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Energia, salute, evoluzione

Non a sua immagine - John Lamb Lash (religione)Titolo: Non a sua immagine (Notint his image).
Autore: John Lamb Lash.
Argomenti: storia, religione.
Editore: Uno Editori.
Anno: 2006.
Voto: 4.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Bentrovati con l’articolo di approfondimento dedicato al libro Non a sua immagine, di John Lamb Lash.
Andiamo a vedere qualche citazione tratta dal testo, che in recensione ha avuto un riscontro piuttosto scarso ma che, nelle sue quasi 600 pagine, riesce perlomeno a offrire un articolo di approfondimento di ottimo valore, basato soprattutto sulla teologia gnostica.

Il primo brano ci ricorda come è il vero sapere: ampio e panoramico, non cieco e settoriale.
“Il sapere antico era multidisciplinare ed eclettico, in forte contrasto con l’odierna concezione di specializzazione settoriale dell’istruzione universitaria e delle scienze.
La parola “filosofia” significa “amore” (philo) per il “sapere” (sophia).”

Il secondo brano ci porta a un insegnamento degli antichi Misteri, riguardante l’essenza divina e la sua onnipresenza.
“‘Contempla il Divino, e poi riconosci in te stesso ciò che il Divino contempla’ è un frammento sopravvissuto degli insegnamenti misterici della Scuola Neoplatonica.

Andiamo avanti col terzo brano, che ci porta dritti dritti agli Arconti e al loro inganno.
“L’inganno e la contraffazione sono le firme degli Arconti: “Il loro piacere sta nell’inganno (apaton)… e nel loro spirito contraffatto (antimimon)” (Apocrifo di Giovanni).
Il greco “apaton” denota intenzionalità nell’inganno, mentre l’“antimimon” spiega il metodo usato dagli Arconti per imbrogliare: letteralmente, “contro-mimica”. Questo significa copiare qualcosa rendendo la copia, versione falsa, utile a servire uno scopo opposto alla cosa o all’idea originaria.”

Ancora sugli Arconti e il metodo arcontico dell’inganno.
“Gli Gnostici non insegnavano che il mondo concreto è un’illusione, ma essi avvisavano dell’esistenza di un fattore ingannevole che agisce nel cosmo e nella mente umana e, correlativamente, in grado di provocare in noi una distorsione nella percezione dell’ordine globale e la conseguente perdita del nostro ruolo nel mondo.
Questo è il fattore arcontico.”

Il brano seguente tratto da Non a sua immagine è assai ambizioso e ampio: esso rapporta il Pleroma gnostico al Cosmo intero, gli Eoni alle varie galassie in espansione e l’Eone Sophia alla Terra.
“Questo è l’esempio di come un testo gnostico di Nag Hammadi racconta il background della storia di Sophia, la biografia planetaria: ‘Tutte le emanazioni dell’Origine sono Pleromi, e la radice di tutte queste emanazioni è l’Unico che li fa emergere da lui stesso, e gli assegna il loro destino. Ogni Pleroma si manifesta allora in modo autonomo, per realizzare la propria origine ognuno alla propria maniera’.
La scienza contemporanea fa eco alle ipotesi degli innumerevoli mondi degli Gnostici. Le foto di Hubble forniscono la spettacolare prova delle dinamiche e delle differenze tra le miriadi di galassie sparse attraverso lo spazio-tempo come semi luccicanti. In qualche modo misterioso, una presenza singola e unitaria pervade tutte le galassie, ma in ognuna di essere si trovano gli Eoni, dei e divinità specifici. Queste non sono entità come tali, ma vasti flussi.
Gli esseri cosmici supremi si muovono con vigore: non sono entità, ma correnti immense e vitali. Questi flussi nascono e circolano, si fondono, si dividono, si placano e risorgono. La danza degli dei.”

Torniamo agli Arconti, per spendere due parole sul Demiurgo Yaldabaoth… che poi sarebbe, nello studio dell’autore e non solo, il Dio Geova del Vecchio Testamento.
“Ricordiamoci che il regno arcontico è lo scenario di un atto di follia cosmica.
‘Ora, mentre i cieli esterni si erano consolidati insieme alle loro forze e tutte le loro organizzazioni, il Demiurgo divenne insolente. E veniva glorificato da schiere di angeli che lo benedicevano e lo onoravano. E da parte sua egli era compiaciuto e si vantava con loro: ‘Ecco, io non ho bisogno di nessun altro, né di altri dei’, diceva, ‘Sono io il dio, e non ne esistono altri all’infuori di me’ (Sull’origine del mondo, 103.1-15).’
Arrogante per natura, il Demiurgo crede di risiedere al centro della creazione, signore di tutto ciò che scorge. I testi gnostici affermano chiaramente che Yaldabaoth è un folle, un dio demente, o dio impostore. Il Demiurgo è davvero una sorta di dio, un’entità cosmica a pieno diritto, ma non è un Eone pleromico. È un’ombra inorganica che si è auto-deificata, illusa dalla propria identità. Non si tratta di una figura retorica o di un tropo mitologico. I documenti gnostici mostrano chiaramente che gli adepti dei Misteri concepivano Yaldabaoth e gli Arconti come abitanti reali e fisicamente esistenti del nostro sistema planetario, che tentano illecitamente di penetrare la biosfera.
Gli Gnostici insegnavano che la strategia degli Arconti è l’apaton, il “trucco”, l’“inganno”. Il Vangelo Apocrifo di Giovanni sostiene che il diletto degli Arconti è ingannare, farci percepire il loro mondo diverso da com’è in realtà, fuorviandoci dalla corretta percezione del nostro stesso mondo.”

Andiamo ora oltre, parlando del valore della Terra e della natura in generale: a non rispettarla sono gli uomini materiali, quelli che nello gnosticismo sarebbero privi di uno spirito vero e proprio.
“Sir John Woodroffe ha notato che “una caratteristica antica degli antichi Misteri è la distinzione fatta tra l’“iniziato”, la cui shakti è cosciente e il “pasu”, il non illuminato o animale, come lo chiamavano gli Gnostici, l’uomo materiale”.
Per gli iniziati che erano in intimi rapporti con Sophia, l’uomo materiale era la persona dall’animo materiale che nella natura vede solo una miniera di risorse pronte per essere sfruttate per scopi umani o persino per puro capriccio. Come scrisse Woodroffe: “Il Naturale, che è la manifestazione della Madre della Natura, e lo Spirituale, così come Essa è in e per se stessa, sono un tutt’uno, ma solo l’iniziato riconosce veramente questa unità”.
Paradossalmente le persone materialistiche possono essere definite come coloro che non riconoscono la vera natura del mondo materiale. Ciò spiga come una cultura di materialismo dilagante possa scioccamente distruggere le risorse naturali del pianeta in cui viviamo.”

Altro concetto assai interessante: ogni cosa che avviene nell’universo ha effetti sull’umanità, perché tutto è collegato.
“Per gli Gnostici ogni evento nel cosmo in generale si verifica in qualche maniera anche all’interno della psiche umana.
Non simbolicamente, ma azionalmente. “

Andiamo a concludere l’approfondimento dedicato a Non a sua immagine con altre due citazioni. Nella prima si parla della soglia e dell’attenzione-forza richiesta all’essere umano per superarla e per superare i Guardiani-Arconti.
“In un passo importante ma gravemente danneggiato, il ‘Dialogo del Salvatore’ dice che il potere di raziocinio è ciò che ci permette di rimanere nel luogo della verità, e di porre resistenza alle forze tiranniche dell’errore impersonato ne ‘il guardiano della soglia’, gergo dei Misteri per indicare gli Arconti. La soglia rappresenta l’interfaccia tra la biosfera e il sistema planetario in cui la Terra è trattenuta.
Quindi, nel loro vero ruolo, gli Arconti sono demoni interdimensionali rappresentati negli scritti gnostici come troll e guardiani.
‘Perché la soglia è spaventosa, minacciosa dinnanzi a te. ma con una mente risoluta la oltrepasserai!’ (Dialogo del Salvatore). La mente risoluta è la mente lucida, capace di ragionare in modo chiaro, obiettivo e sistematico.”

Nella seconda e ultima si torna sulla Terra con un’osservazione dai grande pragmatismo: se l’uomo non ingloba nella sua visione tutto quanto, è destinato al disastro.
“L’umanità non può sopravvivere senza osservare il legame esistente tra le varie specie viventi. Amare tutto ciò che non è umano, gli animali, le piante, gli insetti, l’atmosfera, ci autorizza ad essere umani. Amare Gaia è la più alta professione d’umanità.
Questo è anche il cammino di illuminazione che ci può condurre alla coevoluzione nel modo più diretto, più sicuro e sano, perché la spiritualità dell’esperienza dei Misteri cresce direttamente dalla nostra dote biologica.”

Abbiamo concluso con Non a sua immagine di John Lamb Lash.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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Il lato attivo dell’infinito - Carlos Castaneda (sciamanesimo)Titolo: Il lato attivo dell’infinito (The active side of infinity).
Autore: Carlos Castaneda.
Argomenti: esistenza, crescita interiore, sciamanesimo.
Editore: BUR.
Anno: 1997.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Avevo da molto tempo a casa Il lato attivo dell’infinito, l’ultimo libro scritto da Carlos Castaneda, e secondo alcuni anche il suo più rappresentativo, utile sia come introduzione al suo lavoro, sia come riassunto dello stesso.

Avendo letto poco firmato Castaneda (L’isola del Tonal, Gli insegnamenti di Carlos Castaneda e altri stregoni, l’audiolibro de Il dono dell’aquila interrotto a metà per eccesso di noia), e non avendomi convinto troppo quello che avevo letto (nel senso che vi avevo trovato insegnamenti e moniti validi, ma annacquati da tanto spettacolarismo, miracoli e magia, sovente presenti in sostituzione della consapevolezza), mi ero orientato su questo testo come una sorta di prova finale.

La prova è andata abbastanza bene, devo dire, per quanto ciò che avevo visto altrove è stato confermato anche qui: il grosso del testo afferisce eventi personali e miracoli vari, mentre insegnamenti e consapevolezza sono messi ai margini, ma comunque c’è abbastanza, e anzi c’è un capitolo interessantissimo sui volador… anche se in realtà proprio quel capitolo praticamente lo conoscevo già tutto per via di tante citazioni tratte in cui mi ero imbattuto nel corso degli anni.

Il lato attivo dell’infinito si compone di poco meno di 300 pagine di formato medio-piccolo, suddivise in quattro parti, a loro volta suddivise in vari capitoli. La scrittura è chiara, lo stile espositivo aneddotico è piuttosto scorrevole. Il libro dunque si legge agevolmente e tira dritto similmente a un romanzo; sia il fattore narrativo sia il fattore spettacolaristico, tuttavia, rischiano di distrarre il lettore dagli insegnamenti presenti nel libro, e ce ne sono abbastanza. Anche se l’insegnamento più evidente è un monito, ossia l’invito a coltivare la propria energia interiore, pena il divenire nutrimento per creature poco nobili (“essere resi cadaveri e mangiati”, dice il Vangelo di Tommaso).

In conclusione, ho gradito Il lato attivo dell’infinito di Carlos Castaneda, testo che ha un suo bel valore e che infatti ha una certa fama, sia all’esterno sia in Italia.
Quanto al resto della bibliografia di Castaneda, non so se lo leggerò mai.

Fosco Del Nero

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Energia, salute, evoluzione - Fosco Del Nero (benessere)Titolo: Energia, salute, evoluzione.
Autore: Fosco Del Nero.
Argomenti: salute, alimentazione, benessere, esistenza.
Editore: Youcanprint Edizioni.
Anno: 2018.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Riportato il mese scorso l’articolo di presentazione del mio ultimo libro pubblicato, Energia, salute, evoluzione, ecco l’articolo di approfondimento.
Gli spunti che avrei potuto proporre sono tantissimi e la cernita sarebbe stata assai difficile… per cui mi son limitato a prendere i primi che ho trovato a caso.

Cominciamo da un brano sul corpo fisico, ma ancora più in generale sull’energia.
“Detto che abbiamo da curare un corpo fisico, e che a esso corrispondono un corpo emotivo e un corpo mentale, anch’essi di cui prendersi cura, nasce la necessità di comprendere come ottenere il massimo da tali corpi, con l’obiettivo che è sempre quello del percorso evolutivo.
A tale intento di fondo va aggiunto un concetto fondamentale, il quale ormai è stato acquisito da buona parte del pubblico “spirituale”, ma anche provato a livello “scientifico”: in questo universo tutto è composto di energia, che sia visibile o meno ai nostri occhi di esseri umani, e dunque tutto influenza tutto. Si tratta a questo punto di decidere a quali influenze sottoporsi. Questo vale per ogni cosa: dai pianeti (e a questo proposito attendiamo il ritorno in auge dell’astrologia, che prima o poi risveglierà l’astronomia dal torpore mentale-coscienziale in cui è caduta) agli alimenti, dai luoghi in cui ci si trova ai colori. Tutto porta con sé una vibrazione ben precisa, e quell’energia ci influenzerà in un certo modo.”

Proseguiamo con un principio di saggezza: essendo tutto energia, occorre saperla scegliere e conservare.
“Posto che tutto contiene un valore energetico, occorre allora sapersi accostare alle cose del mondo in modo intelligente: fare il contrario, ossia non occuparsene, è follia… quella in cui è caduta l’umanità addormentata. A questo proposito, notiamo che tutte le tradizioni esistenzial-spirituali hanno sempre posto l’accento sull’elemento dell’energia, inquadrato a trecentosessanta gradi: lo sviluppare in sé un elevato livello energetico (ma spesso si tratta semplicemente di mantenerlo senza disperderlo) è quindi cosa fondamentale per il proprio percorso interiore.
L’energia va dunque conservata, se possibile aumentata, e soprattutto va messa al servizio del percorso evolutivo.
Intendiamoci, lo sarà comunque ma, se non metteremo in ciò un’intenzione consapevole, inevitabilmente disporremo di un quantitativo inferiore di energia, e quindi il nostro percorso sarà più lungo… e così sarà più lungo il tempo della sofferenza e dell’indugio nel percorso della materia e nei suoi apprendimenti.”

La terza citazione estratta da Energia, salute, evoluzione è più breve, e riguarda i vari contenitori della nostra anima: il primo ovviamente è il corpo, il secondo è l’abitazione.
“Ricordate che, esistenzialmente parlando, la casa che ci ospita è un nostro contenitore esattamente come il corpo o come la nostra auto: certo, il corpo è il contenitore più intimo tra tutti, quello che maggiormente rivela la corrispondenza tra dentro e fuori, ma anche gli altri nostri “veicoli fisici” analogicamente ci rappresentano.”

Proseguiamo con la lista dei cinque grandi motivi per cui val la pena portare avanti l’alimentazione vegetariana: la cosa riguarda sia il singolo essere umano, sia l’intero pianeta.
“Ne approfitto per fare l’elenco dei motivi per cui vale la pena portare avanti un’alimentazione vegetariana (ciascuno da sé basterebbe, mentre la somma collettiva diviene irresistibile):
1. motivi di salute (longevità, assenza di malattie e qualità della vita),
2. motivi etici verso gli animali (compassione, non violenza),
3. motivi etici verso gli esseri umani (l’enorme quantità di cibo e acqua destinati all’allevamento degli animali basterebbe all’istante per nutrire in modo abbondante l’intera umanità),
4. motivi di rispetto per l’ambiente (gli allevamenti provocano un’ingente e insospettabile quantità di inquinamento),
5. motivi di progresso spirituale (i cibi grossolani rallentano grandemente l’ evoluzione interiore).
Chi non ha ancora intrapreso questo sentiero, a cui prima o poi sono destinate tutte le genti, non ha ancora maturato un sufficiente livello di amore e compassione negli ambiti appena elencati; qualcuno avrà difficoltà ad accettarlo, soprattutto in certi ambienti spirituali che hanno deviato dalla tradizione e dalla retta via, ma è così.”

Proseguiamo con un noto principio esistenziale: occorre lavorare fuori e dentro.
“Chi vuole ottenere fuori senza aver lavorato dentro è un illuso.
Parimenti, è un illuso chi vuole ottenere dentro senza aver lavorato fuori.”

Il brano successivo ci parla di ciò che converrebbe fare prima del riposo.
“Se occorre sempre stare bene attenti alle vibrazioni con cui si entra in contatto (persone, ambienti, film, libri, etc), occorre farlo in modo particolare prima di andare a dormire, perché quel momento darà il tono energetico alle successive 6-7-8-9 ore o quel che saranno.
Il consiglio per il pre-notte è dunque questo: rilassamento, meditazione, ascolto mantra, ascolto musica ispirante e rilassante, ascolto di rumori della natura (dal vivo se li avete a disposizione, oppure registrati), esercizio interiore di presenza e centratura; se proprio non avete voglia di eseguire alcun esercizio vero e proprio, che la mente indugi, prima di addormentarsi, sull’ideale elevato che si vuole raggiungere, o magari su un maestro vero e proprio, quello per cui si prova maggiore affinità.”

Stiamo per concludere: leggiamo ora una citazione sulla bellezza… e su quando la bellezza sparisce, perché viene demolita dall’essere umano o perché agisce la natura. Non si tratta di eventi casuali.
La bellezza e la purezza genereranno parimenti bellezza e purezza, e viceversa faranno i loro opposti inferiori. Questo, naturalmente, vale tanto per il singolo individuo e per casa sua, quanto per l’intero popolo e l’estetica di un’intera nazione (o di una città o di un quartiere, se volete prendere in esame delle vie di mezzo).
Conoscendo ciò, d’ora in avanti saprete cosa significa quando una comunità decide di buttare giù edifici storici e belli… o anche quando essi vengono distrutti da incendi o terremoti: in questo secondo caso agisce la natura e non direttamente l’essere umano, ma l’evento è comunque simbolico, giacché sta sparendo una parte di bellezza, e dunque in precedenza è sparito il suo corrispettivo sui piani sottili (ossia c’è stata ed è in corso una decadenza culturale-animica nel popolo).”
Il penultimo brano ci ricorda di essere grati per il lavoro che svolgiamo… anche se non ci piace molto e ne stiamo cercando un altro.
“Ricordatevi di amare (=benedire) il lavoro che svolgete, quale che sia e pure se non vi piace e state cercando qualcos’altro, e di provare gratitudine nei suoi confronti… proprio come per il cibo, e infatti le due cose sono fortemente connesse e riguardano lo stesso livello esistenziale: materia, nutrimento e sopravvivenza.
Quando si genera un certo livello stabile di amore e gratitudine, anche l’attività lavorativa che si svolge segue di pari passo: o perché cambia del tutto o perché muta il modo in cui la si vive e la si svolge… e non è certamente un elemento di poco conto.”

L’ultima citazione è breve e semplice, di quella semplicità che spesso viene a mancare perché l’essere umano non si rende conto di come vive: è uno spreco di energie cambiare direzione per mancanza di conoscenza o di volontà.
“Non ha alcun senso remare in una direzione e subito dopo mettersi a remare nella direzione opposta.”

L’articolo di approfondimento dedicato al libro Energia, salute, evoluzione è così terminato.
Alla prossima occasione.

Fosco Del Nero

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BAG

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Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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