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Piccolo Buddha (film)

2 Gen 2019 | Film

Review of: Piccolo Buddha
Product by:
Bernardo Bertolucci

Reviewed by:
Rating:
5
On 2 Gennaio 2019
Last modified:9 Giugno 2026

Summary:

SCHEDA DI "PICCOLO BUDDHA".

Piccolo Buddha (film)SCHEDA DI “PICCOLO BUDDHA”.

Titolo: Piccolo Buddha (Little Buddha).
Genere: esistenziale, commedia.
Regista: Bernardo Bertolucci.
Anno d’uscita: 1993.
Attori: Bridget Fonda, Keanu Reeves, Ying Roucheng, Chris Isaak, Alex Wiesendanger, Jo Champa, Sogyal Rinpoche, Ghesce Tsultim Gyelse, Raju Lalm, Greishma Makar Singh, Santosh Bangera.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐⭐.
Dove lo puoi acquistare: www.amazon.it/dp/B009EL6K32.

 

TRAMA DI “PICCOLO BUDDHA”.

Partiamo con la trama sommaria: un monaco tibetano, Lama Norbu, il quale vive in un monastero del Bhutan dall’occupazione cinese del Tibet in poi, si reca a Seattle alla ricerca dell’incarnazione del suo vecchio maestro Lama Dorje, identificata in un bambino di una decina d’anni, Jesse, i cui genitori, però, Dean (Chris Isaak) e Lisa (Bridget Fonda), son tutt’altro che vicini alle idee della reincarnazione e del buddhismo, pur non negandole aprioristicamente.

Il piccolo Jesse peraltro non è l’unico “candidato”, ma ve ne sono altri due: l’ancor più piccolo Raju e la più navigata Gita.

Jesse e il padre intraprenderanno un viaggio a seguito di Lama Norbu e dei suoi colleghi monaci per scoprire chi è la vera reincarnazione di Lama Dorje.

VALUTAZIONE DI “PICCOLO BUDDHA”.

Piccolo Buddha, grande produzione, è un film in buona parte italiano: diretto dal nostro Bernardo Bertolucci, è una coproduzione italo-franco-britannica, per quanto ambientata in tutt’altri luoghi, tra Stati Uniti, Bhutan, Nepal e India.

Altro appunto: Piccolo Buddha è la conversione cinematografica dell’omonimo romanzo di Gordon McGill.

Il cuore di Piccolo Buddha non è la storia di Jesse, la quale è solo una scusa, e nemmeno la rappresentazione della ricerca e dell’illuminazione di Siddharta (il Siddharta che diventa Buddha, interpretato da un allora giovanissimo Keanu Reaves), bensì gli insegnamenti buddhisti (compreso uno dei più significativi brani del Dhammapada) portati man mano durante il film… e ancora di più, oserei dire, l’atmosfera di fondo, davvero bella: al contempo serena, dolce, amorevole, ampia.

SCENE O CITAZIONI DA “PICCOLO BUDDHA”.

Il film entra dritto filato nella lista dei film consigliati per i loro contenuti profondi, e tra i più consigliati in assoluto, cosa resa evidente dalle frasi che seguono.

“C’era una volta, in un villaggio dell’antica India, una capretta e un sacerdote. Il sacerdote voleva sacrificare la capra agli dei, e sollevò la mano per tagliarle la gola. Quando tutto a un tratto la capra si mise a ridere. Il sacerdote si fermò stupefatto e domandò alla capra: “Perché ridi? Non lo sai che sto per tagliarti la gola?”
“Oh, sì”, disse la capra, “Dopo 499 volte che sono morta e poi rinata come capra, questa volta rinascerò come essere umano.”
Poi la capretta si mise a piangere.
Il sacerdote disse: “Perché piangi adesso?”.
E la capra risposte: “Perché, povero sacerdote, 500 vite orsono anche io ero un gran sacerdote e sacrificavo le capre agli dei”.
Allora il sacerdote cadde in ginocchio, dicendo: “Perdonami, ti supplico, d’ora in poi sarò guardiano e protettore di tutte le capre del paese”.
Che cosa ci insegna quest’antica favola? Che nessuna creatura vivente deve mai essere sacrificata.”

“Stavamo ammirando il vuoto di questa stanza.”

“Nessuna stanza è veramente vuota, se la tua mente è piena.”

“Esistono alcuni esseri molto speciali che tornano sulla Terra come guide spirituali.”

“Sono venuto al mondo per raggiungere l’illuminazione e per liberare dalla sofferenza tutte le creature.”

“Gli dei deludono spesso i desideri degli esseri mortali.”

“Non occorre andare altrove quando c’è tanta bellezza intorno a te.”

“La moglie e il figlio erano bellissimi.
Ma essi dormivano, mentre lui era sveglio.
Tutta la corte era in preda a un sonno profondo.
Ma per Siddharta il sonno stava finendo: il suo lungo viaggio verso il risveglio era iniziato.”

“Se impariamo a meditare nel modo giusto, possiamo raggiungere l’illuminazione.”

“Se tendi la corda oltremisura, si spezzerà.
E se la lasci troppo lenta, non suonerà.”

“La strada dell’illuminazione sta nella via di mezzo.
È la linea che sta tra tutti gli opposti estremi.”

“Il quadrato alla base dello stupa è il simbolo della terra.
La cupola è il simbolo dell’acqua.
Al di sopra degli occhi c’è il livello dell’illuminazione, ovvero il fuoco.
L’ombrello in cima è il simbolo dell’aria.”

“Architetto, finalmente ti ho incontrato.
Tu non ricostruirai più la mia casa.”

“Oh, signore del mio ego, tu sei pura illusione.
Tu non esisti.”

“Siddharta aveva vinto la battaglia contro un esercito di demoni con la sola forza dell’amore e della grande compassione che aveva trovato in sé. E così aveva raggiunto la grande calma che precede il distacco dalle emozioni. Si era spinto oltre se stesso. Era andato oltre la gioia e il dolore, al di là di ogni giudizio.”

“Ogni movimento nell’universo è un effetto determinato da una causa.”

“Non vi può essere salvezza se non vi è compassione per tutte le altre creature.”

“Ognuno di noi è collegato agli altri, come lo è il mondo con l’universo.”

“La cosa più importante di tutte è provare compassione per tutti gli esseri, donare sé stessi e soprattutto trasmettere la conoscenza come il Buddha.”

“Come vedi, io non sono un grande esempio del distacco che chiede il Buddha.
Bambini… siamo tutti bambini.”

“Noi moriamo continuamente, ogni secondo.
Questo fa parte della vita.
Ogni volta che respiriamo, moriamo.”

“La forma è vuoto, il vuoto è forma.
Non più occhi, orecchie, naso, lingua, corpo, mente.
Non più colore, suono, olfatto, gusto, tatto, cose esistenti.
Non più te, né morte, né paura.
Non più vecchiaia, né morte, non più fine della vecchiaia e della morte.
Non più sofferenza, non causa di sofferenza o fine della sofferenza.
Non è strada, non è saggezza, e non è vantaggio, non è vantaggio.
Così i bodhisattva vivevano nella perfezione della comprensione senza interferenza della mente. Niente interferenza, quindi niente paura, oltre ogni illusione.
Questo è il nirvana.”

Un ultimo commento, su un dettaglio: la madre di Siddharta, ossia del futuro Buddha, si chiama Maya. Il senso è molto chiaro: si nasce dentro Maya… ma poi bisogna liberarsi dall’illusione e conquistare la libertà.

CONCLUSIONE.

Piccolo Buddha è un grande film e, anzi, guardandolo si ha la sensazione di vedere più film contemporaneamente, e non solo per il doppio binario Jesse-Siddharta, con le due storie che sono egualmente godibili e ben eseguite e che ben rappresentano il contrasto tra la ricerca dei beni materiali, i quali deperiscono fino ad essere scheletri vuoti (non a caso il padre di Jesse sta affrontando una crisi personale, professionale ed economica) e la ricerca della pienezza interiore, che al contrario non deperisce ma è durevole.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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