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Esperienze di vita o esperienze interne?

7 Mar 2013 | Crescita personale, Esistenza

Product by:
Fosco Del Nero

Reviewed by:
Rating:
5
On 7 Marzo 2013
Last modified:10 Dicembre 2013

Summary:

Un luogo comune recita che nella vita occorra fare esperienze “reali”, di vita “vera”, e che altri tipi di esperienze, per esempio riflessioni mentali, oppure partecipazioni emotive a film o libri o altro, non valgano minimamente il confronto...

Esperienze di vita o esperienze interne?Un luogo comune recita che nella vita occorra fare esperienze “reali”, di vita “vera”, e che altri tipi di esperienze, per esempio riflessioni mentali, oppure partecipazioni emotive a film o libri o altro, non valgano minimamente il confronto.

Certamente, qualcosa di vero in questa idea c’è, nel senso che niente come l’esperienza diretta ti fa fare, per l’appunto, esperienza…
In questo senso, dunque, il mondo reale batterebbe nettamente il mondo mentale (o mondo interno, che dir si voglia).

Tuttavia, va anche detto che fare esperienze solo fuori può portare a un dinamismo sfrenato, privo di quella componente interna che alla fine della fiera è quella che ti fa maturare la vera esperienza-saggezza.

A favore dell’esperienza interna, e dei libri come utile mezzo di consapevolezza, Paramhansa Yogananda, il grande maestro spirituale indiano, diceva che i buoni libri sono i nostri amici più preziosi, benché silenziosi.  —> LINK

Un elogio dei libri, dunque, che addirittura vengono definiti come i propri “migliori amici”.
In effetti, forse forse sarebbe meglio, a livello di vibrazione energetica, stare in compagnia, tramite libro, di un Osho o di un Yogananda, piuttosto che di una persona “meno risvegliata” dal vivo.

Anche se è proprio la nostra ricerca del divino che ci spinge alla ricerca della compagnia degli altri. Fino a che non percepiremo con forza la nostra divinità, infatti, ricercheremo all’esterno qualcosa o qualcuno per completarci…

… sempre Yogananda consigliava, non a caso, la solitudine come mezzo indispensabile per raggiungere la divinità, laddove con raggiungere si intende “sentire”, visto che Dio è ovunque, dentro di noi e intorno a noi (anche nei tasti della tastiera che sto premendo ora :).  —> LINK

Dall’altro lato della bilancia, invece (dall’altro solo apparentemente, come sto cercando di evidenziare in questo articolo), Krishnamurti sosteneva che i libri sono certamente utili come spunto iniziale, ma poi le cose vanno messe in pratica, poi dobbiamo camminare da soli.  —> LINK

Va da sé che va ricercato un equilibro: Gurdjieff dal canto suo sosteneva che sapere ed essere devono proseguire appaiati, assieme, e che se prelave uno dei due si crea inevitabilmente uno squilibrio nel progresso spirituale della persona.   —> LINK

L’ideale, il traguardo verso cui dobbiamo tendere, è far coincidere le due cose, ossia portare il sapere nell’essere quotidiano, portare la nostra presenza nel qui e ora.
Maestri come Osho o Sri Ramana Maharishi, difatti, affermavano che tutto deve essere meditazione, e che la meditazione intesa come pratica giornaliera, che sia di 10 minuti o di 2 ore al giorno, è una cosa da novizi spirituali. Dovremmo dunque essere in meditazione, essere nel qui e ora, avere presenza e consapevolezza, sempre e ovunque.  —> LINK

In questo senso, la dicotomia tra esperienza esterna ed esperienza interna decade, e ogni evento, letteralmente ogni cosa può essere fonte di bellezza e di meditazione: dal rumore del vento all’ondeggiare del fiore, dal preparare la cena a giocare a un videogioco.

Per fare un esempio terra terra, da poco ho giocato a un videogioco bellissimo, Journey, che come recita il nome è un viaggio, dal forte sapore meditativo nel suo incedere e spirituale nella sua natura ciclica.
Anche quella è stata un’esperienza meditativa, e anche lì c’era un messaggio importante; nella fattispecie, il fatto che l’obiettivo della vita è il viaggio stesso, non la meta.

E questo mi riporta alla mente il sottotitolo di un libro che lessi da ragazzino, e che mi rimase impresso. Il libro era Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, mentre il sottotitolo e messaggio di fondo era “Viaggiare è meglio che arrivare”.  —> LINK

Dunque, dobbiamo cercare di essere presenti e meditativi quanto più spesso possibile, e quanto più spesso possibile ricordarci che a ogni inspirazione stiamo inspirando Dio.
Per far questo, non occorre né mettersi nella posizione del loto o fare un viaggio in Tibet… anche se il venire a contatto con certi posti ha una sua, grande utilità, e per questo, come per tutte le cose, dobbiamo ascoltare il richiamo della nostra anima.  —> LINK

E la nostra anima non ci sta chiedendo, a volerla dire tutta, né conoscenza, né esperienze di vita, che sono solo strumenti, due diversi percorsi, ma ci sta chiedendo bellezza, libertà e amore.  —> LINK

Detto ciò, ho concluso questo inconsueto articolo sinergico con la fanpage. :)
A presto, buona vita e buoni apprendimenti a tutti.

Fosco Del Nero

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6 Commenti

  1. Victoria

    Un articolo molto bello Fosco! Mi ha fatto riflettere e ricordare alcuni periodi della mia vita in cui ero centrata soprattutto sull’esterno: nonostante in quei periodi siano stati densi di cose interessanti, sia a raccontarle che a ricordarle, non ho un bellissimo ricordo, soprattutto se ripenso ai momenti in cui avevlo la sensazione di “avere l’acceleratore premuto”: fare un sacco di cose e vedere molta gente, per poi sentire che qualcosa mancava… Invece ho un ricordo molto più bello dei momenti in cui prendevo tempo per me: per riflettere, meditare, bere un the con calma, “sentire” ogni singolo momento, lasciando molto spazio all’esperienza interna. Un esperienza che è fondamentale!!
    Sono anche completamente d’accordo con te sul fatto che la nostra ricerca del divino ci spinge alla ricerca della compagnia degli altri. Ed è vero che una bella serata in compagnia delle persone giuste ci arricchisce, contribuendo a sviluppare anche la nostra esperienza interna… e a darci il massimo.
    Grazie per tutti gli spunti di riflessione con i link! :)

  2. Fosco Del Nero

    Grazie dell’apprezzamento, Victoria… anche se alla fine non ho fatto che mettere insieme pensieri e citazioni di altri. :)
    Come sempre, l’unica cosa che conta siamo noi e il nostro mondo interno, l’esterno segue, non può fare altro, quindi dobbiamo sviluppare noi stessi e… continuare sempre a camminare. :)

    Fosco Del Nero

  3. ANTONIO

    Grazie, allora, Fosco per questa Tua sequenza di “pensieri e citazioni di altri”! In realtà, la stessa umiltà che Ti porta a dire questo Ti rende, al contempo, una vera guida da seguire in fatto di crescita personale e spirituale.

  4. Fosco Del Nero

    Ma no, Antonio, che guida e guida, io non guido nulla; sono uno studente-apprendista come te e come tanti altri che stanno camminando. :)
    Magari ho più facilità di scrittura della media, tutto qui. :)

    Fosco Del Nero

  5. Eleonora

    Grazie Fosco di condividere pensieri e citazioni che contribuiscono a rendere leggero, interessante, divertente, meditativo questo viaggio…confermando così che il viaggio è sì interno, ma farlo in compagnia, buona compagnia, è tutta un’altra cosa.

  6. Fosco Del Nero

    Grazie delle tue parole, Eleonora. :)
    Faccio del mio meglio per l’evoluzione personale… mia e di chi mi legge. :)
    Buon viaggio. :)

    Fosco Del Nero

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