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Zecharia Sitchin

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5
On 2 aprile 2018
Last modified:2 aprile 2018

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Avevo già letto quattro libri di Zecharia Sitchin, lo studioso azero autore delle Cronache terrestri. Ogni tanto me ne leggo un altro, e stavolta è toccato a Il libro perduto del dio Enki...

Il libro perduto del dio Enki - Zecharia Sitchin (storia)Titolo: Il libro perduto del dio Enki (The lost book of Enki).
Autore: Zecharia Sitchin.
Argomenti: storia.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2001.
Voto: 8.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Avevo già letto quattro libri di Zecharia Sitchin, lo studioso azero autore delle Cronache terrestri scomparso qualche anno fa, e per la precisione i libri erano questi:
L’altra Genesi,
Il giorno degli dei,
Quando i giganti abitavano la Terra,
La Bibbia degli dei.

Tuttavia, ogni tanto me ne leggo un altro (e stavolta è toccato a Il libro perduto del dio Enki), un po’ perché Sitchin ne ha scritti tanti, un po’ perché mi piace avventurarmi nella storia umana del passato.

Primo punto: si tratta forse del campo di indagine più difficile tra tutti, o comunque uno dei più impervi, in cui è quasi scontato che non tutto quanto si ipotizzi sia corretto. Difatti, i tempi sono lontani e le fonti cui accedervi poche e spesso difficili da interpretare (tavolette sumere, geroglifici egizi, e così via).

Secondo punto: che la storia che ci hanno insegnato a scuola faccia acqua da tutte le parti è cosa oramai ovvia a qualunque mente libera, per cui occorre aggiornarla.

Zecharia Sitchin, con la traduzione delle tavolette sumere, puntava proprio a questo, e nel farlo ha proposto e ipotizzato molto… e qua torniamo al punto della “percentuale di correttezza”, punto su cui lascio la singola persona riflettere.
Di mio, dico che in generale i suoi libri mi piacciono, e che molte cose così tornano.

In particolare, invece, veniamo a Il libro perduto del dio Enki, testo assai diverso come struttura dagli altri libri di Sitchin.
Anzi, tecnicamente non andrebbe nemmeno annoverato tra i libri di Sitchin, in quanto sarebbe la traduzione di alcune tavolette sumere, nelle quali l’annunaki Enki avrebbe riportato la sua testimonianza su quanto avvenuto sulla Terra dopo che gli abitanti di Nibiru vi erano scesi alla ricerca dell’oro che serviva a riparare l’atmosfera del loro pianeta, fortemente danneggiata.

Solo traduzione, dunque, e non produzione: in questo caso l’autore del testo sarebbe Enki e Sitchin ne sarebbe il mero traduttore.
E, occorre dire, sarebbe forse la traduzione per eccellenza, ossia il testo storicamente più importante tra tutti.

Difatti, Il libro perduto del dio Enki, pur non lunghissimo, darebbe una risposta a un lungo elenco di argomenti controversi.
Vado ad elencare:
– la storicità di tanti racconti della Bibbia: dalla creazione all’Eden, da Adamo ed Eva a Caino e Abele, dal diluvio con l’arca di Noè alla Torre di Babele,
– la questione dell’atmosfera di Marte, i resti di volti scolpiti sulla sua superficie, strutture di forma piramidale, le foto della Nasa con tanti oggetti di forme inequivocabilmente non naturali,
– il perché dell’abbinamento Terra-Luna, con la Luna che ha sempre sorpreso gli studiosi in quanto satellite esageratamente grande rispetto al pianeta intorno al quale ruota,
– come si è creata la fascia degli asteroidi (altro argomento su cui ancora non vi è certezza),
– il motivo delle influenze sulle eclittiche dei pianeti più esterni del sistema solare, spiegato dal passaggio, pur raro, del pianeta Nibiru,
– la causa del celebre diluvio universale,
– il motivo per cui in varie zone del mondo sembrava proprio che dall’analisi del terreno si fossero avute esplosioni nucleari, pur non sapendo noi uomini contemporanei niente in merito,
– perché l’oro è sempre stato il metallo prezioso per eccellenza,
– l’anello mancante, e tuttora ancora introvato (e immagino introvabile), tra homo erectus e homo sapiens,
– perché i resti delle prime popolazioni umanoido-umani sono stati trovati in Africa,
– come mai nella religione ebraica si elimina il prepuzio ai bambini maschi,
– come mai la genia umana orientale ha scarsa peluria sul volto,
– quando, perché e come sono state costruire le Piramidi egizie,
– la nascita della figura sacerdotale come train d’union tra la massa umana e le “divinità”, nonché la nascita di regnanti anch’essi figure privilegiate,
– le figure dei semidei di cui si parla nella Bibbia e in altri antichi testi e culture,
– come sono nati i segni zodiacali e come è stato introdotto il conteggio decimale in luogo di quello sessagesimale,
– come mai le zone del mondo con le civiltà più antiche sono Mesopotamia, Egitto, zona indocinese e Sud America,
– la forte parentela tra civiltà sumero-accadica e civiltà meso e sudamericana,
– come mai nella Bibbia e altri testi si parlava di persone vissute per svariate centinaia di anni… e come mai, col passare del tempo, la durata media della vita di tali personaggi mitici diminuiva.
– perché, in testi sumeri prima e nella Bibbia dopo, gli dei (maschi) hanno preso per mogli esseri umani (femmine),
– chi erano in realtà alcune famose divinità egizie: Ptah, Ra, Iside, Osiride, Horus, etc.
– ed altro ancora, come ad esempio lo sviluppo di figure storico-religioso-mitologiche come Ra in Egitto o come Ishtar in Mesopotamia.

Tutto questo in tavolette di circa sei millenni fa… o quel che è, anno più, anno meno, che parlano di tempi molto più antichi, e si parla dunque di centinaia di migliaia di anni fa.

Converrete che non è poco affatto, e che anzi si tratta di qualcosa di colossale.
Anche se, meglio esser chiari, per leggere con scioltezza questo libro sarebbe meglio aver letto qualche precedente libro di Sitchin, giacché qua si usano con disinvoltura i nomi annunaki o i nomi sumeri di luoghi, personaggi, pianeti, etc, per cui se già non li sapete per conto vostro, rischiate di dover trascorrere la metà del tempo nel glossario incluso a fine testo (che comunque c’è, è ricco e serve all’abbisogna).

Insomma, personalmente ho gradito molto Il libro perduto del dio Enki, che è facile che, col tempo, assurga a testo più importante di Zecharia Sitchin
… ammesso che davvero nelle tavolette sumere vi sia scritto quanto Sitchin ha riportato.
Non conoscendo il sumero, e non potendolo verificare di persona, non posso esserne certo; ma con tale traduzione le cose tornano più che con la storia raccontataci a scuola e si adattano meglio alle evidenze a noi disponibili, per cui ciò sarebbe già un punto di partenza migliore.

Fosco Del Nero

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