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Fosco Del Nero

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On 15 Settembre 2008
Last modified:31 Dicembre 2013

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Hai mai sentito o letto qualcosa su Einstein e sulle sue metodologie di pensiero e di ricerca? Anche se no, probabilmente ti sarà nota la fama di geniaccio di quello che è stato senza dubbio uno dei piùgrandi pensatori dell’umanità.

La tecnica di Einstein: rilassamento, intuito e menteHai mai sentito o letto qualcosa su Einstein e sulle sue metodologie di pensiero e di ricerca?
Anche se no, probabilmente ti sarà nota la fama di geniaccio di quello che è stato senza dubbio uno dei piùgrandi pensatori dell’umanità.

In barba all’idea comune del ricercatore scientifico serio, triste e noioso, Albert Einstein viceversa era un personaggio multiforme e originale.

Così come originali erano i metodi di pensiero da lui praticati (che poi è ciò che interessa noi: probabilmente non diventeremo come lui, ma avvicinarsi anche di poco sarebbe un bel successo!).

Per esempio, sapevate che la teoria della relatività, da lui elaborata a livello di formulazione matematica, è nata sotto forma di un’immagine?
In essa, lui cavalcava un raggio di luce (che andava alla velocità della luce) e si chiedeva “ma se io ora avessi uno specchio, vedrei il mio volto riflesso”?

La risposta della teoria classica sarebbe stato un secco no… ma a lui qualcosa non tornava…

Einstein, oltre che un grande fisico e scienziato, era anche (direi soprattutto, anzi) un intuitivo. Una delle sue tecniche preferite era la “tecnica del sasso”.
Prima egli rifletteva per un po’ su una certa questione, relativamente alla quale desiderava avere una risposta o comunque un’intuizione.

Poi si rilassava, entrando nel naturale stato del dormiveglia.
Solo che lo faceva con in mano un sasso… il quale inevitabilmente sarebbe caduto in terra una volta che i suoi muscoli si fossero rilassati…

Risultato?
Il suo sogno, la sua intuizione relativa all’argomento su cui stava pensando era ora a portata di mano (mi si scusi il gioco di parole).

E se pensiamo che la teoria della relatività, con tutte le derivazioni scientifiche e concettuali che ne sono derivate, proviene proprio da un evento del genere, viene spontaneo dirsi che non si tratta poi di una cosa così banale e infantile…

E che, anzi, dovremmo coltivare la nostra intuitività, sia come capacità di cogliere i segnali che ci circondano sia come pensiero creativo.

Un ottimo modo per stimolare l’intuitività è il relax, che guarda caso porta proprio allo stato di dormiveglia o comunque di rilassamento diffuso tipico delle onde alfa (uno dei tipi di onde cerebrali che emana il nostro cervello).

La pratica costante del relax fisico e mentale conduce a un costante aumento dell’intuito (e questo è solo uno dei vari benefici).

Qualora voleste qualcosa di più specifico, un buon libro sul tema dell’intuizione è L’intelligenza intuitiva, di Swami Kriyananda.
Buon intuito a tutti.

Fosco Del Nero

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