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Parole di Potere

I confini del mondo - Igor Sibaldi (crescita personale)Titolo: I confini del mondo.
Autore: Igor Sibaldi.
Argomenti: crescita personale.
Editore: Tlon.
Anno: 2016.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati.
L’articolo di approfondimento odierno è dedicato al bel libro di Igor Sibaldi I confini del mondo, da cui andiamo ad estrapolare alcune citazioni per comprendere meglio di che tipo di libro si tratta.

La prima di esse ci dice che i rituali iniziatici son assai simili in ogni parte del mondo, segno che è in gioco un’energia e una consapevolezza condivisa.
“Di rituali iniziatici si trovano descrizioni precise in ogni parte del mondo: non solo nei culti misterici della Grecia e nell’Antico Egitto, ma anche in Africa, nelle Americhe, e in Oceania; e quelle descrizioni si somigliano tutte.
In ogni epoca e a tutte le latitudini, i gesti di chi officia un’iniziazione e le reazioni di chi vi sottopone sono abbastanza simili da far pensare a un unico schema: bisogna dunque supporre che i fondamenti di questo schema siano radicati nella psiche dell’umanità intera.”

A proposito di consapevolezza, facciamo un breve giro turistico, sempre a proposito di iniziazione, che è l’argomento centrale del libro, tra Egitto e Pinocchio, per concludere con il principio speculare messo al servizio del percorso evolutivo.
“Sul frontone del tempio di Apollo a Delfi era ben leggibile l’esortazione “Conosci te stesso”.
Anche l’indovinello della Sfinge nascondeva uno specchio, dato che la soluzione era: “Quello di cui parlo è l’uomo… sono io!”.
E la caverna buia di Aladino è uno specchio che riflette il buio di chi non osa vedere: perciò contiene la lampada in cui riconoscere il proprio volto.
Le mani grandi del Lupo sono i freni da cui l’iniziato, per paura, si vorrebbe far trattenere.
Gli inganni del Gatto e della Volpe sono il mio volermi ingannare su ciò che vedo: “Addio, mascherine!”.
Ogni lotta iniziatica è una mia lotta interiore.
Anche i pesce-cani li ho scelti e assoldati io, e la loro forza è la mia, prestata a loro; perciò posso entrarvi e uscirne, come la mia immagine entra ed esce da uno specchio, quando vuole. Sono tutte parti di me, che io credo siano altri soltanto perché le proietto altrove.”

Digressione sulle fiabe, che poi è anche un consiglio di vita per chi fosse interessato: spesso vi era come protagonista un orfano… perché l’orfano non ha fissa dimora e può andare ed allontanarsi.
“Per questa ragione nelle fiabe ci sono così tanti orfani: Biancaneve, Cenerentola, Aladino orfano di padre, Pinocchio e Mowgly trovatelli… non si è protagonisti di iniziazioni, se si è attesi a casa per l’ora di cena: si tratta di una condizione operativa, da apprendere, se è l’iniziazione quel che si cerca, come si apprende una tecnica.”

Segue ora una breve citazione sulla crescita personale.
“Tu cresci soltanto quando tu cresci, e solo allora l’umanità può crescere con te.
Non voler salvare chi non osa sapere; giudica e prosegui, trasformando te stesso soltanto.”

Siamo già in dirittura d’arrivo, ma il meglio viene ora.
Il penultimo brano proposto contiene una citazione da un testo trovato nelle Piramidi.
“’Io faccio ciò che desidero.
Non vi è opposizione in me.
Io non sono stato fermato alle Porte.
Io ho ricevuto la Grazia e la Nascita Divina
dall’Abisso delle Acque.’
Sono le parole del Faraone che sta completando la sua iniziazione, nel testo delle Piramidi intitolato “Il discorso delle due vie”.”

E l’ultimo brano incluso in questo articolo è un po’ il motivo di fondo del libro I confini del mondo, ed elenca gli otto punti tipici dell’iniziazione… nelle fiabe e nella vita.
“I rituali iniziatici di popoli tra loro molto diversi e lontanissimi sono molto simili tra loro, e altresì simili a quelle “iniziazioni” personali di cui troviamo traccia nelle Sacre Scritture. Negli uni come negli altri ritroviamo le stesse fasi, che elenco qui sotto.
1. Nei rituali arcaici, gli iniziandi, solitamente adolescenti, vengono condotti lontano dalle loro case, in luoghi impervi, foreste o deserti. Tutto ha inizio, cioè, con un ALLONTANAMENTO dal mondo consueto.
2. Gli iniziandi non sano che cosa li attende là: è necessario che siano IMPREPARATI.
3. Una volta giunti in quei luoghi impervi, si trovano ad affrontare situazioni più o meno terrificanti. Devono sperimentare PAURE.
4. Dopo i primi shock, vengono avvicinati da coloro che officiano l’iniziazione, e che pressoché in tutti i casi si presentano o abbigliati in vesti antiche, o camuffati da spettri mostruosi o da animali feroci: è il momento delle MASCHERE.
5. La tensione, l’attenzione degli iniziandi giunge, a questo punto, al culmine: possiamo parlare di POTENZIAMENTO DELLE LORO PERCEZIONI, che spesso viene ulteriormente esasperato da circostanze eccitanti (musiche, per esempio) o dall’uso di sostanze allucinogene.
6. Ed è a questo punto che sopravviene il momento clou: gli iniziatori colpiscono, feriscono gli iniziandi, o aumentano la dose di allucinogeni, così da ottenere una loro perdita di conoscenza, o li rinchiudono in luoghi bui: è la MORTE RITUALE.
7. Ci si aspetta, a questo punto, che tutte le resistenze degli iniziandi siano sparite: sono “morti”, perduti, non hanno dunque più nulla da perdere; ed è allora che gli iniziatori impartiscono loro insegnamenti, da accogliersi come rivelazioni. Chiameremo questa fase AMMAESTRAMENTO.
8. Finalmente, si giunge alla RINASCITA: gli iniziati vengono ricondotti alle loro case, e considerano se stessi e vengono trattati come individui completamente diversi da quando ne erano partiti.”

Abbiamo così terminato con I confini del mondo di Igor Sibaldi.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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Mamma, papà, vedo la luce - Evelyn Elsaesser-Valarin (narrativa)Titolo: Mamma, papà, vedo la luce (Le pays d’ange).
Autore: Evelyn Elsaesser-Valarino.
Argomenti: narrativa, new age, spiritualità.
Editore: Stazione Celeste Edizioni.
Anno: 2005.
Voto: 4.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

In passato ho letto molti libri di Stazione Celeste Edizioni, per il semplice fatto che apprezzavo in generale la casa editrice e la qualità media delle sue pubblicazioni.
Tuttavia, alcuni libri che mi ispiravano meno li avevo tenuti da parte… e a quanto pare ben presentendo quanto poco mi sarebbero piaciuti: è andata male con L’avventura indaco-cristallo, l’ultimo libro di Stazione Celeste recensito, ed è andata male anche con Mamma, papà, vedo la luce, il libro recensito quest’oggi.

Alcuni dati: il libro è datato 2005, è scritto da tale Evelyn Elsaesser-Valarin, e tecnicamente è un libro di narrativa, che affronta il tema delle esperienze pre-morte.
Oltre al romanzo, c’è anche una parte di saggistica, che essenzialmente dà una visione panoramica sull’argomento, proponendo i concetti centrali, alcuni studi e alcune statistiche.
In tutto sono circa 290 pagine scritte discretamente in grande.

In sintesi, ecco la trama del racconto, che fa da spunto per proporre qualcosa oltre al racconto in sé: una bambina-ragazzina all’inizio delle vacanze estive si ammala gravemente e viene ricoverata in ospedale. La diagnosi è infausta: leucemia, ossia il “cancro delle ossa”. Inizia un calvario fatto di medicine, chemioterapia, nausee, dolore fisico e dolore interiore, il quale è accompagnato da un percorso di altro tipo: la sua bambola Angel improvvisamente inizia a parlarle e le parla dell’aldilà e della vita, e il suo collega di reparto Daniel, un altro ragazzino molto malato, dapprima sembra morire, ma poi, dopo un’esperienza di pre-morte, ritorna, guarito e “illuminato”.

Detto della struttura, andiamo a dire qualcosa dei contenuti di Mamma, papà, vedo la luce.
La prima sensazione del libro è positiva, nel senso che, pur raccontando di cose tristi, il narrato propone anche amore, dolcezza e tenerezza.
Purtroppo, però, giunto alla prova del nove, ossia nel momento in cui i suoi “maestri” si mettono a parlare dell’esistenza e dei principi dell’esistenza, il testo scade in contenuti new age di scarso valore: banalità spiritualoidi, e anzi spesso proprio contrarie agli insegnamenti dei grandi maestri e delle grandi tradizioni spirituali.
Gli insegnamenti esistenziali son sempre fumosi e nebulosi, e l’esperienza di pre-morte coincide con i luoghi comuni sull’argomento: ricapitolazione della vita, entità di luce, amore e bontà, etc.
Altra nota dolente: la punteggiatura è spesso carente, mentre molti dialoghi (giacché si sta parlando di narrativa) risultano assai forzati.

Con ciò non sto ovviamente negando tali esperienze, né la casistica clinica studiata dall’autrice e da altri ricercatori: sto solo dicendo che i ricercatori dovrebbero fare i ricercatori, e i maestri spirituali dovrebbero fare i maestri spirituali. La consapevolezza è consapevolezza, non si inventa dall’oggi al domani e non è il prodotto dello studio scientifico o clinico… che è utile in altre direzioni. Stesso discorso per le capacità narrativa; se una persona non le ha, dovrebbe o allenarle o dedicarsi alla saggistica.

Particolare en passant: a inizio racconto, la bambina esprime alcuni suoi gusti alimentari, definendo “deliziosi” piatti salutari come il bollito di carne, le salsicce, le cosce di pollo e il manzo; e il latte a seguire. Il succo d’arancia invece non le piace. E poi giù con la chemioterapia: l’accostamento sembrerebbe quasi umoristico, se la storia non fosse assai drammatica, nonché vissuta da tante persone sofferenti a cui purtroppo non sono state insegnate le basi alimentari umane; anche se ovviamente non c’è solo quello.

Promemoria per tutti: le cose più importanti da curare a livello di salute sono queste, e in questo ordine:
1. L’aria che respiriamo.
2. L’acqua che beviamo.
3. Il cibo che mangiamo.
4. L’attività fisica.
5. L’aspetto emotivo e mentale (questo l’ho messo per ultimo per comodità di elencazione, ma in realtà concorre con i piani superiori in modo parallelo).
Più c’è pulizia, energia e purezza in questi input, più la salute sarà migliore.

Fosco Del Nero

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Vedute sul mondo reale - Georges Ivanovitch Gurdjieff (approfondimento)Titolo: Vedute sul mondo reale (Gurdjieff parle à ses èléves).
Autore: Georges Ivanovitch Gurdjieff.
Argomenti: esistenza, crescita interiore, quarta via.
Editore: Neri Pozza.
Anno: 1917-31.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Eccoci qua con l’articolo di approfondimento di Vedute sul mondo reale, testo messo nero su bianco a partire da numerose conferenze tenute nel corso dei decenni da Georges Ivanovitch Gurdjieff (parliamo della prima metà del secolo scorso).
L’articolo sarà lunghetto poiché ho da scegliere tra numerose citazioni di valore; ergo, sarà tanto lungo quando di valore, cosa certamente positiva.

La prima citazione riguarda la comprensione, che dapprima è intellettuale e poi è essenziale.
“So che tu capisci l’unità delle leggi che governano l’universo, ma ti dirò che la tua comprensione è solo astratta e teorica.
Non basta che tu concepisca con l’intelletto, ma devi sentire con tutto il tuo essere l’esattezza assoluta e l’infallibilità di tale verità; soltanto allora potrai dire coscientemente e con piena convinzione: io so.”

Il secondo brano elenca i tre livelli di nutrimento secondo Gurdjieff.
“Il nutrimento del piano inferiore è costituito dagli alimenti (ciò che l’uomo mangia e beve), quello del piano intermedio è l’aria e il nutrimento del piano superiore può essere indicato col termine generico di “impressioni”.
Ogni tipo di nutrimento, costituito da sostanze di una determinata densità e qualità, appartiene a ottave di livello diverso. Il pensiero è materiale come tutto il resto.”

Parliamo adesso di arte.
“Complessivamente l’arte contemporanea non ha più nulla in comune con l’antica arte sacra.
Nei tempi antichi, quella che oggi si chiama arte era al servizio della conoscenza oggettiva. Le opere d’arte erano soprattutto destinate a rievocare e a rappresentare le leggi eterne della struttura dell’universo.
Chi si consacrava alla ricerca, e giungeva alla conoscenza delle leggi fondamentali, le esprimeva mediante le opere d’arte, come avviene oggi coi libri.”

Andiamo avanti con un brano su lotta e impegno interiori.
“Dobbiamo lottare per liberarci, se vogliamo lottare per conoscerci.
Conoscere e sviluppare se stessi costituiscono un impegno così importante e così serio, cui bisogna dedicare uno sforzo così intenso, che assumerselo nel modo solito, in mezzo a tutte le altre cose, è impossibile.
L’uomo che si assume questo impegno deve metterlo al primo posto nella propria vita, perché la vita non è così lunga da poterla sprecare in cose inutili.”

Sonno e meccanicità: uno dei concetti cardine del pensiero gurdjieffiano.
“L’uomo che dorme non può “fare”. In esso tutto si fa nel sonno.
Il sonno, qui, è inteso non nel senso letterale del sonno organico, ma nel senso dello stato di esistenza.
Innanzi tutto, l’uomo deve svegliarsi. Una volta sveglio, si accorgerà che, così com’è, non può “fare”. Dovrà morire volontariamente. Se muore, potrà nascere. Ma l’essere appena nato dovrà crescere e imparare. Quando sarà cresciuto e avrà imparato, potrà “fare”.”

Conseguentemente, ne derivano diversi stati di coscienza.
“Ci sono diversi stati di coscienza:
1) il sonno, in cui la nostra macchina continua a funzionare, ma funziona a pressione ridotta;
2) lo stato di veglia, che è quello in cui ci troviamo in questo momento.
Questi sono gli unici due stati conosciuti dall’uomo ordinario.
3) lo stato chiamato “coscienza di sé”: è il momento in cui l’uomo è presente a se stesso e alla propria macchina. Solitamente, noi conosciamo questo stato soltanto per qualche attimo. Ci sono momenti in cui siete presenti non soltanto a ciò che fate, ma a voi stessi che state agendo. Vedete contemporaneamente l’“io” e il “qui” di “io sono qui”, sia la collera sia l’“io” che è in collera. Se volete, questo possiamo chiamarlo “ricordo di sé”.
Ora, quando siete pienamente e continuamente coscienti dell’“io”, di ciò che esso fa e di quale “io” si tratta, diventate coscienti di voi stessi. La coscienza di sé è il terzo stato.
Soltanto l’uomo che ha raggiunto lo stato d’essere più elevato è un uomo completo. Gli altri non sono che frazioni di uomo.”

Seguono ora alcune righe tratte da Vedute sul mondo reale sulla sofferenza e il suo ruolo nel percorso evolutivo.
“Che ruolo ha la sofferenza nello sviluppo del sé?
Ci sono due tipi di sofferenza: cosciente e incosciente. Solo un idiota soffre inconsciamente.
Si può soffrire per il passato e per preparare il futuro. Oppure si può soffrire semplicemente perché ci si sente infelici.
Soltanto la sofferenza volontaria ha valore.”

Altro classico di Gurdjieff: il consumo eccessivo dell’energia.
“Noi consumiamo in permanenza più energia del necessario, usando muscoli di cui non abbiamo bisogno, lasciando correre i pensieri a ruota libera e reagendo troppo emotivamente.
Rilassate i muscoli, utilizzando solo quelli necessari, tenete in serbo i pensieri, ed esprimete i vostri sentimenti solo se lo volete.
Non lasciatevi toccare dalle apparenze: in quanto tali, sono inoffensive.
Siamo noi permettere che ci feriscano.”

Il risultato del lavoro interiore: si crea una sostanza sottile che crea qualcosa all’interno dell’uomo.
“Quando nell’uomo si accumula una grande quantità di sostanza sottile, a un certo punto si può formare e cristallizzare un nuovo corpo, che è il do di una nuova ottava, di un’ottava superiore.
Questo corpo, spesso definito “astrale”, può formarsi solo a partire da questa sostanza speciale, e può costituirsi solo in modo cosciente.
Costruire questo corpo all’interno dell’uomo è lo scopo di tutte le religioni e di tutte le scuole; ogni religione ha una propria via particolare, ma il punto d’arrivo è sempre lo stesso.”

Vita, Dio e amore.
“Dovunque c’è vita, a cominciare dalle piante, dagli animali, dovunque esiste la vita, c’è amore.
Ogni vita è una rappresentazione di Dio.
Chiunque veda la rappresentazione, vedrà Colui che è rappresentato.”

Ancora sulla vita, su Dio e sull’amore.
“Chi desidera imparare ad amare il prossimo deve cominciare cercando di amare le piante e gli animali.
Chi non ama la vita non ama Dio.”

Principio speculare all’opera.
“L’atteggiamento degli altri nei nostri confronti dipende da noi.
Se volete vivere in maniera intelligente, dovete comprendere innanzi tutto che la responsabilità di quasi tutti i sentimenti che ispirate, buoni o cattivi, dipende da voi, dal vostro atteggiamento esteriore e interiore.
L’atteggiamento degli altri molto spesso riflette il vostro. Voi cominciate e l’altro vi segue.
È una legge: ricevete ciò che date.”

Aiuto dato e aiuto ricevuto.
“Se aiutate gli altri, sarete aiutati.
Forse domani, forse tra cent’anni, ma sarete aiutati.
La natura non può fare a meno di pagare i propri debiti: è una legge matematica.”

L’ultima citazione proposta è molto bella e poetica, ed è un invito alla riflessione interiore e al cammino.
“Esci una sera sotto un vasto cielo stellato, alza gli occhi sopra la tua testa. Forse su ognuno di essi formicolano miliardi di esseri simili a te, persino superiori a te per costituzione.
Guarda la Via Lattea. In quell’infinità, la Terra non può nemmeno essere considerata un granello di sabbia. La Terra si dissolve, sparisce, e con essa sparisci anche tu.
Dove sei?
Chi sei?
Cosa vuoi?
Dove vuoi andare?
Di fronte a tutti quei mondi, interrogati sui tuoi scopi e le tue sperane, sulle tue intenzioni e i mezzi per realizzarle, su ciò che si può esigere da te, e domandati fino a che punto sei preparato a rispondere.
Ti attende un viaggio lungo e difficile; ti stai dirigendo verso un paese strano e sconosciuto. La strada è infinitamente lunga, e non sai se ti potrai riposare né dove ciò sarà possibile.
Valuta le tue forze.
Non dimenticarti di concentrare tutta la tua attenzione su ciò che ti sta immediatamente intorno. Non occuparti di mete lontane, se non vuoi cadere nel precipizio.
Ricordati dove sei e perché sei lì. Non avere troppa cura di te, e rammenta che nessuno sforzo viene mai fatto invano.
E adesso puoi metterti in cammino.”

Il lungo articolo di approfondimento su Vedute sul mondo reale di Georges Ivanovitch Gurdjieff è così terminato.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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