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Io sono la verità – Daniele Cavallo (approfondimento)

9 Gen 2012 | Crescita personale, Esistenza, Spiritualità

Product by:
Daniele Cavallo

Reviewed by:
Rating:
4
On 9 Gennaio 2012
Last modified:22 Settembre 2022

Summary:

La scorsa settimana ho proposto la recensione di Io sono la verità di Daniele Cavallo. Quest’oggi andiamo ad affrontare il canonico articolo di approfondimento.

Io sono la verità - Daniele Cavallo (approfondimento)Titolo: Io sono la verità.
Autore: Daniele Cavallo.
Argomenti: spiritualità, crescita personale, esistenza.
Editore: Io Sono Edizioni.
Anno: 2010.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiGiardino dei libriAmazon.

 

La scorsa settimana ho proposto la recensione di Io sono la verità di Daniele Cavallo. Quest’oggi andiamo ad affrontare il canonico articolo di approfondimento, utile sia a fornire qualche spunto, sia a far capire a chi legge se si tratta di un libro adatto per un eventuale acquisto.

Il libro in questione, pur non lunghissimo, si presenta ricco di contenuti, da cui il mio imbarazzo nella scelta.
Ho optato per un articolo meticcio: dapprima elencherò i nove teoremi con cui si descrive l’essenza dell’esistenza e poi proporrò alcuni brani tratti dal libro.

Primo teorema: “La vita nasce da un atto di volontà del Nulla come campo di informazione unitario, infinito ed inespresso composto di idee.”
Secondo teorema: “La volontà del Nulla (o IO) consiste nell’esprimersi in tutte le sue infinite possibilità (IO SONO) al fine di essere consapevole di ciò che è: necessita, a tal fine, di un luogo in cui manifestarsi e di qualcuno che compia il lavoro.”
Terzo teorema: “La volontà dell’IO di esistere, esprimersi e conoscersi si realizza mediante il pensiero che manifesta l’idea e l’esperienza che la trasforma in consapevolezza.”
Quarto teorema: “La fusione delle idee (contenute nell’IO SONO) con l’Universo quadrimensionale si sostanzia in sette qualità che permeano ogni manifestazione.”
Quinto teorema: “L’essere umano è un sistema energetico integrato che sintetizza IO SONO, materia e qualità ed è idoneo a realizzare la volontà dell’IO.”
Sesto teorema: “L’essere umano crea la propria realtà e quella del mondo in cui vive, manifestando le idee in accordo con le leggi di causa ed effetto e di risonanza.”
Settimo teorema: “L’essere umano è dotato di libero arbitrio, cioè della libertà di scegliere in qale stato di coscienza vivere.”
Ottavo teorema: “Lo stato di coscienza di ciascun essere umano determina l’idoneità a realizzare la volontà dell’IO.”
Nono teorema: “La coscienza di ciascun essere umano si espande nella misura in cui egli sperimenta la propria esistenza in un’ottica di amore incondizionato.”

Facciamo il punto della situazione:
“Abbiamo visto che ogni informazione potenziale che discende nella materia si conforma alle caratteristiche del piano di esistenza in cui si cala divenendo, pertanto:
a) Duale, cioè scissa in due frammenti, ciascuno dei quali è percepibile, dagli individui immedesimati con la propria personalità, solo se paragonato al suo opposto, in accordo con la Legge di polarità o dualità […].
b) Olografica, cioè contenente al suo interno l’informazione intera, in accordo con la Legge di corrispondenza. Tutte le coppie di frammenti di informazione esistenti nel nostro Universo, infatti, nonostante le apparenti diversità, sono legate indissolubilmente tra di loro poiché sono, in ultima analisi, le molteplici espressioni dell’Uno. Qualsiasi avvenimento accada ad uno qualunque dei frammenti avrà conseguenze su tutti gli altri, in virtù di questo legame indissolubile.
c) In perenne movimento, cioè vibrante ad una certa velocità, n accordo con la Legge di vibrazione.
Abbiamo inoltre constatato che fondamentalmente esistono due piani diversi di esistenza:
1. Un piano di esistenza potenziale, o anche campo delle idee o campo dei potenziali (l’IO SONO), al di fuori del tempo e dello spazio, che è composto da idee (potenziali) ed in cui esiste, contemporaneamente, tutto ciò che è accaduto, che accade e che potrà accadere nel futuro rispetto all’armonia divina […].
2. Un piano di esistenza materiale, definito dallo spazio e dal tempo, che è composto dalla manifestazione di alcune delle idee potenziali presenti nel campo di informazione astratto.
L’essere umano, pertanto, è in grado di collegare questi due livelli materializzando le idee sulle quali pone la sua attenzione, oppure le aberrazioni di esse, contenute nel suo campo potenziale e producendo due effetti sostanziali:
– determinare l’intera gamma di esperienze che andranno a comporre la sua personale esistenza sul piano fisico,
– creare, in cooperazione con gli altri individui, la realtà collettiva del piano fisico.”

Fortuna e sfortuna:
“Appare evidente che alcune linee di esperienza sono altamente desiderabili, producendo esperienze di benessere, mentre altre sono, a dir poco, insopportabili, in quanto sottopongono l’individuo a continue disarmonie.
Tutte le situazioni che viviamo, a prescindere da come le consideriamo, hanno un’origine comune: la scelta effettuata “a monte”, di focalizzare la nostra attenzione verso una direzione piuttosto che un’altra.
Sono pochissimi gli uomini in grado di riconoscere il loro potere di crearsi, attraverso le proprie scelte, una certa realtà: tutti gli altri parlano di “caso” o “fatalità” che distinguono, a seconda dei casi, in fortuna o sfortuna; ma cosa sono la fortuna o la sfortuna se non la determinazione o la mancanza della stessa?
Abbiamo visto che ciascuno di noi, quando indirizza una quantità di energia sufficiente verso un pendolo che ritiene di essere negativo (per esempio il pendolo della povertà o quello della malattia), sta scegliendo inconsapevolmente la linea di esperienza che sperimenterà nella propria vita, tra tutte le infinite possibilità presenti nel suo campo potenziale di coscienza.
La vibrazione del pendolo che abbiamo scelto inconsapevolmente, allora, ci farà entrare in risonanza con situazioni aventi la medesima impronta energetica, sperimentando, così, una vita difficoltosa e non desiderabile, a cui la nostra personalità ci indurrà a reagire essenzialmente in due possibili modi: o lamentandoci della malasorte oppure affrontando il problema, al fine di contrastarne gli effetti.
In tal modo ci immergeremo sempre più nella situazione problematica in cui già ci troviamo in quanto i pensieri e le emozioni che rivolgiamo ad essa ne rafforzano l’esistenza nella nostra realtà e ci sentiremo sempre più sfortunati poiché tutto sembra andare verso il peggio.
[…] Conoscendo tali meccanismi siamo invece in grado, in qualunque momento decidiamo, di passare da una linea di vita problematica ad una soddisfacente!
Il segreto consiste, come già indicato, nell’ignorare gli eventuali pendoli negativi che attualmente ci influenzano, orientando i nostri pensieri verso quelli che determinerebbero una realtà desiderabile (per esempio il pendolo della ricchezza o quello della salute).”

Su obiettivi, paure, intuizione e Sé Superiore.
“Possiamo affermare che gli scopi stanno alla personalità come le intuizioni stanno all’Essere Spirituale e la differenza consiste proprio nel fatto che la personalità è sempre orientata verso il futuro (ossia verso le aspettative e la felicità che ancora non c’è, ndr) mentre l’Essere Spirituale è eternamente nell’adesso.
Superare le paure e le aspettative è senz’altro possibile attraverso la conoscenza della verità.
La speranza e il timore che sono alla base di tali due atteggiamenti sono accomunati dalla convinzione radicata che il futuro sia imponderabile e fuori controllo, mentre esso dipende dalla somma delle scelte che effettuiamo nel presente e che ci portano a sperimentare un certa “linea di esperienza”, piuttosto che un’altra.
Possiamo sapere con certezza quasi assoluta , grazie all’osservazione delle cause che abbiamo posto in essere nel corso della nostra esistenza, se ciò di cui siamo preoccupati avrà modo di verificarsi , in accordo con la Legge di causa ed effetto.
[…] In definitiva gli imprevisti sono eventi che, in fase di creazione della nostra realtà, non riusciamo a vedere in quanto non ne padroneggiamo ancora i particolari e tali particolari saranno sempre più occultati nella misura in cui siamo più distanti dal nostro Sé.
Imparare a controllare i nostri pensieri ed emozioni è l’unico modo che abbiamo di evitare che, per la Legge di causa ed effetto, ci “capitino” situazioni indesiderabili.
Tale metodo è molto semplice da applicare in quanto richiede semplicemente di vivere con attenzione, accettazione, buon umore e leggerezza, attributi, questi, che caratterizzano l’Amore nell’Universo quadrimensionale.”
Ed ecco che in una sola frase abbiamo raccolti i consigli di Esther Hicks (e di tutto il filone del Nuovo PensieroLegge di Attrazione), di Eckhart Tolle e di Vadim Zeland.

Finito con Io sono la verità di Daniele Cavallo, a presto con nuovi articoli di approfondimento dei libri di crescita personale proposti.

Fosco Del Nero

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2 Commenti

  1. cla53

    Condivido pienamente tutto fino a :”Conoscendo tali meccanismi siamo invece in grado, in qualunque momento decidiamo, i passare da una linea di vita problematica ad una soddisfacente!”. Mi pare che si rischia di sottovalutare il fato che la maggior parte dei nostri schemi di comportamento nasce dall’inconscio e che quindi nonbasta un pensiero positivo conscio se questo è contrario a questi schemi inconsci.

  2. Fosco Del Nero

    Ciao Cla.
    In assenza dell’autore, che naturalmente è libero di intervenire qualora leggesse questo articolo, ti rispondo io su quanto credo che intendesse dire, che poi è in linea con ciò che sostiene anche Vadim Zeland, non a caso appena citato relativamente ai pendoli.
    In questo punto non si sta parlando dell’inconscio, ma del momento in cui, da consci, e consapevoli che fortuna e sfortuna non esistono e che quindi siamo noi a imboccare il primo sentiero del bivio cui siamo di fronte piuttosto che il secondo, scegliamo di inquadrare quanto ci è successo in modo positivo, fosse anche tendenzialmente negativo, o persino di esserne felici e grati, cosa che, per dirla con Zeland, ci farebbe imboccare la linea delle varianti positivo-fortunata tra le due a nostra disposizione nello spazio delle varianti. O che, per dirla con Abraham, ci attirerebbe altre cose positive di cui essere grati.
    Quindi, in questo caso non schema inconscio di comportamento (elemento comunque importantissimo), ma scelta precisa e conscia in reazione agli aventi capitatici.
    Confidando di aver risposto in modo preciso, ti saluto. :)

    Fosco Del Nero

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