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Di fronte all’oceano - Osho (spiritualità)Titolo: Di fronte all’oceano (Believing impossibile before breakfast – A darshan diary).
Autore: Frank C. Clifford.
Argomenti: esistenza, spiritualità
Editore: Om Edizioni.
Anno: 1978.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Scritta la recensione del libro di Osho Di fronte all’oceano, è ora di scrivere il correlato articolo di approfondimento.
Come al solito, con Osho c’è solo l’imbarazzo della scelta quanto alle citazioni di valore, per cui l’articolo sarà probabilmente discretamente lungo.

Cominciamo da un concetto basico, che oscilla tra principio attrattivo e principio karmico.
“Il mondo è una valle dalla grande eco: se vi gettiamo rabbia, ci ritorna rabbia; se diamo amore, ci ritorna amore.
È un fenomeno naturale, non bisogna pensarci, basta avere fiducia perché accade da sé.
Questa è la legge del karma: ciò che semini raccogli, quel che dai ti ritorna.”

Passiamo ora all’illusione dell’ego.
“L’ego è un sogno, è solo un’idea, non è sostenuto da nessuna realtà.
“Io” è una parola vuota: non c’è nessuno, dietro. Più ricerchi, in profondità e più diventi consapevole del fatto che l’io non esiste, è privo di qualsiasi sostanza. Però noi ci aggrappiamo all’ego e con il nostro attaccamento gli diamo vita.”

Sempre parlando di ego, spendiamo due parole sul passaggio dall’ego al divino.
“L’unico modo per raggiungere l’immortalità è morire, la morte dell’ego. Morire nell’ego è nascere nel divino.
L’ego è una falsità, lasciarlo morire dovrebbe essere la cosa più facile del mondo e mantenerlo in vita dovrebbe essere la cosa più difficile. Invece, lo manteniamo in vita, convinti che sia più facile!”

Altra citazione, e altra scelta, interessante: amore o paura.
“Bisogna mettere da parte uno dei due: l’amore o la paura, questa è la scelta.
La scelta è esattamente tra essere e non essere: con l’amore, esisti; con la paura, non esisti. Con la paura, c’è la morte; con l’amore, c’è la vita.
Scegli l’amore! Scegliere la paura vuol dire scegliere la morte e tu sei già morto. Scegli l’amore e avrai scelto l’immortalità: l’amore non muore mai, non conosce la morte. Ecco perché si dice che i codardi muoiono migliaia di volte e l’uomo veramente coraggioso non muore neppure una volta.”

Di fronte all’oceano ci suggerisce anche il principale strumento alchemico-evolutivo: l’osservazione dell’interiorità, soprattutto del dolore.
“Non aver fretta di uscire dalla tua tristezza: devi viverla, devi patirla! È così che arriviamo a conoscere, comprendere, osservare, crescere; è così che la vita ci porta a vedere le cose in maniera nuova, diversa, ed è così che matura la nostra consapevolezza.”

Passiamo ora al samadhi, ossia lo stato meditativo della piena consapevolezza.
“Il samadhi è lo stato supremo dell’essere, la fioritura suprema della consapevolezza. L’uomo vive nella mente, gli animali vivono al di sotto della mente e il samadhi è lo stato al di sopra della mente dove il pensiero scompare e, insieme al pensiero, scompare anche ogni titubanza della consapevolezza.
I pensieri sono come le increspature di un lago e a causa loro il riflesso non può essere accurato, reale: la Luna si riflette nel lago, ma la sua immagine è distorta dalle increspature; il divino è riflesso in ciascun essere umano, gli facciamo da specchio, ma la nostra mente è talmente piena di pensieri, di tentennamenti, di nuvole, che quanto riusciamo a vedere non è più la stessa cosa, non è ciò che è. La mente gli ha imposto i suoi pensieri, l’ha interpretato, e ogni interpretazione è una distorsione.”

Il brano successivo sintetizza un principio ch’è fondamentale conoscere: tutto influenza energeticamente tutto.
“Ogni singola cosa influisce su tutto il resto.
Tutto quello che accade in questa esistenza influisce su tutto il resto. Non solo per quanto riguarda il presente; tutto quello che è accaduto nel passato continua a influire.
E non solo: tutto quello che accadrà nel futuro avrà una certa influenza, perché in questo momento l’intera esistenza è al suo culmine; passato, presente e futuro culminano, convergono.”

Altro spunto interessante: lo stato di addormentamento-prigionia dell’essere umano.
“Ora sei venuto a conoscenza della prima cosa: sei in prigione.
La seconda ti renderà ancora più triste: non solo sei il prigioniero, sei anche la prigione. Non sei solo il carcerato, sei anche il carceriere. La prigione non è opera di qualcun altro: l’hai costruita tu!
Questo ti renderà ancora più triste, ma attraverso questa tristezza, sorgerà in te un raggio di luce: se sei il carceriere di te stesso, dipende solo da te se restare in prigione o uscirne; è una responsabilità assolutamente tua.
Potresti uscirne immediatamente: sono soltanto le tue abitudini che te lo impediscono.”

Ancora su consapevolezza e inconsapevolezza.
“L’infelicità è determinata dalla tua inconsapevolezza, la beatitudine è determinata dalla tua consapevolezza; e tra la mente inconsapevole e la mente consapevole sta la vita nella sua totalità: il mondo e il nirvana.
Inconsapevole, sei nel mondo; consapevole, sei nel nirvana.
Inconsapevole, appartieni a Cesare; consapevole, appartieni al Cristo.
Sei sempre la stessa persona e l’energia che diventa consapevole o rimane inconsapevole è sempre la stessa.”

Stiamo per terminare l’articolo dedicato a Di fronte all’oceano.
Leggiamo ora alcune parole sul “contenitore fisico” del corpo.
“Nella morte fisica cambi semplicemente corpo, ma il tuo essere rimane lo stesso: cambi soltanto casa, traslochi da una casa all’altra. Invece nella morte religiosa non ci sei più, semplicemente scompari, senza lasciare traccia.
Però poi accade qualcosa di grande, qualcosa di eccezionale, di grandioso: quando tu non ci sei più, dio diventa possibile. Il divino può accadere solo quando sei assente: la tua assenza diventa la sua presenza.”

Terzultimo brano: tempo ed eternità.
“‘Eternità’ non significa un tempo senza fine, significa assenza di tempo.
‘Eternità’ non vuol dire un tempo che dura per sempre: questo è il significato che troviamo sul dizionario: ‘per sempre’. Ma ‘per sempre’ fa parte del tempo: un tempo prolungato, prolungato indefinitamente, tuttavia ancora tempo.
L’eternità è un salto fuori dal tempo: è atemporale, è assenza di tempo; e la soglia verso l’eternità è il momento presente.”

Penultimo brano: follia collettiva e risveglio individuale.
“I problemi sono inevitabili, vivi in un mondo di pazzi! In un mondo alienato, se una persona comincia a rinsavire disturba tutti i matti che la circondano. Lo stato in cui si trova sconcerta, perché comincia ad andare in una direzione diversa da quella di tutti gli altri; inizia ad avere comportamenti che gli altri giudicano bizzarri.
Il tuo silenzio può disturbare gli altri, perché non sanno cosa sia il silenzio: lo interpretano come freddezza, aridità o mancanza d’amore. Queste sono le loro interpretazioni, perché non sanno cosa sia il silenzio, non conoscono l’amore silenzioso. Capiscono benissimo il rumore, conoscono quel linguaggio e si aspettano che anche tu sia rumoroso come loro; in quel caso va tutto bene, sei come loro.
Quando tutti fanno rumore, se tu non fai altrettanto, crei disagio nella mente degli altri. Si presenta un problema: chi è sano, loro o tu?”

Ultimo brano: sessualità e spiritualità vanno a braccetto.
“La sessualità è così connessa alla crescita spirituale che, se non ti assesti nel suo stadio più evoluto, quella crescita sarà davvero difficile.”

Abbiamo terminato l’approfondimento dedicato a Di fronte all’oceano di Osho.
Alla prossima occasione.

Fosco Del Nero

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Il volto verde - Gustav Meyrink (narrativa)Titolo: Il volto verde (Das grune gesicth).
Autore: Gustav Meyrink.
Genere: narrativa, esoterismo.
Editore: Adelphi.
Anno: 1917.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Amazon.

 

Dopo aver letto Il golem, e rimastone piacevolmente sorpreso, sono passato a Il volto verde, ch’è così il secondo romanzo di Gustav Meyrink che leggo.

La mia piacevolezza non è relativa tanto all’aspetto narrativo dell’opera, o comunque non solo, giacché anche quello è di valore, ma all’aspetto contenutistico, visto che, sostanza alla mano, Il golem era per metà un testo di esoterismo.

Mi sono accostato così a Il volto verde con una simile aspettativa: narrazione ma anche contenuti di tipo simbolico-esistenziale.

Anche in questo caso, Meyrink non mi ha deluso: Il volto verde propone una notevole mole di contenuti, per quanto di genere differente rispetto a Il golem: difatti, mentre nel primo libro che ho letto dominavano kabbalah e tarocchi, nel secondo dominano l’alchimia interiore e l’unione sessuale-sentimentale. Probabilmente lo scrittore austriaco ha “dedicato” ciascun suo romanzo a specifiche discipline.

Il protagonista della storia è tale Fortunat Hauberrisser, un austriaco che vive ad Amsterdam e che, in quella città, ha a che fare con misteriosi personaggi e altrettanto misteriosi eventi: rituali vudu, aggressioni e rapimenti… ma anche con un innamoramento che trascenderà la materia e il tempo, ciò che è la vera essenza della storia.

Da un lato abbiamo così la narrazione, dall’altro lato abbiamo citazioni spiritual-evolutive, in grande misura, le quali a tratti arrivano persino a valanga e che fanno da cornice ai simboli centrali della storia: il possesso sul piano fisico contrapposto all’unione animica, e dunque il raffinamento e il progresso evolutivo della relativa energia.

Come romanzo, Il volto verde mi è piaciuto un poco meno rispetto a Il golem, ma l’ho comunque gradito, e comunque, come detto, i contenuti ci sono (anzi, Il volto verde ne contiene anche più del precedente libro, già discretamente abbondante di suo), tanto che seguirà anche un ricco approfondimento… nonché altri libri di Meyrink.

Fosco Del Nero

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Memorie di un grande veggente - Cheiro (chiromanzia)Titolo: Memorie di un grande veggente (Confessions – Memoirs of a modern seer).
Autore: Cheiro (William John Warner, Louis Hamon).
Argomenti: biografia, storia, chiromanzia, chirologia.
Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro.
Anno: 1932.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Il giardino dei libriAmazon.

 

Ormai svariati anni fa avevo letto Memorie di un grande veggente, l’interessantissima biografia di Cheiro, un chiromante-veggente a dir poco famoso intorno al 1900: definirlo “famoso” è in verità riduttivo, visto che, per via delle sue doti, acquisì una tale fama da essere conosciuto in tutta Europa e in America del Nord, tanto da essere accolto presso la gran parte delle corti di quei tempi: Inghilterra, Francia, Belgio, Russia, Italia, Spagna… non c’era luogo in cui i suoi servigi e la sua conoscenza non fossero apprezzati.
La lista dei personaggi dello spettacolo, artisti, scrittori e cantanti, che si avvalse della sua abilità fu parimenti notevole: Eleonora Duse, Oscar Wilde, Mark Twain, Sarah Bernhardt, Mata Hari, etc.

Il libro, che contiene anche aneddoti e scenari di grande interesse storico (come l’impatto che ebbe Rasputin sulla dinastia zarista dei Romanov), è più interessante come testimonianza avventurosa di vita che non come testo di crescita interiore, elemento di cui invero c’è ben poco.

Purtuttavia, qualcosa c’è, e ho approfittato per l’appunto della seconda lettura di Memorie di un grande veggente per stilare l’articolo di approfondimento, che sul sito mancava.

La prima citazione è brevissima, e concerne il principio di perfezione… principio che l’essere umano fatica moltissimo a comprendere, giacché nella sua arroganza pensa sempre di saperne più dell’esistenza.
“Dio è seduto sul suo trono e tutte le cose sono al loro posto nel mondo.”

Il secondo brano ci parla dei vari percorsi personali: ognuno ha la sua giusta tonalità e non si possono imporre le proprie tonalità agli altri, né ha senso copiare le loro.
“Come le varie corde producono la loro armonia in musica, così anche le diverse opinioni delle persone vibrano secondo la posizione in cui sono state poste nell’arpa della vita.
Stoniamo solo quando cerchiamo di orzare le nostre opinioni su ciò che è giusto o su ciò che è sbagliato per i nostri simili.
Meglio dunque lasciare che ognuno suoni il proprio tasto, affidando al Grande Musicista dell’Universo il compito di trovare la melodia.”

Torniamo alla perfezione e ai percorsi personali, ossia il destino.
“Quella strana parola, “se”, è il perno attorno al quale ruotano molte vite umane, perno che diventa la Chiave del Destino in tutte le lingue, che apre il futuro nel bene e nel male.
Se Giuda Iscariota non fosse nato, la tragedia del Calvario non ci sarebbe stata.
Se Rasputin non fosse salito sul palcoscenico russo, quanto sarebbero andate diversamente le cose.
Fare speculazioni è inutile, le nazioni sorgono e cadono, gli uomini non sono altro che fili sul telaio del Fato, l’intreccio della trama è nelle mani del Destino, davanti al quale si può solo chinare il capo e mormorare: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”.”

Il brano seguente è un po’ più elaborato: Cheiro evidenzia come la fondazione del Palazzo di Pace a L’Aia ebbe basi energetiche incerte, per così dire, e come conseguenza non poteva che produrre risultati dello stesso tenore; un concetto che l’umanità non ha ancora imparato, ma da cui non si sfugge, a proposito di destino.
“La Conferenza si suddivise in tre commissioni. La prima si occupò del sistema per ridurre gli armamenti e l’uso di congegni inutilmente distruttivi nella guerra; la seconda dell’estensione dei principi concordati a Ginevra nel 1864 e a Bruxelles dieci anni dopo, mentre la terza trattò la questione della diplomazia e dell’arbitrato internazionali.
Si stabilì una Corte di Arbitrato permanente all’Aia, composta da giudici scelti da una lista nella quale ogni stato era rappresentato e questo organismo formò un Consiglio Internazionale. un protocollo con queste decisioni fu firmato dai rappresentanti di sedici stati e successivamente attuato da altri sedici, compresi Gran Bretagna, Germania, Impero Austro-Ungarico, Cina, Giappone e Italia. Come per ironia della sorte, poco tempo dopo questa Conferenza, scoppiarono alcune delle guerre più terribili. Non potei fare a meno di notare, parlando con un eminente pacifista di quei giorni, che quando furono poste le fondamenta del Palazzo di Pace all’Aia ci fu la Guerra anglo-boera; quando l’edificio venne eretto, la guerra russo-giapponese; quando fu pronto per essere arredato, la Grande Guerra.
D’altra parte, cosa ci si poteva aspettare, sapendo che le trecentomila sterline donate dal Signor Carnegie per la costruzione delle fondamenta del Palazzo di Pace venivano principalmente dalla costruzione di cannoni e strumenti da guerra?”

Altra citazione tratta da Memorie di un grande veggente, questa assai breve: i pensieri e le energie interiori lasciano una traccia inevitabile, per quanto l’essere umano tenti di nasconderli.
“I nostri pensieri lasciano delle tracce e ci sono le prove delle cose che si tenta invano di nascondere.”

Il brano che segue è anch’esso assai interessante: lega le energie dei vari luoghi a quelle delle persone che vi abitano: un legame inevitabile… ma tuttavia incredibilmente ignorato da scienziati e ricercatori.
“Alcune persone pensano che l’umanità sia la stessa, in tutto il mondo, ma io credo che il clima e persino il terreno abbiano effetto sulle persone, quanto sulle verdure e sui fiori. Piantate la vite dello champagne in un’altra regione e non darà più il “vino che rallegra”; infatti in molti casi cessa del tutto di produrre uva. I geologi spiegano questo fatto affermando che la regione dello Champagne ha il sottosuolo di gesso e ghiaia.
Se cose simili incidono veramente su una pianta rustica come la vite, quando maggior effetto può avere l’influenza magnetica del sottosuolo sull’organismo più intelligente, cioè l’essere umano!”

Passiamo alla citazione successiva, questa dall’aria smaccatamente esoterico-spirituale.
La fede e la comprensione sono anime gemelle nel mistero del progetto.”

Il penultimo brano pare essere una descrizione sintetica dell’addormentamento dell’uomo moderno.
“Improvvisamente mi ritrovo in queste stanze e mi risveglio, come da uno strano sogno, e non so niente di più di dove sono stato o di cosa ho fatto di una persona che resuscita dai morti.”

Non potevo non includere in tale articolo di approfondimento una frase che non di Cheiro, ma che è la citazione principe sulla chiromanzia-chirognomia-chirologia, tratta dalla Bibbia.
“Dio impresse nella mano di tutti gli uomini dei segni perché ognuno potesse imparare a conoscere le sue opere.”

Ho così terminato l’approfondimento di Memorie di un grande veggente di Cheiro (al secolo William John Warner, chiamatosi anche Louis Hamon).

Fosco Del Nero

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BAG

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Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

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