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Padre ricco, padre povero - Robert Kiyosaki Titolo: Padre ricco, padre povero (Rich dad, poor dad).
Autore: Robert T. Kiyosaki.
Argomenti: ricchezza, finanze, soldi.
Anno: 1997.
Editore: Gribaudi Edizioni.
Voto: 8.
Dove lo trovi:Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Questa recensione non si occupa di un testo legato alla spiritualità o al miglioramento personale, ma a un altro settore che comunque spesso viene connesso ai primi: la ricchezza e la prosperità.

Il legame, apparentemente inesistente (anzi, molti luoghi comuni ci dicono che “i soldi non fanno la felicità”, o che addirittura rendono cattive le persone), ci sarà invece chiaro laddove rifletteremo sul fatto che se nell’uomo corpo, mente e spirito sono davvero indistricabilmente legati, allora bisogna occuparsi di tutti e tre indistintamente. In tal senso, non si tratta più di essere belli (corpo) o di essere buoni (spirito), ma semplicemente di coltivare una mentalità di abbondanza in tutti i campi.

Padre ricco, padre povero tratta il tema dell’abbondanza finanziaria, evidenziando quelle che sono spesso le convinzioni errate dell’uomo medio in materia di denaro.

Il testo, best seller internazionale scritto dal multimilionario Robert Kiyosaki, è a dirla tutta considerato un caposaldo di questo settore conoscitivo, tanto da essere consigliato come testo di base.

Anzi, in molti affermano di avere iniziato proprio da Padre ricco, padre povero un percorso di miglioramento in senso finanziario.

Cosa non sorprendente, tuttavia, considerando che il presente volume praticamente smonta una ad una molte delle convinzioni più comuni in tema di soldi, investimenti e gestione economica in senso lato.

Partendo dalle definizioni di attività e passività, Kiyosaki mostra che ciò che non bisogna mai perdere di vista è il cosiddetto “cashflow” (inutile che cerchi di spiegarvi cosa sia, col rischio di sviarvi dai concetti corretti).

E non solo l’idea di denaro e di ciò che lo circonda ne esce del tutto modificata, ma anche il concetto di istruzione e di lavoro (“i poveri lavorano per i soldi; i ricchi fanno lavorare i soldi per loro“).

Ma perchè proprio quel titolo?
Kiyosaki ha voluto mostrare come, a seconda di quali sono i nostri esempi, noi ereditiamo determinate convinzioni in ogni campo. Nel campo in questione (istruzione, lavoro, denaro) i suoi due padri, quello biologico e quello formativo, la pensavano in maniera del tutto opposta.

E, se opposte sono le premesse, sono ovviamente opposti anche i risultati.
I principi proposti da Robert Kiyosaki non sono tuttavia niente di incomprensibile o di trascendentale, essendo anzi piuttosto semplici, di quella semplicità che ti fa dire “oh, ma perchè non ci ho pensato prima?”.

Non si tratta dunque di prendere una laurea in scienze economiche, ma semplicemente (semplicemente?) di modificare il paradigma che sta alla base delle nostre convinzioni sul denaro.
In conclusione, Padre ricco, padre povero di Robert Kiyosaki è un libro non di svago, ma di istruzione (o di formazione, se preferite).

Dunque, se avete voglia di mettere alla prova le vostre convinzioni in materia finanziaria, ora sapete da dove cominciare (un altro autore meritevole in tale ambito è Harv Eker).

Fosco Del Nero

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PsicociberneticaTitolo: Psicocibernetica (Psyco-cybernetics).
Autore: Maxwell Maltz.
Argomenti: sviluppo personale, psicologia, mente.
Anno: 1960.
Editore: Astrolabio.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Psicocibernetica è un testo che ha fatto storia, diventando un classico all’interno del mondo dello sviluppo personale e in particolare dell’automiglioramento, anticipando peraltro l’esplosione di quelli che poi sarebbero divenuti dei settori di successo come la programmazione neurolinguistica (o pnl che dir si voglia) o il metodo silva.

Un libro assai originale e importante, dunque, che a distanza di decenni ha ancora molto da dire e che non a caso è tutt’oggi consigliato dagli esperti del settore come testo di base.

E Psicociberneticadi base lo è davvero, non solo perchè è un testo importante, ma anche perchè l’autore riporta teoria e casi concreti della sua vita professionale.

Maxwell Maltz era un chirurgo plastico che aveva notato come alcuni dei suoi pazienti, anche se sottoposti a radicali cambiamenti estetici (divenendo presumibilmente più belli), non avevano tuttavia cambiato la loro immagine di sé.
Maltz dedusse dunque che a un’immagine esterna corrispondesse un’immagine interna, e che anche su quella bisognava lavorare.

Le premesse concettuali sono assai interessanti, come si sarà intuito, così come è convincente la trattazione esposta.

Bisogna dire, tuttavia, che Psicocibernetica di Maxwell Maltz si presenta più come un saggio teorico che un manuale pratico, visto che gli esercizi proposti, e ce ne sono, sono pochi e spesso vaghi.

Il testo è comunque molto motivante e interessante… voglio dire, se gli esperti di settori come pnl, metrodo silva o apprendimento lo consigliano, un motivo ci sarà, no?

Fosco Del Nero

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Studio e apprendimento

4 Giu 2008 In: Apprendimento, Crescita personale

Studio e apprendimentoVuoi imparare a studiare meglio?

Vuoi apprendere con maggior efficacia, ottimizzando così il tuo tempo?

L’obiettivo di questo post è proprio quello di elencare alcuni tra i cardini del “buon apprendimento“. Personalmente ho passato un’intera vita a studiare, e per conto mio mi sono interessato a tecniche di apprendimento, tecniche di memoria e simili: dunque ho maturato un poco di esperienza sul campo.
Non è mia intenzione soffermarmi su fonti, studi, ricerche e simili, anche se, se farai degli studi in merito, troverai probabilmente le medesime idee (oltre che molte altre, spero migliori!!), magari condite da elucubrazioni concettuali più sostanziose, a cui ti rimando.
Il mo intento, viceversa, è quello di fornirti alcuni spunti che tu possa applicare immediatamente, per poi magari approfondire in seguito per conto tuo attraverso la frequentazione di corsi di pnl, tecniche di apprendimento, photoreading, etc.

Per il momento, per farla molto semplice, ti faccio un elenco di quello che non deve mai mancare alle tue sessioni di studio.

Naturalmente se vuoi che siano proficue…
Se non ti interessa migliorare, invece, continua pure come sempre: “se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto“.

1. Comfort fisico.
Imprescindibile. Inutile mettersi a studiare o a lavorare o a svolgere un’attività creativa quando si è a disagio.
Questo in due sensi: corpo e ambiente. Credo siano sufficientemente chiari entrambi: da un lato devi essere fisicamente a posto, rilassato e tranquillo. Giusto per essere chiari, non devi avere fame, caldo, freddo, nè devi sentire il bisogno di andare in bagno.
Dall’altro lato, devi trovarti in un ambiente confortevole e gradevole, privo di distrazioni e anzi, possibilmente, per te fonte d’ispirazione.

2. Acqua.
Prima di studiare (o di fare tutte quelle belle cose che abbiamo detto prima) beviti mezzo litro d’acqua. E’ scientificamente provato che quando il cervello è disidratato funziona molto peggio. E basta che lo sia al 2% perchè la tua testolina non renda bene. E quando funziona male, va da sé, è perfettamente inutile spendere tempo a cercare di imparare, perchè sarà tempo buttato.
Anzi, ora che ci penso, beviti mezzo litro d’acqua ogni mattina quando ti alzi… perchè rinunciare ad essere più brillante nell’apprendimento, nelle reazioni sociali, sul lavoro o in qualsiasi cosa tu debba fare?

3. Rilassamento mentale.
Non starò qui a parlarti di metodo silva, training autogeno, meditazione, pnl, immaginazioni creative, autoipnosi ericksoniana, etc. Se vuoi, fai delle ricerche e impratichisciti con queste ottime tecniche.
In tale sede dirò solo che, così come è necessario che il corpo sia ok prima dello studio, è necessario che lo sia anche la mente (tra l’altro sono ovviamente collegati, per cui agendo sull’uno agiamo anche sull’altra). Quindi, se hai esperienza di rilassamento o di meditazione, fai un breve relax per predisporti alla sessione di studio.
Se viceversa non hai idea di quello di cui sto parlando, fai almeno tre respiri profondi, lasciando andare con essi tensioni e pensieri.

4. Obiettivi.
E’ fondamentale che ognuno sappia per cosa sta facendo quello che sta facendo.
Qual è il tuo obiettivo? Che traguardo vuoi raggiungere?
Quale esso sia (sperando che sia eticamente corretto), tienilo sempre in mente, magari visualizzandoti con l’obiettivo già raggiunto.Facciamo un esempio: stai studiando per uno degli esami più antipatici della tua facoltà? Bene (si fa per dire), prima di metterti a studiare concentrati sul fatto che quello studio è un passo necessario per la laurea: coltiva dunque le tue visioni, quanto di breve quanto di lungo periodo.

5. Immaginazione.
Studia con passione! Immagina quello che studi, sensorializzando tutto quanto! Vediti al centro dell’azione, come se fossi il protagonista di quello che studi!
Ok, per alcune materie è più facile che per altre. Per discipline storiche o letterarie, per esempio, è assai semplice immaginarsi di essere sulla scena di un’importante battaglia o immedesimarsi in Dante mentre percorre l’Inferno in compagnia di Virgilio. Per chimica, per matematica o per il ramo giuridico pare più complesso. Ma anche qui è fattibile: vesti i panni dell’elettrone, immagina una scena in cui l’articolo xxx del codice penale viene applicato, pensa di essere Einstein che elabora la sua teoria matematica (Albert Einstein tra l’altro era un maestro dell’immaginazione creativa; pensiamo oppure al sottovalutato Nikola Tesla, che addirittura realizzava le sue invenzioni mentalmente)!
Ma ricorda, sensorializza tutto, quindi usa la vista, l’udito, il tatto e se possibile anche gusto e olfatto (quest’ultimo, tra l’altro, particolarmente potente). E aggiungici le emozioni, che sono la chiave della porta della memoria.

6. Pause.
La curva di apprendimento umana decresce paurosamente col passare del tempo. Probabilmente avrai sentito che la concentrazione dura mediamente 30-40 minuti (ok, dipende dai casi: per alcune cose rimaniamo più concentrati che per altre): ebbene, è vero.Dunque, studia sodo per breve tempo, poi fai una pausa e poi riprendi quando sei carico. Ma non fare tabelle! Se sei al top e stai filando come un treno, non interrompere perchè sai che “la concentrazione dura mediamente 30-40 minuti”. Vai avanti fino a che hai energia, e poi fai la tua pausa.

7. Ripasso.
Il cervello umano funziona per sinapsi, ossia tramite collegamenti tra i neuroni. Questi collegamenti si formano con la ripetizione e sono tanto più forti quanto più forte e vissuto è stato l’episodio che li ha generati.Ergo, un evento intenso, anche se successo una sola volta, non sparirà mai dalla nostra memoria conscia (nell’inconscia pare che ogni cosa che sia avvenuta in nostra presenza sia scrupolosamente registrata, benchè consciamente non vi abbiamo accesso), mentre per cose più noiose occorrono più ripetizioni.

Questo in che modo ci interessa?
In due modi:
a) come abbiamo detto prima, ravviviamo il nostro apprendimento con l’immaginazione, perché così impareremo di più e più velocemente,
b) facciamo ripassi frequenti (anche se rapidi).

Come premesso nell’introduzione, il mio consiglio è di iniziare a provare tutto ciò, così come ogni cosa di interessante che potrai imparare in futuro, da subito.
Infatti le scelte, stringi stringi, sono due: o applichi da subito, o posticipi e non applichi più.

Fammi sapere come va il tuo apprendimento.

Fosco Del Nero

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BAG

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Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

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