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Parole di Potere

Libri di sviluppo personale che vale la pena rileggere - 17

Il titolo della rubrica è quello, giacché essa è iniziata con i libri riletti, ma stavolta sarebbe più preciso scrivere “rivedere”, e non “rileggere”, dal momento che parliamo di tre video, e tutti e tre di Osho. Quanto al fattore “crescita personale”, siamo su livelli piuttosto ali.

Nel dettaglio, ecco i tre video rivisti:
Ha un senso la vita?,
Gioia e meditazione,
Trova la tua voce interiore.

La parola “Osho” per quanto mi riguarda è sinonimo di bellezza, e di conseguenza ogni suo libro o video val la pena di essere letto o visto… e anche riletto e rivisto, e non a caso da poco ho deciso di rivedermi tutti i dvd di Osho che avevo, otto, che saranno poi seguiti da altri sei che mi sono procurato nel mentre.

Detto questo in generale, ossia che consiglio qualunque sua cosa, per il semplice fatto che discende da uno stato di coscienza elevato e dunque è elevante per definizione, vediamo in poche righe la specificità di ognuno dei tre video citati.

Ha un senso la vita?
In titolo del video è buon testimone dei suoi contenuti: Osho in questo dvd va a parlare della vita e del suo significato (scopo dell’esistenza, accettazione, etc).
Il video in questione è lungo un centinaio di minuti, ossia non troppo, meno di alcuni altri video di Osho, che durano fino a 140 minuti, cosa forse opportuna visto che questo video è più argomentativo e con meno storielle e intermezzi comici.

Gioia e meditazione
Questo, tra quelli che ho visto finora, è il dvd più anomalo tra quelli di Osho: non particolarmente lungo, propone tre brevi discorsi (La gioia, La meditazione, La consapevolezza), ma soprattutto propone audio di rilassamento e una meditazione guidata da Osho, nonché un video del resort di Pune.
Forse meno didattico degli altri video di Osho, ma potenzialmente più utile come utilizzo… nonché forse il più divertente in assoluto, dal momento che il maestro indiano qua fa il pieno di barzellette.

Trova la tua voce interiore
Video molto bello, questo, dedicato essenzialmente ai temi della propria missione di vita, dell’intuizione…
… ma anche del coraggio e della serenità interiore.
In più, il solito umorismo di Osho, praticamente onnipresente nei suoi video, tanto che sovente lo do per scontato.
Questo video si distingue per la sua lunghezza: a fronte di una media di 100 minuti circa, esso va per i 140, risultando quindi, nonostante la simpatia di Osho, piuttosto lungo e impegnativo.

Bene, per il momento ho detto tutto; al presto col prossimo articolo della rubrica delle riletture (o delle revisioni).

Fosco Del Nero

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L’elisir di lunga vita - Giorgio Sangiorgio (benessere)Titolo: L’elisir di lunga vita.
Autore: Giorgio Sangiorgio.
Argomenti: benessere, salute, evoluzione personale.
Editore: Arte di Essere Edizioni.
Anno: 2015.
Voto: 5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Benvenuti.
Siamo qui con l’ennesimo articolo di approfondimento pubblicato su Una vita fantastica; questo dedicato al libriccino L’elisir di lunga vita, di Giorgio Sangiorgio.
Libriccino piccolo, ma con svariati spunti interessanti e di sufficiente valore, tra cui vado a sceglierne alcuni.

Partiamo da un brano sulla (solita) corrispondenza tra mondo interiore-energetico e mondo esteriore-fenomenico.
“Il fisico non è altro che la struttura esterna/esteriore del metafisico e la materia è il risultato dell’attività creativa del pensiero, che si condensa scendendo di frequenza vibratoria.
L’universo stesso, con i suoi diversi piani o stati d’essere, è in permanenza emanato dal “pensare” formativo dell’Assoluto e guidato dalla sua memoria. Tutto è riflesso da un ente universale ed eterno per mezzo delle energie soprasensibili di archetipi cosmici.
L’universo è un’emanazione costante, modulata tramite potenzialità e funzioni che la tradizione ermetica chiama segni zodiacali e pianeti. Il mondo è prodotto da un’istanza progettuale che dà senso e continuità alla vita, e ciò che è corporeo è l’involucro esterno di ciò che è psichico.”

Il secondo brano da L’elisir di lunga vita passa dal piano macrocosmico al piano microcosmico… o almeno al piano individuale umano.
“Ogni uomo è un ente particolare, una composizione o un campo di energie unico.
La relativa emanazione è più o meno luminosa, con un frequenza vibratoria che può essere alta o bassa, positiva o negativa, armonica o disarmonica. Come in un intervallo musicale, come nella risonanza di più note sovrapposte, il rapporto fra più persone può determinare alimentazioni sottili del tutto diverse. La frequenza della struttura dinamica e mentale di una persona aumenta nel momento in cui essa si trova in rapporto con individui dotati, e diminuisce con altri poco dotati.
Pertanto, considerando tale fenomeno, è bene effettuare una selezione dei rapporti interpersonali.”

Sempre parlando dell’uomo e del suo corretto sviluppo, ecco qualcosa sull’alimentazione fisica.
“Per quanto riguarda l’alimentazione materiale, sul piano meramente fisico è fondamentale sia lo stato d’essere di chi ha preparato il pasto, che col suo amore può attivare i fermenti e i lieviti sottili presenti nell’ambiente in cui si cucina, sia il modo con cui abitualmente si consuma il cibo.
Il pasto è un momento drammatico, perché pone in evidenza quanto e come l’uomo sia una macchina senza alcuna libertà, che nella voracità scarica i propri scompensi psichici e il senso di vuoto.
Inoltre, il bisogno di cibo determina aggressività, con la messa a nudo dell’istinto di conservazione e degli impulsi più animaleschi. Nei pasti abbondanti si manifesta appieno la paura della morte, che viene in un certo senso esorcizzata col consumo di sostanze piene di linfa o di sangue, che rappresentano la vita e soddisfano quindi l’attaccamento viscerale della personalità dell’uomo moderno a essa.
Oggigiorno, infatti, si evita qualsiasi riferimento alla morte e a maggior ragione si rifugge da qualsiasi tipo di lavoro che prepari l’anima ad affrontare la trasformazione traumatica che, con la morte del corpo fisico, avviene nel composto umano.”

Ma se l’alimentazione ha fallito, si può passare a qualche rimedio spagirico, ci dice Giorgio Sangiorgio… e lo si fa per analogia e somiglianza.
“Poiché l’organo in sofferenza può essere curato da ciò che gli è più simile, quindi meglio assimilabile, utilizzando le conoscenze derivanti da una sperimentazione millenaria, ma anche la propria intuizione e immaginazione, l’alchimista collega gli organi dell’uomo alle forme, ai colori, alle caratteristiche di alcuni prodotti della natura.
E ciò perché una certa rassomiglianza fra gli uni e gli altri indica la presenza del medesimo archetipo regolatore, il cui potere può essere estratto e introdotto nell’organo carente di tale potere, quindi malato, per ripristinarne le funzioni.”

Ancora parlando di rimedi di salute, seguono delle altre righe sulle corrispondenze degli archetipi principali.
“Nel rimedio spagirico non è la quantità, ma la qualità a determinare l’azione terapeutica. Si usano dosaggi limitati, ma non si rinuncia completamente al piano fisico, come nell’omeopatia. Il rimedio risiede in tutte le manifestazioni sensibili e soprasensibili del prodotto – cariche di significati per l’organismo che deve reagire alla malattia – fra cui anche l’odore, il sapore e il colore, legati a uno specifico pianeta.
Saturno e la sua tipica energia sono legati al viola, ai colori scuri e all’amaro; Giove all’azzurro o al blu e al salato; mercurio all’arancio e al dolce; Venere al verde e al sapore zuccherino; Marte al rosso e al piccante; la Luna all’indaco o al bianco e all’insipido; il Sole al giallo e all’acido o aspro.”

In generale, comunque, vige sempre la regola per cui niente è casuale, e che tutto è regolato da qualche principio universale… che lo conosciamo o meno.
“Per quanto riguarda l’apparire e lo scomparire delle malattie, occorre considerare che ogni causa ha il suo effetto e che ogni effetto ha la sua causa.
Il concetto di caso supplisce all’ignoranza di una legge che regola l’universo.”

Ultime due citazioni. La penultima, ancora sulla malattia, ne traccia il decorso energetico, ben precedente a quello sul piano fisico.
“L’insorgere improvviso di una grave malattia ha spesso uno sviluppo antecedente di molti anni sul piano dell’anima passionale, in conflitti interiori o in contrarsi avvenuti in ambito familiare o di lavoro, che poi si sono innestati in determinate predisposizioni genetiche o familiari. E la malattia non si sarebbe mai sviluppata fisicamente senza questi ulteriori fattori sottili, non verificabili con strumenti clinici o diagnosi precoci.
Una causa sul piano materiale produce un effetto in maniera meccanica ed evidente, ma una causa può sussistere su un piano diverso da quello in cui si manifesta l’effetto, dunque può risultare inesplicabile.
Le cause spirituali determinano effetti a cascata nei piani sottostanti; al livello mentale, poi al livello dell’anima sensibile, infine al livello dei corpi materiali.”

L’ultima introduce un concetto sacrosanto… cui però non pensa nessuno: come il corpo fisico si libera delle tossine fisiche, così anche il corpo sottile ha da disfarsi delle sue tossine, e lo fa in diversi modi.
“Come per le scorie del cibo è necessario un frequente processo di evacuazione delle feci e delle urine, così per le tossine psicologiche occorrono specifiche operazioni alchemiche di calcinazione e sublimazione.
A tale scopo occorre sacralizzare gli atti sessuali, privandoli di devianze mentali o proiezioni emotive; ma sono fondamentali anche una regolare attività motoria, il pianto e la risata liberatoria, fino alle lacrime. Le lacrime, il sudore e le secrezioni sessuali dell’uomo e della donna sono, infatti, la manifestazione fisica di un atto di espulsione dal composto umano di scorie sottili, non visibili con gli esami di laboratorio, ma altamente tossiche per la salute psicofisica.”

E, detto questo, abbiamo terminato con L’elisir di lunga vita di Giorgio Sangiorgio.
Al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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I racconti di Belzebù a suo nipote - George Ivanovitch Gurdjieff (esistenza)Titolo: I racconti di Belzebù a suo nipote.
Autore: George Ivanovitch Gurdjieff.
Argomenti: esistenza, quarta via.
Editore: Neri Pozza.
Anno: 1925-1930.
Voto: 7.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

I racconti di Belzebù a suo nipote di G. I. Gurdjieff è lungo quasi 1000 pagine, ma per mia fortuna non è particolarmente fitto di citazioni, altrimenti ci avrei perso uno o due anni per ricopiarle una ad una.

Pur così, ne I racconti di Belzebù a suo nipote si trova tanto, da cui l’imbarazzo della scelta nel redigere questo articolo di approfondimento.
Selezionerò, dunque, e magari il resto finirà nella pagina facebook.

Cominciamo da un brano in cui si biasima la violenza e la sopraffazione sulle creature più deboli.
“Per il Creatore la vita che Lui ha creato ha lo stesso valore della tua.
Tu ti avvali della tua forza fisica e della tua astuzia, cioè dei dati che ti appartengono e che il Creatore ti ha assegnato al fine del perfezionamento della tua ragione, per approfittarti della debolezza psichica di un altro essere e distruggere la sua esistenza. Non capisci che così commetti un’azione oggettivamente cattiva?
Pensa un poco, ma non come ti sei abituato a pensare durante tutta la tua esistenza, cioè come un asino del Khorassan, pensa onestamente, sinceramente, come dovrebbe fare un “essere fatto a immagine di Dio”, come tu stesso ti definisci.
È mai possibile che, dopo avervi creati, te e questi esseri ai quali distruggi l’esistenza, che il Nostro Creatore abbia stampato sulla fronte di alcune Sue creature che esse devono essere distrutte in Suo onore e per la Sua gloria?
Chiunque ci pensi seriamente e sinceramente è in grado di comprendere che questo non è proprio possibile.
Questa idea è soltanto un’invenzione degli uomini che si dicono “fatti a immagine di Dio”, e non di Colui che ha creato insieme agli uomini tutti gli esseri di altre forme, che sono distrutti, a quanto pare, per il Suo piacere e la Sua soddisfazione.
Per Lui, la vita degli uomini e quella degli esseri di qualsiasi forma non presenta alcuna differenza. Gli uomini sono “vita”, così come sono “vita” gli esseri di altre forme esteriori.”

Continuiamo a parlare delle altre creature con un brano che collega il consumo di carne alla perdita delle qualità superiori.
“Per quanto riguarda coloro che consumano sempre carne, sebbene lo stato del loro organismo sembri non cambiare, viceversa il loro psichismo, soprattutto nei suoi tratti principali – che vengono indicati talvolta col nome generico di carattere – perde poco a poco le sue qualità positive e morali, e si altera fino a diventare irriconoscibile.”

Ancora sull’alimentazione: Gurdjieff caldeggia il consumo di cibo fresco in luogo del cibo industriale e conservato, abitudine questa che stava iniziando a imporsi ai suoi tempi.
“La disarmonia delle funzioni dello stomaco è dovuta a parecchie cause definite, comprensibili persino alla ragione normale di un essere tricerebrale ordinario.
La più importante di tutte è che, fin dalla formazione della loro comunità, essi acquisirono a poco a poco l’abitudine, adesso ben radicata in loro, di non utilizzare niente di fresco per il loro primo nutrimento esserico, e di far uso soltanto di prodotti in via di decomposizione.
Si può dire che oggi gli esseri di quel gruppo non consumano mai i prodotti commestibili per il loro primo nutrimento esserico quando contengono ancora tutti gli elementi attivi di cui li ha forniti la Grande Natura e che sono indispensabili a ogni essere per poter esistere normalmente; essi invece prima “conservano”, “congelano” o “riducono a estratto” tutti i loro prodoti, e poi li consumano solo quando la maggior parte degli elementi attivi necessari a un’esistenza normale si è già volatilizzata.
Se questa anomali si è installata nel processo ordinario di esistenza esserica degli esseri tricerebrali di quel nuovo raggruppamento, e continua a difondersi e a fissarsi ovunque fra i tuoi beniamini, è sempre per la stessa ragione: da quanto tutti gli esseri tricerebrali del tuo pianeta hanno smesso di realizzare gli sforzi esserici indispensabili, hanno perso ogni possibilità di cristallizzare in loro i dati esserici grazie ai quali il male causato da una qualsiasi delle loro manifestazioni può essere sentito istintivamente, anche senza la guida di una vera conoscenza.”

Ancora sul cibo, tema spesso affrontato durante l’opera: fa quasi ridere leggere una critica alla manipolazione del grano. Oggi parleremmo di condanna dei cibi OGM (a dimostrazione che gli esseri più svegli vedono le linee di tendenza in corso nei loro tempi e che deflagreranno nei decenni e nei secoli successivi).
“Fin dal principio e con tutti i mezzi essi si accanirono su quel grano divino per dare al prodotto a cui serve da base ‘un’apparenza bella e seducente’.
Inventarono a tal scopo ogni sorta di macchine con cui rifilare, lucidare, ripulire e levigare quel grano che aveva avuto la sfortuna di crescere sul loro continente, fino alla completa distruzione di tutti gli elementi attivi concentrati sulla superficie dei chicchi, sotto la cosiddetta pula, e che sono appunto destinati dalla Grande natura a rinnovare nella presenza generale degli esseri tricerebrali ciò che è stato da loro utilizzato nel servirla degnamente.
Perciò, figliolo, il pane fatto col grano che cresce in abbondanza su quel continente oggi non contiene più niente di utile per gli esseri che lo consumano; le sole cose che essi ne ricavano sono dei gas nocivi e quelli che si chiamano ‘vermi intestinali’.”

Prima di passare ad argomenti più “sottili”, vediamone un altro di tipo “fisico”: parliamo dei liquidi sessuali, definiti come una sostanza sacra, e di come invece il genere umano ha preso ad utilizzarli.
“Prima di continuare a raccontarti come si svolsero i fatti, ti parlerò in dettaglio della sostanza sacra, risultato finale delle trasformazioni evolutive di ogni nutrimento esserico, che ci costituisce nella presenza di tutti gli esseri, senza distinzione di ‘sistema di cervelli’.
Questa sostanza sacra che si elabora nella presenza di tutti gli esseri si chiama quasi ovunque ‘hexioekhari’; sul pianeta Terra i tuoi beniamini la chiamano ‘sperma’.
Per la misericordiosissima previdenza e il comandamento del Nostro Padre Creatore Comune e secondo a realizzazione della Grande natura, questa sostanza sacra si forma nella presenza di tutti gli esseri senza distinzione di ‘sistema di cervelli’ o di rivestimento esteriore, affinché tutti, per suo tramite, compiano coscientemente o automaticamente la parte del loro dovere esserico che consiste nella continuazione della specie; ma nella presenza degli esseri tricerebrali si costituisce anche perché essi la trasformino coscientemente per il proprio essere, rivestendone i loro corpi esserici superiori.
Prima della seconda perturbazione transapalniana – che gli esseri tricerebrali contemporanei definiscono con le parole ‘disastro del continente Atlantide’ – ai tempi in cui nella loro presenza cominciavano a cristallizzarsi diverse conseguenze delle proprietà dell’organo kundabuffer, appare progressivamente in loro un impulso esserico che più tardi divenne dominante. Questo impulso oggi si chiama ‘godimento’ e, per soddisfarlo, essi arrivano ad esistere in un modo indegno per degli esseri tricentrici, cioè la maggior parte di loro cominciò progressivamente ad utilizzare l’espulsione di questa sostanza esserica sacra per il solo soddisfacimento di detto impulso.
La maggioranza degli esseri tricerebrali del pianeta Terra si mise quindi a provocare l’espulsione di questa sostanza, continuamente elaborata in loro, al di fuori dei periodi normalmente stabiliti dalla Grande Natura, conformemente all’organizzazione degli esseri, con l’unico fine della continuazione della specie; e siccome la maggior parte di loro aveva anche smesso di utilizzarla coscientemente per il rivestimento dei corpi esserici superiori, accadde che quando non la eliminavano con i mezzi che per loro a quel tempo erano diventati meccanici, essi provavano naturalmente uno stato che loro stessi avrebbero definito con le parole ‘non star bene nella propria pelle’, stato che inevitabilmente si accompagnava a una ‘sofferenza meccanica’.”

Rimaniamo ancora in parte sul fisico, con un brano di genere… feng shui.
“Le dimensioni e la forma generale dell’interno di un locale non sono le sole ad esercitare un’enorme influenza sugli uomini e sugli animali, ma anche curvature, sporgenze, angoli, anfratti delle pareti, ecc, contribuiscono sempre, con le modifiche che apportano alle vibrazioni prodotte nell’atmosfera del colace, a migliorare o impoverire le vibrazioni soggettive degli uomini e degli animali presenti.
Molti esperimenti evidenziano l’azione funesta che esercita sugli esseri contemporanei di laggiù, la produzione, abbondante e per così dire volontaria, di ciò che essi chiamano “opere d’arte”. Fra queste ultime, c’erano dei quadri, delle statue ed anche, beninteso, le loro famose composizioni musicali.
Ma ciò che emerse da tutti gli esperimenti presentati fu che, in definitiva, le vibrazioni più nocive per gli esseri tricerebrali contemporanei sono quelle provocate in loro dalle cosiddette ‘medicine’.”

Passiamo ora a cose meno visibili, ma nondimeno fattive: l’influenzamento reciproco.
“Tutti gli esseri, sia presi isolatamente sia in gruppi grandi o piccoli, sono assolutamente obbligati o a influenzare o a subire influenza di altri.”

La legge di risonanza.
“Un gran numero di persone sensate ha già potuto osservare che gli esseri dei due sessi vittime della medesima malattia si cercano sempre, consciamente o istintivamente, e finiscono sempre per incontrarsi, comprovando ancora una volta il vecchio proverbio ‘gli imbroglioni si riconoscono fra loro da lontano’.”

Fiducia e cammino: come dire, a ciascun giorno basta la sua pena
“Cerca di non pensare a problemi che per te è ancora troppo presto affrontare.
Ogni cosa a suo tempo.”

Presenza… per quanto il motteggio sia in tal senso quantomeno ironico.
“In lui c’è di tutto, tranne lui stesso.”

Segue adesso una frase su come in tanti cercano di colmare il vuoto interiore con arredi esteriori, ciò che è tutt’oggi la pratica più praticata tra tutte.
“Oggi come allora, ai tuoi beniamini è sempre piaciuto agghindarsi con perle e turchesi, come d’altronde con tante altre ‘preziose carabattole’, al solo fine, dicono, di ‘ornare’ il loro aspetto esteriore.
Ma se vuoi la mia opinione, lo fanno semplicemente per istinto, nella speranza di far rialzare il loro ‘valore interiore’, di per sé nullo.”

Andiamo a chiudere l’articolo su I racconti di Belzebù a suo nipote con due brani di grande importanza.
Il primo ci parla di gerarchia evolutiva, consapevolezza e buon senso.
“Se un essere ti è superiore in Ragione, inchinati davanti a lui e cerca di imitarlo in tutto.
Se invece ti è inferiore, sii giusto verso di lui, perché un tempo tu hai occupato il suo stesso posto.”

Il secondo ci dice qual è lo scopo della nostra esistenza, e nel definirlo ci parla anche della schiavitù.
“La vita ci è stata data per uno scopo elevato, e tutti insieme siamo tenuti a servirlo.
In ciò consiste la nostra ragion d’essere, e il senso stesso della nostra vita.
Tutti gli uomini senza eccezione sono schiavi di questa ‘grandezza’, tutti devono sottomettersi senza discutere, e compiere senza menzogna né compromessi di alcun tipo ciò che per ciascuno è determinato secondo il suo essere, ossia in base a ciò che gli è stato trasmesso per eredità e a ciò che ha coscientemente acquisito di persona.
Il vero uomo, che ha già acquisito il suo ‘Io’, così come l’‘uomo tra virgolette’, che non lo possiede, sono entrambi schiavi di questa “grandezza”; tuttavia esiste fra loro questa differenza: il primo, assumendo un atteggiamento cosciente verso la propria schiavitù, acquisisce la possibilità, pur servendo la realizzazione universale, di consacrare una parte delle proprie manifestazioni, in conformità alle previsioni della Grande Natura, all’acquisizione di un ‘essere imperituro’, mentre l’altro, poiché non prende coscienza della propria schiavitù, rimane durante tutto il processo della sua esistenza una semplice cosa che, quando non se ne ha più bisogno, viene distrutta per sempre.”

Abbiamo così terminato l’approfondimento de I racconti di Belzebù a suo nipote di George Ivanovitch Gurdjieff.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

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