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Parole di Potere

Istruzioni per maghi erranti - Andrea Panatta (evoluzione personale)Titolo: Istruzioni per maghi erranti.
Autore: Andrea Panatta.
Argomenti: crescita personale.
Editore: Spazio Interiore.
Anno: 2015.
Voto: 6.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati.
L’approfondimento di quest’oggi è relativo al libro Istruzioni per maghi erranti, di Andrea Panatta.

La prima citazione concerne il principio speculare, e avvisa il viandante che fuori vedrà solo e semplicemente un riflesso di ciò che egli ha dentro.
“Il mago errante deve avere subito chiaro che il 99% di quello che percepisce è percepito attraverso la personalità ed è quindi il prodotto di sue proiezioni più o meno consapevoli.
Questo fa sì che il mago errante si troverà sempre a incontrare ciò che si aspetta, ciò che ama e brama di più, ciò su cui fantastica, ma anche e contemporaneamente ciò che sub consciamente teme e odia.
Sperimenterà sempre, quindi, i risultati dei suoi attaccamenti e delle sue avversioni. Tenderà a vedere nel mondo tutti i fantasmi conservati al proprio interno fintanto che non opererà un atto di cesura nei confronti delle proiezioni che creano tali fantasmi nel reale. Incontrerà contraddizioni nel mondo fintanto che conserverà dualismi e contraddizioni all’interno di sé. Incontrerà nemici e disastri fintanto che al suo interno avrà parti di sé che gli sono nemiche e contro le quali continuerà a combattere.
La proiezione è lo strumento che l’essere usa allo scopo di farci vedere ciò che, altrimenti, resterebbe invisibile, nascosto nelle profondità della mente subconscia.”

Secondo brano proposto: stavolta ci accostiamo al principio dell’accettazione… e come sempre di mezzo c’è la responsabilità personale.
“Nel resistere a ciò che esiste in questo momento della nostra esperienza di vita, enfatizziamo la nostra supposta mancanza di responsabilità rispetto a ciò che accade, come se dicessimo: “Questo non mi riguarda!”, o “Questo non è me!”, o ancora “Non sono stato io!”.
Ma quello che viviamo nelle nostre realtà, per quanto possa sembrarci terribile, inadeguato, crudele e sbagliato, ci riguarda sempre.”

Andiamo avanti con la terza citazione tratta da Istruzioni per maghi erranti.
Qua parliamo di intuizione e sensazione.
“Un mago non dovrebbe mai andare a cercare segnali nel mondo o credere di vederne in ogni dove.
Sebbene la realtà sottile pulluli di scintille di informazione e ogni cosa esistente possa essere considerata un essere vivente portatore di messaggi, l’atteggiamento del mago errante dovrebbe essere ricettivo, di attesa, piuttosto che di ricerca fervente.
Il mago errante infatti attende che i segnali giungano a lui dal mondo “esterno” e arrivino alla sua attenzione in maniera spontanea, e per far questo si preoccupa di dare il massimo valore possibile e la massima attenzione a ciò che sta vivendo, qualunque sia la situazione in cui si trova.”

Siamo ancora in tema di momento presente e di accettazione; stavolta lo abbiniamo alle prove e ai bivi lungo il percorso.
“Amando ciò che c’è, per quanto orribile possa sembrargli, ed essendo pace con tutto ciò che incontra nel vicolo cieco, il mago errante può iniziare a sciogliere proprio quegli aspetti della sua personalità che lo hanno incastrato in una apparente strada senza uscita.
Amando i propri nemici interiori ed esteriori e smettendo di resistere a ciò che c’è, può fare in modo che l’essere integri le esperienze che sta vivendo e si espanda, apprendendo la lezione e passando oltre.
In ogni vicolo cieco si nasconde in genere un importante esame per il mago errante, esame che esiste al solo scopo di aiutarlo a tirare fuori da sé il suo vero potere attraverso la pulizia della personalità.”

Ecco un altro concetto ben noto nella letteratura di genere: bisogni, attaccamento e indipendenza.
“Tutto ciò che non si può lasciar andare diventa attaccamento.
Tutti i bisogni sono attaccamenti.
Ogni volta che una persona afferma di non poter vivere senza qualcosa o qualcuno, sta sminuendo se stessa, privandosi del proprio potere e, cedendone una parte a quel qualcuno o qualcosa, sta producendo una dipendenza.
Ogni dipendenza è un modo per elemosinare energia dall’esterno poiché si crede, erroneamente, di non poter generare energia da soli.”

Torniamo ora al principio specchio, e uniamolo all’accettazione: siamo in grado di accettare quel che vediamo fuori solo quando abbiamo accettato quel che vediamo dentro.
“Imparando a stare da solo e ad amare le proprie zone d’ombra, il mago errante diverrà gradualmente capace di amarle anche negli altri e di trovarsi quindi a suo agio con chiunque gli si pari davanti, consapevole di essere sempre al posto giusto e al momento giusto.”

Ed ecco l’ultima citazione tratta dal libriccino in questione. Essa è dedicata alla centratura.
“Il senso della grandezza non è nella realizzazione di qualcosa di grande, ma nell’ampiezza della propria centratura, della capacità di essere in pace con tutto quello che esiste.
La grandezza del mago errante si esprime nella capacità di creare rimanendo distaccato da tutto ciò che egli stesso ha creato, poiché nessuna grandezza può prodursi senza una vera centratura.”

Abbiamo così terminato col libriccino Istruzioni per maghi erranti di Andrea Panatta.
Saluti e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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The revelation of Ra Uru Hu - Nicholas Caposiena (crescita personale)Titolo: The revelation of Ra Uru Hu.
Autore: Nicholas Caposiena.
Argomenti: crescita personale, psicologia.
Editore: My Life Edizioni
Anno: 2011.
Voto: 3.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Mi dispiace sempre assegnare valutazioni assai basse a un testo, ma se occorre farlo lo faccio per correttezza verso chi mi legge: è questo il caso del libro The revelation of Ra Uru Hu di Nicholas Caposiena.

Il libro è deludente già nel titolo, nel senso che cosa ci si potrebbe attendere da un testo che s’intitola “La rivelazione di… ?”.
Ovviamente delle rivelazioni, e invece siamo di fronte a una sorta di enorme depliant pubblicitario di una disciplina, ossia lo “Human design system”.

La valutazione suddetta, va da sé, è nei confronti dei libro e dei suoi contenuti esistenzial-evolutivi, assai prossimi allo zero, e non nei confronti della disciplina, per provare la quale occorre affidarsi a un professionista, farsi fare il profilo, farsi seguire, etc. Anche se in generale, gli insegnamenti dei grandi maestri e delle grandi tradizioni esistenziali bastano per qualunque percorso, senza bisogno di inventarsi nuove discipline.

Ma partiamo dalle basi: The revelation of Ra Uru Hu è un libro di circa 190 pagine assai colorato, e peraltro stampato su una carta patinata-plastificata inusuale, che gli dà un’aria più prestigiosa del normale, e probabilmente anche più costosa.
Il testo, però, è scritto in carattere piuttosto grande, e tra le numerose immagini e interruzioni alla fine è assai meno delle 190 pagine iniziali. Saremo forse sulle 120 pagine di un’edizione più standard.

Contenuti: il libro si dedica a illustrare la disciplina dello human design system, un metodo di auto conoscimento e di sviluppo personale elaborato da Ra Uru Hu, un uomo canadese che lo avrebbe ricevuto nel 1987.

Nel far ciò, il testo presenta due problemi (tre con il titolo completamente illusorio, e a quanto pare tra gli effetti della metodologia non c’è quello di dare ai propri libri dei titoli veritieri): intanto non è altro che un grande opuscolo pubblicitario, peraltro autoelogiativo ai limiti dell’imbarazzante; e in secondo luogo non riesce troppo bene nell’impresa di descrivere la suddetta disciplina, nel senso che tra astrologia, i ching, kabbalah, chakra, dna, fisica quantistica e altro che adesso non ricordo, mostra al lettore un grosso calderone davvero poco chiaro, definito però come scienza esatta (e in questi casi occorrerebbe mettersi d’accordo sulla definizione di scienza).
Sovente capita persino che l’autore utilizzi dei termini insoliti, di altre discipline o della disciplina da lui presentata, senza spiegarli, atteggiamento davvero bizzarro per un divulgatore-redattore-scrittore.

Ma, dal mio punto di vista, questa è la cosa meno grave; la cosa più grave è che in un testo di 190 pagine non vi sono spunti esistenziali degni di nota, ciò che è sempre il riflesso del livello di consapevolezza presente, mentre al contrario si assiste a un’energia assai mentale, cerebrale (e infatti le stesse citazioni proposte al suo interno sono di intellettuali), autoesaltante, e via discorrendo.

Fermo restando che non ho provato la disciplina consigliata da Nicholas Caposiena, che potrebbe pure essere utile, di mio, per il proprio percorso di consapevolezza, continuo a suggerire i classici: i maestri riconosciuti del passato e gli interpreti/insegnanti moderni: in realtà non c’è bisogno di inventarsi niente.

Fosco Del Nero

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Il gusto della gioia - Zoè Matthews (alimentazione)Titolo: Il gusto della gioia.
Autore: Mahiya Zoé Matthews.
Argomenti: salute, alimentazione.
Editore: Ananda Edizioni.
Anno: 2009.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Bentrovati.
Oggi siamo in compagnia del libro Il gusto della gioia, scritto da Mahiya Zoé Matthews, cuoca del famoso centro Ananda Assisi (siamo in zona Kriyananda e Yogananda., per la cronaca, e quindi yoga e meditazione).
Il libro tratta il tema dell’alimentazione, e andiamo ora a leggere alcune citazioni tratte da esso.

La prima sintetizza la questione del benessere del vegetarianesimo in poche parole.
“Più energia, più chiarezza mentale, più armonia: questo è ciò che una dieta vegetariana può portare nella tua vita.”

La seconda sintetizza invece i consigli alimentari di Paramhansa Yogananda.
“Paramhansa Yogananda raccomanda un’alimentazione basata sulle seguenti proporzioni:
– 60% frutta e verdura,
– 20% carboidrati,
– 20% proteine.
Adottando questa formula come linea guida del tuo regime alimentare, il cibo che assumerai consisterà soprattutto di frutta e verdura, con quantità più piccole di proteine e carboidrati.
Nutrirsi soprattutto di frutta e verdura non comporta certo dover patire la fame o smettere di mangiare un bel piatto di pasta a mezzogiorno! Vuol dire semplicemente equilibrare l’alimentazione, per esempio bilanciando quel piatto di pasta con una generosa porzione di insalata fresca; oppure facendo colazione con un frullato di frutta e noci anziché con una fetta di pane, burro a marmellata; o, ancora, stare leggeri a cena, preferendo una minestra, della frutta o della verdura cotta a cibi pesanti o ricchi di amido.”

Il terzo brano suggerisce un modo per aumentare la quantità di frutta e verdura nella propria alimentazione.
“Uno dei modi migliori per includere più frutta e verdura nella tua alimentazione consiste nel bere succhi freschi di frutta o verdura.
L’estrazione avviene tramite la centrifuga o estrattore di succo che, nel giro di pochi minuti, separa il succo dalla componente fibrosa del frutto o del vegetale. Un bicchiere di succo ti fornisce il nutrimento contenuto in un quantitativo di frutta e verdura che non assumeresti tutto in una volta nella sua forma solida (un bicchiere piccolo di succo fresco di carota, per esempio, contiene ben quatto o cinque carote). I succhi, quindi, sono un modo semplice di mantenere la tua proporzione ideale di frutta e verdura pari al 60% del consumo totale giornaliero di cibo.
I succhi verdi (estratti da verdure come sedano, bietola, prezzemolo, spinaci, etc) e quello di carote sono da considerarsi i più salutari.
“Si possono ottenere grandi benefici dal consumo di cocktail salutari a base di verdura fresca.
I più comunemente usati sono quelli di carote, sedano, ravanello e cetriolo.
Bevi un cocktail salutare almeno una volta al giorno.” (Paramhansa Yogananda)
I succhi freschi di frutta e verdura rappresentano una fonte di nutrimento concentrata e facilmente assimilabile: è stupefacente come il nostro organismo assimili il 95% del nutrimento in essi contenuto nell’arco di 20-25 minuti!
Oltre a ciò, i succhi sono disintossicanti e rigenerano le cellule dell’organismo.
Il cibo che consumi è uno dei fattori principali che determinano l’acidità o l’alcalinità del tuo organismo. Ogni alimento, secondo il tipo di ceneri residue rilasciate durante il processo digestivo, viene classificato come acido o alcanino. Per poter preservare l’equilibrio acido-alcalino, l’80% del tuo cibo dovrebbe avere una reazione alcalina.
Tutti i tipi di frutta e verdura sono alcalini, e alcuni di loro lo sono enormemente. Pertanto, ritornando alla proporzione iniziale consigliata da Yogananda, fare della frutta e della verdura il 60% della propria alimentazione è il presupposto di un organismo alcalino. Fra gli alimenti che vantano una reazione alcalina, ci sono anche le alghe, i germogli, le patate, i fagioli di soia e i loro derivati.
In linea generale, i carboidrati (pasta, pane, riso, cous cous, etc) sono acidi, sebbene alcuni lo siano considerevolmente meno rispetto ad altri. Questo è uno dei motivi principali per cui l’assunzione di carboidrati dovrebbe limitarsi al 20% del consumo totale di cibo. Tieni presente che più sono raffinati, più diventano acidi: il pane bianco, per esempio, è più acido del pane integrale.”

Andiamo avanti, parlando per un poco della cottura e della dispersione di sostanze nutritive che essa provoca (fatto ormai assodato e provato).
“Molte sostanze nutritive sono sensibili al calore e possono essere distrutte durante il processo di cottura.
Uno dei più rinomati ricercatori sull’argomento a livello mondiale, il dottor Viktoras Kulvinkas, ha affermato nel suo libro Love your body che la cottura è responsabile mediamente di una distruzione pari a circa l’85% delle sostanze nutritive.
Per esempio, la bollitura prolungata degli alimenti distrugge fino al 96% della triamina, fino al 72% della biotina, fino al 97% dell’acido folico e fino all’80% della vitamina C; gli antiossidanti possono diminuire del 50%, tutti gli enzimi vengono annientati e anche molte delle proteine sono distrutte o convertite in forme non facilmente digeribili.
In pratica, quando mangi cibo cotto, potresti ingerire solo il 15% del suo potere nutritivo originale.
Non è forse uno spreco della meravigliosa medicina che Madre Natura ti ha donato per mantenerti in perfetta salute?
Un’alimentazione priva di cibo crudo influenza negativamente ogni aspetto della tua salute.”

Ora segue un brano su alcuni degli effetti negativi della carne sul corpo dell’uomo (che, lo ricordiamo, non è un carnivoro, non è un predatore, non è un onnivoro, nemmeno un ruminante, ma è un primate, e i primati se la hanno a disposizione mangiano frutta, eventualmente integrandola con poco altro).
“Cosa succede quando mangi carne ed essa entra in contatto con il tuo apparato digerente?
L’essere umano ha un tratto digestivo molto lungo, circa 10-12 volte la lunghezza del suo corpo, molto simile a quello dei frugivori.
I carnivori, invece, hanno un tratto digestivo molto più corto, circa 3-5 volte la lunghezza del loro corpo, fatto apposta per espellere il più presto possibile dal proprio organismo la carne in decomposizione.
La carne, quindi, attraversa l’apparato digerente dell’essere umano con una lentezza innaturale, impiegando circa cinque giorni prima di essere completamente digerita ed espulsa. Durante questo lasso di tempo, le tossine, le sostanze chimiche e i germi contenuti nella carne rimangono a stretto contatto con i tuoi organi digestivi. Non c’è quindi da stupirsi se il cancro all’intestino è così comune fra i consumatori di carne.
Oltre ai rischi legati alle sostanze chimiche presenti nei mangimi, agli antibiotici, alle radiazioni, ai nitrati, ai coloranti, ai conservanti, ai germi, ai virus e alle patologie, ci sono anche i rischi provocati dal grande quantitativo di grassi saturi contenuti nella carne. I grassi saturi sono la causa principale del colesterolo alto.
Il colesterolo è una sostanza simile alla cera; quando è presente in quantità eccessive nell’organismo, si accumula formando dei depositi all’interno delle arterie. Tali depositi, chiamati placca, possono restringere il passaggio nelle arterie al punto da rallentare o bloccare il flusso sanguigno e provocare pressione alta, attacchi cardiaci, infarti, ictus e altre patologie.
È risaputo che i vegetariani soffrono molto meno di queste malattie e hanno una durata media di vita più lunga rispetto a coloro che fanno uso di carne.
Le popolazioni che vivono principalmente di carne hanno una vita media molto breve: i chirghisi, per esempio, una popolazione nomade della Russia orientale che si nutre soprattutto di carne, raramente vivono oltre i 40 anni. Fra tutte le popolazioni prevalentemente vegetariane, invece, non è raro trovare individui che superano i 100 anni di età.”

Passiamo ora al collegamento tra cibo-corpo e mente-spirito. Piccola introduzione.
“L’influenza che il cibo ha sulla mente non dovrebbe essere sottovalutata.
Molti maestri spirituali affermano anche questo è il modo più semplice e diretto di influenzare la mente.
I tuoi pensieri, le tue azioni e la tua salute sono in larga misura determinati dal cibo che mangi. I rishi, infatti, gli antichi veggenti dell’India, vivevano solo di frutta e cibo crudo, perché ciò li aiutava a purificare la loro mente è a percepire le verità spirituali più profonde.”

Considerazione sulla non violenza.
“Un atteggiamento molto importante sul sentiero spirituale è “ahimsa”, ovvero la non violenza. Ciò significa desiderare che nessuna creatura di questa terra soffra.
Ahimsa scaturisce dalla saggezza di comprendere che non potremo mai essere in pace con noi stessi se non siamo in pace con tutto ciò che ci circonda, del quale noi siamo una parte. È una pratica di amore e rispetto per ogni espressione del Divino sulla Terra.
Il modo in cui gli animali vengono allevati e trattati negli allevamenti intensivi, la macellazione degli animali e persino il contribuire ad azioni simili mangiando carne, vanno tutti contro la pratica di ahimsa.
Oltre all’aspetto morale, quando si consuma carne è necessario tenere presente anche numerose questioni che riguardano al salute. Il cancro, per esempio, rappresenta il rischio più grave, per varie ragioni. Yogananda ha affermato in termini chiari che il consumo di carne è una delle cause primarie di cancro, e che è quasi diventata una legge statistica che continuando a mangiare carne tre volte al giorno si contrarrà tale malattia.
Oltre al rischio di cancro, la carne e i prodotti animali sono responsabili del 95% delle intossicazioni alimentari.”

E considerazione finale sul percorso spirituale: occorre avere ben chiaro che il proprio livello di consapevolezza non può essere scollegato dal corpo nel quale abita tale consapevolezza, e in tal senso ha una grande importanza il cibo.
“A tutti coloro che desiderano condurre una vita spirituale, Yogananda consiglia di evitare di consumare carne. La carne, infatti, specialmente quella di manzo, vitello è maiale, nuoce alla mente e allo sviluppo spirituale.
Quando consumiamo degli alimenti assorbiamo le vibrazioni di coscienza che si contengono. L’uomo ha ricevuto il dono dell’autoconsapevolezza, ed è proprio questa coscienza di sé stessa che lo rende capace di chiedersi “Chi sono io?” e “Qual è il mio scopo?”, nonché di realizzare la sua divinità latente.
Gli animali sono esseri molto meno evoluti dell’uomo e vivono più distinti che di autoconsapevolezza. Quando mangi la carne, tu assorbire vibrazione della coscienza dell’animale; quanto più la tua mente verrà tirata verso una coscienza animale, tantomeno sperimenterai una coscienza spirituale.
Le informazioni che ricevi attraverso i sensi hanno un effetto ben determinato sul tuo livello di coscienza.
Consideriamo ora un secondo aspetto della questione: il tuo livello di coscienza determina le cose verso le quale ti senti attratto e che desideri sperimentare tramite i sensi.
La stessa cosa vale per il cibo: il tuo livello di coscienza determina il cibo verso il quale ti senti attratto.”

Abbiamo terminato con Il gusto della gioia di Mahiya Zoè Matthews.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

Parole di Potere

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