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Parole di Potere

Attraversando il Bardo - Franco Battiato (documentario)Titolo: Attraversando il Bardo.
Autore: Franco Battiato.
Argomenti: esistenza, spiritualità, buddismo.
Editore: Bompiani
Anno: 2014.
Voto: 6.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Scritta la recensione del video di Franco Battiato Attraversando il Bardo, veniamo ora all’articolo di approfondimento, che per una volta (Deo gratias) non sarà troppo lungo.

La prima citazione è di Guidalberto Bormolini, un sacerdote italiano, e ci parla dell’importanza di prepararsi al momento della morte.
“C’è una cosa preziosa che mi sentieri di consigliare alle persone: di non desiderare la morte improvvisa, che tutte le tradizioni religiose vivevano come un dramma, perché uno non aveva la possibilità di prepararsi.
E invece è decisivo l’atteggiamento che noi abbiamo in questo passaggio; per questo c’erano delle ars moriendi. Un’arte da imparare.
Di recente mi ha colpito mio padre dopo che ho celebrato il funerale di un mio carissimo zio. Salendo in macchina, mio padre ha esclamato: “Per fortuna che è morto di tumore, perché ha avuto tutto il tempo di prepararsi”.
Pensate che tristezza morire da solo, all’improvviso, senza nemmeno aver avuto la possibilità di salutare gli altri e di prepararsi a questo incontro. Per cui son convinto che se noi ci preparassimo e fossimo registi di questo passaggio, cambierebbe completamente di qualità.
Avendo perso quest’arte, subiamo la morte, quasi come un qualcosa che ci travolge. E invece potrebbe essere il coronamento della nostra esistenza. Alla fine fare dono della propria vita, al momento finale, dando un senso a quello che succede, ribalta la prospettiva, trasforma la morte in vita. Ma bisogna essere preparati, questo va preparato lungamente, e non va rimandato all’ultimo minuto.”

Le successive tre citazioni sono invece di Lama Monlam, un monaco buddista.
Nella prima anch’egli parla della necessità di prepararsi al momento della morte.
“Ho parlato spesso dell’importanza di meditare e riflettere sull’impermanenza e sulla morte.
Dobbiamo cercare di essere pronti per quel momento che è il più importante della nostra vita, perché è quello che influenzerà il nostro futuro.”

Nella seconda parla del fatto che tutto ciò che ci capita è stato da noi creato, il che ovviamente ci responsabilizza in modo totale.
“Tutta l’esperienza che abbiamo da tempo, di felicità e di sofferenza è stata creata esclusivamente da noi stessi.
Il vero nemico è dentro di noi.
Quando sperimentiamo la sofferenza, sembra che questa venga dal di fuori, e invece siamo noi stessi a procurarla.
I nemici interiori sono afflizioni mentali, e sono il vero problema.”

Nella terza parla dell’importanza della conoscenza.
“L’ignoranza potrebbe apparire come qualcosa di non dannoso; non conoscere sembrerebbe che non sia dannoso.
Ma in realtà, se continuiamo a mantenerci ignoranti, non arriveremo mai alla verità.”

Andiamo avanti con una citazione di Lama Khangser Rinpoche, un altro lama tibetano, il quale sottolinea l’importanza dell’amore.
“Per vivere fortemente felici abbiamo bisogno di una chiave, e la chiave più importante è l’amore e la compassione.”

Il film si chiude con la lettura di un brano assai bello di Karma Nur May, da cui ho estrapolato alcuni punti.
Nel primo esso invita a non farsi distrarre dalle illusioni della vita, giacché solo la morte concederà conforto e verità.
“Non distogliere lo sguardo dalla morte e dal suo inganno, seguilo senza farti domande, così come accetti il profumo di un fiore o l’albeggiare di un fertile mattino.
Chi non cede ai sogni e alla magia della vita non conosce né morte, né realtà, né conforto.
Solo dimenticando potrai morire e rinascere.”

Nel secondo veniamo invitati a tuffarci nell’ignoto con abbandono e fiducia.
“Non cambiare il mondo; diventa morte e potrai raggiungere la tua realtà immortale.
Per conoscere il segreto dell’ignoto occorre attraversarlo, arrendersi alla grazia, disarmati.

Nel terzo, è proposta, in modo particolarmente bello e poetico, la solita contrapposizione tra ego e impermanenza dell’essere.
“Solo chi sottrae il suo cuore alla ferocia dell’ego e innalza templi all’eterno, sa che la morte non muore né mai nascerà.”

Segue ora una citazione di Willigis Jager sulla beatitudine interiore.
“Il paradiso non è un’esistenza statica che raggiungeremo chissà quando, in un lontano futuro.
Paradiso è sperimentare accettare la perfezione di questa danza divina di nascite e morti, come la vita stessa.
Il nostro ego si oppone, usando ogni trucco. Questo io, per quanto ridicolo possa a volte sembrare, vorrebbe vivere in eterno.
Non ci si può aspettare che l’ego rinunci di buon grado al proprio predominio. Nella misura in cui muore in nostro piccolo io, questo aggregato di processi psichici pauroso, disperato, aggressivo, opportunistico, manipolante e troppo di rado gioioso, si sviluppano di pari passo la fiducia, la vera gioia, e una ferma speranza.
Ma evidentemente non ci interessano affatto l’evoluzione del principio divino, lo sviluppo dell’universo, la molteplicità delle possibilità. Ci interessano soltanto “io” e “mio”.”

Chiudo l’articolo di approfondimento su Attraversando il Bardo con la frase che lo apre apparendo in sovrimpressione.
“Noi non siamo mai morti.
E non siamo mai nati.”

E, detto ciò, l’articolo di approfondimento sul video di Franco Battiato Attraversando il Bardo è terminato.
Al prossimo articolo e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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Sincronicità - Monia Zanon (esistenza)Titolo: Sincronicità.
Autore: Monia Zanon.
Argomenti: new age, miglioramento personale.
Editore: Anima Edizioni.
Anno: 2009.
Voto: 4.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Tempo fa, ormai quasi tre anni fa, mi ero procurato due prodotti di Monia Zanon: il video Sincro-destino e libro Sincronicità (evidentemente all’autrice piace il suffisso “sincro”), giacché gli argomenti trattati mi parevano interessanti.
Tuttavia, posto che il video mi aveva un po’ deluso, trattando i suoi argomenti in modo assai semplicistico e probabilmente orientato a un pubblico di base, avevo messo da parte il libro.

L’ho letto adesso sperando in qualcosa di un po’ diverso…
… ma purtroppo ne sono stato deluso ancora più che dal video, e passo a dire per quale motivo.

Cominciamo dal fatto che, ahimé, il libro è scritto piuttosto male, sia come punteggiatura sia come esposizione.
Inoltre, è pervaso da una sorta di espressività-spettacolarità eccessiva, frutto di uno stile di scrittura assai ingenuo e infantile: frasi spezzettate, puntini esclamativi in quantità industriale, punteggiatura come detto molto carente.

Quel che è peggio, però, è che è molto ingenuo anche nei contenuti, tanto che è facilmente inseribile nel settore new age un po’ grossolano: vivace e nebuloso, spesso in contraddizione con gli insegnamenti dei grandi maestri e delle grandi tradizioni esistenziali.
Gli stessi sottotitoli rendono bene tale punto di “spettacolarizzazione-vivacità”.
Sottotitolo 1: “Tutto ciò che non sai può essere usato contro di te”.
sottotitolo 2: “Manuale di attivazioni sincroniche per l’anima”.

Peraltro il libro non parla poi molto delle sincronicità, anzi quasi niente, e invece dedica qualche pagina a tanti altri argomenti: i desideri e il come realizzarli, le forme pensiero, l’anima gemella, la malattia, il benedire, etc.

Ancora, il libro è composto da circa 150 pagine, tra cui numerose pagine bianche e tantissime righe bianche, praticamente una tra ogni frase e la frase successiva, tanto che le pagine sarebbero state circa 70 in una pubblicazione “normale”.

Come ultimo extra negativo, Sincronicità rende antipatico il verbo “accorgersi”, di cui abusa in modo inquietante. Cosa voluta, certamente, ma comunque l’eccesso è a dir poco ridondante.

Dunque, tutto negativo in Sincronicità?

No, non tutto: qualche spunto valido ogni tanto si trova (peccato per il troppo fumo presente), e inoltre lo stile vivace ed entusiasta di Monia Zanon potrà piacere certamente ad alcune persone ed esser loro utile.
Raccomando che siano new entry nel settore delle tematiche esistenziali, altrimenti è facile che rimangano deluse; tutto sta a sapere con obiettività e sincerità dove si è, e iniziare a camminare da lì.

Fosco Del Nero

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Il mio coma e come ho imparato a vivere - Aldo Mauro Bottura (biografia)Titolo: Il mio coma e come ho imparato a vivere.
Autore: Aldo Mauro Bottura.
Argomenti: motivazione, esistenza, biografia.
Editore: Edizioni L’Età dell’Acquario.
Anno: 2012.
Voto: 6.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ecco qui con l’appuntamento con l’approfondimento.
Stavolta siamo in compagnia del libro di Aldo Mauro Bottura Il mio coma e come ho imparato a vivere.

Andiamo dunque a leggerne alcuni spunti, come sempre per avere un’idea migliore di che tipo di libro si tratti ma anche per avere subito degli spunti concreti.

Cominciamo con una frase presente all’esterno del libro, nella quarta di copertina, che sintetizza il principio per cui gli eventi che ci capitano fanno parte del nostro percorso di crescita.
“Quello che ci accade – ogni cosa, buona e cattiva, lieta o drammatica – può condurci a livelli sempre più elevati di conoscenza, di consapevolezza e di energia, se impariamo a leggerlo come un segno che l’Invisibile (che è dentro e fuori di noi) ci invia per guidarci sulla strada della maturazione e della crescita interiore.”

Seconda citazione, focalizzata sull’affrontare e l’elaborare del dolore, ciò che ci rende più forti.
“Il dolore serve per migliorare e si rivela una grande prova nei confronti di noi stessi.
Se riusciamo a controllarci, a non farci prendere dal panico, a non precipitare nella disperazione, conquistiamo quella forza che ci rende capaci di sconfiggerlo o di abbandonarci ad esso con serenità e dignità.”

Andiamo avanti con una frase rapida e sintetica che illustra l’importanza dell’atteggiamento interiore e il suo effetto speculare nelle nostre vite.
“L’atteggiamento mentale è determinante nella vita.
È infatti l’atteggiamento che abbiamo verso la vita che determina l’atteggiamento che la vita avrà verso di noi.”

Procediamo, stavolta con uno dei concetti cardine dei libri di Bottura: la motivazione.
“La motivazione è il carburante ideale che spinge le persone a evadere dai condizionamenti e dalle apparenti difficoltà.
È strettamente correlata al pensiero positivo e alla forza della nostra mente, da cui è breve il passo verso le facoltà superiori, intuizione, fantasia, creatività e coraggio.
Quando ci aspettiamo il meglio, si libera dalla nostra mente una forza magnetica che, per legge di attrazione, tende a calamitare verso di noi il meglio.
Se invece ci aspettiamo il peggio, si sprigiona dalla mente una forza negativa e contraria che scaccia il positivo e attrae il negativo.
La perseverante attesa del positivo mette in moto forze che realizzano le situazioni migliori.”

La motivazione, però, non deve essere cieca, ma accompagnata da un’apertura verso l’intuizione, la quale può suggerirci la via migliore per noi e il nostro sogno-destino.
“Il sogno autentico è come un disegno che riusciamo a cogliere solo in alcuni rarissimi momenti, come un puzzle che ci viene svelato a tratti.
Per trovarlo, bisogna saper ascoltare i segnali che ci giungono dall’esterno e che ci indicano, man mano, la strada. Ma soprattutto bisogna saper ascoltare il proprio cuore.
C’è chi fa a tal proposito meditazione, chi legge un libro, chi passeggia sulle spiagge d’inverno, chi scruta il cielo di notte, chi ascolta una canzone o pensa al proprio amore lontano. Ognuno sceglie il metodo che gli è più congeniale; ma tutti i metodi hanno in comune la capacità di mettersi in ascolto: se non conosciamo questa tecnica, facciamocela insegnare, perché l’Universo ci parla quotidianamente, ci segnala, ci informa, ci indirizza verso quel che sarebbe buono per noi e verso ciò a cui dovremmo porre estrema attenzione, insomma, ci insegna la via da percorrere per raggiungere il “nostro sogno”.”

E, a proposito di intuizione, si tratta di un talento universale, di cui ogni essere umano è dotato, e che, come tutte le cose, va solo coltivato.
“Non esistono cuori muti: ogni persone riceve quotidianamente messaggi e stimoli dal proprio cuore per riconoscere e realizzare il proprio sogno.
Sta a noi scegliere se ascoltarli o meno, se seguire le indicazioni del cuore o gli ossessivi richiami della mente.
Purtroppo a volte succede che, a furia di non voler ascoltare il proprio cuore, la vita ci metta di fronte a situazioni molto difficili e dolorose. Capita così che, di fronte a tragedie o dolori molto grandi, le persone scoprano valori profondi, comprendendo per un momento il significato della vita e il dono che essa rappresenta.”

Siamo arrivati al traguardo.
Lo tagliamo con un brano che illustra come sia infantile desiderare qualcosa di esterno che non corrisponde al nostro interno. Occorre essere dentro prima di avere fuori.
“Prima che il metallo possa prendere la forma desiderata, è necessario innanzi tutto forgiare lo stampo.
Prima di poter erigere un edificio, è necessario provvedere ai lavori di scavo e alla posa delle fondamenta.
Lo stesso accade a un individuo: per realizzare il tipo di vita che desidera, dovrà diventare quel tipo di individuo, dovrà cioè agire, pensare, parlare, camminare e comportarsi come la persona che desidera diventare. Così facendo diventa il personaggio a cui aspira, e tutto ciò che una persona di successo avrebbe o farebbe giunge così in maniera del tutto naturale.”

E dunque abbiamo terminato con Il mio coma e come ho imparato a vivere di Aldo Mauro Bottura.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

 Evolution Personality Test

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

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