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Parole di Potere

Il manuale della ayurveda - Massimo Paltrinieri (benessere)Titolo: Il manuale della ayurveda.
Autore: Massimo Paltrinieri.
Argomenti: salute, alimentazione, benessere, medicina.
Editore: KeyBook.
Anno: 2004.
Voto: 6.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Il libro recensito quest’oggi è Il manuale della ayurveda, scritto da Massimo Paltrinieri ed edito dalla KeyBook.

Della KeyBook avevo già recensito un libro, ossia Feng shui, una sorta di piccolo manualetto sull’antica disciplina del feng shui. Il libro odierno fa il bis, nel senso che è esso stesso un piccolo manualetto (l’editore ha curato una collana di agili manuali legati a discipline orientali) su una disciplina ugualmente antica: l’ayurveda.

Ci spostiamo così dalla Cina all’India, col manuale che sa di aver di fronte un compito improbo nel dove sintetizzare in poche decine di pagine un argomento di vastità colossale, contando che l’ayurveda si applica tanto nell’alimentazione quanto nei massaggi (il famoso massaggio ayurvedico, per l’appunto), tanto nello yoga quanto nello stile di vita. Non a caso, il testo lo precisa subito a chiare lettere: il suo intento è quello di riassumere in grande sintesi, non certo quello di trasferire la disciplina in poche pagine, e nemmeno di presentarla in modo completo.

Detto questo, a livello di informazioni nel testo curato da Paltrinieri (che per la stessa collana ha curato anche Cristalloterapia) c’è più di quanto mi attendessi date le dimensioni ridotte e il ricco apparato grafico di immagini e disegni: si parla della storia dell’ayurveda, della struttura fisica dei tre dosha (i celeberrimi vata, pitta e kapha), dell’alimentazione (con gli altrettanto celebri cibi sattvici, rajasici e tamasici), dello stile di vita ayurvedico, delle piante e dei rimedi erboristici, dei processi di ripulitura (panchakarma e dintorni).

C’è però un punto da tenere in considerazione: il manuale in realtà non è un manuale nel senso comune del termine. Comunemente, infatti, con “manuale” si intende un testo di riferimento e dall’approccio pratico, che dovrebbe fornire padronanza a chi legge dei principi di base di una materia. Ne Il manuale della ayurveda, invece, c’è praticamente solo teoria e non viene spiegato come fare niente. L’unico elemento pratico è costituito dai generici consigli alimentari legati ai tre dosha e alla prevalenza di uno di questi, ma è ben specificato che non si è mai uno solo dei tre, che c’è compresenza, e che occorre un vero e proprio medico ayurvedico per fornire indicazioni precise alla singola persona, che ha energie proprie e irripetibili e dunque, secondo l’ayurveda, necessita di rimedi mirati…

… concetto che, se ci pensa, rende inutile alla base la realizzazione di un “manuale” su una certa disciplina, qualora lo si intenda come strumento di comprensione e di intervento.
Qualora, invece, lo si intenda come mezzo di conoscenza, e di conoscenza di base peraltro, allora Il manuale della ayurveda può avere un suo valore come passo introduttivo nel vastissimo mondo dell’ayurveda.

Forse sarebbe stato più opportuno eliminare qualche parte teorica e difficilmente utile per il lettore medio per fornire almeno qualche suggerimento fattivo; ma naturalmente questa è questione di scelte di fondo, e nel complesso il libretto, pur se sintetico e quasi esclusivamente teorico, fornisce perlomeno lo spirito salutistico e naturistico dell’ayurveda, il che è già qualcosa di buono.
Molto utile per esempio la breve parte sul concepimento, che riporta fatti ovvi… ma essenzialmente ignorati dalla quasi totalità delle persone, pur trattandosi di una delle cose più importanti tra tutte.

Ultimo commento per il prodotto dal punto di vista editoriale: ben fatto, robusto, con copertina rigida, molte immagini a colori, schemi, tabelle. Esattamente come era stato per Feng shui, il prodotto è editorialmente molto curato e valido.

Fosco Del Nero

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Parlare con gli animali - Amelia Kinkade (comunicazione)Titolo: Parlare con gli animali (Straight from the horse’s mouth).
Autore: Amelia Kinkade.
Argomenti: meditazione, esp, animali, comunicazione.
Editore: Eifis Edizioni.
Anno: 2005.
Voto: 7.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Nella recensione di Parlare con gli animali sottolineavo come il libro di Amelia Kinkade avesse una sua profondità e dei valori esistenziali al di là dell’argomento centrale nel libro, che anzi apparentemente esulerebbe da tematiche di crescita interiore: la comunicazione con gli animali.

In questo articolo di approfondimento metterò in vista le due anime del libro, proponendo prima una bella citazione sugli animali, e a seguire svariate citazioni di stampo prettamente esistenziale, che alla fine sono la maggioranza di ciò che mi sono segnato.

Partiamo con la prima, nella quale l’autrice ci invita a cambiare paradigma, passando da ciò che possiamo insegnare a ciò che possiamo apprendere da un animale.
“Non importa se insegnate ad un cane a sedersi e dare la zampa, quel che importa è cosa imparate da lui.
Cosa potete imparare da un cane?
A godersi la vita, la spontaneità, l’esuberanza illimitata, lo spirito d’avventura, l’amore dato senza restrizioni, la compassione, il perdono, come liberare il vostro cuore, la passione, il coraggio, la fiducia, la fede, la devozione, come scacciare la preoccupazione, l’ansia e la paura della morte, la mancanza di giudizi e di dubbi.
Gli animali sono qui per portare la nostra attenzione sul presente attuale, sono qui per aprire i nostri cuori e insegnarci ad amare incondizionatamente. Potete mettervi un libro in grembo, una copia della Bhaghavad Gita, o un cane e otterrete gli stessi risultati (eccetto che il libro non vi leccherà la faccia).
Cosa potete imparare da un gatto?
Grazia, potere, la mancanza di paura, la pazienza, la capacità di sorprendersi, l’assenza di preoccupazioni, sane limitazioni, il concetto di auto-difesa, la dignità, la capacità di assumere un rischio, la fiducia e la capacità d’agire d’istinto, la sicurezza, un tempismo perfetto, la velocità, l’equilibrio, la capacità di recupero, di dormire senza preoccupazioni, di guarire, l’eleganza, la sofisticatezza, la pace interiore, l’umorismo.
Gli animali sono qui per insegnarci ad amare, ma nella nostra società il nostro modo di pensare è rimasto indietro. Il carro è rimasto così indietro rispetto al cavallo che questo non è altro che una nuvola di polvere.”

Faccio seguire ora un brano contenente il consiglio di base di Amelia Kinkade sul come sviluppare la capacità di comunicare con gli animali (letteralmente: si parla di chiaroudienza).
Il consiglio è sorprendentemente semplice e sensato.
“Il primo passo per imparare la chiaroudienza sta nello spegnere la vostra televisione. E non parlo di un’ora o due, dico sempre.
Non solo la programmazione televisiva ci aggredisce con una tale violenza nei contenuti da risultare inumana, ma gli spot pubblicitari ci spingono a fare una specie di lavaggio del cervello, convincendoci a comprare roba che non ci serve davvero. A parte la televisione spazzatura, il solo rumore e la frequenza delle televisioni sono una forma di violenza verso la nostra persona.
Prendete la radio: la fate andare senza soste come un rumore di sottofondo?
Spegnetela e rientrate in contatto con voi stessi nel silenzio.”

E ancora sulla stessa falsariga.
“Per poter sentire la musica altrui, dobbiamo zittire per un momento la nostra stessa sinfonia e ascoltare attentamente in silenzio.
Lo dico ancora una volta: c’è dell’informazione nel silenzio, dovete solo mandare la vostra orchestra mentale a prendersi una pausa caffè. Il vostro direttore d’orchestra rimarrà sbalordito: potrebbe arrabbiarsi, cercare di far suonare ancora l’orchestra, o potrebbe essere così sollevato da mettersi a sedere, ridotto ormai a uno straccetto.
Se riuscite a convincere il maestro a interrompere la musica, silenziando così l’ego, la propria identità, allora potrete e riuscirete ad ascoltare la musica di altri esseri viventi come se scorresse verso e attraverso di voi.”

Sempre sul dualismo tra la mente e ciò che di più grande le sta dietro.
“Voi non siete i vostri pensieri: quando inizierete a distaccarvi così tanto da essi da ritrovarvi nel silenzio più completo, scoprirete un Io più grande.
Potete chiamarlo Spirito, Anima, l’Io più elevato, il testimone, l’osservatore o l’Essenza divina e immortale.
Il vostro Io, diverso dai vostri pensieri che producete, ha dei poteri sopranaturali e mostrerà capacità che non avreste mai ritenuto possibili.”

Passiamo per l’appunto ad alcune citazioni da vero e proprio testo di crescita personale.
Distacco dal passato e momento presente.
“Il mio compito è quello di lasciare andare il passato.
Tutti i dubbi, tutti i fallimenti, tutte le delusioni sono nel passato.
Il momento presente è chiarissimo.
Il momento presente pullula di possibilità.”

L’impermanenza del mondo fenomenico.
“Se c’è anche solo un frammento di saggezza a cui vi attaccherete in questo libro, che sia questo: siamo fragili.
Il nostro tempo, qui, è limitato e dobbiamo fare in modo di apprezzare ogni momento tenero ed effimero che passiamo insieme.”

Chiarezza e visione interiore.
“Immaginate di essere un giocatore di football sul campo, dove è impossibile non prendere una parte: dopotutto, cercate di vincere la partita a favore della vostra squadra.
Ora immaginate, invece, di essere uno spettatore, in alto tra le tribune, dove, sebbene possiate fare il tifo per una particolare squadra, siete in grado, da quella posizione sopraelevata, di vedere il gioco nell’insieme.
È questa prospettiva che stiamo cercando: non combattiamo contro la nostra umanità o contro i nostri istinti animali o contro le nostre personificazioni mentali. Scaviamo sempre più a fondo in queste ultime per trovare la nostra divinità interiore.”

Ancora sul momento presente.
“Non c’è nulla nel momento presente tranne il silenzio e la luce.
Non c’è nulla dentro di me oltre al delicato mormorio della vita.
Riconosco che dentro di me c’è la risposta ad ogni mia domanda.”

E chiudiamo l’articolo con due citazioni lampo.
Nella prima si parla di talenti… e del loro prezzo.
“Per ogni dono c’è un prezzo: più grande è il dono, più alto è il prezzo da pagare.”

Nella seconda e ultima è sintetizzato il passaggio dall’ego all’anima.
“C’è un detto: ‘la distanza più ampia che percorrerete sta nel viaggio tra la mente e il cuore’.”

Abbiamo così terminato con l’interessante Parlare con gli animali di Amelia Kinkade.
Buona comunicazione a tutti.

Fosco Del Nero

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La forza sessuale o il drago alato - Omraam Mikhael Aivanhov (sessualità)Titolo: La forza sessuale o il drago alato (La force sexuelle ou le dragon ailé).
Autore: Omraam Mikhael Aivanhov.
Argomenti: spiritualità, esistenza, sessualità.
Editore: Edizioni Prosveta.
Anno: 1982.
Voto: 8.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati.
Oggi siam qui con La forza sessuale o il drago alato di Omraam Mikhael Aivanhov.
Aivanhov è un autore che non ho mai affrontato in tutti questi anni… curiosamente, non perché non mi ispirasse, ma per il motivo esattamente opposto: ho sempre concordato-risuonato con le numerose sue citazioni viste qui e là, e l’unico suo libro che abbia letto finora, Il libro della magia divina, aveva confermato la mia lunga e perdurante sensazione.
In pratica, lo avevo messo da parte per affrontarlo per bene in tempi futuri, certo che avrei trovato pane adatto ai miei denti.

Oggi arriva sul sito il suo secondo libro, La forza sessuale o il drago alato, anch’esso edito da Edizioni Prosveta, l’editore che per l’appunto cura le opere del maestro macedone-bulgaro (nato in Macedonia ma cresciuto fin da bambino in Bulgaria), e anch’esso testo non scritto di suo pugno da Aivanhov, bensì ricavato mettendo su carta le registrazioni di alcune conferenze, giacché tutta l’opera di diffusione di Aivanhov si svolgeva in chiave orale.

Questo spiega anche come mai il libro in questione, ma suppongo anche tutti gli altri, non abbia un indice e una natura unitaria, con un corpo e uno svolgimento del pensiero e delle argomentazioni proposte, ma sia più una raccolta di capitoli ognuno a sé stante, per così dire: ogni capitolo era difatti un singolo discorso tenuto da Aivanhov ai suoi allievi.

Naturalmente tali discorsi sono stati messi insieme secondo vicinanza di argomenti, e l’argomento centrale di questo libro è l’energia-forza sessuale, da Aivanhov definita “il drago alato”.
Nel testo, il maestro parla di amore e sessualità, di piacere e lavoro interiore, di tantrismo, di alchimia spirituale tramite l’uso dell’energia sessuale.

Sarò breve: chi conosce le edizioni dei suddetti libri sa già che si tratta di libri di dimensioni ridotte: in base, in altezza e in profondità.
Le teoriche e dichiarate 168 pagine divengono circa 105 una volta tolte le pagine bianche e le pagine pubblicitarie di altri libri, e diverrebbero forse 70 una volta trasposte in pagine di dimensioni e grandezza di stampa medie.
Val la pena di comprare un libro per sole 70 pagine “normali”?

La risposta è questa: se il libro è di Omraam Mikhael Aivanhov, sì.
Intanto, nelle sue parole si percepisce una realizzazione interiore elevata (non mi metto a fare classifiche e confronti con altri maestri-insegnanti, ma siamo comunque parecchi livelli sopra l’uomo ordinario, il che rende Aivanhov meritevole di attenzione), e inoltre perché egli, da buon pedagogo quale era, aveva la capacità di riportare concetti e insegnamenti complessi e importanti con parole semplici, alla portata di tutti dal punto di vista intellettuale.
Non di tutti dal punto di vista della realizzazione interiore, ossia di quanto la consapevolezza è già pronta… ma questo è un altro discorso.
Rimane il fatto che in quasi ogni frase del testo c’è un insegnamento, il che non è poco, e anzi è molto.

In conclusione, La forza sessuale o il drago alato mi è piaciuto molto, così snello e profondo al contempo, e  Omraam Mikhael Aivanhov, come avevo supposto fin da prima di leggere i suoi libri, parimenti mi piace molto, tanto da farmelo consigliare senza indugio come “insegnante spirituale”.

Fosco Del Nero

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