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Parole di Potere

Auguri per l’anno 2020

1 Gen 2020 In: Auguri

Buon anno nuovo!

 

 

 

 

 

 

 

Come di consueto, scrivo un breve testo per fare ai miei lettori gli auguri per l’anno nuovo, il 2020.

Parimenti, la consuetudine vuole che siano auguri un po’ particolari, e dunque eccoli qui.

L’augurio che faccio ai miei lettori è di riuscire a svicolare dai tentacoli della società, e di riuscire ad abbandonare la sua disinformazione di massa, la sua educazione di massa, il suo stile di vita di massa, la sua alimentazione di massa, i suoi intrattenimenti di massa, e in breve l’energia omologata, piatta e facilmente controllabile che è suo obiettivo gestire.

Voi non siate massa: siate individui che camminano con le proprie gambe verso lidi poco battuti… in attesa di non essere più nemmeno individui ma qualcosa di più rarefatto, qualcosa che la massa che vi siete lasciati alle spalle non sa nemmeno che esiste.

Tanti auguri per l’anno nuovo; che al suo termine esso possa vedervi molto diversi rispetto a ora.

Fosco Del Nero

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Film o video di miglioramento personale? - 40Eccoci qui con l’ormai classica rubrica sui film ispiranti: con questo articolo siamo arrivati all’episodio numero 40… mica poco.
In primo luogo, un piccolo promemoria su dove trovate l’elenco generale di tutti i film, qui: Film che aprono la mente… o il cuore.

Espletato il promemoria, veniamo al più breve elenco di cinque film proposti quest’oggi, misto tra opere recenti e più vecchie:
L’attimo fuggente,
The village,
Educazione siberiana,
Merlino,
La spada nella roccia.

L’attimo fuggente
Alla fine l’ho messo in lista.
In realtà L’attimo fuggente mi ha sempre lasciato una sensazione un po’ così, e ciò, nonostante in esso vi fossero belle scene, bei momenti e belle frasi, me lo aveva sempre fatto accantonare.
Tuttavia, al netto del finale e dell’energia pesante-negativa-disfattista, che poi dà il tono in negativo all’intero film, ho pensato che gli elementi positivi e ispiranti potessero per l’appunto ispirare… soprattutto se si parte già “schermati” nei confronti dell’energia bassa presente nel film.
È un po’ il discorso che ho fatto anche per Into the wild, altro film con elementi validi, ma che nel suo incedere sino al finale rischia di promuovere proprio il contrario di quanto presente nelle sue scene più importanti, e quindi in definitiva di essere diseducativo… o, meglio, educativo ma in senso basso giacché tutto “educa e insegna” in una certa direzione.

The village
Che ci fa un film a metà strada tra thriller, drammatico e horror in un elenco del genere?
È semplice: oltre ad essere un ottimo film, The village è una analogia fantastica, per quanto inquietante, della situazione di indottrinamento della società odierna, che, stando appresso alla diseducazione scolastica e ai mezzi di comunicazione di massa, che hanno insegnato cosa credere vero e cosa no, ha perso il contatto con la realtà, equivocando praticamente tutto e non avendo la minima idea di dove si trova e cosa sta succedendo.
In questo senso, The village è un film fortemente metaforico e altamente istruttivo per chi si ferma a rifletterci un poco: nel “villaggio” ci siamo tutti noi.

Educazione siberiana
Veniamo ora a un film italiano… evento, ahimè, così raro per questa lista di film ispiranti. Il film in questione è Educazione siberiana, ed è diretto peraltro da un regista che nella lista c’era già finito per via di Nirvana, che con gli anni, e anzi decenni ormai, è divenuto una sorta di film cult.
Educazione siberiana è un film duro, ma che propone molta bellezza, come prima cosa sotto forma di educazione quasi cavalleresca, la quale si contrappone poi, nelle scelte di vita, all’imboccare la “via larga” o la “via stretta”.
Oltre a tale educazione e investitura (la prima parte del film è molto chiara in proposito), il film ogni tanto propone qualche frase di grande valore, che ne testimonia l’afflato a tratti esistenziale, come la seguente, che da sola vale la visione del film: “L’uomo non può possedere più di quanto il suo cuore possa amare”.

Merlino
Torniamo all’estero, e avventuriamoci nelle leggende celtiche su Re Artù, Excalibur, Merlino, Sacro Graal, etc, con la miniserie televisiva, o doppio film se preferite, Merlino, del 1998.
Anche questa opera non ha contenuti esistenziali netti, come potrebbe essere per esempio per La leggenda di Bagger Vance, o Matrix, o Dark City, ma il suo sapore di fondo, globalmente tanto bello quanto educativo, mi ha indotto a inserirla nell’elenco.
Merlino, infatti, ci parla, pur in un tono fantasy, di paura, di desiderio, di attaccamento, di potere, di amore, di onore, di distacco.
Tutte tematiche esistenziali, direi, e anzi le più importanti e urgenti tra tutte.

La spada nella roccia
Chiudiamo la lista con un film d’animazione, facendo un tuffo nel passato.
La spada nella roccia è stato uno dei film della mia infanzia, forse il film d’animazione per eccellenza, giacché al tempo non ne venivano prodotti molti come oggi.
Anche in questo caso, non siamo di fronte a un prodotto nettissimo per quel che ci riguarda, ma comunque pure stavolta abbiamo una storia di formazione e di crescita interiore, con contenuti legati all’amore, all’istruzione, alla saggezza, alla motivazione personale… e persino un accenno al principio della dualità. Il che, in un prodotto destinato a famiglie e infanzia, non è malaccio (anzi, a dirla tutta si tratta di un livello di qualità e di bellezza che si è per buona parte perso nelle produzioni filmiche e infantili nello specifico).

Detto questo, questo ennesimo episodio della rubrica dedicata ai film con contenuti esistenziali è terminato, e vi rimando al prossimo.

Fosco Del Nero

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Perché ridurre i cibi cotti - René Andreani (salute)Titolo: Perché ridurre i cibi cotti.
Autore: René Andreani.
Argomenti: alimentazione, salute.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2014.
Voto: 6.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Perché ridurre i cibi cotti, scritto da René Andreani, è un libro piuttosto particolare: intanto nelle dimensioni, dato il formato molto ampio in base e altezza, cui si accompagna invece uno scarso spessore, avendo il testo appena sessantaquattro pagine.

Tali pagine sono peraltro ricchissime di fotografie, o di disegni, ma anche di titoli e di testo scritto in grande, cosa che rende il libro essenzialmente molto corto e leggibile in poco tempo.
Anzi, in tal senso dico subito che il prezzo di 20 euro è a dir poco esagerato (parliamo di testo equivalente a una quarantina di pagine standard).

Detto questo, passiamo ai contenuti di Perché ridurre i cibi cotti, che per buona parte si deducono dal titolo: si parla di alimentazione, e nel dettaglio dei vantaggi di un’alimentazione basata su cibi crudi, o comunque non sottoposti a cotture elevate, sarebbe a dire oltre i 40 gradi, soglia che inizia a depauperare i cibi stessi.

Il libro di René Andreani, peraltro, non si limita a riportare il concetto e qualche statistica di studi del settore, ma avrebbe l’ambizione di essere una sorta di manuale di salute e vitalità a 360 gradi (e infatti il sottotitolo è Manuale per la vitalità e il benessere), tanto che si sofferma a parlare anche del sonno, dell’attività fisica, dell’amore, dei divertimenti.
E ancora: propone qualche ricetta, fornisce una sorta di test del benessere e dedica spazio persino al metodo Bates di allenamento e recupero della vista!

Insomma, troppo in relazione alla brevità del testo e anche piuttosto confuso, nell’organizzazione degli spazi e nella scrittura.

Aggiungo inoltre che l’autore spreca parte del poco spazio a disposizione nel cercare di giustificare le sue scelte e i suoi cambiamenti alimentari che, dopo un periodo fruttariano in cui a quanto pare aveva allontanano amici e parenti, son passati a re-includere anche carne, pesce e latticini, un po’ per questione di gusto e un po’ per un discorso di relazioni personali. Il tutto giustificato dal motto “niente fanatismi”.
Quando sento persone portare avanti questo argomento (“niente fanatismi, niente estremismi”), mi viene sempre da sorridere e rispondo sempre allo stesso modo, che lascia inevitabilmente il segno perché è al contempo semplice e vero (la verità è sempre semplice): se un certo cibo è adatto al corpo umano e un altro invece fa male, non è fanatico mangiare sempre il primo ed evitare sempre il secondo: non è fanatismo, ma è puro buon senso. Se voglio sconfiggere la violenza e la tortura (in me e fuori di me), non è fanatico evitare sempre cibi e comportamenti che la incoraggiano e la sovvenzionano: è semplicemente coerenza. Se io sono per il rispetto delle donne, e quindi contro la violenza sulle stesse, non è che una volta al mese vado in giro a violentarne qualcuna perché altrimenti sarei un fanatico della non violenza. Non siamo fanatici perché respiriamo sempre, o perché ci laviamo sempre i denti e il corpo, o perché beviamo acqua tutti i giorni: sono buone abitudini, senza le quali saremmo morti o malati. Il punto è decidere cosa è bene e cosa è male per la vita, nostra e delle creature che abbiamo intorno, e poi portare sempre avanti la scelta di fondo: è coerenza e forza di volontà, non fanatismo. Il fanatismo, invece, consiste nel non essere disponibili ad ascoltare opinioni e fatti; una volta ascoltati e valutati, da lì seguono decisione personale e coerenza… oppure incoerenza, o scarsa forza di volontà.

Detto questo, Perché ridurre i cibi cotti di René Andreani non è un testo inutile, e anzi contiene molte cose corrette e sensate, tanto sull’alimentazione quanto su altre questioni.
Ha però le tare di cui ho detto, nonché il fatto di essere piuttosto basico: chi già conosce i principi di fondo del vegetarianesimo-veganesimo e della tendenza crudista non troverà in questo libro nulla di nuovo.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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