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Energia, salute, evoluzione

Così parlò Krishnamurti - Jiddu Krishnamurti (spiritualità)Titolo: Così parlò Krishnamurti (Sufism: The Mysticism of Islam).
Autore: Jiddu Krishnamurti.
Argomenti: spiritualità.
Editore: BIS.
Anno: 1927-1929.
Voto: 8.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Così parlò Krishnamurti è il quarto libro che leggo di Jiddu Krishnamurti, il noto maestro indiano, dopo La rivoluzione comincia da noi, Krishnamurti – Sintesi dell’insegnamento e Ai piedi del maestro.

Se i primi due, dei tre testi già recensiti, rappresentavano il periodo maturo e il terzo quello giovanile di Krishnamurti, rispettivamente indipendente e sotto l’ala della Società Teosofica, Così parlò Krishnamurti raccoglie numerosi discorsi da egli tenuti nel periodo di transizione, quello a ridosso dello scioglimento dell’Ordine della Stella d’Oriente, e quindi dell’allontanamento dal mondo teosofico (che deluse alquanto non solo i teosofi, ma i tanti che avevano confidato che Krishnamurti fosse un nuovo Cristo, come era stato affermato che sarebbe stato).

Il libro è lungo 180 pagine piuttosto comode: caratteri abbastanza grandi, molte pagine e spazi bianchi. La suddivisione in tanti paragrafi, spesso piccoli, ne agevola la lettura e la scorrevolezza.
Si tratta di discorsi tenuti in pubblico da Krishnamurti, e poi messi per iscritto.

I temi trattati sono molteplici, anche perché alcuni discorsi comprendono domande del pubblico, che svariano su molteplici fronti: si parla così di illuminazione, di politica, di religioni e discipline varie, e via discorrendo.

Da tutto quanto vien trattato emergono con prepotenza due fattori, veri punti cardine dell’insegnamento di Jiddu Krishnamurti: il primo è lo sforzo nella ricerca della Verità; il secondo è l’indipendenza da qualsivoglia struttura umana, religiosa o meno che sia. In tal senso, l’invito di Krishnamurti è quello di camminare con le proprie gambe, e di farlo con fiducia e onesto desiderio di verità e di libertà… e con ciò prima o poi si arriverà.

A me Jiddu Krishnamurti piace molto; l’unico libro in cui l’ho trovato un po’ pesante è stato il primo che ho letto, ossia La rivoluzione comincia da noi, ma è possibile che la pesantezza in questione fosse dovuta alla traduzione, o al contesto dei discorsi riportati in quel libro.

Singoli libri a parte, sta parlando un maestro, il quale come tutti i maestri dice cose semplici… almeno da comprendere; l’attuarle è un altro paio di maniche.

Fosco Del Nero

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Tornare alla sorgente - Osho (meditazione)Titolo: Tornare alla sorgente (Coming home).
Autore: Osho.
Argomenti: spiritualità, meditazione.
Editore: Mondadori.
Anno: 2018.
Voto: 8.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Ci apprestiamo a cominciare l’articolo di approfondimento dedicato al libro di Osho Tornare alla sorgente, l’ennesimo libro del maestro indiano che ho letto e proposto ai miei lettori.
Stavolta si tratta di un libriccino piuttosto breve e agile, ma comunque ho tratto da esso un gran numero di citazioni; come sempre, alcune le propongo qui, mentre altre compariranno nella pagina facebook.

La prima citazione proposto afferisce alla meditazione e alla sorgente originale.
“Tornare consapevolmente alla sorgente essenziale, ecco ciò che chiamo meditazione.
In quella sorgente, non solo del tuo essere ma del cosmo stesso, troverai la fiamma eterna dell’esistenza. Le cose vanno e vengono, le onde si sollevano e si abbassano, ma ogni cosa rimane perennemente radicata nel nulla.
Il nulla è semplicemente nulla, non si pone il problema di alcun radicamento: non viene e non se ne va. Al nulla non accade nulla… permane semplicemente, in un silenzio assoluto.”

Il secondo brano riguarda invece la sofferenza… e il suo enorme valore evolutivo.
“Devi conoscere la sofferenza, solo così saprai cos’è la felicità. Occorre uno sfondo: ogni esperienza richiede uno sfondo, per risaltare. Un Buddha deve vivere nel mondo per riconoscere la sua natura essenziale.
Tu devi vivere nel mondo per scoprire chi sei, altrimenti sarà impossibile.”

Passiamo dalla sofferenza alla beatitudine… ciò che peraltro è il risultato del percorso evolutivo umano.
“La beatitudine non appartiene al corpo né alla mente; ecco perché ha una profondità abissale, infinita. È la tua stessa anima, la tua natura essenziale, il tuo essere.
Il piacere va e viene, la felicità accade e poi scompare; la beatitudine è per sempre.
Perfino quando non ne siamo consapevoli è presente, come una corrente sotterranea: occorre solo scavare un po’.”

Torniamo ora alla meditazione e alla ricerca interiore, con una bella metafora sulle radici dell’albero.
“La ricerca del vero a cui ti invito è volgersi verso l’interno, esplorare la propria interiorità. Io non sono contrario all’esteriorità – il mondo esteriore è bellissimo – ma se non conosci la tua interiorità, il tuo mondo interiore, la tua sfera esteriore non potrà essere davvero bella. L’esteriorità può avere profondità, bellezza, gioia, soltanto se sei radicato nelle tue intime risorse interiori.
Se un albero vuole elevarsi alto nel cielo, se vuole toccare le stesse e sussurrare alle nuvole, deve prima scendere in profondità nel terreno con le sue radici: più sono profonde, più si può elevare.
La stessa cosa vale per l’interiorità e l’esteriorità: più sono profonde le radici nella dimensione interiore, più articolato sarà il tuo approccio alla dimensione esteriore. Se le radici toccano veramente la tua sorgente di beatitudine, i rami all’esterno avranno una fioritura stupenda.”

Proseguiamo l’approfondimento di Tornare alla sorgente. Il brano successivo ci parla della sacralità.
“La sacralità non è racchiusa unicamente nella dimensione interiore; anche l’esteriorità è sacra. D’altra parte, come prima cosa, di certo le tue radici devono crescere, solo allora i rami potranno seguire: se l’albero sviluppa prima il tronco, potrà solo cadere; non riuscirà a ergersi in tutta la sua maestosità.
Inizia, dunque, diventando più meditativo, sempre più estatico; allora, in modo del tutto naturale, svilupperai una nuova crescita all’esterno: sarai più vigoroso e ti eleverai sempre più in alto. E quando le radici sono nutrite interiormente dalla beatitudine, prima o poi i rami si colmeranno di fiori… è inevitabile!
Quello è il momento in cui si diventa un Buddha, un Cristo, uno Zarathustra.”

Ora seguono due parole sulla consapevolezza e lo sforzo necessario per coltivarla.
“Per essere consapevole all’inizio devi fare uno sforzo. Quando quello sforzo penetrerà e trasformerà una porzione del tuo essere, te ne puoi scordare: quella parte rimarrà cosciente. Non sono possibili delle ricadute, non c’è modo di ricadere nell’inconsapevolezza. A quel punto, puoi operare su un’altra parte del tuo essere; piano piano, passo dopo passo, si inizia a penetrare all’interno della propria dimora. E più scendi in profondità nel palazzo del tuo essere, più diventi estatico: il giorno in cui tutto il tuo essere si rivela ricolmo di luce è un giorno di giubilo!
E ciò che intende Gesù quando dice “Il regno di Dio è dentro di te. Ma sii sveglio”, e lo ha ripetuto mille e una volta: “Svegliati, rimani sveglio!”.”

Passiamo a cose pratiche: che c’è da fare in pratica?
“Io non suggerisco alcuna disciplina, non do mai alcun ideale. Do semplicemente una piccola strategia che dev’essere praticata, elaborata all’interno del tuo cuore; ovvero: sii più attento e più presente.
Fa’ tutto ciò che vuoi, ma fallo con una maggior consapevolezza.
Trasforma ogni opportunità in un espediente per diventare più consapevole, e ben presto in te fluirà una consapevolezza sempre più ampia, arriverà a inondarti…
A quel punto avvertirai le mani dell’intera esistenza che ti stanno aiutando. E nel momento in cui si percepiscono quelle mani divine, nasce la fiducia: adesso sai di non essere solo.”

Stiamo per concludere con Tornare alla sorgente: leggiamo ora un paio di righe sul testimone… e quindi parliamo ancora di osservazione e di consapevolezza.
“Ricorda: cristallizza sempre di più il testimone, la consapevolezza, la presenza consapevole, in modo che il tuo essere interiore, la tua interiorità, diventino una luce, una luminosità così piena e straripante da poter essere condivisa con gli altri.
Essere nell’oscurità è vivere al minimo, essere ricolmi di luce è vivere al massimo.”

L’ultima citazione proposta è su uno dei punti forti di Osho: meno sogni, meno mente, più realtà, più consapevolezza.
“Più metterai in disparte la mente, maggiore sarà la luce che si sprigionerà in te; infatti, quando sei libero da interferenze oniriche, le porte sono aperte, le finestre sono aperte… e il cielo ti raggiunge, il sole sorge e giunge fino al tuo cuore. La luce arriva fino a te.
Verrai colmato sempre più di verità, a mano a mano che sei sempre meno ricolmo di sogni.”

Abbiamo così concluso l’approfondimento di Tornare alla sorgente di Osho.
Alla prossima occasione.

Fosco Del Nero

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Sufismo e mistica islamica - Reynold Nicholson (spiritualità)Titolo: Sufismo e mistica islamica (Sufism: The Mysticism of Islam).
Autore: Reynold Nicholson.
Argomenti: spiritualità, sufismo, misticismo.
Editore: Libritalia.
Anno: 1914.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardino, Amazon.

 

Trattandosi di un testo un po’ vetusto, scritto ormai più di un secolo fa, avevo il timore che Sufismo e mistica islamica avesse una natura un po’ didascalica… che peraltro sarebbe stata in netto contrasto con l’essenza del sufismo, che viceversa veleggia tra misticismo e contemplazione della bellezza.

Fortunatamente, pur all’interno di una trattazione saggistica, il secondo aspetto è prevalente, e forse non avrebbe potuto essere altrimenti essendo il testo pieno di citazioni dei vari Jalaladdin Rumi, Bayazid, Ibn Al Arabi, Ali Hujwiri e molti altri… anzi, mi sono stupito di non aver trovato tra gli autori citati Attar (appena citato) e Hakim Sanai (per lui niente), oggi considerati tra i più importanti mistici sufi.

Ad ogni modo, veniamo a Sufismo e mistica islamica, testo redatto con evidente passione da tale Reynold Nicholson. Si tratta di un libro di circa 180 pagine stampate in modo comodo, che si legge facilmente un po’ perché non lungo e un po’ perché scorrevole.

Il libro, dopo la consueta parte introduttiva, propone sei capitoli: Il sentiero, Illuminazione ed estasi, La gnosi, Il divino amore, Santi e miracoli, Lo stato d’unione. Tutti quanti sono interessanti, quale più e quale meno.

Da segnalare l’utilizzo di un linguaggio parecchio desueto rispetto alla lingua odierna, come facile da prevedersi dato il secolo di distanza, ma anche di una terminologia “specifica” che forse al tempo andava di moda (in quei modi), ma che oggi potrebbe causare qualche dubbio al lettore… perlomeno al lettore che si attacca alle parole perdendo di vista ciò che c’è dietro alle parole.
Mi riferisco ad esempio all’utilizzo di termini come “teosofia” o “gnosi”.

Questo, comunque, lo vedrà il singolo lettore; di mio, segnalo che Sufismo e mistica islamica è un testo che possiede una sua forte bellezza, e mostra a chi non lo conoscesse il lato più bello e mistico dell’islam, ossia il sufismo, pur nelle sue varie sfaccettature, che Nichols si sforza di evidenziare nel suo libro.

Nota di demerito per l’edizione italiana, peraltro di difficile reperibilità: non è stato fatto nemmeno lo sforzo di aggiornare l’elenco degli autori citati a fine volume, dalle pagine dell’edizione originale alle pagine dell’edizione italiana.

Fosco Del Nero

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Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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