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Ricchezza, amore e fiducia

7 Ago 2013 | Crescita personale

Product by:
Fosco Del Nero

Reviewed by:
Rating:
5
On 7 Agosto 2013
Last modified:7 Dicembre 2013

Summary:

Cos’hanno in comune ricchezza, amore e fiducia? Semplice: i primi due arrivano se c’è la terza. Più semplice di così...

I luoghi e le memorie della Terra

Cos’hanno in comune la ricchezza, l’amore e la fiducia?
Semplice: i primi due arrivano se c’è la terza.
Più semplice di così… :)

Purtroppo, ci hanno insegnato a posticipare la felicità, la positività, i festeggiamenti al raggiungimento di un obiettivo.
E questo noi abbiamo metabolizzato: “Sarò felice quando troverò il/la fidanzato/a”, “Sarò felice quando troverò lavoro”, “Sarò felice quando avrò tot soldi in banca”, “Sarò felice quando tutti quelli del Club Bilderberg e del Nuovo Ordine Mondiale saranno finiti dietro le sbarre e noi potremo passare a vederli come allo zoo”.

E invece no!
Devi essere felice ora anche, se non hai un fidanzato!
Devi essere felice ora anche, se non hai un lavoro!
Devi essere felice ora, anche se quelli del Club sono ancora in cima alla piramide!

Anzi, ti dico di più: devi amare il fatto di non avere un lavoro, perché l’esperienza ti sta insegnando qualcosa che ti serve… se no, semplicemente, staresti vivendo un’altra esperienza.
Devi amare il fatto di non avere una fidanzata e di vedere quelli del Club Bilderberg in tv e non allo zoo!
Anzi, devi proprio amare loro, perché stanno facendo qualcosa di importante per l’umanità, anche se non lo sanno.

Insomma, devi far pace con dove sei, per dirla con Abraham.
Devi vivere appieno il momento presente, per dirla con Eckhart Tolle.
Devi affidarti all’esistenza, per dirla con Osho.

Come prima cosa ti affidi alla vita, e dopo ti arrivano le cose che desideri.
Ma prima… ti arrivano soprattutto le cose che ti servono, e magari ora ti serve imparare a lasciar scorrere le cose, a lasciar fluire, a fidarti della vita.

Hai notato come le cose arrivano (e rimangono, soprattutto!) a chi è tranquillo, a chi non spasima per quelle cose, a chi non vi ha messo sopra una grande importanza, per dirla ora con Vadim Zeland?
Tutto arriva a chi sa aspettare.

E aggiungo anche una bellissima citazione di James Allen, da Sei come pensi di essere.
“Non essere impaziente nell’attesa, ma attendi come colui che sa.
Quando lo spirito si leva e comanda, anche gli Dei sono pronti ad obbedire.”

La ricchezza interna precede sempre quella esterna, laddove con ricchezza esterna, peraltro, non si intendono i miliardi di euro, ma l’avere sempre quello che ci serve.

Avrete notato come vi sono persone apparentemente ricchissime, ma che vogliono sempre di più, che pensano di non avere abbastanza, che vivono una vita d’inferno per accumulare altro… questa vi sembra ricchezza?
La ricchezza cui dobbiamo aspirare è la tranquillità emotiva, la serenità e la sicurezza interiore per cui tutto andrà bene e avremo sempre ciò che ci serve.
In questo senso la ricchezza interna precede sempre quella esterna.
Se abbiamo la prima il mondo, da buon specchio che è, non può che rimandarci indietro la nostra stessa immagine di serenità interiore.
Come al solito, che siano relazioni, soldi o salute… l’unica cosa di cui dobbiamo occuparci se vogliamo modificare il “fuori” è prenderci cura del “dentro”.

Dunque, pensare che saremo felici quando avremo il fidanzato, o quando avremo quei soldi là (e non dimenticatevi degli amici del Club!) non ha proprio senso.
Così come non ha senso, per citare un sottoprodotto, decidere che saremo generosi con gli altri quando avremo quel guadagno mensile, o quel patrimonio da parte.
Iniziamo subito con le cose belle, e vedremo che ad esse se ne uniranno altre belle, energeticamente affini allo stato d’animo con cui avremo esperito le suddette cose belle iniziali. :)

Per arrivare a questo punto, lo ripeto, bisogna giungere allo stato di fiducia verso l’esistenza.
Come, vedetelo voi: libri, audio, corsi, meditazione sono tutti strumenti validi… utili a rispecchiare (anche loro, sì) qualcosa che è già dentro di noi e di cui dobbiamo solo accorgerci.

In questo senso vi do un piccolo contributo sotto forma di testo di una canzone di un gruppo italiano, che in poche strofe pare riassumere un libro di crescita personale.
La canzone è Indaco e il gruppo i Baustelle.

Non angosciarti più,
che bisogno c’è;
quando partono le rondini
lasciale andare.

Non domandare più,
che ragione c’è;
quando passa il carro funebre
fallo passare.

E non buttarti giù,
che in fin dei conti c’è
un azzurro che fa piangere
oltre le nubi.

E non soffrire più,
che in fondo forse c’è,
al di là di Gibilterra,
un indaco mare.

Tutto chiaro, no? :)

Fosco Del Nero

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9 Commenti

  1. Renzo

    Bel post!
    Tuttavia sull’aspettare e non agire non sono daccordo.
    Ad esempio, nei rapporti di coppia, la vita mi ha insegnato che le donne (soprattutto le italiane) sono passive per cui se io non agisco e semplicemente aspetto nessuna donna mi cercherà.
    Mi dispiace molto di questo ma, purtroppo, la società, vuole l’uomo attivo e la donna passiva nei rapporti di coppia.

  2. roberta

    Post interessante che arriva sempre al momento “giusto”
    GRAZIE FOSCO :-)
    Renzo,permettimi di scrivere-ti che come sempre
    le tue parole hanno come filtro le TUE esperienze…l azione è necessaria,son d accordo ma nel momento che nasce dalla fiducia interna di comprensione che l esterno ci fa da specchio,inevitabilmente..così se viviamo agendo senza “guarirci dentro” non avremo i risultati a cui aspiriamo.
    Da donna sto imparando ad “agire” molto di più,e sto imparando ad assumermi le responsabilità delle mie azioni,questo fa la differenza!
    Buona vita a tutti,
    Buona Giornata :-)
    Roberta.

  3. Fosco Del Nero

    Grazie dell’apprezzamento. :)
    Comunque, Renzo, questo articolo non aveva minimamente a che fare con l’agire o il non agire, ma con l’essere. ;)
    Peraltro, ha ragione Roberta nel sottolineare l’ “effetto specchio”, nel senso che le “donne che con te non agiscono” stanno rispecchiando qualcosa di te (convinzioni interiori, apprendimento evolutivo). Difatti, se si guarda ai numeri in giro è pieno di donne attive e intraprendenti.
    E, per l’appunto, l’articolo è un invito a occuparsi del dentro-causa, e non del fuori-riflesso. :)

    Fosco Del Nero

  4. Renzo

    Premesso che io rispetto molto le donne, come anche gli uomini. Da tempo, da quando sono diventato adulto, ho classificato i ruoli delle donne e degli uomini durante il corteggiamento, in base alle mie esperienze, in base a quello che vedo, leggo e ascolto intorno a me: donne passive e uomini attivi. E le statistiche confermano pienamente la mia classificazione. Sono un grande appassionato di Antropologia Culturale. D’altronde, con la marcata subalternità delle donne agli uomini, è ovvio che le cose stiano così.
    Comunque io sono un grande sostenitore del risveglio, dell’emancipazione del genere femminile…
    Donne: coraggio! Non abbiate paura!

  5. Fosco Del Nero

    Ah ah, le incoraggi, che furbacchione! :)
    Battute a parte, io in giro come detto vedo molte donne toste, ma ammetto di non avere statistiche su quanto siano toste o intraprendenti le donne in generale.
    Magari dipende anche da dove si vive, visto che ovviamente la questione è essenzialmente culturale. Da me si dice per l’appunto che le donne siano toste.
    Comunque l’articolo era sulla fiducia nell’esistenza, non su quanto sono toste le donne! :)

    Fosco Del Nero

  6. Renzo

    Sono andato un pò fuori tema: scusate! ;-)

  7. Fosco Del Nero

    Ma no, va bene, anzi, mi unisco anche io al tuo accorato appello! :)

    Fosco Del Nero

  8. davide

    bel post! per come è scritto e argomentato. come al solito, vale tutto e anche il contrario di tutto, per cui ti posso portare delle prove anche a favore delle teorie diametralmente opposte.

    ad esempio: hai un bel dire di essere felice se non hai un lavoro. come mangi? con cosa ti vesti? puoi anche soprassedere sulla mancanza di dignità che ti appioppa la società, però sulle necessità fisiologiche no.

  9. Fosco Del Nero

    Eh, Davide, diciamo che a certe cose ci si deve arrivare più con l’intuizione-cuore che con le argomentazioni-mente.
    Per dire, tu credi a quello che diceva Gesù? O gli avresti chiesto delle prove? Idem per Buddha, Krishna, Babaji, Yogananda, Osho, e centinaia di altri santi e maestri spirituali.
    Non è un discorso di prove, lo sappiamo bene: chi è pronto per certe cose arriva a certe cose, e chi è pronto per altre arriva ad altre, ognuno secondo il proprio cammino.
    Quanto alla tua domanda: tu poni, o almeno lo fai nel tuo esempio, le emozioni dopo gli eventi della vita. Io invece le pongo prima, e prima ancora pongo il piano animico-divino. Che prove ho a sostegno di questa tesi?
    La parola di tutti gli spiriti illuminati della storia (ma anche di tante scuole spirituali ed esoteriche) e ciò che sento io. :)
    Sono prove scarse?
    Non per me. :)
    Buon cammino. :)

    Fosco Del Nero

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