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Per diventare un libro vivente - Omraam Mikhael Aivanhov (spiritualità)Titolo: Per diventare un libro vivente (Afin de devenir un livre vivant).
Autore: Omraam Mikhael Aivanhov.
Argomenti: esistenza, spiritualità, biografia.
Editore: Prosveta Editore.
Anno: 2009.
Voto: 9.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Per diventare un libro vivente di Omraam Mikhael Aivanhov è uno dei libri che mi ha fornito più citazioni in assoluto; l’unico autore che rivaleggia in tal senso è Osho… e non a caso si tratta di due grandi insegnanti.

La scelta sulle citazioni da inserire in questo articolo di approfondimento sarà dunque ardua… ma le rimanenti troveranno spazio nella pagina facebook, per cui comunque non andranno sprecate.

Partiamo da una bellissima citazione sull’ideale che deve fare da sfondo alla vita dell’essere umano.
“L’alto ideale è un trasformatore di energie.
Non appena mettiamo un ideale molto elevato nel nostro cuore e nella nostra anima, le nostre energie sono costrette a passare attraverso quell’ideale, e questo si incarica di imprimere un’altra direzione a tali energie, una direzione verso l’alto, appunto. Quelle energie vengono trasformate dall’alto ideale.
In base a quale processo avviene tale trasformazione? Non abbiamo bisogno di saperlo.
Guardate quando mangiamo, non abbiamo bisogno di sapere nei dettagli le trasformazioni che si stanno verificando prima di tutto nella bocca, e in seguito nello stomaco e nell’intestino, però sentiamo di avere ricevuto delle forze. Lo stesso vale per l’alto ideale: se lo nutriamo con i nostri pensieri, i nostri sentimenti, i nostri desideri e i nostri istinti, esso li trasforma, e le energie prodotte da quella trasformazione sostengono la nostra vita psichica, la nostra vita spirituale… e anche la nostra vita fisica, poiché in noi nulla è separato.”

Spendiamo ora due parole sull’aura e sulla sua valenza energetica.
“Vi ho parlato spesso dei poteri dell’aura, ma non sono sicuro che abbiate ancora veramente compreso.
Per avere accesso a certi luoghi, dobbiamo possedere un lasciapassare; non appena lo abbiamo ottenuto, le porte si aprono.
Lo stesso vale per il mondo invisibile: per penetrare in certe regioni, abbiamo bisogno di un lasciapassare, e quel lasciapassare è l’aura, sono i colori di cui essa è formata.”

Il terzo brano tratto da Per diventare un libro vivente ci parla invece della kundalini.
“La forza Kundalini è un fuoco; può risvegliarsi in esseri che non sono molto avanzati dal punto di vista spirituale, e può anche risvegliarsi accidentalmente. È un’energia folgorante, e chi non si è preparato a lungo a questa irruzione dentro di sé può perdere la ragione o perfino la vita.
Nell’ora attuale in cui le scienze occulte sono di moda, in libreria si trovano molti libri sul tantrismo, ma quei libri presentano dei metodi pericolosi per un pubblico che non è mai stato preparato a comprendere e ad applicare. Perciò, lo dico anche a voi: siate prudenti, non lanciatevi in esperimenti che vi esporrebbero a gravi turbe fisiche e psichiche. Se non ci si è esercitati a lungo per dominarsi, se non ci si è purificati, invece di dirigersi verso l’alto, la forza Kundalini scende e va a risvegliare altri chakra nel piano astrale inferiore, chakra che non sono menzionati nei libri induisti. E allora, tutto ciò che vi è di tenebroso nell’uomo si scatena, e di lui si impadronisce non solo l’istinto sessuale, ma anche il bisogno di dominare, di distruggere, ed egli diventa un vero demone.”

Proseguiamo con una citazione su morte e resurrezione: una resurrezione simbolica, ovviamente, ossia interiore e spirituale piuttosto che fisica.
“Nella vita spirituale, la morte è sempre seguita da una resurrezione. Si muore soltanto per resuscitare. A partire dai misteri dell’Egitto e dell’antica Grecia fino al cristianesimo, quante religioni menzionano questa morte seguita da una resurrezione!
Dopo che il dio Osiride viene ucciso dal fratello Seth, geloso di lui, la sua sposa Iside ne ritrova il corpo e lo risuscita con l’aiuto del dio Anubi. Allo stesso modo, Atena salva il cuore di Dioniso, il cui corpo era stato fatto bollire dai Titani e poi divorato, e gli rende la vita. Anche la preparazione della pietra filosofale è fondata sul principio della morte seguita da una resurrezione.”

Il brano successivo è breve, ma estremamente significativo, giacché in tanto ancora non hanno compreso il principio della dualità delle energie.
“Come si può non vedere che tutta la natura ci parla dei due principi, maschile e femminile, che lavorano insieme per creare?”

Cosa occorre fare con tali poli opposti? Riunirli interiormente.
“È in noi stessi che i due principi devono unirsi; fino ad allora, noi siamo esseri incompleti.
Se un Iniziato è un essere completo, è perché realizza dentro di sé l’unione dei due principi, maschile e femminile, e non deve cercare esternamente il proprio principio complementare.
Ecco perché egli è anche un essere libero, libero e creatore.”

Proseguiamo le citazioni di Per diventare un libro vivente: è il turno della rimembranza animica… o come la si voglia chiamare: in verità, è quasi tutto una ricapitolazione di quanto già si sa/si è.
“So che a volte, quando vi rivelo certe verità, le mie parole incontrano in voi una tale eco che pensate: “Ma tutto questo io lo so… lo sapevo… lo avevo già imparato da qualche parte. Come ho potuto dimenticarlo?”.
Lo avevate dimenticato perché, a quel tempo, vi eravate smarriti lungo strade la cui polvere aveva finito per ricoprire quelle verità. Esse sono sempre presenti in voi, ma sono sepolte, addormentate, e occorre che qualcuno venga a risvegliarle. È quello che faccio quando vi parlo. Ecco perché devo riconoscere che in fondo non vi insegno nulla, o non molto. Diciamo che busso leggermente alla vostra porta, che proietto qualche raggio di luce, ed ecco i ricordi millenari risalire alla superficie. Per alcuni, questa risalita si verifica molto velocemente; per altri, bisognerà attendere ancora a lungo.”

Il passo successivo è difficile da accettare per tutte le persone che tendono al giudizio, alla lamentela e che non hanno ancora incarnato il principio di perfezione.
“Non accusate mai le condizioni. Anche se trovare che esse non siano ottimali, dite a voi stessi che forse il vostro giudizio non è impeccabile. Ciascuno si fa un’idea di ciò che è buono o cattivo per se stesso, ed ecco che invece l’idea del Cielo è un’altra.
La cosa più saggia, dunque, è considerare che le condizioni che ci vengono date sono le migliori.
È così che io mi sforzo di agire, sapendo che le condizioni corrispondono a quello che noi ne facciamo. Se non sappiamo utilizzarle, le condizioni più favorevoli non producono altro che catastrofi, mentre le cattive condizioni che sappiamo utilizzare diventano le più benefiche. È così che lavoriamo sulla nostra stessa materia.”

Stiamo per concludere; il penultimo brano marca un punto molto sentito da Aivanhov… e non a caso, giacché è forse il punto più dolente dell’umanità attuale: il dolore, la violenza e la distruzione che arreca nel mondo animale.
“Gli esseri umani voglio la pace, per così dire, ma finché continueranno a massacrare gli animali, avranno la guerra.
Ecco una verità che non si conosce e che forse non verrà accettata, ma che la si accetti o meno, io sono obbligato a rivelarvela.
Gli esseri umani saranno trattati come trattano gli animali.”

Alcune cose sono possibili sono in uno stato di addormentamento, come noto.
“Gli esseri umani vanno e vengono: sembrano svegli, ma in realtà dormono.
Attraversano la vita a occhi chiusi, calpestando i santuario della Natura.”

L’approfondimento dedicato al meraviglioso Per diventare un libro vivente, scritto da Omraam Mikhael Aivanhov, è concluso.
Appuntamento al secondo testo che compone l’autobiografia di Aivanhov, ossia Alla scuola del maestro Peter Deunov.

Fosco Del Nero

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I miei auguri per il 2022

1 Gen 2022 In: Auguri

Buon anno nuovo!

 

 

 

 

 

 

 

Sappiamo come sono andati gli ultimi due anni, il 2020 e il 2021, e chi non ha una coscienza addormentata sa bene quali energie e quali interessi si muovono dietro gli avvenimenti globali.

A queste persone auguro di riuscire a portare avanti il loro percorso interiore in modo sereno, nonostante sappiano quello che sanno (ciò che certamente è una difficoltà in più rispetto agli animi dormienti che non si avvedono di quel che capita loro intorno). L’augurio in verità è doppio: che possano persino prosperare, coscienzialmente parlando, ed estendere la loro prosperità a coloro che hanno intorno.
Le crisi, difatti, sono sempre state anche grandi possibilità… e in questo caso la possibilità è di tipo evolutivo: la possibilità più importante e decisiva tra tutte.

Agli altri auguro tanta felicità, di continuare a dormire sereni e di fare dei bei sogni.

Fosco Del Nero

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Film o video di miglioramento personale? - 43Con questo articolo siamo arrivati all’appuntamento numero 43 della rubrica “Film o video di miglioramento personale?”.
Come al solito, abbiamo cinque suggerimenti… e come al solito si tratta di cose molto varie ed eterogenee.

Prima dei cinque film, ricordo la lista generale che li contiene tutti: Film che aprono la mente… o il cuore.
Seguono ora i film di questa volta:
Quarto potere,
Madre!,
Io, robot,
The forbidden kingdom – Il regno proibito,
The zero theorem – Tutto è vanità.

Quarto potere
Quarto potere è uno dei film più famosi di sempre, tutt’oggi celebre nonostante sia stato girato nel 1941… e tutt’oggi attuale nonostante tale distanza temporale: anzi, forse oggi più che ieri, visto che tratta i temi del consumismo, dei desideri dell’ego, della manipolazione mediatica e al contempo del vuoto interiore.
Elementi che tutti farebbero bene a tener presenti, non solo gli imprenditori o i giornalisti (quei pochi che sono rimasti nei tempi della menzogna e della manipolazione che stiamo vivendo), i quali comunque possono trarre un insegnamento ulteriore da tale film.

Madre!
Che Madre! sarebbe finito nella lista di film esistenziali era non scontato ma probabile, considerando che dietro la macchina da presa c’era Darren Aronofsky, il regista de Il cigno nero, Requiem for a dream, The fountain – L’albero della vita e altri film di taglio esistenziale.
Non mi sarei aspettato un film così allucinato e intenso, ma i contenuti esistenziali ci sono eccome: anzi, il film è interamente una metafora; la metafora dell’ego, degli apprendimenti esistenziali da conquistare (amore e perdono su tutti) e del principio ciclico quando non ce la si fa.
Il tutto in una casa dalle atmosfere psico-horror, anche se di orrorifico in realtà il film non ha niente, essendo invece tutto psico-animico.

Io, robot
Per Io, robot vale lo stesso discorso fatto per Madre!: il regista Alex Proyas non è nuovo a film di taglio esistenziale (Dark City è uno dei film più simbolici di tutti i tempi), e dunque c’erano possibilità che il film entrasse nella lista dei film suggeriti…
… nonostante qua siamo di fronte a un blockbuster di fantascienza destinato al grande pubblico, peraltro tratto dai racconti sui robot di Isaac Asimov (un motivo in più per vederlo).
Il film si può vedere come normale film di fantascienza d’azione, ma vi sono anche frasi e simboli interessanti: su tutti uno, ossia la corrispondenza tra i robot del film, senzienti o meno, dormienti o meno, manipolati o meno, e l’umanità attuale… ciò che poi era anche il tema di fondo di Dark City, a dirla tutta.

The forbidden kingdom – Il regno proibito
The forbidden kingdom – Il regno proibito è un film che porta due maschere: la prima è da commedia e la seconda è fantasy, ma sotto le maschere, che son comunque belle e che si accompagnano a una fotografia incantevole, ha anche tanti contenuti, con una notevole lista di frasi di tipo esistenziale, oscillanti tra lo zen e il taoismo.
D’altronde, anticamente le arti marziali, motore centrale del film, erano arti interiori ed evolutive, ancora prima che esteriori e tecniche.
Film ottimo da vedere tanti per i grandi quanto per i piccoli, e anzi particolarmente educativo soprattutto per questi ultimi.

The zero theorem – Tutto è vanità
The zero theorem è un film di Terry Gilliam, e già questo basterebbe a dire, se non tutto, quantomeno molto, considerando che si tratta del regista di Brazil, L’esercito delle dodici scimmie, Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo e altri film dal valore decisamente simbolico, pur se inseriti in contesti narrativi piuttosto distraesti.
Con The zero theorem – Tutto è vanità, scenario futuristico e distopico, Gilliam ancora una volta affronta il tema di una società totalitaria o quasi, che s’impone sul singolo e ne soffoca l’iniziativa e la ricerca personale.
Ma il protagonista va per l’appunto alla ricerca dell’illuminazione, per quanto a modo suo e in un contesto come detto assai narrativo e fantascientifico. Cornice a parte, le tematiche e i dialoghi afferiscono al percorso individuale e al risveglio.

E con questo abbiamo terminato anche questa quarantatreesima mini-lista di film suggeriti.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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