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Energia, salute, evoluzione

Tornare alla sorgente - Osho (meditazione)Titolo: Tornare alla sorgente (Coming home).
Autore: Osho.
Argomenti: spiritualità, meditazione.
Editore: Mondadori.
Anno: 2018.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Ci apprestiamo a cominciare l’articolo di approfondimento dedicato al libro di Osho Tornare alla sorgente, l’ennesimo libro del maestro indiano che ho letto e proposto ai miei lettori.
Stavolta si tratta di un libriccino piuttosto breve e agile, ma comunque ho tratto da esso un gran numero di citazioni; come sempre, alcune le propongo qui, mentre altre compariranno nella pagina facebook.

La prima citazione proposto afferisce alla meditazione e alla sorgente originale.
“Tornare consapevolmente alla sorgente essenziale, ecco ciò che chiamo meditazione.
In quella sorgente, non solo del tuo essere ma del cosmo stesso, troverai la fiamma eterna dell’esistenza. Le cose vanno e vengono, le onde si sollevano e si abbassano, ma ogni cosa rimane perennemente radicata nel nulla.
Il nulla è semplicemente nulla, non si pone il problema di alcun radicamento: non viene e non se ne va. Al nulla non accade nulla… permane semplicemente, in un silenzio assoluto.”

Il secondo brano riguarda invece la sofferenza… e il suo enorme valore evolutivo.
“Devi conoscere la sofferenza, solo così saprai cos’è la felicità. Occorre uno sfondo: ogni esperienza richiede uno sfondo, per risaltare. Un Buddha deve vivere nel mondo per riconoscere la sua natura essenziale.
Tu devi vivere nel mondo per scoprire chi sei, altrimenti sarà impossibile.”

Passiamo dalla sofferenza alla beatitudine… ciò che peraltro è il risultato del percorso evolutivo umano.
“La beatitudine non appartiene al corpo né alla mente; ecco perché ha una profondità abissale, infinita. È la tua stessa anima, la tua natura essenziale, il tuo essere.
Il piacere va e viene, la felicità accade e poi scompare; la beatitudine è per sempre.
Perfino quando non ne siamo consapevoli è presente, come una corrente sotterranea: occorre solo scavare un po’.”

Torniamo ora alla meditazione e alla ricerca interiore, con una bella metafora sulle radici dell’albero.
“La ricerca del vero a cui ti invito è volgersi verso l’interno, esplorare la propria interiorità. Io non sono contrario all’esteriorità – il mondo esteriore è bellissimo – ma se non conosci la tua interiorità, il tuo mondo interiore, la tua sfera esteriore non potrà essere davvero bella. L’esteriorità può avere profondità, bellezza, gioia, soltanto se sei radicato nelle tue intime risorse interiori.
Se un albero vuole elevarsi alto nel cielo, se vuole toccare le stesse e sussurrare alle nuvole, deve prima scendere in profondità nel terreno con le sue radici: più sono profonde, più si può elevare.
La stessa cosa vale per l’interiorità e l’esteriorità: più sono profonde le radici nella dimensione interiore, più articolato sarà il tuo approccio alla dimensione esteriore. Se le radici toccano veramente la tua sorgente di beatitudine, i rami all’esterno avranno una fioritura stupenda.”

Proseguiamo l’approfondimento di Tornare alla sorgente. Il brano successivo ci parla della sacralità.
“La sacralità non è racchiusa unicamente nella dimensione interiore; anche l’esteriorità è sacra. D’altra parte, come prima cosa, di certo le tue radici devono crescere, solo allora i rami potranno seguire: se l’albero sviluppa prima il tronco, potrà solo cadere; non riuscirà a ergersi in tutta la sua maestosità.
Inizia, dunque, diventando più meditativo, sempre più estatico; allora, in modo del tutto naturale, svilupperai una nuova crescita all’esterno: sarai più vigoroso e ti eleverai sempre più in alto. E quando le radici sono nutrite interiormente dalla beatitudine, prima o poi i rami si colmeranno di fiori… è inevitabile!
Quello è il momento in cui si diventa un Buddha, un Cristo, uno Zarathustra.”

Ora seguono due parole sulla consapevolezza e lo sforzo necessario per coltivarla.
“Per essere consapevole all’inizio devi fare uno sforzo. Quando quello sforzo penetrerà e trasformerà una porzione del tuo essere, te ne puoi scordare: quella parte rimarrà cosciente. Non sono possibili delle ricadute, non c’è modo di ricadere nell’inconsapevolezza. A quel punto, puoi operare su un’altra parte del tuo essere; piano piano, passo dopo passo, si inizia a penetrare all’interno della propria dimora. E più scendi in profondità nel palazzo del tuo essere, più diventi estatico: il giorno in cui tutto il tuo essere si rivela ricolmo di luce è un giorno di giubilo!
E ciò che intende Gesù quando dice “Il regno di Dio è dentro di te. Ma sii sveglio”, e lo ha ripetuto mille e una volta: “Svegliati, rimani sveglio!”.”

Passiamo a cose pratiche: che c’è da fare in pratica?
“Io non suggerisco alcuna disciplina, non do mai alcun ideale. Do semplicemente una piccola strategia che dev’essere praticata, elaborata all’interno del tuo cuore; ovvero: sii più attento e più presente.
Fa’ tutto ciò che vuoi, ma fallo con una maggior consapevolezza.
Trasforma ogni opportunità in un espediente per diventare più consapevole, e ben presto in te fluirà una consapevolezza sempre più ampia, arriverà a inondarti…
A quel punto avvertirai le mani dell’intera esistenza che ti stanno aiutando. E nel momento in cui si percepiscono quelle mani divine, nasce la fiducia: adesso sai di non essere solo.”

Stiamo per concludere con Tornare alla sorgente: leggiamo ora un paio di righe sul testimone… e quindi parliamo ancora di osservazione e di consapevolezza.
“Ricorda: cristallizza sempre di più il testimone, la consapevolezza, la presenza consapevole, in modo che il tuo essere interiore, la tua interiorità, diventino una luce, una luminosità così piena e straripante da poter essere condivisa con gli altri.
Essere nell’oscurità è vivere al minimo, essere ricolmi di luce è vivere al massimo.”

L’ultima citazione proposta è su uno dei punti forti di Osho: meno sogni, meno mente, più realtà, più consapevolezza.
“Più metterai in disparte la mente, maggiore sarà la luce che si sprigionerà in te; infatti, quando sei libero da interferenze oniriche, le porte sono aperte, le finestre sono aperte… e il cielo ti raggiunge, il sole sorge e giunge fino al tuo cuore. La luce arriva fino a te.
Verrai colmato sempre più di verità, a mano a mano che sei sempre meno ricolmo di sogni.”

Abbiamo così concluso l’approfondimento di Tornare alla sorgente di Osho.
Alla prossima occasione.

Fosco Del Nero

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Sufismo e mistica islamica - Reynold Nicholson (spiritualità)Titolo: Sufismo e mistica islamica (Sufism: The Mysticism of Islam).
Autore: Reynold Nicholson.
Argomenti: spiritualità, sufismo, misticismo.
Editore: Libritalia.
Anno: 1914.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Trattandosi di un testo un po’ vetusto, scritto ormai più di un secolo fa, avevo il timore che Sufismo e mistica islamica avesse una natura un po’ didascalica… che peraltro sarebbe stata in netto contrasto con l’essenza del sufismo, che viceversa veleggia tra misticismo e contemplazione della bellezza.

Fortunatamente, pur all’interno di una trattazione saggistica, il secondo aspetto è prevalente, e forse non avrebbe potuto essere altrimenti essendo il testo pieno di citazioni dei vari Jalaladdin Rumi, Bayazid, Ibn Al Arabi, Ali Hujwiri e molti altri… anzi, mi sono stupito di non aver trovato tra gli autori citati Attar (appena citato) e Hakim Sanai (per lui niente), oggi considerati tra i più importanti mistici sufi.

Ad ogni modo, veniamo a Sufismo e mistica islamica, testo redatto con evidente passione da tale Reynold Nicholson. Si tratta di un libro di circa 180 pagine stampate in modo comodo, che si legge facilmente un po’ perché non lungo e un po’ perché scorrevole.

Il libro, dopo la consueta parte introduttiva, propone sei capitoli: Il sentiero, Illuminazione ed estasi, La gnosi, Il divino amore, Santi e miracoli, Lo stato d’unione. Tutti quanti sono interessanti, quale più e quale meno.

Da segnalare l’utilizzo di un linguaggio parecchio desueto rispetto alla lingua odierna, come facile da prevedersi dato il secolo di distanza, ma anche di una terminologia “specifica” che forse al tempo andava di moda (in quei modi), ma che oggi potrebbe causare qualche dubbio al lettore… perlomeno al lettore che si attacca alle parole perdendo di vista ciò che c’è dietro alle parole.
Mi riferisco ad esempio all’utilizzo di termini come “teosofia” o “gnosi”.

Questo, comunque, lo vedrà il singolo lettore; di mio, segnalo che Sufismo e mistica islamica è un testo che possiede una sua forte bellezza, e mostra a chi non lo conoscesse il lato più bello e mistico dell’islam, ossia il sufismo, pur nelle sue varie sfaccettature, che Nichols si sforza di evidenziare nel suo libro.

Nota di demerito per l’edizione italiana, peraltro di difficile reperibilità: non è stato fatto nemmeno lo sforzo di aggiornare l’elenco degli autori citati a fine volume, dalle pagine dell’edizione originale alle pagine dell’edizione italiana.

Fosco Del Nero

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Guida all'I Ching - Carol K. Anthony (divinazione)Titolo: Guida all’I Ching (A guide to the I Ching).
Autore: Carol K. Anthony.
Argomenti: divinazione, crescita personale, i-ching.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Anno: 1988.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Bentrovati in questo articolo di approfondimento dedicato al libro Guida all’I Ching di Carol K. Anthony, e dunque per riflesso al mondo dell’I Ching più in generale, per quanto mediato dall’autrice in questione.
L’articolo, come vedrete, sarà sia lungo che ricco; meglio così.

La prima citazione è un invito alla pulizia interiore; un’opera di pulizia lenta e paziente.
“Il nostro primo compito è quello di cancellare la sporcizia interiore. Mantenere la nostra “casa interiore” pulita è uno dei compiti della meditazione.
Per un periodo dobbiamo accontentarci di meditare senza avere grandi esperienze illuminanti. Anche se potremmo pensare che non stiamo concludendo niente, stiamo facendo progressi. È il metodo del Saggio, eseguire il compito senza sapere se stiamo ottenendo qualcosa.”

Il secondo brano ci parla delle due nature dell’uomo: la natura superiore e la natura inferiore.
“Ogni individuo possiede sia la natura superiore che quella inferiore.
È il nostro destino e Tao personale coltivare e portare a compimento il nostro potenziale celeste (chiamato “uomo superiore” nell’I Ching).
Questo potenziale celeste esiste come un’immagine celestiale, o progetto, archiviata nella mente della Divinità. Il rifiuto di questo destino non solo è contrario ai nostri impulsi fondamentale; seguire la guida del nostro “uomo inferiore” crea un destino ostile che può essere revocato solo ritornando all’umile accettazione del nostro destino di sviluppare noi stessi. Quando un individuo sviluppa la sua natura celeste, egli splende come il sole.”

Il terzo spunto tratto da Guida all’I Ching è interessante, e propone una sorta di regola relativa agli “assalti dell’ego”.
“Esiste quella che sembra essere una regola dei tre minuti: se siamo in grado di resistere alle pressioni dell’ego per soli tre minuti, l’assalto della forza negativa crollerà. La forza del dubbio è impotente di fronte alla vera risolutezza e al fermo attaccamento a ciò che è buono.
È come stare in piedi sulla battigia: la prima ondata è forte e potente, ma quella che segue ha metà della sua forza, mentre la terza è solo l’idea di un’onda.”

Andiamo avanti: la citazione che viene ora ci parla della dualità.
“Con il raggiungimento della verità interiore, o visione cosmica di una situazione, ogni dualità scompare.
Nella dualità della vita, amore e odio, mi piace e non mi piace, giustizia e ingiustizia sono inseparabilmente associati. A livello cosmico, tuttavia, questa dualità scompare. L’amore comprende, ma allo stesso tempo va al di là dell’egoismo, dell’odio, della paura, dei legami, dei diritti e dei desideri.”

Segue un pezzo molto significativo, relativo all’importanza del singolo percorso evolutivo e della singola consapevolezza.
“Lo stato della nostra mentre e l’atteggiamento del nostro spirito influenzano l’intero universo.
Pertanto, è meglio essere coscienziosamente corretti, anche al di fuori dalla portata della vista e dell’udito degli altri.
Nella filosofia cinese si dice che il minimo gesto della mano muove molecole fino alla fine dell’universo.”

Proseguiamo l’approfondimento di Guida all’I Ching: leggiamo ora un proverbio cinese sull’automiglioramento.
“Un vecchio proverbio cinese dice che se si desidera correggere il mondo, è necessario correggere lo stato. Se si desidera correggere lo stato, è necessario correggere la famiglia. Se si desidera correggere la famiglia, è necessario correggere noi stessi.
Lavorare sull’autocorrezione è la cosa importante e forse l’unica.”

Il brano successivo è parimenti interessante, e suggerisce fin dove occorre arrivare nelle cose della vita: a metà strada e non oltre, andare incontro e non oltre.
“’Farsi incontro’ significa avere una mentalità aperta, paziente e tollerante verso ciò che ci si avvicina, ma noi dobbiamo solo “arrivare a metà strada”, arrivare solo fino a un certo punto.
Quando una
qualsiasi persona, una situazione o un’idea richiedono che sacrifichiamo la nostra natura superiore o compromettiamo la nostra dignità interiore, questo è andare troppo lontano.”

Leggiamo adesso un brano molto onesto e molto responsabilizzante: quando si inizia un percorso, e per un suo largo tratto, occorre sapere di essere dei novizi, con tutto ciò che ne consegue.
“Quando qualcuno cerca di partecipare all’unità del bene, deve accettare di partire da una posizione bassa. La vera umiltà è l’inizio di un cambiamento duraturo.
Se il principiante si sottometterà sinceramente alla guida del Saggio, confidando nell’Ignoto e non facendo finta di conoscere già la via, questa sottomissione del suo ego garantirà il suo progresso.
Non è sufficiente “sospirare”, o semplicemente voler essere parte dell’unità del bene, o voler fare progressi. Possiamo raggiungere la bontà e progredire solo sottomettendoci all’insegnamento del Saggio e lavorando sinceramente all’autocorrezione.”

Terzultima citazione tratta da Guida all’I Ching: questa ci parla dell’intervento dell’esistenza per portarci alla consapevolezza… un intervento a volte duro.
“Lo shock, nel complesso, ha lo scopo di farci riconoscere i nostri limiti naturali.
Il martello cosmico spesso colpisce la nostra coscienza fino a quando ci svegliamo alle realtà interiori. È come se l’ostinata situazione esterna esistesse per far sviluppare noi stessi.
Quando la nostra consapevolezza è tale da vedere la mano della Potenza Superiore in ogni situazione, e il suo scopo come costruttivo, la successione di shock ha termine. Permettendo a noi stessi di essere guidati, troviamo la strada più facile e sicura oltre ogni difficoltà.”

Penultimo brano: le lusinghe del mondo e il suo condizionamento.
“È importante non essere coinvolti dal mondo e dalle sua lusinghe. Dovremmo rimanere liberi dall’invidia, dalla dipendenza dagli altri, dal desiderio di una posizione, e dalla seduzione di essere riconosciuti e compresi.
È importante non dare valore alle cose che non sono intrinsecamente preziose. Una gioia vera nasce dal preservare la santità del nostro essere interiore, e dal conservare la nostra libertà interiore.”

Ultimo brano: il mondo ci sente e sa cosa abbiamo dentro.
“Il nostro atteggiamento interiore è ciò che le persone sentono e sanno di noi, il modo in cui i politici astuti sanno che cosa i loro collegi elettorali potranno accettare o rifiutare.
Se dimentichiamo la nostra prima fedeltà alla verità, gli altri sapranno che siamo separati dalla nostra fonte di forza, e ci metteranno alla prova. È inutile fingere di essere forti se siamo deboli.
L’autosviluppo è l’unico modo per raggiungere il potere della verità interiore.”

Abbiamo così terminato con Guida all’I Ching di Carol K. Anthony.
Al prossimo articolo d’approfondimento e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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