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Parole di Potere

Studio e apprendimento

4 Giu 2008 In: Apprendimento, Crescita personale

Studio e apprendimentoVuoi imparare a studiare meglio?

Vuoi apprendere con maggior efficacia, ottimizzando così il tuo tempo?

L’obiettivo di questo post è proprio quello di elencare alcuni tra i cardini del “buon apprendimento“. Personalmente ho passato un’intera vita a studiare, e per conto mio mi sono interessato a tecniche di apprendimento, tecniche di memoria e simili: dunque ho maturato un poco di esperienza sul campo.
Non è mia intenzione soffermarmi su fonti, studi, ricerche e simili, anche se, se farai degli studi in merito, troverai probabilmente le medesime idee (oltre che molte altre, spero migliori!!), magari condite da elucubrazioni concettuali più sostanziose, a cui ti rimando.
Il mo intento, viceversa, è quello di fornirti alcuni spunti che tu possa applicare immediatamente, per poi magari approfondire in seguito per conto tuo attraverso la frequentazione di corsi di pnl, tecniche di apprendimento, photoreading, etc.

Per il momento, per farla molto semplice, ti faccio un elenco di quello che non deve mai mancare alle tue sessioni di studio.

Naturalmente se vuoi che siano proficue…
Se non ti interessa migliorare, invece, continua pure come sempre: “se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto“.

1. Comfort fisico.
Imprescindibile. Inutile mettersi a studiare o a lavorare o a svolgere un’attività creativa quando si è a disagio.
Questo in due sensi: corpo e ambiente. Credo siano sufficientemente chiari entrambi: da un lato devi essere fisicamente a posto, rilassato e tranquillo. Giusto per essere chiari, non devi avere fame, caldo, freddo, nè devi sentire il bisogno di andare in bagno.
Dall’altro lato, devi trovarti in un ambiente confortevole e gradevole, privo di distrazioni e anzi, possibilmente, per te fonte d’ispirazione.

2. Acqua.
Prima di studiare (o di fare tutte quelle belle cose che abbiamo detto prima) beviti mezzo litro d’acqua. E’ scientificamente provato che quando il cervello è disidratato funziona molto peggio. E basta che lo sia al 2% perchè la tua testolina non renda bene. E quando funziona male, va da sé, è perfettamente inutile spendere tempo a cercare di imparare, perchè sarà tempo buttato.
Anzi, ora che ci penso, beviti mezzo litro d’acqua ogni mattina quando ti alzi… perchè rinunciare ad essere più brillante nell’apprendimento, nelle reazioni sociali, sul lavoro o in qualsiasi cosa tu debba fare?

3. Rilassamento mentale.
Non starò qui a parlarti di metodo silva, training autogeno, meditazione, pnl, immaginazioni creative, autoipnosi ericksoniana, etc. Se vuoi, fai delle ricerche e impratichisciti con queste ottime tecniche.
In tale sede dirò solo che, così come è necessario che il corpo sia ok prima dello studio, è necessario che lo sia anche la mente (tra l’altro sono ovviamente collegati, per cui agendo sull’uno agiamo anche sull’altra). Quindi, se hai esperienza di rilassamento o di meditazione, fai un breve relax per predisporti alla sessione di studio.
Se viceversa non hai idea di quello di cui sto parlando, fai almeno tre respiri profondi, lasciando andare con essi tensioni e pensieri.

4. Obiettivi.
E’ fondamentale che ognuno sappia per cosa sta facendo quello che sta facendo.
Qual è il tuo obiettivo? Che traguardo vuoi raggiungere?
Quale esso sia (sperando che sia eticamente corretto), tienilo sempre in mente, magari visualizzandoti con l’obiettivo già raggiunto.Facciamo un esempio: stai studiando per uno degli esami più antipatici della tua facoltà? Bene (si fa per dire), prima di metterti a studiare concentrati sul fatto che quello studio è un passo necessario per la laurea: coltiva dunque le tue visioni, quanto di breve quanto di lungo periodo.

5. Immaginazione.
Studia con passione! Immagina quello che studi, sensorializzando tutto quanto! Vediti al centro dell’azione, come se fossi il protagonista di quello che studi!
Ok, per alcune materie è più facile che per altre. Per discipline storiche o letterarie, per esempio, è assai semplice immaginarsi di essere sulla scena di un’importante battaglia o immedesimarsi in Dante mentre percorre l’Inferno in compagnia di Virgilio. Per chimica, per matematica o per il ramo giuridico pare più complesso. Ma anche qui è fattibile: vesti i panni dell’elettrone, immagina una scena in cui l’articolo xxx del codice penale viene applicato, pensa di essere Einstein che elabora la sua teoria matematica (Albert Einstein tra l’altro era un maestro dell’immaginazione creativa; pensiamo oppure al sottovalutato Nikola Tesla, che addirittura realizzava le sue invenzioni mentalmente)!
Ma ricorda, sensorializza tutto, quindi usa la vista, l’udito, il tatto e se possibile anche gusto e olfatto (quest’ultimo, tra l’altro, particolarmente potente). E aggiungici le emozioni, che sono la chiave della porta della memoria.

6. Pause.
La curva di apprendimento umana decresce paurosamente col passare del tempo. Probabilmente avrai sentito che la concentrazione dura mediamente 30-40 minuti (ok, dipende dai casi: per alcune cose rimaniamo più concentrati che per altre): ebbene, è vero.Dunque, studia sodo per breve tempo, poi fai una pausa e poi riprendi quando sei carico. Ma non fare tabelle! Se sei al top e stai filando come un treno, non interrompere perchè sai che “la concentrazione dura mediamente 30-40 minuti”. Vai avanti fino a che hai energia, e poi fai la tua pausa.

7. Ripasso.
Il cervello umano funziona per sinapsi, ossia tramite collegamenti tra i neuroni. Questi collegamenti si formano con la ripetizione e sono tanto più forti quanto più forte e vissuto è stato l’episodio che li ha generati.Ergo, un evento intenso, anche se successo una sola volta, non sparirà mai dalla nostra memoria conscia (nell’inconscia pare che ogni cosa che sia avvenuta in nostra presenza sia scrupolosamente registrata, benchè consciamente non vi abbiamo accesso), mentre per cose più noiose occorrono più ripetizioni.

Questo in che modo ci interessa?
In due modi:
a) come abbiamo detto prima, ravviviamo il nostro apprendimento con l’immaginazione, perché così impareremo di più e più velocemente,
b) facciamo ripassi frequenti (anche se rapidi).

Come premesso nell’introduzione, il mio consiglio è di iniziare a provare tutto ciò, così come ogni cosa di interessante che potrai imparare in futuro, da subito.
Infatti le scelte, stringi stringi, sono due: o applichi da subito, o posticipi e non applichi più.

Fammi sapere come va il tuo apprendimento.

Fosco Del Nero

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The secret - Rhonda ByrneTitolo: The secret (The secret).
Autore: Rhonda Byrne.
Argomenti: fisica quantistica, spiritualità, esistenza, legge d’attrazione.
Anno: 2006.
Editore: Macro Edizioni.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

The secret è un prodotto molto difficile da recensire, per tutte le materie che esso coinvolge: filosofia, religione, storia, denaro, salute, felicità.
Non è un elenco da poco, vero?

Cerco comunque di fare del mio meglio, a cominciare dal titolo: il presunto “segreto” consiste in un concetto molto semplice: i nostri pensieri e le nostre emozioni determineranno la nostra vita reale.

Troppo semplice?
Eppure secondo i curatori del libro (personalità di vari campi) si tratta proprio della linea di confine tra i potenti, che così hanno perpetrato la loro supremazia, e il popolo, cui il segreto sarebbe stato celato per millenni.

Dico millenni perchè autrice e collaboratori (numerose personalità di rilievo nel mondo della ricerca scintifica, degli studi umanistici e della spiritualità) affermano che il segreto sia stato utilizzato da molti grandi del passato, da Einstein a Leonardo, da Buddha a Eddison.

Come ho scritto poco più in alto, il segreto sarebbe proprio questo (e so che non gli faccio giustizia sintentizzandolo in così poche parole): i pensieri diventano realtà.

Ok, detta così sembra un po’ una cosa da Mille e una notte e da lampada di Aladino. Non a caso, la suddetta lampada è citata nel testo: il genio diceva “Your wish is my command” (ossia, i tuoi desideri sono ordini), e il genio sarebbe in tal senso nientemeno che l’universo.

L’essenza dell’universo sarebbe dunque proprio questa: esso ci rimanda indietro sotto forma di esperienza reale tutto ciò che noi prima creiamo a livello mentale.
Quindi la nostra mente avrebbe un vero e proprio potere creativo, e in tal senso saremmo davvero stati fatti “a immagine e somiglianza di Dio”.

Se dunque penseremo ai problemi, problemi avremo, mentre se ci focalizzaremo sull’abbondanza e sulla felicità avremo indietro proprio abbondanza e felicità.

La spiegazione scientifica, che peraltro sembra essere in sintonia con le ultime scoperte della fisica quantistica, sarebbe questa: l’universo è energia (come provò Einstein con la nota equazione).
E’ energia dunque tutto ciò con cui abbiamo a che fare noi uomini: le cose che tocchiamo, i nostri pensieri, le nostre emozioni.

E l’energia, guarda un po’, funzionerebbe secondo la legge di attrazione (in inglese “law of attraction“): l’energia di un certo tipo attrae energia simile, secondo un gioco di vibrazioni e di risonanza.

In tale senso, davvero nella vita niente sarebbe casuale, cosa peraltro di cui sono convinto da molto tempo (secondo me le coincidenze non esistono: niente, dalle malattie alle persone che incontriamo).

Per choccare ancora di più il lettore (perlomeno, quello occasionale, mentre immagino che chi abbia già frequentazioni in ambito pnl, metodo silva, visualizzazione creativa, yoga, meditazione, etc, sia già più preparato a tali concetti), aggiungo la concezione teleologica che sta alla base di The secret: l’universo intero è stato creato da un pensiero, naturalmente di origine divina, e Dio stesso si sarebbe così scisso in molte parti per avere esperienza della sua creazione.
Dunque, in ogni uomo vi sarebbe letteralmente una parte di Dio.
D’altronde, se così non fosse, l’uomo non avrebbe potere creativo…

Ma ritorniamo al testo: le argomentazioni logiche, i riferimenti a concetti del passato, le testimonianze dei vari “maestri” sono onestamente convincenti, a maggior ragione visto che sono supportati dai recenti sviluppi delle scoperte della fisica quantistica, una branca conoscitiva da cui in molti si attendono grandi rivelazioni sul cosmo e sulla natura umana (si pensi alla rivoluzionaria teoria delle stringhe).

In conclusione, The secret di Rhonda Byrne è una lettura importante e ispirante, che peraltro pone il lettore immediatamente in uno stato positivo.
Permettetemi inoltre di commentare la veste grafica e la cura dedicata al prodotto, che aggiunge valore al valore già presente.

Buona lettura.

Fosco Del Nero

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What the bleep do we know?Titolo: What the bleep do we know? (What the bleep do we know?).
Autore: Mark Vicente.
Argomenti: fisica quantistica, esistenza, legge di attrazione, crescita personale.
Editore: Macro Video.
Anno: 2004.
Voto: 8.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

What the bleep do we know? è un video veramente sorprendente, a metà strada tra il documentario scientifico (argomento principale: la fisica quantistica) e un trattato di sviluppo spirituale, e tutto questo condito da numerose, divertenti e istruttive animazioni grafiche.

Da citare anche la cospicua partecipazione di numerose personalità nei campi della ricerca scientifica e della spiritualità, alcune in comune con il cugino The secret, con entrambi i prodotti che sono spesso caldamente consigliati dagli esperti di legge di attrazione, pnl, sviluppo personale e settori affini.

La storia che fa da esempio illustrativo delle teorie esposte in What the bleep do we know? è quella di Amanda, una fotografa divorziata, discretamente depressa, androgina (odia gli uomini) e perennemente in balia dei suoi pensieri negativi.

La storia di Amanda è però solamente lo spunto per affrontare argomenti piuttosto complessi, certamente difficili da riassumere in poche righe.
Mi basterà tuttavia instillare nel lettore un pizzico di curiosità, di modo che poi egli stesso vada a visionare l’opera.

Nella quale si parla in breve di come funziona il notro cervello, di come esso non distingua tra realtà e immaginazione, di come lavori per sinapsi (i collegamenti tra i neuroni), di come i nostri pensieri e le nostre emozioni influenzino la nostra esistenza, e anzi la creino letteralmente, di come il nostro stesso corpo cambi a seconda di quello che noi pensiamo o proviamo, di come la realtà esterna non sia oggettiva ma dipenda dall’osservatore, di come persino l’acqua muti la sua struttura in base ai nostri pensieri (si vedano gli studi del ricercatore giapponese Masaru Emoto).

Vi basta come spunto per andarvi a cercare What the bleep do we know?
Di mio, sono rimasto decisamente entusiasta, tanto che mi sono visto sia la versione lunga che la versione breve del film (breve si fa per dire…).

Chiudo l’articolo proprio con la domanda che sorge spontanea vedendo i risultati dello studio di Masaru Emoto sull’acqua: “se i tuoi pensieri possono fare questo all’acqua, che cosa possono fare a te stesso?”.
Buona visione a tutti.

Fosco Del Nero

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BAG

tarocchi

Non occorre cambiare il mondo.

Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone. Diventerà la scintilla di una rivoluzione che potrà generare un nuovo tipo di essere umano.

[Osho – La via del cuore]

Parole di Potere

Il cammino del mago

Il mondo dall'altra parte

Copertina Parole di Forza

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Copertina Accademia della Guerra

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