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Energia, salute, evoluzione

Ho-oponopono occidentale – Giovanna Garbuio (approfondimento)Titolo: Ho-oponopono occidentale.
Autore: Giovanna Garbuio.
Argomenti: crescita personale, sciamanesimo kahuna, spiritualità.
Editore: Edizioni Il Punto d’Incontro.
Anno: 2014.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Eccoci qui con l’approfondimento dedicato al libro di Giovanna Garbuio Ho-oponopono occidentale, datato 2014 ed edito da Edizioni Il Punto d’Incontro.
L’argomento centrale è l’ho-oponopono, e più ampiamente la cultura hawaiana, ma non solo, come vedremo dalle citazioni proposte.

La prima citazione tratta da Ho-oponopono occidentale afferisce la fiducia nell’esistenza.
“Ogni preoccupazione è veleno puro, perché è il bastone posto tra le ruote del libero fluire della migliore energia dell’Universo e allo stesso tempo, per la nota legge di causa ed effetto, sarà lo strumento che attrarrà ulteriori situazioni che ci procureranno ancora altra preoccupazione e altra e altra ancora.
Lasciamo invece fare all’Universo e liberiamoci dalle aspettative. Lasciamo lavorare chi conosce i veri obiettivi e i più fluidi percorsi per raggiungerli. Noi razionalmente non li conosciamo, quindi pretendere di decidere quale strada percorrere è un’assurda assurdità.
“Sia fatta la tua volontà” e non solo io vivrò costantemente nella beatitudine, ma attraverso di me si compirà l’opera cosmica dell’Universo che manifesta ogni piccolo pezzo del puzzle per ottenere esclusivamente il meglio per ogni elemento coinvolto.”

La seconda invece dice qualcosa sull’amore, energia-evento interiore e non esteriore come solitamente si crede.
“L’Amore è lo stato naturale dell’Essere. Non è qualcosa che si può trovare o soddisfare cercandolo all’esterno di noi, è qualcosa di profondamente radicato dentro di noi, che si manifesta all’esterno come riflesso di ciò che siamo dentro.
Non lo possiamo perdere, non è qualcosa che ci può abbandonare, possiamo non percepirlo, ma non perderlo. E il fatto di percepirlo o meno dipende sempre e soltanto da noi stessi.”

Il terzo brano tratto dal libro di Giovanna Garbuio sottolinea che in realtà non esiste mai alcun problema.
“Non esiste nessun problema che non si possa risolvere.
Semplicemente focalizzando la nostra attenzione su Dio impareremo a riconoscere la presenza divina in ogni cosa e quindi a comprendere la perfezione di tutto il creato e perciò l’inconsistenza di ogni problema.”

Andiamo avanti: parliamo ora di bellezza, amore e divino.
“Sapere che qualunque cosa accada ha un lato di bellezza, qualunque cosa accada è comunque l’emanazione dell’Amore e contiene in sé il riflesso dell’Amore, la perfezione dell’Amore, la scintilla divina di cui tanto si parla, è ciò che ci farà arrivare a vederla e percepirla. Ecco perché spesso “Aloha”, inteso come saluto, viene tradotto “Salute al divino in te”. È un concetto universale. “Namastè” significa la stessa cosa: “Mi inchino al divino in te”.
Se abbiamo la consapevolezza che anche incarnati siamo un’emanazione dell’Amore, che è un’energia eterna, anche la morte diventa semplicemente un passaggio, un’esperienza in cui io sono prima e io sono dopo, comunque in maniera perfetta.”

Con la prossima citazione passiamo al principio evolutivo di perfezione: tutto è perfetto e tutto accade con fini evolutivi.
“Ogni evento, anche il più drammatico, si verifica con l’unico obiettivo di ottimizzare la nostra esistenza. Noi però non ne siamo consapevoli e, classificandolo come negativo, senza permettergli di farci riscontare dove è la scintilla divina in esso contenuta (il bene, la bellezza, la positività), lo convertiamo effettivamente in un problema, perché lo cogliamo come qualcosa che ci causa dolore.
Se invece impariamo a permettere alle situazioni di scorrere liberamente per il loro verso, l’Universo ci renderà sempre palese la perfezione di tutto quello che succede.
È solo la nostra qualifica di negatività a dare alle situazioni, agli avvenimenti, il potere di affliggerci.”

La citazione seguente ci parla invece della pace interiore… l’unica pace che sia possibile raggiungere (un po’ come l’amore, e in effetti le due cose viaggiano di pari passo).
“Finché non avremo placato la guerra dentro di noi, non potremo fare davvero niente di utile per la società e nemmeno per noi stessi. Chi vuole realmente cambiare le cose, chi vuole veramente “mettere le cose al posto giusto” sa che l’unico elemento su cui deve lavorare con cocciuta perseveranza è se stesso.
L’unico luogo in cui ha veramente il potere, il grandissimo potere di fare la differenza è in se stesso!”

In chiusura di articolo, propongo questo brano in cui vengono elencati quelli che secondo l’autrice sono i cardini della pratica dell’ho-oponopono.
I principi su cui ho-oponopono si basa sono concetti noti, predicati e risaputi da tutte le tradizioni esoteriche e da tutti gli illuminati che si sono incarnati finora in questa dimensione.
Questi principi sono tre e più precisamente:
1. La totale assunzione di responsabilità verso la manifestazione della propria realtà.
2. Il riconoscimento di tutti i problemi come opportunità di crescita.
3. L’eliminazione delle aspettative.

L’ultimo brano proposto aggiunge un dettaglio di non scarsa importanza: gli strumenti di ripulitura interiore, come l’ho’oponopono ed altri ancora, non hanno bisogno che si sappiano intellettualmente le cose, ma necessitano solo dell’intenzione di ripulire.
“Per utilizzare il processo di ho’oponopono in modo efficace, non ha nessuna importanza individuare da dove ha origine il problema. Tutto quello che bisogna fare è semplicemente accorgersi del problema ed esprimere l’intenzione di risolverlo.
Una volta individuata la grana, a noi rimane solo il compito di cominciare immediatamente a pulire, pulire, pulire (la nostra percezione), fino a quando l’energia sarà splendida splendente.
Tutto il marchingegno messo a punto dall’Universo è talmente perfetto che, se ci pare che qualcosa non vada come dovrebbe, l’unica entità sulla quale è utile ed efficace lavorare siamo noi stessi.
Niente e nessun altro ha bisogno di essere sistemato!”

Abbiamo terminato con Ho-oponopono occidentale di Giovanna Garbuio.
Appuntamento al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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Il libro del nulla - Osho (zen)Titolo: Il libro del nulla (Hsin hsin ming – Il libro del nulla).
Autore: Osho.
Argomenti: zen, taoismo, spiritualità, esistenza.
Editore: Edizioni Mediterranee.
Anno: 1883.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ormai ho perso il conto di tutti i prodotti di Osho che ho visionato, tra video e libri, per cui non ne effettuerò l’elencazione, limitandomi a ricordare un paio dei miei preferiti, ossia Con te e senza di te, La via del cuore e La ricerca.

Il testo recensito quest’oggi, intitolato Il libro del nulla, in qualche modo ricorda La ricerca, perlomeno nella sua struttura: entrambi in casi infatti costituiscono un commentario a un testo (zen) dell’antichità. Si trattava de I dieci tori per La ricerca e si tratta de La mente fiduciosa per Il libro del nulla.

Per la cronaca, ambo i testi antichi sono di una colossale bellezza, tanto che sono grato a Osho di avermeli fatti scoprire, al di là poi del testo di commento anch’esso molto bello ed evocativo, lungo nel complesso poco meno di 300 pagine, e molto fitto nei concetti e nell’energia, come è sempre con il buon Osho.

Gli argomenti de Il libro del nulla sono molteplici: tecnicamente è solo uno, ossia il dualismo tra ego e Sé, che si dipana nel considerare i vari aspetti della mente, ma come capita spesso con Osho gli esempi portati all’attenzione del lettore sono tanti, e sono molto calati nella vita moderna, comprese storielle umoristiche su relazioni sentimentali, possedimenti materiali, convinzioni interiori e via discorrendo.

Quanto all’energia di fondo, all’atmosfera che si respira nel testo, siamo tra zen, taoismo e induismo… ma come detto il maestro indiano porta tutto alla vita dell’uomo comune, senza confini di nazionalità, lingua o cultura.

Altro elemento che accomuna Il libro del nulla a La ricerca è la scarsa diffusione dei due testi, poco conosciuti anche tra gli amanti di Osho o delle tematiche suddette. Al contrario, gli altri due libri citati in apertura di articolo hanno conquistato un pubblico molto più vasto, forse per un titolo più accattivante, per il fatto di riferirsi apertamente ad amore e relazioni (una delle difficoltà maggiori dell’essere umano contemporaneo) o forse semplicemente perché il pubblico italiano e occidentale in generale è poco attratto dai commentari di antichi testi orientali.

Qualunque sia il motivo, sappiate che, se val la pena leggere qualunque cosa su cui sopra c’è il nome Osho, tanto Il libro del nulla quanto La ricerca sono due gioielli, che val la pena, al di là dei propri argomenti preferiti, procurarsi, leggere, tenere da parte e riconsultare ogni tanto.

Fosco Del Nero

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Guida al viaggio spirituale - Swami Muktananda (spiritualità)Titolo: Guida al viaggio spirituale (Where are you going? – A guide to the spiritual journey).
Autore: Swami Muktananda.
Argomenti: induismo, yoga, meditazione, spiritualità, esistenza.
Editore: Mediterranee Edizioni.
Anno: 1981.
Voto: 8.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Oggi propongo l’articolo di approfondimento del libro di Swami Muktananda Guida al viaggio spirituale.
Prima di addentrarci nelle citazioni tratte dal libro in questione, ci tengo a sottolineare una cosa: Muktananda è uno degli autori i cui libri sono più ricchi di brani importanti. Gli altri due autori “top” in questo senso sono Osho e Aivanhov… e ovviamente la cosa non è un caso, visto che si trattava di tre grandi insegnanti.
Da Guida al viaggio spirituale ho ricavato molte decine di citazioni valide (in realtà superiamo abbondantemente il centinaio); mi risparmierò l’imbarazzo di una scelta iper-ragionata, che sarebbe molto ardua e lunga, prelevando le prime che trovo, giacché in ogni caso saremo su alti livelli.

Partiamo dalle base: addormentamento e veglia.
“Quando siete svegli qualunque cosa vediate è reale per voi.
Ma quando vi addormentate e sognate, il mondo della veglia cessa di esistere e diviene reale il mondo dei sogni.”

Un altro concetto di base è quello per cui tutto è energia divina, comunque la si voglia chiamare.
“Gli scienziati occidentali cominciano ora a scoprire la verità che i filosofi dell’India conoscono da millenni: l’intero universo è composto di un’unica energia.
I nostri antichi filosofi, che erano scienziati dello spirito, chiamavano questa energia Coscienza, o Dio. Questa suprema Coscienza ha creato l’intero cosmo dall’interno di se stessa.
Noi tutti siamo particelle di questo universo di Coscienza. Non siamo diversi l’uno dall’altro e non siamo diversi da Dio.”

Terzo concetto portante: l’essere umano è in un cammino di evoluzione spirituale in cui può realizzare tutto.
“Un essere umano ha la libertà di divenire qualunque cosa. È in suo potere rendere la sua vita sublime o miserabile, salire al cielo o discendere negli abissi. In effetti, il potere dell’uomo è così grande che egli può perfino trasformarsi in Dio. Dio è nascosto nel cuore di ogni essere umano e ognuno ha in sé la capacità di rendersene conto.
Ma cosa fa l’uomo?
Invece di cercare di conoscere quella grandezza all’interno di sé, passa la vita mangiando e bevendo, lottando con gli altri e inseguendo i piaceri dei sensi. Mette al mondo due o tre figli, si occupa della famiglia e pensa di aver realizzato lo scopo della vita.
Ma anche gli animali fanno questo.”

Continuiamo questo mini-viaggio in Guida al viaggio spirituale con il solito bivio che si pone davanti all’essere umano: posare i suoi tesori in terra o in cielo.
“Osservate la vostra vita. Aprite gli occhi. Mentre inseguite la realizzazione dei vostri desideri, il tempo vi divora.
È nella natura del desiderio espandersi. Più noi appaghiamo le nostre voglie, più esse aumentano. Non importa cosa abbiamo nella vita, desideriamo avere sempre di più. Se abbiamo una rupia ne vogliamo dieci, se abbiamo dieci rupie, ne vogliamo cento. Se possediamo una Volkswagen, vogliamo una Mercedes. Se abbiamo una bevanda, ne desideriamo un’altra.
Finché non ci volgeremo all’interno e scopriremo l’appagamento del Sé, non avremo nessuna soddisfazione duratura, per quanto denaro accumuliamo, per quanti amici abbiamo o per quanto riusciamo a realizzare nella vita.
Tutte le gioie del mondo esterno sono temporanee.”

Il concetto della transitorietà della vita materiale è ribattuto nella citazione successiva.
“Questo mondo è transitorio. Sebbene sembri seducente, tutto ciò che vediamo qui è soggetto a morire.
Il grande santo Kabir cantava: “Sei come un viaggiatore che va e viene. Accumuli ricchezze e ne sei orgoglioso. Ma quando te ne andrai non porterai niente con te. Sei giunto in questo mondo con i pugni chiusi, ma quando lo lascerai le tue mani saranno aperte”.
In questo mondo tutto cambia, tutto si dissolve. La giovinezza diventa vecchiaia, la salute si muta in malattia, la bellezza in decadenza.
Kabir disse: “Mentre la osservi, la tua vita si trasforma in polvere”
Verrà un giorno in cui ogni impero, monumento o città crolleranno. Vi sono stati tanti re, imperatori e grandi personalità, ma dove sono andati?
Soltanto il Sé interiore è eterno. Solo la Coscienza interiore durerà per sempre.
Senza la meditazione sul Sé, senza pratiche spirituali, l’unica cosa che otterrai sarà la tua morte.”

Arriviamo al punto nodale: la meditazione, la pratica spirituale.
Siam qui per questo.
“Senza la meditazione sul Sé, senza pratiche spirituali, l’unica cosa che otterrai sarà la tua morte. Molta gente crede che la giovinezza sia un periodo da dedicare al mangiare, al bere e ad ogni genere di piacere mondano e che soltanto quando il corpo sarà vecchio e logoro si potrà cominciare a pensare a Dio.
Ma cosa potete fare quando il vostro corpo è vecchio?
Se la casa è in fiamme a che serve scavare un pozzo?
Per questa ragione il poeta Bhartrihari ha scritto: “Finché il tuo corpo è sano e forte ed i tuoi sensi funzionano ancora, fai qualcosa per te stesso”.
Perché aspettare?
Contempla il Sé e realizzalo ora. Sappi che la vita è molto breve. Non sei venuto a questo mondo solo per mangiare, bere e morire.”

È importante capire che le percezioni interiori sono possibili solo quando si è fatta pulizia a sufficienza; in realtà, è tutta un’opera di ripulitura. O di rimozione dei veli di maya, se preferite la metafora indù.
“Non possiamo vedere il Sé con gli occhi, né raggiungerlo con la parola. La lingua può parlare di lui, ma la vera descrizione della sua natura è il silenzio.
Il Sé non può essere raggiunto con la mente o con i sensi. Tuttavia, quando gli strumenti psichici interiori sono purificati tramite la meditazione, egli si rivela spontaneamente.
Per questa ragione, i saggi dell’India danno grande enfasi alla meditazione. nella Bhagavad Gita il Signore dice ad Arjuna: “Il Sé si vede per mezzo della meditazione”.
Solo meditando in pace, possiamo avere in noi l’esperienza manifesta del Sé.”

È anche questione di determinazione e volontà nel proseguire lungo il sentiero.
“Se continuerai a contemplarlo, se continuerai a cercare di comprenderlo, Egli ti si rivelerà.
Dunque, rivolgiti all’interno. Cerca quel conoscitore interiore.
Dio è nel tuo cuore.
L’hai perduto nel tuo cuore. Lo troverai soltanto nel tuo cuore.”

Stiamo per concludere. La terzultima citazione di Guida al viaggio spirituale afferisce il canale sushumna e la funzione delle nadi presenti nel corpo umano.
“I cambiamenti esterni della nostra vita sono solo un’indicazione del reale lavoro di Kundalini. È all’interno di noi che essa crea il miracolo. L’organismo umano contiene 720 milioni di nadi, o canali. In alcuni scorre il sangue, in altri il nutrimento, in altri ancora il prana, la forza vitale. Di questi, la sushumna è la nadi sovrana. Conosciuta anche come “canale centrale”, la sushumna sta nel corpo sottile nell’area corrispondente alla colonna vertebrale e va dalla base della spina dorsale, sede della Kundalini dormiente, fino al più alto centro spirituale nella sommità del capo. La sushumna è il sostegno del nostro intero sistema psicofisico, e regola le funzioni di tutte le nadi. L’interno viaggio della nostra evoluzione spirituale avviene all’interno di essa.
Quando il canale centrale è completamente purificato, si sperimenta la beatitudine della Coscienza.”

La penultima citazione è incoraggiante, e ci ricorda che dentro l’uomo c’è un intero universo… proprio come hanno sostenuto tutti i maestri e tutte le tradizioni spirituali.
“Non avete idea della vastità che esiste all’interno di voi.
Questo corpo sembra piccolo, eppure è un’immagine dell’intero universo. In esso vi è un sole cento volte più brillante di quello esterno. Il vostro viso è radioso ed i vostri occhi sono luminosi per questa luce interiore che risiede nel sarasrara, il grande punto spirituale alla sommità del capo. Nel cuore vi è un centro di conoscenza. Là potete vedere il mondo intero. Infatti, vi sono così tante cose all’interno di voi, che potrei scrivere volumi per raccontarle.
Tutte le meraviglie che vedete nel mondo esterno si trovano in grado molto più elevato all’interno. Tutti i piaceri che cercate si possono incontrare, in misura più grande, all’interno.”

Chiudo con una citazione-domanda, che forse sarà utile a molti.
“Amico mio, dove stai andando? Da dove sei venuto e cosa pensi di fare?
Tu appartieni alla verità suprema ma hai dimenticato le tue origini.
È ora di tornare sulla strada maestra.”

L’approfondimento dedicato all’ottimo Guida al viaggio spirituale di Swami Muktananda è terminato.
Appuntamento al prossimo articolo.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

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