SCHEDA DI “PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, INVERNO… E ANCORA PRIMAVERA”.
Titolo: Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera (Bom yeoreum gaeul gyeoul geurigo bom).
Genere: psicologico, drammatico.
Regista: Kim Ki-Duk.
Anno d’uscita: 2004.
Attori: Oh Yeong-su, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong, Ha Yeo-jin, Kim Jong-ho, Kim Ki-duk.
Valutazione qualitativa (1/5 stelle): ⭐⭐⭐.
Livello di interesse esistenziale (1/5 stelle): ⭐.
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TRAMA DI “PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, INVERNO… E ANCORA PRIMAVERA”.
Oggi presento un film coreano: Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera, diretto da Kim Ki-Duk e uscito nel 2004.
Il titolo del film già suggerisce che tipo di prodotto ci troveremo di fronte: qualcosa legato alla ciclicità e allo scorrere del tempo.
L’opera è divisa in cinque parti, rappresentanti ognuna una fase della vita umana, incarnata visivamente dall’esperienza di un monaco adulto, il maestro, e di un monaco bambino, il suo giovane discepolo.
I due vivono in uno scenario naturale tanto bello quanto inusuale: un piccolo eremo in legno di pochi metri quadri in mezzo a un lago, a sua volta sprofondato in una vallata di montagna.
VALUTAZIONE DI “PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, INVERNO… E ANCORA PRIMAVERA”.
Nella prima parte della storia (che devo anticipare per forza al fine di illustrare l’essenza dell’opera) il maestro insegna al bambino i principi della vita, in primis il rispetto per ogni creatura vivente. In questa parte a far loro compagnia c’è un cane.
Nella seconda parte il bambino, fattosi ragazzo, si invaghisce di una ragazza andata da loro per guarire da una malattia, tanto che, quando lei se ne va perché guarita, se ne va anche lui. In questa fase nell’eremo c’è un gallo.
Nella terza parte, il ragazzo, fattosi uomo, torna dal suo vecchio maestro per sfuggire al tentativo di arresto per l’omicidio di sua moglie, innamoratasi di un altro. Il maestro gli dà come compito l’iscrizione del sutra del cuore nel pavimento dell’eremo galleggiante, e poi lo lascia alla giustizia ordinaria. Ora c’è un gatto.
Nell’ultima stagione dell’anno, l’inverno, nell’eremo è rimasto solo il maestro, adesso anziano, che, capito di aver assolto il suo compito terreno, si toglie la vita. Fa la sua comparsa ora un serpente, che si insedia dentro la costruzione in legno.
Nella nuova primavera, l’allievo torna all’eremo, scontata la sua pena detentiva. Si accorge della morte del maestro e, risistemando il posto, trova un manuale di arti marziali, che inizia a praticare. Nell’eremo c’è ora una tartaruga… e anche un nuovo monaco bambino, col ciclo educativo che ricomincia.
Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera può vantare una fotografia molto bella, e anche un senso di curiosità diffuso che riesce a instillare nello spettatore, nonostante sia lento e quai privo di dialoghi.
SCENE O CITAZIONI DA “PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, INVERNO… E ANCORA PRIMAVERA”.
Il senso del film è chiaro: la ciclicità della vita e le sue varie fasi, compresi felicità e dolore.
I cinque animali rappresentano ovviamente ciascuna delle varie fasi: il cane la fedeltà, il gallo l’esuberanza giovanile, il gatto il ritorno a casa, il serpente la trasmutazione e la tartaruga la saggezza.
Non è un film di dialoghi, ma di scene mostrate… peraltro, il tutto è assai semplice, col simbolismo appena descritto.
CONCLUSIONE.
Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera ha vinto diversi premi nel mondo, tra cui anche in Italia, ed è onestamente un film di buona fattura, che ovviamente piacerà solo a un certo tipo di pubblico.
Personalmente, l’ho gradito abbastanza, anche se avrei preferito avere o più dialoghi ispirati oppure un significato più evolutivo oltre alla mera ciclicità dell’esistenza… che comunque è già qualcosa, col film che a mio avviso è sufficientemente meritevole di visione, pur non imperdibile (né cinematograficamente, né esistenzialmente).
Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce
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