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Il codice dei tarocchi - Carlo Bozzelli (carte)Titolo: Il codice dei tarocchi.
Autore: Carlo Bozzelli.
Argomenti: carte, tarocchi.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2012.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Che sono un grande appassionato di tarocchi è cosa ben nota a chiunque segua il sito da un po’ di tempo e abbia di conseguenza visto passare numerose recensioni di altrettanto numerosi mazzi di tarocchi.

Nonché di libri dedicati ai tarocchi, come Il codice dei tarocchi di Carlo Bozzelli, oggetto della recensione odierna.

Una premessa: la valutazione di questo libro può variare molto a seconda che lo si consideri solamente un testo di saggistica o che lo si guardi con gli occhi della crescita personale.

Nel primo caso, abbiamo un testo interessante per la ricerca storiografica, che propone molti collegamenti altrettanto interessanti, e che fornisce tantissimi spunti riguardo i tarocchi. E con “tarocchi” mi riferisco in questo caso alle sole lame maggiori (le minori sono citate giusto al volo), nonché ai Tarocchi di Marsiglia di Conver… che peraltro, da quel che ho capito, sarebbero estremamente simili al mazzo di Camoin-Jodorowsky, che Bozzelli neanche tanto velatamente accusa di aver messo sotto copyright appropriandosi di un patrimonio dell’umanità.

Già, perché l’autore asserisce che proprio tale mazzo componga il tarocco originario, la cui datazione lui fissa agli albori dell’era cristiana, e proprio come veicolo degli insegnamenti del cristianesimo delle origini, che poi esotericamente era legato alla cultura egiziana (come peraltro lo sono anche i Vangeli, nonché con buona probabilità l’intera infanzia e adolescenza di Gesù, per cui non sarebbe nulla di sorprendente). Da ciò la grande importanza di tale mazzo, di cui tutti gli altri sarebbero solamente delle deviazioni, più o meno distanti dagli insegnamenti originari e più o meno artistiche e decorative a seconda del singolo mazzo (compresi anche quelli “storici”: da Rider Waite a Wirth, per non parlare di Crowley).

Dunque, i Tarocchi Visconti-Sforza perderebbero il loro “primato” di mazzo di tarocchi più antico, e lo guadagnerebbero i Tarocchi di Conver, così come restaurato dall’editore Dal Negro proprio sotto la supervisione di Carlo Bozzelli.

Il quale peraltro ha anche fondato un’Accademia dei Tarocchi, e inoltre asserisce che la lettura dei tarocchi è cosa scientifica, che deve per forza essere insegnata da chi ha compreso la “Struttura cifrata”, con le sue varie leggi interne, di cui si dà qualche assaggio nel libro, lasciando il resto per l’appunto ai corsi dell’Accademia.

E ora veniamo alla seconda visuale, quella evolutiva: il testo è estremamente mentale, nonché pervaso da continue affermazioni egoiche, a volte espresse e a volte sottintese, del tipo “Solo io ho capito i tarocchi”, “Solo io posso insegnare a leggere i tarocchi in modo scientifico”.
L’infantile scontro a distanza con Camoin, suo ex compagno di studi tarotici, accresce ulteriormente tale fattore.

Se devo essere sincero, comunque, mi attendevo un’atmosfera del genere già dalla quarta di copertina: quando qualcuno si presenta come “dott. xxx”, mentre nella copertina scrive “Rivelazione di un’intelligenza millenaria”, sta già affermando in partenza il campo energetico in cui si pone. E in tal senso il libro ha confermato un’estrema cerebralità; e se sapete del dualismo tra mente e anima, non c’è bisogno di dire altro.

Peraltro, molte delle ipotesi presenti nel libro sono tali, ipotesi per l’appunto, a cominciare dalla presunta origine primigenia del suddetto mazzo di tarocchi, per continuare con tanti collegamenti effettuati, alcuni molto convincenti e altri assai meno.

Ma non voglio sembrare troppo critico: Il codice dei tarocchi è un buon testo di saggistica sui tarocchi, sufficientemente ricco e con tanti spunti validi tra carte, storia e cattedrali… anche se non contiene quanto promesso dal titolo (“il codice”, per l’appunto,  demandato viceversa ai corsi dal vivo): attendetevi dunque un testo saggistico sui tarocchi in generale, ma non una trattazione sui vari archetipi o l’insegnamento di un metodo di lettura, che viene solamente accennato.

Peccato, perché il testo sarebbe potuto essere assai più efficace con poco in più: l’eliminazione di tutte le frasi autocelebrative, l’eliminazione dello scontro a distanza… e magari perlomeno le basi del metodo promesso, lasciando eventualmente al corso dal vivo i livelli superiori.

Fosco Del Nero

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Le storie di Maui - Rodolfo Carone, Giovanna Garbuio, Francesca Tuzzi (racconti)Titolo: Le storie di Maui.
Autore: Alberto il Grande.
Argomenti: crescita personale, racconti, esistenza, sciamanesimo kahuna.
Editore: L’Età dell’Acquario.
Anno: 2017.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Le storie di Maui è uno di quei testi che mi mettono in imbarazzo (si fa per dire) nella scelta delle citazioni da proporre egli articoli di approfondimento, poiché ne hanno molte belle e dunque la scelta è ardua. In questo caso, inoltre, contenendo il testo delle storielle, che son brevi come storie ma sono lunghe come citazioni per articoli su internet, la selezione è ancor più dura perché per motivi di lunghezza potrò proporre solo pochi brani.

Come sempre in questi casi, ne scelgo qualcuna secondo mio gusto, e le persone interessate si leggeranno per proprio conto l’intero libro scritto da Rodolfo Carone, Giovanna Garbuio e Francesca Tuzzi.

Il primo brano parla di preghiera e di due modi molto differenti di pregare.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, Maui stava pregando incessantemente, ballando con una sua amica. Maui dal primo passo di danza era sempre stato gioioso e sorridente, mentre l’altra ballerina era corrucciata.
Appena finirono la loro lunga danza di preghiera l’amica domandò a Maui: “Ma com’è possibile che io viva sempre nell’angoscia e tu costantemente nella gioia, se entrambi preghiamo nello stesso modo e per lo stesso tempo?”.
Maui, sorridendo, rispose: “Perché tu preghi sempre per chiedere, mentre io prego solo per ringraziare”.”

Il secondo brano, invece, ci parla, seppur in modo rapido, di presenza e di consapevolezza di ciò che siamo.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, i numerosi fratelli di Maui tormentavano il loro fratello maggior affinché svelasse loro il segreto per essere invincibili in tutte le proprie avventure, esattamente come lui. Maui rispondeva sempre a tutti che si trattava di qualcosa di molto semplice: bastava essere consapevoli di chi si è ed esserlo costantemente, momento per momento.
E noi sappiamo che questo è vero perché ancora oggi ogni essere umano può istantaneamente porre fine a tutti i suoi problemi rendendosi conto che la vita è un sogno e che tutti noi stiamo giocando un gioco di ruolo.”

La terza citazione mostra un po’ dell’umorismo di cui i racconti inclusi ne Le storie di Maui sono ricchi. Con tale umorismo, esso sottolinea che a portare il cambiamento nel mondo non sono le parole, ma ciò che si è realizzato per primi dentro di sé.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, una mamma portò suo figlio Hiapo da Mai. Era preoccupatissima, perché il bambino mangiava troppe banane. Lei aveva scoperto che le banane non facevano bene al bimbo,che infatti quando le mangiava finiva per avere problemi all’intestino e violenti sfoghi sulla pelle. Ma a lui piacevano talmente tanto da non riuscire a fermarsi. La madre sapeva, tuttavia, che il bambino, come tutti i bambini, amava Maui, considerandolo un vero e proprio eroe. Speranzosa nell’influenza che questi avrebbe potuto avere sul figlio, chiese al semidio di parlare con il bimbo, pregandolo di non mangiare più banane.
Maui accettò il compito di buon grado: era sempre pronto ad aiutare i bambini, che dopotutto sono il futuro del pianeta.
Rivolgendosi alla donna, disse: “Dammi solo una settimana di tempo e poi portami tuo figlio”.
La donna lo ringraziò e se ne andò, immaginandosi che il grande eroe avesse in serbo chissà quale cerimonia o magia da preparare nell’arco di tempo richiesto.
Passata una settimana, la donna, puntuale, tornò con il pargolo. A quel punto, Maui guardò il bambino negli occhi e disse solennemente: “Hiapo, io ti chiedo di non mangiare più le banane!”.
Il bambino sorrise e fu felice di acconsentire alla richiesta di Maui, il suo eroe. Da quel giorno non mangiò più banane.
La mamma però rimase molto stupita dell’accaduto e, quando Hiapo scappò a giocare, chiese a Maui: “Perdonami, ma perché mi hai fatto attendere una settimana per dire qualcosa che avresti potuto dire anche una settimana fa?”.
E allora Maui rispose: “Perché una settimana fa mangiavo anch’io le banane!”.

Andiamo avanti, con un racconto sull’impermanenza.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, il giorno in cui la figlia del miglior amico di Maui venne accettata come un’adulta nella comunità, ci fu una grande festa. Maui, per onorare questo importante rito di passaggio, decise di donare alla ragazza tre regali.
Curiosissima di sapere che doni Maui aveva in serbo per lei, la ragazza volle vederli per primi. Maui li aveva messi in tre cesti diversi, posti uno davanti all’altro di fronte alla ragazza, con la raccomandazione di estrarne uno alla volta nell’ordine in cui lui li aveva sistemati.
La ragazza mise le mani nel primo cesto e ne tirò fuori uno specchio. Contenta per questo dono sorrise a Maui, il quale le disse: “Questo è il tuo io presente”.
Estrasse l’oggetto del secondo cesto e stavolta rimase perplessa, vedendo che si trattava di un teschio. Maui, sorridendo, affermò: “Questo è il tuo io futuro”.
Meno ansiosa, a questo punto, di sapere cosa c’era nel terzo cesto, si ritrovò in mano la statua di Kane, la grande divinità illuminata. Maui commentò: “Questo è il tuo io eterno”.”

Ne rimangono solamente due.
Il penultimo brano illustra in modo simpatico ciò che maestri e grandi uomini hanno sempre sottolineato, e che poi è parte del valore della letteratura: si può imparare da ogni cosa… e ogni apprendimento che facciamo nostro dall’esempio altrui ci risparmia fatica e sofferenza.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, durante i suoi viaggi Maui arrivò in India. Qui incontrò un grande guru, che predicava l’importanza dell’ascolto: “Ogni volta che ascoltiamo davvero qualcuno, noi impariamo qualcosa. Non potremo vivere tutte le esperienze che il mondo può offrire, ma se apriamo i nostri cuori e le nostre orecchie agli altri, potremo vivere migliaia di vite attraverso il racconto di chi la ha vissute”, diceva.
Un giorno raccontò a Maui questa storia: “Una tigre, la più abile e capace di tutti i predatori, stufa di cacciare da sola, decise di creare una banda. Prese con sé un leopardo e uno sciacallo e con loro cominciò a girare per la regione.
Nel loro vagabondare avvistarono un grande branco di antilopi. La tigre fece un grande balzo e si gettò in mezzo al branco. Prima che arrivassero i suoi due amici, lei aveva già ucciso tre prede, mentre il resto delle antilopi era scappato. A quel punto bisognava decidere come spartire il primo bottino di caccia.
La tigre si girò verso il leopardo e chiese: ‘Leopardo, secondo te come andrebbero divise queste tre prede?’.
Il leopardo ci pensò su e disse: ‘Amica mia, io direi che la preda più grossa è giusto che la mangi tu, per la tua stazza e in onore del fatto che sei tu ad aver ucciso tutte le antilopi. La preda di media corporatura la prendo io e quella più piccola la lasciamo allo sciacallo’.
La tigre chiuse gli occhi e, in silenzio, si mise a riflettere sulle parole del leopardo. Improvvisamente, senza dire nulla, saltò addosso al leopardo e lo sbranò.
A quel punto si girò verso lo sciacallo e chiese: ‘Sciacallo, secondo te come vanno distribuite queste prede?’.
Lo sciacallo esitò un attimo poi, cautamente, rispose: ‘Potente tigre, io direi che è giusto per te mangiare tutto ciò che vuoi e, semmai avanzasse qualcosa, quei resti saranno per me’.
La tigre chiuse gli occhi meditò sulla risposta dello sciacallo. Poi, sorridente e soddisfatta, disse: ‘Mi piace questa risposta. Sciacallo, dove hai appreso cotanta saggezza?’.
E lo sciacallo rispose: ‘Dal leopardo’.”

L’ultima citazione chiude il ciclo di 111 storie, nonché questo articolo di approfondimento. Torniamo alla consapevolezza di ciò che siamo.
“Tanto tempo fa, in Polinesia, molto prima del capitano Cook, dopo mille avventure, viaggi, incontri, tra cui quello con la sua morte, Maui arrivò nel regno di Kane, la grande divinità suprema.
Maui si guardò attorno e rimase stupito dalla bellezza di ciò che percepivano i suoi occhi. Tutto era avvolto da una luce calda e suadente e in sottofondo si poteva udire un suono, un canto primordiale, che faceva vibrare il cuore di Maui, dandogli una sensazione di pace e di amore.
All’improvviso comparve Kane e Maui lo salutò inchinandosi. Poi, dopo un attimo di esitazione, si rivolse alla grande divinità e disse: “Kane, non fraintendermi, io qui mi trovo bene e tutto è davvero molto bello. Ma ho solo una domanda da porti. Dove sono tutti gli altri? Dove sono tutti coloro che ho incontrato nella mia vita, ma anche quelli che non ho mai avuto occasione di vedere?”.
Kane rispose con un luminoso sorriso: “Oh, Maui, davvero non lo hai capito? Non c’è mai stato nessun altro. Ci sei sempre stato solo tu”.”

Con Le storie di Maui del trio Rodolfo CaroneGiovanna GarbuioFrancesca Tuzzi abbiamo terminato.
A presto e buone storie a tutti.

Fosco Del Nero

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La ricerca - Osho (spiritualità)Titolo: La ricerca – Conversazioni sui Dieci Tori dello zen (The search – Talks on the Ten Bulls of zen).
Autore: Osho.
Argomenti: spiritualità, esistenza, zen.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 1976.
Voto: 9.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Per mia tendenza personale, non mi fisso su una determinata disciplina o su un certo autore, ma mi piace spaziare… pur tuttavia, quando l’autore si chiama Osho, è inevitabile tornarci sopra ogni tanto.

Ed ecco che arriva la recensione di un altro libro, La ricerca, il quale segue sei altri testi: Con te e senza di te, L’amore nel tantra, La via del cuoreNelle tue maniScolpire l’immenso, I misteri della vita.

Oltre che svariati video, otto per la precisione. Per chi fosse interessato: Stati di coscienza superiore, Ha un senso la vita?, Trova la tua voce interiore, Gioia e meditazione, Giusto o sbagliato?, Una storia d’amore con l’esistenza, Amore e odio, L’innocenza è pura intelligenza.

E mi stavo dimenticando Tarocchi zen di Osho, se vogliamo contare anche quelli.

Finito questo promemoria, veniamo alla recensione de La ricerca, testo che è essenzialmente un commentario di un’opera buddista zen denominata “I dieci tori”. Si tratta di otto antiche tavole buddiste a cui il monaco zen Kakuan Zenji nel dodicesimo secolo aggiunse altre due tavole, portando il totale a dieci, e aggiungendo inoltre un testo in poesia e uno in prosa per ognuna delle dieci tavole.

Tali tavole riassumono il cammino esistenziale umano, che parte del mondo e dalla ricerca, e si conclude con il “ritorno a casa”.

Ora, le tavole e i commenti in poesia e in prosa sono già bellissimi per conto loro (e considero qualcosa di molto vicini a un reato il fatto che non siano famosi), e se poi ad essi si somma il commentario di Osho siamo prossimi al capolavoro, o al libro di testo, se volete vederla da quest’altro punto di vista.

In effetti, forse questo testo supera in bellezza e insegnamenti persino alcuni mostri sacri di Osho, ben più famosi, quali Con te e senza di te o La via del cuore.
E invece, curiosamente, esso non è affatto tra i più famosi, tanto che al momento, spulciando su internet, non ha nemmeno un commento su Macrolibrarsi, sul Giardino dei Libri o su Amazon.
Un delitto, in pratica.

Per completare la recensione, aggiungo che, alternandosi ai commenti sui vari “tori”, vi sono anche delle risposte a domande poste al tempo ad Osho dai suoi discepoli, credo dal vivo.

In conclusione, La ricerca – Conversazioni sui dieci tori dello zen è un piccolo, grande gioiello, che meriterebbe grande diffusione, come peraltro I dieci tori da soli.
Quanto a Osho, si sa che non delude mai e che propone sempre insegnamenti ed energia elevata.

Fosco Del Nero

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BAG

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 Evolution Personality Test

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

Parole di Potere

Il cammino del mago

Il mondo dall'altra parte

Copertina Parole di Forza

Copertina Il significato esoterico dei Vangeli

Copertina Corso di esistenza

Copertina Accademia della Guerra

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