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Parole di Potere

Lo stato intermedio - Franco Battiato, Gianluca Magi (esistenza)Titolo: Lo stato intermedio.
Autore: Franco Battiato, Gianluca Magi.
Argomenti: misticismo, esistenza, spiritualità.
Editore: Arte di Essere Edizioni.
Anno: 2015.
Voto: 4.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Lo stato intermedio, libretto firmato da Franco Battiato e Gianluca Magi, certamente non abbonda come quantità, e anzi ne è clamorosamente carente tanto da aver dato adito alla valutazione parimenti carente, tuttavia ha almeno un po’ di qualità – leggi comprensione e consapevolezza – per cui perlomeno ho potuto trarre da esso qualche citazione per questo articolo di approfondimento.

Non ho avuto la scelta che ho di solito con libri veri e propri, e peraltro nello specifico di Battiato non c’è quasi nulla, ma pazienza e valorizziamo quello che abbiamo.

Cominciamo da una citazione di Gianluca Magi che è un’analogia tra il mangiare e l’affrontare la vita.
“Mangiare in modo smodato rispetto alla naturale esigenza è un atto di esorcismo della morte.
Quando si mangia oltremodo cresce un’equazione alimentare inconscia: più mangio, più mi aggrappo alla vita. Questo è proprio un atto di esorcismo dell’inquietudine che procura il pensiero della morte.
La paura della morte non è effettivamente ciò che sembra, cioè il timore che la vita si arresti.
Se sperimento la vita come possesso, io ho paura della morte, ovvero di perdere ciò che ho. Avverto cioè la paura di perdere il mio corpo, il mio io, la mia identità, mia moglie, i miei figli, il mio lavoro, i possessi che ho accumulato, etc… la paura di affrontare l’abisso della non identità, dell’essere perduto.”

Anche il secondo brano è di Gianluca Magi, ed esso riprende una citazione di Meister Eckhart sull’attaccamento alla vita e alle cose della vita… e sulla sofferenza che ne deriva.
“Meister ha detto che la sola cosa che brucia all’inferno è la parte di te che rimane aggrappata alla vita: i ricordi, gli affetti. Ti bruciano via tutto.
Non lo fanno per punirti – sosteneva – ma per liberarti l’anima.
A suo modo di vedere, se abbiamo paura di morire e ci aggrappiamo di più alla vita, vedremo i diavoli strapparcela via.
Ma se raggiungiamo la pace, i diavoli diventeranno degli angeli. Ci liberano dalle cose umane.
È dunque solo un problema di approccio.
Quindi non preoccupiamoci.”

Altra citazione di Gianluca Magi… e altro riferimento letterario: questo volta andiamo fino in India per parlare di reincarnazione.
“Nella Katha Upanishad, il cui nucleo centrale è antecedente al Buddha, si narra il viaggio del giovane Naciketas nel regno dei morti. In questa discesa negli inferi, Naciketas incontra Yama, il signore dell’oltretomba.
Yama, dopo aver messo alla prova questo pellegrino ultraterreno, gli rivela che dopo la morte, sciolti dai lacci corporei, si rinasce.
Ma chi, durante la vita, si è comportato in un certo modo e ha scrutato dentro di sé per rimanere attento nei suoi pensieri, azioni e parole, troverà la chiave per giungere alla felicità dell’Assoluto.”

L’ultimo dei quattro brani di Gianluca Magi, prima di passare all’altro autore, applica il concetto di “luogo di mezzo” del Bardo thodol alla vita che stiamo vivendo adesso.
“Il “bardo” è lo stato intermedio tra due momenti. Ora, qui, ci troviamo nello stato intermedio tra la nascita e la morte: è il bardo di questa vita.
Il bardo di questa vita dura dal momento della nostra nascita sino al momento in cui trapasseremo. Durante il bardo di questa vita rischiamo di trascorrere il nostro tempo da morti, o non ancora nati, aspettando invano, sprecando anni in attesa di una telefonata, di una lettera o di uno s guardo di qualcuno o di qualcosa che sistemi le cose al posto nostro.
Il Libro tibetano dei morti ci ricorda, a suo modo, di non sprecare il nostro tempo. È non solo un libro per restare vivi dopo la morte, ma per diventare vivi dopo la nascita, in questo corpo attuale.
L’idea fondamentale è questa: se facciamo in modo che vi sia vita dopo la nostra nascita, allora ci sarà vita anche dopo la nostra morte.”

La prima delle due citazioni di Franco Battiato ci parla, in modo breve, dell’illusione della realtà sensoriale e della nostra infinitezza.
“Nulla è come sembra.
Siamo infiniti ed eterni quanto il cosmo.
In realtà siamo prigionieri delle nostre abitudini, paure e potenti illusioni. Dunque non riusciamo a considerare consapevolmente di essere parte del tutto universale.”

La seconda e ultima prosegue sulla stessa linea, aggiungendo un concetto interessante: la vita è la preparazione al momento della morte, in realtà il più importante della nostra esistenza… e, curiosamente, l’unico che la società odierna ignora.
“Non moriamo mai davvero, se non con il corpo. Che è una residenza temporanea.
Nessuno di noi muore mai: ciò che facciamo è solo passare da uno stato a un altro stato.
Per gli straordinari mistici tibetani morire è u’opportunità e all’appuntamento fatidico possono realmente arrivare con la gioia nel cuore.
Posso dire che questa condizione non si raggiunge facilmente: occorre molta saggezza per conquistarla.”

Abbiamo così terminato l’approfondimento de Lo stato intermedio di Franco Battiato e Gianluca Magi.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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L’essenza spirituale dell’uomo - Choa Kok Sui (esistenza)Titolo: L’essenza spirituale dell’uomo (The spiritual essence of man).
Autore: Choa Kok Sui.
Argomenti: esistenza, spiritualità, chakra, cabala.
Editore: Eifis.
Anno: 2003.
Voto: 6.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Bentrovati con gli articoli di approfondimenti di Una vita fantastica.
Oggi siamo in compagnia de L’essenza spirituale dell’uomo di Choa Kok Sui.

Partiamo da una citazione di grande valore: come l’anima corrisponde al corpo al momento dell’incarnazione, così i due vanno avanti di pari passo. Se si vuole elevare la prima, occorre preparare il secondo.
“Così come un software di versione superiore richiede un hardware aggiornato, allo stesso modo l’accelerazione nell’evoluzione dell’anima deve essere accompagnata dall’accelerazione nell’evoluzione del corpo.
In caso contrario, il corpo non potrà essere un veicolo adeguato per un’anima altamente evoluta.”

Vediamo ora un brano sul chakra di base, connesso alla forza e alla salute.
“Le persone con il chakra di base fortemente attivato tendono ad essere robuste e sane, mentre quelle col chakra di base meno attivo tendono ad essere fragili e deboli.
Normalmente le persone anziane hanno il chakra di base svuotato o molto svuotato. Per questa ragione il loro corpo è debole e si rimpicciolisce; la loro spina dorsale tende ad incurvarsi; la guarigione delle ferite e delle fratture ossee è più lenta; ed esse tendono a sviluppare l’artrire.
Un chakra di base sano è una condizione essenziale per avere un aspetto giovanile ed in salute.
Il chakra di base è come la radice di un albero. Se la radice è debole, l’albero è debole. Allo stesso modo, se il chakra di base è debole, anche il corpo è molto debole. Un altro termine per il chakra di base è “chakra radice”.
I chakra minori delle piante dei piedi e il chakra di base sono i principali punti d’ingresso per l’energia pranica della terra.”

Passiamo ora al chakra sessuale… con l’energia sessuale che, si sa, è molto importante dal punto di vista evolutivo (preciso tuttavia che non tutti gli autori identificano l’energia sessuale esclusivamente col secondo chakra).
“Per lo sviluppo spirituale è necessario un chakra sessuale forte e sano. L’energia sessuale può essere trasmutata in amore e in unione spirituale. Il sesso è sacro.
Quando è praticato appropriatamente, si manifesta come unione divina di due anime, unione con le loro anime superiori e infine unione con il tutto.
Esistono diverse scuole di pensiero. Da un lato vi è una scuola di pensiero che ha un’attitudine negativa verso il sesso, che considera “sporco” e da evitare. Con questo tipo di attitudine lo sviluppo spirituale è impossibile. Perché? La ragione è che l’energia sessuale è soppressa e inibita; pertanto non può risalire ai chakra superiori. Senza l’energia sessuale trasmutata, il chakra della corona, il centro dell’illuminazione e dell’unione divina, non può essere attivato e non può funzionare correttamente.
Dall’altro lato, vi è la scuola sessuale libera nella quale l’energia sessuale viene semplicemente sprecata. In questo caso, il chakra sessuale è svuotato a tal punto che non rimane energia sessuale sufficiente da trasmutare per essere utilizzata nei chakra superiori, specialmente nel chakra della corona.
L’approccio pratico dovrebbe essere la via di mezzo, che consiste nel considerare il sesso come una cosa naturale e sana, e nel praticare la trasmutazione dell’energia sessuale.”

Saltiamo adesso al chakra del cuore: qua parliamo di compassione, generosità e abbondanza.
“Nella cabbala, il chakra cardiaco è chiamato anche “gedulah”, che significa “grandezza” o “abbondanza”.
Quando una persona è misericordiosa e compassionevole, dona e condivide con generosità. Donare è il segreto della prosperità e dell’abbondanza. Per questo San Francesco d’Assisi disse: “È dando che si riceve”.
San Paolo, nella Seconda lettera ai Corinzi 9:6 disse inoltre: “Colui che semina abbondantemente raccoglierà abbondantemente”. E in Luca 6:38 Gesù disse: “Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante…”.
Secondo Lao Tzu nel Tao te ching: “Più egli dona, più egli possiede”.
Mostrando compassione e misericordia, condividendo e donando si è benedetti con enorme abbondanza e prosperità.”

La citazione seguente non lo cita, ma siamo in ambito chakra della corona e collegamento col Sé Superiore.
“Quando una persona possiede una forte connessione spirituale con la sua anima superiore, allora essa è completa o integra. Questo si manifesta come bontà.
Per essere più accurati e corretti è meglio dire che il problema non è se la persona sia connessa o meno con la sua anima superiore, ma il grado di connessione. Alcune persone sono internamente deboli e possiedono una corda spirituale molto sottile. La radice spirituale di coloro che sono più sviluppati spiritualmente può essere osservata come un pilastro di luce.
Così come la radice fisica assorbe il nutrimento fisico, allo stesso modo la radice spirituale assimila il nutrimento spirituale. Nella terminologia cristiana, l’assorbire il nutrimento spirituale è chiamato “la discesa dello Spirito Santo” o “energia spirituale”.”

Manca poco alla fine dell’approfondimento de L’essenza spirituale dell’uomo. In questa citazione vediamo come il sapere tradizionale-popolare-fiabesco ci ha tramandato il principio del risveglio della kundalini.
“La tecnica del risveglio dell’energia kundalini è conosciuta anche in Europa attraverso le fiabe.
Biancaneve e la Bella Addormentata corrispondono all’energia kundalini dormiente, che è di qualità femminile. Il Principe Azzurro rappresenta l’energia spirituale che scende, chiamata dai cristiani “la discesa dello Spirito Santo”.
Il Principe Azzurro deve dare alla Bella Addormentata un bacio per risvegliarla. Allo stesso modo, l’energia spirituale deve scendere alla base della spina dorsale ed unirsi con il fuoco serpentino per risvegliarlo.
Il fuoco serpentino o energia kundalini viene portato su fino al chakra della corona dall’energia spirituale manifestandosi, infine, come beatitudine, illuminazione e unione divina.
I sette nani corrispondono ai sette chakra o centri energetici.”

Con le penultima citazione affrontiamo una questione molto importante: la quantità di energia messa in circolo non corrisponde alla “qualità”, ossia alla sua elevazione. Ecco perché, ancor prima di occuparsi della prima cosa è bene occuparsi della seconda, con la cosiddetta “costruzione del carattere”.
“Un problema che s’incontra sul cammino spirituale riguarda le qualità positive e quelle negative della persona, che tendono ad amplificarsi con il risveglio dell’energia kundalini. A meno che, negli stadi iniziali dello sviluppo spirituale, non si pratichi abbastanza ed in modo approfondito la costruzione del carattere e la purificazione interiore, il risveglio dell’energia kundalini provocherà gravi danni nel proseguimento della pratica spirituale.
Se una persona soffre di qualcuna delle seguenti debolezze, rabbia incontrollata, odio, orgoglio, avidità, tendenza alla menzogna e al furto, malignità, crudeltà, tendenza alla violenza ed agli eccessi sessuali, instabilità emozionale, questi difetti si amplificheranno ad un livello elevato.
A causa della proprietà amplificante dell’energia kundalini c’è la tendenza ad incontrare persone sul sentiero spirituale dotate di nobili qualità che contemporaneamente posseggono dei gravi difetti caratteriali.
Pertanto la costruzione del carattere e la purificazione interiore devono essere enfatizzate e praticate. Altrimenti il discepolo cadrà spiritualmente e occorrerà molto tempo, se non diverse incarnazioni, per recuperare. Questo spiega perché, nei tempi antichi, i guru spirituali non insegnavano nessuna meditazione per diversi anni ai nuovi aspiranti fino a quando il loro carattere non si era fortificato.”

Terminiamo con una frase velocissima, al contempo sprone e traguardo.
“Se lo yogi continua la sua pratica spirituale, si espanderà oltre il buio.
Oltre il buio c’è una luce più grande.”

Abbiamo terminato con L’essenza spirituale dell’uomo di Choa Kok Sui.
A presto e buone cose a tutti.

Fosco Del Nero

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Il Buddha entra in un bar - Lodro Rinzler (approfondimento)Titolo: Il Buddha entra in un bar (The Buddha walks into a bar).
Autore: Lodro Rinzler.
Argomenti: buddhismo, crescita personale, spiritualità.
Editore: Astrolabio-Ubaldini Editore.
Anno: 2012.
Voto: 4.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

L’approfondimento di oggi è dedicato al libro di Lodro Rinzler Il Buddha entra in un bar, edito da Ubaldini Editore.
Come sempre, leggiamo alcune citazioni estrapolate dal testo.

La prima citazione, trattandosi di un libro che nasce da una corrente buddhista, non poteva che essere sulla meditazione, indicata come la pratica per eccellenza… e a lunga scadenza.
“La meditazione è un cammino alla scoperta di noi stessi.
Se accogliamo il consiglio del Buddha e degli altri grandi maestri del passato e continuiamo a praticarla, cominciamo anche noi a non sentirci più bombardati da una cascata di pensieri. Sarà più simile, invece, al trovarsi nel mezzo di un turbolento fiume di pensieri.
Non è un brutto inizio. Col tempo, e con l’esercizio, i pensieri che ci bombardavano somiglieranno più a un torrente gorgogliante o a un placido ruscello, il quale alla fine condurrà alla mente del risveglio: un ampio stagno privo di increspature.
La graduale acquisizione di tornare al respiro durante la pratica della meditazione comincia a produrre un certo spazio mentale, che nel corso del tempo, senza che ci venga richiesto di “fare” assolutamente nulla, inizia a manifestarsi nella nostra vita quotidiana in modo del tutto naturale.”

Il secondo brano ci ricorda di non avere troppo attaccamento per le cose e per le nostre aspettative su di esse.
“Meno accettiamo una versione prestabilita di come le cose dovrebbero essere, più saremo disponibili a viverle come sono.
Quando siamo in grado di farlo, la nostra vita non è più una battaglia, ma un parco giochi in cui divertirsi.”

Terzo brano: questo ci parla in modo molto sintetico della gentilezza e del solito effetto interno-esterno.
“Quando saremo gentili con noi stessi, potremo offrire quella gentilezza agli altri.”

Andiamo avanti con gli spunti tratti da Il Buddha entra in un bar. Il successivo invita a un perenne lavoro interiore, e non solo in certi momenti o in certi luoghi.
“Molti di noi vivono la casa come un nascondiglio, una fortezza di solitudine dove ci si può rifugiare evitando di essere mentalmente presenti o gentili. È la nostra via di fuga.
Il sentiero della meditazione insegna che una via di fuga non esiste.
Se vogliamo davvero crescere come esseri umani, è necessario trattare ogni ambiente in cui ci troviamo, inclusa casa nostra, come un terreno di allenamento.”

Facciamo un piccolo passo indietro, ritornando al tema dell’attaccamento. In questo brano è indicata la direzione opportuna.
“Quando lasciate andare la presa tenace che esercitate sulla vita, svolgete due esercizi. Il primo è lasciar cadere le aspettative. Uscite da anni di reazioni abituali, modalità che vi siete addestrati ad adottare in risposta al dolore, alla delusione e alla pena. State seriamente dissolvendo il solido senso dell’io che vi ha paralizzato e che vi ha impedito di relazionarvi pienamente con la vostra vita.
Il secondo esercizio è imparare a rilassarvi. Sprechiamo così tanta energia tentando continuamente di proteggere noi stessi, che non abbiamo idea di ciò che accadrebbe se di colpo lasciassimo cadere lo scudo protettivo. Essere rilassati è la cosa più naturale. È come manovrare la manopola della radio in cerca di una stazione: quando ci sintonizziamo bene, la musica arriva in modo chiaro. Imparare a lasciar cadere le aspettative è la stessa cosa: ci sintonizziamo in modo naturale sul modo in cui le cose sono.”

Stiamo per concludere con Il Buddha entra in un bar; la terzultima citazione ci parla del cuore aperto.
“Un cuore aperto è il principale strumento per creare un mondo migliore e una società illuminata.
C’è chi tenta di attuare un cambiamento positivo nella società organizzando proteste o firmando petizioni. Altri provano a finanziare istituzioni caritatevoli che a loro giudizio stanno facendo un buon lavoro, oppure trovano impiego in un settore che ritengono sia di beneficio per gli altri.
Ciò nonostante, il modo più semplice e diretto di creare un cambiamento positivo nel mondo è connettersi con il nostro cuore risvegliato.”

La penultima, invece, ci dice che tutto è già bello, perfetto e sacro.
“Non c’è bisogno di modificare il mondo perché diventi sacro.
Lo è già.”

E l’ultima, infine, ci invita ad essere noi i maestri e le guide che il mondo attende.
“Siete già maestri guerrieri.
Siete già draghi.
Siete la guida di cui questo mondo ha bisogno.”

Detto ciò, abbiamo terminato con Il Buddha entra in un bar, scritto da Lodro Rinzler.
Al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

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