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Larry Kurnarsky, Sean Mulvihill

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2
On 9 agosto 2012
Last modified:2 maggio 2017

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Ormai parecchio tempo fa avevo pubblicato la recensione di Living luminaries - La felicità è una scelta, un video sullo stile degli ormai arcinoti The secret, What the bleep do we know? e altri ancora...

Living luminaries - La felicità è una scelta - Larry Kurnarsky, Sean Mulvihill (approfondimento)Titolo: Living luminaries – La felicità è una scelta (Living luminaries).
Autore: Larry Kurnarsky, Sean Mulvihill.
Argomenti: esistenza, spiritualità.
Editore: Macro Video.
Anno: 2009.
Voto: 5.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Ormai parecchio tempo fa avevo pubblicato la recensione di Living luminaries – La felicità è una scelta, un video sullo stile degli ormai arcinoti  The secretWhat the bleep do we know? e altri ancora.

Pur essendovi degli ospiti di tutto riguardo (tra questi, Eckhart TolleMichael Bernard BeckwithDon Miguel Ruiz), non mi aveva convinto del tutto, un po’ per l’aspetto registico poco coinvolgente (e anzi spesso ingenuotto-fastidioso), un po’ per l’assenza di contenuti originali.

Ma comunque mai fare di tutta un’erba un fascio, e la seconda visione del video, se è servita a confermare l’impressione primigenia, è stata utile anche a stendere l’articolo di approfondimento (al tempo, infatti, ancora non avevo l’abitudine di scriverne).

Eccovi dunque qualche spunto da Living luminaries – La felicità è una scelta, cominciando dall’argomento “non credere a se stessi”, esposto da Miguel Ruiz.
“La prima regole è: non credermi, perché quello che ti sto raccontando è solo una storia: è il mio punto di vista sulla vita, ed è vero solo per me. Ma se impari ad ascoltare impererai quello che cerco di comunicare; quindi non credermi, impara ad ascoltare.
[…] La seconda regola è un po’ più difficile: non credere a te stesso. La tua mente parla in continuazione, è come un cavallo selvaggio che ti può portare ovunque. Se non impari a domare il cavallo, il cavallo ti porterà ovunque vorrà. Quindi non credere a te stesso, ma impara ad ascoltare quello che hai in testa.
La terza regola è molto interessante: non credere a nessun altro, esattamente per lo stesso motivo. Qualsiasi cosa ti dicano è vera solo per loro, ed è il modo in cui esprimono le loro esperienze di vita.”

Spostiamoci ora all’argomento “come arriva la felicità”, sentendo cosa ha da dirci Michael Bernard Beckwith.
“La persona media non ha molta esperienza della realtà; ha solo la propria idea di realtà.
Ora, se ci chiediamo ‘siamo noi a crearla?’, la risposta è sì, noi creiamo la nostra esperienza.
La felicità non deve essere qualcosa che accade al conseguimento di un obiettivo. La felicità può arrivare lungo il cammino. È una scelta fatta attimo per attimo, non ha niente a che vedere con le circostanze e le situazioni, è una dimensione dell’essere. Quando un individuo vive per liberare l’energia della vita o i propri talenti, la felicità si espande, la gioia si espande, perché si crea una sincronia con l’armonia essenziale dell’universo, che è quella di esprimersi.”

Ora tuffiamoci con Eckhart Tolle nel momento presente.
“Mentre sei seduto qui sei in grado di guardare semplicemente ciò che accade intorno a te, senza aggiungere alcuna interpretazione. Essere presente con ciò che esiste. Allora avrai un’idea di cosa significhi stare seduto su una panchina senza dover aggiungere altro a questo momento. I suoni, ciò che vedi, la gente, il rumore dell’acqua, la luce: permettigli di essere così com’è: con ciò arriverà la pace. Non verrai continuamente trascinato dagli eventi, dai pensieri, dalle emozioni, dalle reazioni: tu sei l’ampio spazio in cui tutto accade. Sarai la consapevolezza senza la quale tutto ciò non sarebbe qui. Tu sei la consapevolezza che permette al mondo di esistere.
[…] Essere tutt’uno con la vita vuol dire essere tutt’uno col momento presente, che è l’unico luogo dove possiamo trovare la vita. Non puoi lasciare lo spazio dell’adesso, rimarrà con te qualunque cosa tu faccia. La tua vita non è mai stata non adesso, e non lo sarà mai. Stai trasformando il presente in un nemico in un certo senso, interiormente, pensando davvero a qualcosa che non ha niente a che vedere con l’adesso.
Non pensare, per prima cosa sii del tutto presente, e qualunque cosa ti serva nella vita arriverà: deriva dal potere che risiede nel momento presente, che molti si lasciano sfuggire. C’è un grande potere qui: è il potere della vita stessa.
[…] La vita ti vuole supportare, ma prima devi aprirti alla vita.”

Amare se stessi, secondo Michael Bernard Beckwith.
“Amare e apprezzare se stessi significa amare il proprio io così come l’universo o Dio lo ha creato. Non signfica ritenersi superiori o inferiori ad altri. Vuol dire che sei un’esternazione unica di un potenziale infinito. Perciò se non ami il tuo io come Dio lo ha creato, finirai per inibire l’energia vitale che vuole esprimersi attraverso di te.
Quindi la vecchia concezione del ‘povero me, sono uno sporco peccatore’ in realtà inibisce il flusso della vita.”

Concludiamo questo viaggio in Living luminaries – La felicità è una scelta con uno spunto flash sul viaggio e la propria realizzazione.
“Mentre costruisci i tuoi sogni e accetti di imparare a vivere una vita che negozia tra ciò che è alto e ciò che è basso, e provi a trovare l’equilibro per apprezzare ogni giorno, avrai degli alti e bassi, delle vittore e delle sconfitte, e finchè terrai a mente di realizzare i tuoi sogni nel miglior modo possibile, durante il percorso riuscirai a scoprire chi sei veramente.
E quello che realizzerai sarà più di un sogno: sarà il dono che tu stesso sei.”

Ho terminato con Living luminaries: al prossimo articolo e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

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