dei genitori è l’unico possibile e quindi anche il solo giusto. Per ogni uomo il popolo a cui appartiene, la sua lingua, la sua razza, la sua religione sono gli unici possibili e quindi giusti…
Quando il bambino prende la vita come gli viene donata, senza domande, quando accetta la vita con tutto ciò che comporta in termini di destino, possibilità e limiti, gioia e dolore, non solo si apre ai propri genitori, non solo a un determinato popolo, non solo a una determinata cultura e a una determinata religione: si apre a Dio e a tutto ciò che immaginiamo vi sia dietro a questo nome.”

Abbiamo con ciò terminato col libro La guarigione è dei pazienti di Maria Gabriella Bardelli.
Alla prossima occasione.

Fosco Del Nero

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