SCHEDA DI “IO LA CONOSCEVO BENE”.
Titolo: Io la conoscevo bene.
Genere: drammatico, commedia.
Regista: Antonio Pietrangeli.
Anno d’uscita: 1965.
Attori: Stefania Sandrelli, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Mario Adorf, Enrico Maria Salerno, Jean-Claude Brialy, Joachim Tuchsberger, Franco Fabrizi, Franca Polesello, Sandro Dori, Solvi Stubing, Franco Nero. Barbara Nelli.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐.
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TRAMA DI “IO LA CONOSCEVO BENE”.
Spesso le generazioni più recenti sottovalutano o ignorano del tutto il fascino o le bellezze delle generazioni precedenti. Questo vale per la musica, per la cultura, per i libri, o anche per la semplice bellezza fisica.
È l’ennesima volta che mi stupisco di fronte a una bellezza passata, che io finora avevo conosciuto solo per l’età matura del presente: mi era successo, per esempio, con Catherine Deneuve ne La mia droga si chiama Julie, con Brigitte Bardot in Un’adorabile idiota, con Stella Stevens in Una fidanzata per papà, con Sandra Dee in Come sposare una figlia… e mi è successo anche con Stefania Sandrelli in Io la conoscevo bene.
Stefania Sandrelli da ragazza non possedeva la bellezza fulminante di altre donne, quali quelle appena citate, ma al contrario un fascino e una femminilità particolari. Fascino, bellezza, ingenuità e fragilità che sono parte integrante del personaggio di Adriana Astarelli, una giovanissima ragazza scappata dalla famiglia e dalla campagna alla ricerca di fortuna in città.
Il suo sogno è quello di fare l’attrice, ma la ragazza più che il successo attira guai, uomini inaffidabili e lavoretti per tirare a campare… laddove invece i ragazzi di buon cuore e i lavori sicuri non l’attirano, e in verità non li vede nemmeno (eppure li incontra, come il pugile gentile o il meccanico affettuoso).
VALUTAZIONE DI “IO LA CONOSCEVO BENE”.
Io la conoscevo bene mette in scena la realtà sociale dell’Italia anni “60 in pieno miracolo economico, con i suoi cliché e i suoi fenomeni. Il film, sotto la patina della disinvoltura di quel periodo, mantiene una grande tristezza, e fin dal suo avvio. Soprattutto per via della sua protagonista, Adriana Astarelli, interpretata da una giovanissima Stefania Sandrelli.
Ciò che sorprende del film è il suo cinismo: il contrasto tra l’indole gentile di Adriana e i suoi problemi è forte, anche se per tutta la durata della storia esso rimane sullo sfondo, come un dolore sordo e sopportabile, che alla fine però esplode, fino all’epilogo finale.
Io la conoscevo bene in realtà riesce a regalare molti momenti di spensieratezza, ma tirando le somme è uno dei film più drammatici e tristi che abbia mai visto.
Da sottolineare la presenza nel cast di attori quali Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Franco Fabrizi ed Enrico Maria Salerno.
SCENE O CITAZIONI DA “IO LA CONOSCEVO BENE”.
La cosa curiosa del film è che è esso stesso a definire il suo personaggio centrale, e dunque l’intera opera, tramite le parole di un personaggio secondario del film, che non a caso è uno scrittore, ruolo simile a quello del regista. Egli, parlando di Adriana, dice: “Le va bene tutto, è sempre contenta, non desidera mai niente, non invidia nessuno, è senza curiosità. Non si sorprende mai, le umiliazioni non le sente… eppure, povera figlia, dico io, gliene capitano tutti i giorni. Le scivola tutto addosso, senza lasciare traccia, come su certe stoffe impermeabilizzate. Ambizioni, zero. Morale, nessuna. Neppure quella dei soldi perché non è nemmeno una puttana. Per lei ieri e domani non esistono; non vive neanche giorno per giorno perché questo la costringerebbe a programmi troppo complicati. Perciò vive minuto per minuto. Prendere il sole, sentire i dischi e ballare sono le sue uniche attività. Per il resto, è volubile, incostante, ha sempre bisogno di incontri nuovi e brevi, non importa con chi… con se stessa, mai”.
Con se stessa, mai: questo è un po’ il nucleo del film, e assurge anche a insegnamento per gli spettatori: l’essere umano finisce nei guai perché guarda fuori anziché dentro e la cosa che conosce di meno è proprio se stesso.
Non è un quadro molto positivo, e non è riferito alla sola protagonista del film, giacché ogni singolo personaggio è a suo modo deviato e corrotto fino al midollo: dall’attore di successo arrogante al donnaiolo fasullo e bugiardo, dal procacciatore d’affari ruffiano al datore di lavoro sfruttatore. Si salvano solo… quei pochi personaggi che Adriana non vede, accecata com’è dai lustrini del successo mondano.
CONCLUSIONE.
Complessivamente, il film possiede una valenza didattica, oltre che valore cinematografico: quando si è vuoti dentro, si cerca fuori, ma è una ricerca destinata inevitabilmente al fallimento.
Il segreto, come suggerisce saggiamente lo scrittore-regista, forse ancor più saggiamente di quanto egli pensasse, è cercare se stessi interiormente.
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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