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Parole di Potere

A delicate balance - Un equilibrio delicato - Colin Campbell, Aaron Scheibner (benessere)Titolo: A delicate balance – Un equilibrio delicato.
Autori: Colin Campbell, Aaron Scheibner.
Argomenti: benessere, salute, ambiente, alimentazione.
Editore: Agire Ora Edizioni.
Anno: 2011.
Voto: 7.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Non mi ricordavo di avere il video A delicate balance – Un equilibrio delicato, ma giacché lo avevo e mi è capitato tra le mani, me lo sono visto.

Si tratta di un video della durata di quasi un’ora e mezza orientato a promuovere il benessere e la salute, e che guarda il mondo e la vita con uno sguardo olistico e onnicomprensivo, comprendendo dunque argomenti e aree come alimentazione, malattie, ambiente, inquinamento, natura.

Tutto il mondo materiale, dunque, col tutto che viene presentato come collegato (come ovvio che sia, solo un malato di mente – espressione da prendere alla lettera – potrebbe pensare il contrario). Se nell’elenco vi fosse anche la voce “evoluzione interiore”, allora sarebbe davvero completo e totale.

Il filmato dedica un po’ di tempo alla natura e alla distruzione della stessa ad opera dell’uomo, con i conseguenti effetti disastrosi sull’ambiente, sulla vita in generale e dunque anche sul benessere umano, ma poi si sofferma soprattutto sulla questione alimentazione e salute.
Ciò non sorprende, dal momento che il principale nome associato a A delicate balance – Un equilibrio delicato è quello di Colin Campbell, ormai famosissimo per The China study.

Il video, non a caso, contiene una intervista proprio al dottor Campbell, nonché ad altri ricercatori, e inoltre si fregia della supervisione scientifica e del contributo della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.

In poche parole, A delicate balance si pone l’obiettivo di fornire spiegazioni sul ruolo dell’alimentazione nella promozione della salute, o al contrario nella generazione di malattie più o meno gravi, e inoltre sottolinea il collegamento tra il cibo che l’uomo produce e il suo modo di trattare l’ambiente…

… e anche questo è ovvio che sia tutto collegato e anzi riflesso: come l’uomo tratta se stesso, tratta anche gli animali e la natura. Infatti il vegetarianesimo non è solo alimentazione, ma una visione della vita, e anzi è la partecipazione alla vita della natura: il vecchio paradigma di sfruttare la natura e di dominarla (sfruttare gli animali, sfruttare gli uomini, sfruttare le donne, sfruttare i bambini: tutto riflesso e tutto sullo stesso piano) è così superato.

A delicate balance – Un equilibrio delicato sottolinea, così, come tutto si risolva in una scelta: vegetarianesimo vero e proprio, ossia niente cibo animale, frutta, verdura e cereali integrali… con combinazione stabilita da ciascuna persona secondo le sue esigenza.
Ma in ogni caso è presente il rispetto per la vita in ogni sua forma, dagli animali agli alberi.

A delicate balance – Un equilibrio delicato non è un video imperdibile, nel senso che ad alcuni dirà cose già abbondantemente note, ma potrebbe essere un video importante per coloro che invece non avessero ancora cristallizzato in sé un modo più elevato ed evoluto di vedere la natura, la vita e l’esistenza. In effetti, contiene molte informazioni importanti, pur se le persone sensibili a tali argomenti le avranno probabilmente già sentite altrove.

Nel caso, buona visione.

Fosco Del Nero

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Alchimia, mistica e sufismo - Salvarore Brizzi, Sheikh Burhanuddin Herrmann (esistenza)Titolo: Alchimia, mistica e sufismo.
Autori: Salvarore Brizzi, Sheikh Burhanuddin Herrmann.
Argomenti: esistenza, sufismo, spiritualità.
Editore: Il Giardino dei Libri.
Anno: 2015.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino,

 

Non potevo non vedere un dvd intitolato Alchimia, mistica e sufismo, specialmente se uno dei due conferenzieri protagonisti è Salvatore Brizzi, l’autore italiano che negli ultimi anni mi è piaciuto di più.
Quanto all’altro oratore, si tratta di Sheikh Burhanuddin Herrmann, descritto come un mistico sufi.

Gli argomenti trattati sono precisamente quelli illustrati dal titolo, e dunque alchimia, mistica e sufismo, per quanto in modo piuttosto disparitario, come disparitaria è la suddivisione del minutaggio tra i due conferenzieri.

A Brizzi sono andati circa 100 minuti sui 165 totali, e l’ora restante è andata a Sheikh Burhanuddin Herrmann (un simpaticone con una barba lunga e la parte visibile del viso che mi ha ricordato Christopher Lambert da giovane), entrambi ripresi durante una conferenza dal vivo.

Il primo ha parlato di alchimia e mistica, per quanto assai di più della seconda che non della prima, mentre il secondo, coerentemente al suo “profilo”, ha parlato di sufismo, e ha concluso la sua parte con una sorta di esercizio-canto finale collettivo con i nomi arabi di Dio.

Entrambe le esposizioni mi sono piaciute molto, devo dire: Brizzi come sempre tosto, chiaro e didattico (e ironico, non manca il divertimento), al contrario Sheikh Burhanuddin Herrmann più discorsivo e narrativo (storielle, poesie, canti).
Io ho visto come più valido il primo intervento, ma ciò dipende sempre dal livello dello spettatore, come ovvio che sia.

Un appunto finale: la prima copia del dvd inviatami era difettosa, cosa che, dai commenti sul Giardino dei Libri, ho riscontrato essere capitata anche ad altri, dovuta senza dubbio ad una partita difettosa. Il secondo dvd, invece, funzionava perfettamente, ragion per cui il problema tecnico non è più dissuasivo dell’acquisto… ovviamente per chi fosse interessato al video Alchimia, mistica e sufismo.

Fosco Del Nero

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Gli otto pilastri della prosperità - James Allen (approfondimento)Titolo: Gli otto pilastri della prosperità (Eight pillars of prosperity).
Autore: James Allen.
Argomenti: legge d’attrazione, nuovo pensiero, ricchezza, crescita personale.
Editore: Anteprima Edizioni.
Anno: 1911.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati a questo nuovo articolo di approfondimento, dedicato stavolta a James Allen e al suo Gli otto pilastri della prosperità.
Come nostro solito, vediamo alcuni brani estrapolati dal testo in questione.

La prima citazione de Gli otto pilastri della prosperità esprime il concetto di fondo: i risultati esterni sono il riflesso di un lavoro interiore, come peraltro è ovvio che sia (come potrebbe essere il contrario?).
“Chi ambisce a costruire qualcosa di solido e delegato deve prima di tutto scavare in profondità.
Soltanto così potrà erigere una cuspide innanzi al cielo, soltanto così potrà sviluppare abilità e conoscenza.
Dunque, indirizza l’energia nel modo giusto ed erigi tu stesso l’edificio del tuo successo.”

Il principio vale sia per il singolo (nel micro) sia per un intero popolo (nel macro).
“E opinione comune che individui e nazioni possono raggiungere una maggiore prosperità soltanto attraverso una ricostruzione politica e sociale.
Ma tale ricostruzione non potrai essere efficace a meno che gli individui che compongono la nazione si dedichino alla pratica delle virtù morali.
Un comportamento morale da parte degli individui di una comunità sarà sempre seguito da un miglioramento nelle leggi e nella condizione sociale, ma non esiste decreto legislativo capace di rendere prospero un paese, né di prevenire la rovina di un essere umano o di una nazione i quali trascurino la ricerca e la pratica della virtù, cedendo alla decadenza.”

Bene dunque ricordarsi la regola generale, più e più volte.
Il rapporto spirituale e morale di causalità differisce dal rapporto di causalità soltanto nella forma, ma non nelle leggi.
Lo stesso principio ha valore tanto per l’invisibile – pensieri e azioni – quanto per il visibile – i fenomeni naturali.
Quando si tratta di questi ultimi il procedimento è ben evidente è l’uomo ne tiene conto, ma non essendo in grado di osservare gli stessi meccanismi nella sfera spirituale, egli crede che in quel campo non esistano e dunque agisce in disaccordo con le leggi naturali.”

E ancora, parlando del principio speculare tra dentro e fuori.
“Il visibile è uno specchio dell’invisibile.
La metà superiore di un cerchio è identica alla sua metà inferiore, ma la sfericità e capovolta poiché materia e mente non sono due archi indipendenti, bensì le due metà di un cerchio completo.
Il naturale e lo spirituale non sono divisi da una eterna ostilità, ma nell’ordine vero dell’universo sono eternamente uno.”

In tale percorso occorre, come naturale che sia, una certa disciplina e forza, giacché è proprio lo sforzo a produrre risultati tangibili.
“L’autocontrollo fa la guardia a tutte le facoltà e a tutti i poteri della nostra mente. E il sorvegliante che impedisce l’entrata gli elementi violenti e distruttivi proteggendo così successo, libertà e saggezza, i suoi più stretti compagni.
L’uomo privo di questa vigile disposizione mentale è un folle, e non esiste benessere per i folli.
Non facendo la guardia, un uomo simile lascia aperte le porte della mente a qualsiasi nefasto intruso. È talmente debole e malfermo che perde l’equilibrio ogni volta che l’impeto di nuovo stimolo lo coglie.”

Una volta applicato tale sforzo-forza, i risultati arrivano… e l’Universo saprà sempre come impiegare un tale uomo di livello superiore.
“E nella natura dei principi immutabili, come in quella giorni prodotto lavorato minuziosamente, dover sottostare a prove ed esperimenti che ne dimostrino la robustezza.
Pertanto l’uomo destinato a un grande e duraturo successo dovrà superare il peso delle avversità e il fuoco della tentazione senza che la sua natura morale ne venga scalfita in minima parte; anzi, dovrà addirittura guadagnarne in forma e bellezza.
Egli sarà come una sbarra d’acciaio lavorata con cura è adatta ad essere utilizzata nelle opere più prestigiose. Al pari del fabbro con i frutti del proprio lavoro, anche l’universo saprà trovare il modo ideale di utilizzare un uomo simile.”

Seguono adesso alcune citazioni più brevi, che spaziano lungo svariati settori delle leggi esistenziali e del percorso evolutivo, ricordando in questo anche testi celebri del passato. Non le commento perché tali spunti de Gli otto pilastri della prosperità sono autoevidenti.

“L’acqua cheta scava la roccia, e le grandi forze dell’universo sono silenziose.
Dove c’è calma si nasconde anche più grande potere.”

“Il mondo ci restituisce ciò che diamo.
Al male corrisponde il mare, al bene il bene.
A una condotta carente corrisponde un successo in perfetto; a una condotta superiore, invece, un potere duraturo risultati eccellenti.
Noi agiamo e il mondo risponde.”

“L’intenzionale eliminazione dalla vita quotidiana di tutto ciò che non è essenziale è un fattore cruciale in tutte le grandi conquiste.”

“Abbiate cura delle vostre energie più basse e le imprese più elevate si compieranno da sé.”

“Le persone sane, gioiose e longeve hanno sempre costumi moderati e sobri: la misura preserva le forze vitali, l’eccesso le distrugge.”

“Dare è un dovere essenziale quanto ricevere, e colui il quale arraffa tutto il possibile senza restituire nulla finirà per non essere più in grado nemmeno di prendere: poiché la legge spirituale dice che non possiamo ricevere senza dare, né viceversa.”

“Chi si affida alla luce di un altro potrà essere sopraffatto dall’oscurità, ma colori i quali, al contrario, faranno conto sulla propria luce dovranno curarsi unicamente di mantenerla accesa.”

Stiamo per concludere con Gli otto pilastri della prosperità, testo che ovviamente parla di prosperità interiore, e non di soldi-pezzi di carta.
La penultima citazione sintetizza il noto fatto: l’esterno riflette le energie interiori che si sono sviluppate, per cui occorre lavorare (prima) su quelle, e non su cose del mondo fenomenico (o almeno ciò in secondo luogo, come conseguenza scontata).
“Proprio come un uomo non può diventare un grande letterato scrivendo poemi, saggi e drammi, se prima non acquisisce e sviluppa l’anima del genio (e allora la scrittura seguirà come un aspetto alla sua causa scatenante), così non si acquisisce prosperità ammassando denaro o acquistando beni e proprietà immobiliari, bensì sviluppandone e facendo propria l’anima della virtù (e allora i beni materiali seguiranno come un effetto alla causa), poiché lo spirito della virtù e lo spirito della gioia e contiene dentro sé tutta l’abbondanza, la soddisfazione e la pienezza della vita di un uomo.
Non esiste gioia nel denaro, né nella proprietà, né nell’ accumulazione di beni o in qualsiasi altro oggetto materiale: essi sono morti e privi di vita. Lo spirito della gioia deve dimorare dentro l’uomo, egli non lo troverà in nessun altro luogo.”

Ultima citazione, sulla libertà… e ancora una volta abbiamo il principio di sovranità, centratura e ricchezza interiore.
“Chi vuole dire libero, dovrà innanzitutto essere libero dentro: se il suo spirito è legato indissolubilmente a debolezza, egoismo o vizio, non potrà certo essere il denaro a liberarlo.
In un uomo tanto irresoluto, esso non si trasformerà piuttosto in uno strumento di schiavitù?”

E così abbiamo concluso con Gli otto pilastri della prosperità di James Allen.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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