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Metropolis (film)

3 Nov 2010 | Film

Review of: Metropolis

Reviewed by:
Rating:
5
On 3 Novembre 2010
Last modified:5 Maggio 2026

Summary:

SCHEDA DI "METROPOLIS".

Metropolis (film)SCHEDA DI “METROPOLIS”.

Titolo: Metropolis.
Genere: fantastico, fantascienza, drammatico.
Regista: Fritz Lang.
Anno d’uscita: 1927.
Attori: Alfred Abel, Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Rudolf Klein-Rogge, Fritz Rasp, Theodor Loos, Erwin Biswanger, Heinrich George.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐⭐.
Dove lo puoi acquistare: https://amzn.to/4cZOZux.

 

TRAMA DI “METROPOLIS”.

Ben prima di Orwell e del suo 1984 (scritto nel 1948), Lang immagina una società gerarchica e completamente controllata, con una classe di padroni, sfruttatori, e una classe di servi, sfruttata e tenuta all’oscuro di tutto, utile solo a mantenere in vita i privilegi dei ricchi.

Ricchi che governano tutta Metropolis dalla Torre di Babele, un edificio magnificente al centro della città, un luogo dalla skyline tuttora avveniristica e che nel 1927 doveva apparire probabilmente quasi folle (per l’epoca il film era una meraviglia tecnologica).

Negli uffici centrali risiede Johhan Fredersen, l’uomo più potente tra tutti, tanto altezzoso nel suo potere quanto suo figlio Freder si dimostra sensibile e di mente aperta, tendente a solidarizzare con la situazione delle classi povere.

In una delle sue missioni in incognito, nelle catacombe in cui si riuniscono gli operai, egli si avvicina a Maria, una sorta di oratrice (che però sembra più una profetessa-sacerdotessa, anche per il luogo in cui si trova) la quale predica l’amore, l’unione delle classi sociali e l’avvento di un “mediatore” che riunirà ricchi e poveri.

Maria, peraltro, somiglia molto a Hel, la madre di Freder, morta durante il parto e vecchia fiamma dello scienziato Rotwang, a cui però la donna ha preferito il politico Johhan Fredersen.

Tutti questi personaggi avranno un ruolo importante nella storia, in un crescendo rossiniano. E, forse non a caso, il film è strutturato come un’opera teatrale, con un lungo prologo, un intermezzo e un furioso finale.

VALUTAZIONE DI “METROPOLIS”.

Andiamo con ordine: Metropolis è un film muto girato nell’ormai lontanissimo 1927 dal regista austriaco Fritz Lang e ambientato nel 2026, quindi un secolo dopo. È una delle opere principali del cinema espressionista ed è stato un precursore di molti altri capolavori, tanto del cinema quanto della narrativa, da Blade runner a Brazil per il primo, da 1984 a Il mondo nuovo per la seconda.

Da sottolineare che, a posteriori, Fritz Lang ha ripudiato il finale del film, scritto da Thea von Harbou, al tempo sua collaboratrice, pochi anni dopo divenuta sua moglie e dopo qualche anno ancora diventata ex moglie, soprattutto a causa del fatto che lei entrò nel partito nazista, cosa poco gradita a Lang.

A proposito del partito nazista, Hitler era un grande ammiratore di Metropolis (e come avrebbe potuto non esserlo?), ma il film stesso al tempo ebbe delle recensioni veramente poco lusinghiere, tanto da avere sulle prime uno scarso successo e anzi essere definito da Orson Wells (regista dell’altrettanto storico La guerra dei mondi) come “uno dei peggiori film mai fatti”.

Altra considerazione che è doveroso fare: Metropolis è un concentrato di riferimenti al mondo dell’occultismo e dell’esoterismo e, onestamente, la cosa mi ha molto sorpreso, perché non lo avevo mai sentito accostato a tali argomenti.

Ecco alcuni riferimenti piuttosto palesi:

– la Torre di Babele ricorda la Statua della Libertà con la corona di raggi e la fiaccola, statua che a sua volta è stata costruita da un noto massone e che è un’effige della regina Semiramide, anch’essa babilonese,

– il nome di Maria non è simbolico: da un lato riecheggia la madre di Gesù; dall’altro lato l’iconografia di Maria è stata realizzata su quelle precedenti di Ishtar, Astarte, Iside, Venere, Artemide e Semiramide stessa, fino alla Columbia esportata negli Stati Uniti e che appare nei film dell’omonima casa produttrice (con un’icona praticamente identica a quella della Statua della Libertà), oltre che nel distretto nel quale è stata sistemata la capitale federale, ossia la sede del potere,

– il Dio Moloch che divora alcuni uomini,

– i palazzi che sembrano formare una piramide (la stessa originaria Torre di Babele era una piramide ziggurat dedicata al dio Marduk),

– le croci bianche (la croce bianca è un simbolo ben precedente al cristianesimo),

– la colomba e il pesce (idem come sopra: la colomba era il simbolo della madre Semiramide, mentre il pesce era il simbolo del padre Nimrod; completava la “trinità” babilonese Tammuz, il figlio che si era sacrificato per salvare l’umanità),

– il pentacolo (uno enorme rivolto sia verso il basso e altri più piccoli con la punta verso l’alto),

– il riferimento all’Apocalisse di Giovanni,

– le catacombe,

– la cattedrale gotica e i gargoyle,

– infine, a proposito di gargoyle, gli occhi verticali di alcuni attori del film (questi mi hanno lasciato di stucco, ma senza dubbio deve trattarsi o di avveniristiche lenti a contatto o di un effetto speciale in voga nel 1927)… nonché un primissimo piano dell’attrice protagonista in cui lei ha un occhio aperto e un occhio chiuso (come da classica posa dei servi/esecutori del Nuovo Ordine Mondiale; impossibile che sia una casualità, specie all’interno di un film del genere).

SCENE O CITAZIONI DA “METROPOLIS”.

Propongo in tale sezione poche frasi estratte dal film, la prima delle quali in buona sostanza ne sintetizza il senso.

“Mente e braccia hanno bisogno di un mediatore.
Il mediatore tra la mente e le braccia deve essere il cuore.”

“Lascia riposare i morti.”

“Grande è il mondo e il suo creatore, e grande è l’uomo.”

CONCLUSIONE.

Concludo il commento del film con una considerazione personale.

Non me lo sarei aspettato, trattandosi di un film muto (giacché io do molta importanza ai dialoghi), nonché di un film a cui mancano dei pezzi, ma Metropolis di Fritz Lang mi è piaciuto; ha tensione e passione e, pur con i limiti tecnologici derivanti dalla sua vetustà, si dimostra tuttora in qualche modo spettacolare.

La sua forte attinenza con la società odierna lo rende, inoltre, ancora attualissimo.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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