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La salute nelle linee della mano - Martin Steinbach (chirologia)Titolo: La salute nelle linee della mano (Medical palmistry).
Autore: Martin Steinbach.
Argomenti: salute, chirologia, chirognomia.
Editore: Armenia Editore.
Anno: 1975.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Amazon.

 

È raro che un testo sulla chirologia mi di la possibilità di redigere un articolo di approfondimento con citazioni utili al largo pubblico (non quindi tecniche sulla materia), ma La salute nelle linee della mano di Martin Steinbach riesce nell’impresa, e anche con un discreto margine.

Partiamo da una citazione che riporta il famoso chirologo francese Desbarolles.
“Desbarolles non aveva molta pazienza con quei fisiologi che spiegavano le linee della mano in termini puramente anatomici: “Se qualcuno venisse a dirvi che queste linee e segni del palmo sono stati tracciati per mezzo di un movimento della mano, della sua apertura e chiusura etc, rispondete loro che tali segni si trovano dieci volte più netti e numerosi nelle mani di oziose dame di società che nei palmi dei lavoratori, e che sono anche perfettamente lineari ed eloquenti da un punto di vista astrologico nelle mani dei bambini nati da poche ore”.
Il chiromante francese sottolineò il fatto che l’esame di una mano paralizzata rivelerà che tali segni sono scomparsi, mentre nell’altra mano, che non ha riportato paralisi, rimangono distinti e “vivi”, come sempre.
Inoltre, le mani degli idioti congeniti sono sorprendentemente diverse da quelle delle persone normali, in quanto mostrano soltanto le linee ed i segni più rudimentali. Tutti i complessi indicatori del vigore mentale e dell’azione intelligenze, positiva o negativa, in tali mani sono del tutto assenti.”

Il secondo brano parla della tradizione chiromantica passata.
“Le notizie più antiche che ci sono pervenute relative alla chiromanzia risalgono alle scritture vediche indiane, che sono datate intorno al 2.000 a.C. Se il sistema di lettura della mano in uso in quell’epoca sia stato ampliato dagli stessi saggi antichi o se si trattava di una tradizione modificata, di origine caldea ed egiziana non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Non si a quasi nulla dei principi che hanno guidato i primi praticanti di tale arte. Come scrive l’illustre chiromante indiano V.A.K. Ayer: “L’ironia di questa situazione è che mentre nel resto del mondo tale scienza è stata appoggiata e perfezionata, in India i metodi indigeni sono andati completamente perduti”.
È abbastanza logico ipotizzare che i greci, che hanno sempre avuto un ricco commercio con l’Oriente, abbiano ricevuto le loro prime nozioni di chiromanzia proprio da fonti indiane. Che l’arte fosse nota e molto considerata dai primi scienziati-filosofi greci non c’è alcun dubbio. In un passo, spesso citato, Aristotele scrisse: “Le linee non sono state tracciate a caso nelle mani degli uomini; evidentemente esse emanano dall’influenza dei cieli, e dall’individualità umana”.
Uno degli ultimi trattati di Omero, come riferiscono numerosi altri scrittori greci che lo conoscevano bene, era intitolato Sulle linee della mano.”

Da India ed Egitto, passiamo in Italia.
“Un altro famoso medico chiromante di quel tempo fu Alessandro Achillini (1463-1512), conosciuto nella storia della medicina come un pioniere negli studi di anatomia. Durante i primi anni del sedicesimo secolo i suoi due libri sulla chiromanzia sono stati molto stimati dagli studiosi contemporanei ed hanno avuto numerose edizioni.
L’argomento di studio di Achillini era comune a tutti i grandi pensatori del suo tempo: l’uomo e tutto ciò che appariva sulla terra (minerali, piante, animali) è collegato da linee spirituali di forza all’intero universo. Le influenze astrali permeano il corpo umano così come permeano lo spazio; e nella mano si possono trovare i segni dei pianeti e delle stelle.
La vita ed il destino umano sono influenzati da una “luce astrale” a sette raggi, o energia universale, che viene ricevuta dall’uomo per mezzo delle mani, specialmente attraverso i monti dei palmi (chiamati “monticuli” dagli anatomisti), ognuno dei quali è ricollegato ad un pianeta particolare. La struttura generale e lo schema delle linee delle mani, secondo tale teoria, verrebbe stabilita nel momento stesso della nascita. Un tale motivo siderale, più o meno parallelo all’oroscopo radicale, permette di determinare in gran parte in una persona nata sotto un determinato segno dello zodiaco il carattere, il pensiero, le sensazioni e le predisposizioni a certe malattie.”

E dall’Italia passiamo alla Svizzera e a Paracelso.
“Sia Paracelso che Cardano devono moltissimo alla tradizione occulta ebraica conosciuta con il nome di cabala. Originariamente, il termine “cabala” (scritto anche kabbahal e qabbala) venne applicato ai libri delle scritture ebraiche non comprese nel Pentateuco; ma a partire dal 1200 d.C. circa, designò l’insieme delle tradizioni orali del giudaismo esoterico. Gli esperti in materia non sono concordi a proposito dell’età e della fonte di queste teorie magiche. Una minoranza sostiene che esse derivino dalla storia primitiva degli ebrei, che appresero le pratiche occulte durante la loro prigionia presso gli egizi.
I segreti intimi della cabala non sono mai stati trascritti, ed il motivo è che alcuni dei procedimenti magici richiedono una supervisione personale di una guida-iniziato per evitare pericolose conseguenze psichiche inerenti alla pratica stessa. Però, la dottrina essenziale del cabalismo è contenuta in due libri fondamentali, entrambi tradotti in inglese e reperibili per gli studiosi interessati all’argomento. Si tratta dello Sephir yetzirah (“Il libro della formazione”) e dello Zohar (“Il libro dello splendore”). Le date esatte di questi due lavori non sono note; il primo probabilmente è stato scritto intorno al sesto secolo, ed il secondo intorno al tredicesimo secolo.
La chiromanzia, insieme all’astrologia, costituisce parte integrante del sistema cabalistico di conoscenze. I cabalisti credevano che l’universo o macrocosmo fosse duplicato nel microcosmo, o sfera mondana (“Così in alto, così in basso”). Il legame di corrispondenze tra i due livelli comprendeva i segni mistici presenti sulla mano.”

Leggiamo ora una considerazione che non mi sarei certo atteso di trovare un in testo sulla chirognomia-chirologia medica: parliamo di regimi totalitari che sfruttano questioni pseudo mediche per fini di controllo sociale.
“Così come ci ha spesso e persuasivamente avvertiti il Dr. Thomas Szasz, illustre psichiatra americano, la tendenza crescente di definire i conflitti e le crisi sociali nelle relazioni interpersonali come vere e proprie malattie può avere conseguenze molto serie.
Noi non solo rinunciamo ai nostri diritti e doveri di prendere decisioni morali e di acquisire forza spirituale nel superare gli ostacoli, ma invitiamo ad un tipo di controllo di comportamento stile “Mondo Nuovo” di Huxley. Perché, secondo il Dr. Szasz, il movimento in rapida espansione della “salute mentale”, che colloca già le malattie mentali come problema sanitario numero uno della nazione, ha come suo vero obiettivo l’instaurazione di un sistema pseudomedico di controllo sociale.
Egli dice senza mezzi termini: “La psichiatria sociale, ultimissima frontiera dell’ideologia psichiatriche, completa e rinforza l’atteggiamento favorevole all’uso di ritrovati chimico-farmacologici nel risolvere i problemi dell’uomo. protetto da questa etichetta, il professionista della salute mentale diventa un moralista ad oltranza’. in quanto tale, i suoi valori sono chiari: collettivismo e tranquillità sociale. Come i primi Saint-Simoniani e i loro ultimi discepoli, da Comte attraverso Marx e Pavlov e Skinner, l’individuo dovrebbe poter riuscire ad esistere solo se è socialmente ben adattato ed utile. Se non lo è, deve venir “terapeutizzato” fino a quando non diventa “mentalmente sano”… cioè, irrimediabilmente sottomesso alla volontà delle élite che dominano l’ingegneria umana”.”

L’ultima citazione tratta da La salute nelle linee della mano ha viceversa una natura più energetico-esistenziale.
“Ovunque voi vi collochiate in un luogo che è stato il fulcro di tremende emozioni in passato, non c’è il minimo dubbio che qualcosa vi persista.
Coloro che vanno a farvi qualche voto possono sentirne l’influenza benefica. Coloro che distruggono o fanno del male ne hanno sentito gli effetti nocivi.”

Abbiamo concluso con La salute nelle linee della mano di Martin Steinbach.
Al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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Il terzo occhio - Lobsang Rampa (narrativa)Titolo: Il terzo occhio (The third eye).
Autore: Lobsang Rampa.
Argomenti: narrativa, spiritualità.
Editore: Mondadori.
Anno: 1956.
Voto: 7.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Avevo da tempo a casa, procuratomi non mi ricordo quando o come, Il terzo occhio, libro scritto da tale Lobsang Rampa nell’ormai lontano 1956 e una sera ho iniziato a leggerlo, credendo che il titolo fosse fedele riflesso del contenuto, e che si trattasse di un testo di saggistica.

Non era proprio così, per diversi motivi.
Intanto, tecnicamente il testo si propone come un’autobiografia, nel senso che chi scrive parla del suo passato di bambino, e precisamente di un bambino figlio di un’importante famiglia tibetana che viene inviato a fare il monaco presso una lamaseria, dove verranno presto notati i suoi talenti. Il bambino, così, viene cresciuto dapprima come apprendista, poi come monaco, poi come giovane lama e anche come iniziato, guidato sempre dal lama anziano Mingyar Dondup.

In tutto ciò, la questione del “terzo occhio”, o altre tematiche esoterico-evolutive, non è trattata quasi per niente, se non per fini narrativi.
Non c’è quindi né teoria saggistica, ne esercizi o tecniche di vario tipo.

La classificazione de Il terzo occhio penderebbe così dal lato dell’autobiografia… se poi non si scoprisse che Lobsang Rampa è un nome che si è messo tale Cyril Henry Hoskin, un uomo inglese che in Tibet non c’era mai stato.
A questo punto il testo finirebbe nella narrativa.

Se non fosse che, dopo ancora, si scopre che il suddetto uomo inglese, di punto in bianco, cambiò vita: abbigliamento da tibetano, barba lunga, diversa personalità, lingue antiche… e affermava che, a seguito di un incidente con tanto di commozione cerebrale, ne era uscito diverso, con ricordi e carattere differenti.
Da quel momento, egli scrisse venti libri, dal 1956 al 1980, al ritmo di quasi uno all’anno. E non libri di scarso esito, ma best seller internazionali.

Se non fosse che… qualcuno sostiene che l’uomo sia morto in verità nel 1970 e che, per motivi di convenienza commerciale (o, al contrario, per screditare in generale il lavoro dell’autore), siano continuati a uscire libri sotto suo nome, i quali sarebbero tuttavia assai diversi per qualità e contenuti dai primi. Qualcun altro invece ipotizza che in quel periodo sia cessata la canalizzazione da parte del lama tibetano e che sia così rimasto l’uomo inglese, privo però di qualsiasi conoscenza esoterica, cosa che si sarebbe evinta con chiarezza da un certo punto in poi.

Ad ogni modo, una cosa sicura è che Il terzo occhio è il primo libro del lungo elenco di venti libri.

Fatta questa lunga introduzione, ecco il mio commento a Il terzo occhio: il titolo è ingannevole, e già con questo il testo parte male, anche perché il lettore non ci mette molto a constatare che dell’argomento promesso c’è appena l’ombra, e giusto accennata.
La narrazione tuttavia è avvincente, e racconta di un Tibet fascinosissimo e di un addestramento monacale rigorosissimo.
Se il testo è decisamente più narrativo che saggistico, non mancano alcuni contenuti interessanti, che in verità riportano leggi esistenziali ben precise (karma, reincarnazione, aura, energie interiori, passato della Terra, etc); in ogni caso, dunque, c’è stato uno studio dietro… e su più fronti.

Nel complesso, personalmente ho gradito Il terzo occhio di Lobsang Rampa, nonostante la poca chiarezza del titolo e dei contenuti del testo (oltre che dell’autore!), tanto che in avvenire probabilmente mi leggerò qualcos’altro del personaggio in questione… chiunque fosse.

Fosco Del Nero

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Il fuoco dal profondo - Carlos Castaneda (sciamanesimo)Titolo: Il fuoco dal profondo (Fire from within).
Autore: Carlos Castaneda.
Argomenti: esistenza, sciamanesimo.
Editore: Bur.
Anno: 1984.
Voto: 6.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

L’appuntamento di oggi è con Il fuoco dal profondo, libro di Carlos Castaneda recentemente recensito.
Da esso non ho tratto un numero molto sostenuto di citazioni, ma sufficienti per redigere un approfondimento sufficientemente valido. Si tratta soprattutto di brani brevi, come vedremo.

Primo brano proposto: l’importanza personale, ossia l’ego.
“L’importanza personale non è qualcosa di semplice e ingenuo. Da un lato, è il nucleo di tutto ciò che in noi ha valore, dall’altro il nucleo di tutto il nostro marciume.
Disfarsi dell’importanza personale richiede un capolavoro di strategia. I veggenti di tutte le epoche hanno espresso i più alti apprezzamenti per coloro che ci sono riusciti.”

Secondo brano: l’impeccabilità, ossia un uso efficiente e disciplinato dell’energia.
“L’impeccabilità non è altro che l’uso adeguato dell’energia.
Tutto quello che io ti dico non ha la benché minima traccia di moralità.”

Ancora sull’impeccabilità: niente moralità, sì efficienza evolutiva.
“L’impeccabilità non è altro che l’uso adeguato dell’energia. Tutto quello che io ti dico non ha la benché minima traccia di moralità. Ho risparmiato energia e questo mi rende impeccabile. Per poter capire ciò, tu devi aver risparmiato sufficiente energia o non lo capirai mai.
I guerrieri fanno inventari strategici. Elencano le loro attività, i loro interessi. Dopo decidono quali si possono cambiare per ottenere così una pausa nel consumo di energia.
Negli inventari strategici dei guerrieri, l’importanza personale figura come l’attività che consuma la maggior quantità di energia e per questo si sforzavano di vincerla.
Una delle prime preoccupazioni del guerrieri è liberare quell’energia per affrontare con essa l’ignoto. L’azione di ricanalizzare quell’energia è l’impeccabilità.”

La citazione seguente afferisce alla nostra visione del mondo.
“La prima verità sulla consapevolezza è che il mondo che ci circonda non è in realtà come noi pensiamo.
Noi pensiamo sia un mondo di oggetti e invece non lo è.”

E quella dopo ancora allo scopo di ogni forma vivente, essere umano compreso: la consapevolezza.
“Gli esseri viventi esistono solo per affinare la consapevolezza.”

Segue ora un brano sull’energia sessuale… in verità, la sola e unica energia (comunque la si voglia chiamare).
“Per i guerrieri l’unica energia che possediamo è l’energia sessuale, creatrice di vita. Questa conoscenza li forza a rendersi perfettamente conto delle proprie responsabilità.
Se i guerrieri vogliono avere la forza sufficiente a vedere, devono diventare avari con la propria energia sessuale.”

Andiamo avanti con i brani estrapolati da Il fuoco dal profondo: passiamo ora all’attenzione, grande campo di battaglia.
“L’attenzione è la più grande conquista individuale dell’uomo. Comincia a svilupparsi dalla consapevolezza animale, bruta, fino ad arrivare ad abbracciare tutta la gamma delle alternative umane.”

Torniamo su due temi già visti e intimamente uniti: la consapevolezza e l’ego.
“I guerrieri si preparano alla consapevolezza, e la consapevolezza totale si raggiunge quando in loro non rimane più alcuna traccia di amor proprio.
Solo quando sono nulla diventano tutto.”

Penultima citazione: il silenzio interiore e la possibilità interiore.
“Quando si raggiunge il silenzio, tutto è possibile.
Il dialogo interno finisce proprio come comincia: mediante un atto di volontà.
Come impariamo a parlare con noi stessi, così impariamo altresì a manipolare la nostra volontà.”

Ultima citazione: il pianeta stesso è un grande essere organico e vivente.
“La Terra è un gigantesco essere cosciente, soggetto alle stesse forze cui siamo soggetti noi.
La chiave magna che apre le porte della Terra è fatta di silenzio interiore e di qualunque cosa che brilli.”

È tutto con Il fuoco dal profondo di Carlos Castaneda.
Al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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