Review of: Il volto verde
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Gustav Meyrink

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Rating:
4
On 9 Giugno 2022
Last modified:9 Giugno 2022

Summary:

Credo di non aver mai tratto così tante citazioni da un romanzo come per "Il volto verde" di Gustav Meyrink, che in ciò batte anche il suo predecessore "Il golem"...

Il volto verde - Gustav Meyrink (narrativa)Titolo: Il volto verde (Das grune gesicth).
Autore: Gustav Meyrink.
Genere: esoterismo, narrativa.
Editore: Adelphi.
Anno: 1917.
Voto: 7.
Recensione: qui.
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Credo di non aver mai tratto così tante citazioni da un romanzo come per Il volto verde di Gustav Meyrink, che in ciò batte anche il suo “predecessore” Il golem.
Fanno eccezione i miei romanzi (Awakening Menu, Il bambino zoppettino, Il cammino del mago, Il mondo dall’altra parte), i quali però sono stati scritti primariamente con un intento didattico, e quindi in tal senso sono fuori classifica.

La scelta delle citazioni da proporre in questo articolo di approfondimento sarà dunque assai ardua, per la mole ma anche per la qualità.

Per comodità, raggrupperò le citazioni in gruppi, preceduti da un titolo e da un mio breve commento.

Il primo gruppo afferisce le “regole di base”; si tratta di verità esistenziali ignorate dai più, ma ben note agli studiosi delle leggi cosmiche.

“La terra è un paese di effimeri dolori per sognatori ciechi.”

“Esiste un mondo invisibile che compenetra quello dei sensi.”

“Temo che la differenza fra esseri umani sia a volte più grande di quella fra un uomo e una pietra.”

“Il contrario di quel che fa la grande massa è già di per sé la cosa giusta.”

“Si crede di pensare con il proprio cervello, ma in realtà i pensieri fanno quel che vogliono con il cervello, e sono più indipendenti di qualsiasi essere vivente.”

“Il mondo in cui viviamo è un mondo di effetti.
Il regno delle vere cause è occulto; se riusciremo a spingerci fin là, potremo fare miracoli.”

Il secondo gruppo di brani citati afferisce la condizione di partenza dell’essere umano: il sonno, ossia la totale inconsapevolezza. Occorre partire da qui e rendersene conto; chi non se ne rende conto è il più addormentato tra tutti.

“Di nulla l’uomo è tanto certo come di essere sveglio; in realtà è catturato da una rete di sonno e sogni che lui stesso ha tessuto. Più fitta è la rete, più potente domina il sonno; quelli che vi restano impigliati sono i dormienti, che attraversano la vita come un branco di animali diretti al macello: ottusi, indifferenti e spensierati.
Immaginano di essere svegli, ma quel che credono di vivere è in verità solo un sogno, predeterminato fin nei minimi particolari e indipendente dalla loro volontà.”

“Restare svegli è tutto.
Sii sveglio in ogni cosa che fai!
Non credere di esserlo già.
No, tu dormi e sogni.”

“La vita è generosa: in ogni istante ci dona un nuovo inizio.
La domanda “Chi sono io?” ci incalza senza tregua.
Noi la evitiamo; è questa la ragione per cui non troviamo l’inizio.
Se mai decidessimo di porla veramente, giungerà il giorno in cui il tramonto segnerà la morte di quei pensieri che, penetrati nelle stanze del potere, banchettano a spese della nostra anima.
Sta’ in guardia, non farti sorprendere nel sonno.”

“Da un millennio e più gli uomini hanno imparato a capire le leggi della natura e a servirsene. Fortunati coloro che hanno riconosciuto e compreso il senso di questo lavoro, ossia il fatto che la legge interiore è identica a quella esterna, solo di un’ottava più alta; costoro sono chiamati a raccogliere la messe; gli altri invece resteranno schiavi che si spezzano la schiena sui campi, con la faccia rivolta alla terra.
La chiave del dominio sulla natura interiore è arrugginita sin dal diluvio universale. Essa consiste nella veglia!”

Il terzo gruppo di brani proposti è una miscellanea: si tratta comunque del percorso evolutivo e delle energie connesse (violenza, società, lamentela, degrado umano, mente collettiva).

“Gli spettri delle miriadi di animali uccisi e torturati ci hanno maledetto e il loro sangue grida vendetta.
Guai a noi, se nel giorno del Giudizio Universale l’anima di un solo cavallo siederà nel banco dell’accusa.”

“Oggi al pubblico poteva sembrare normale uno spettacolo che ancora ieri sarebbe stato considerato assolutamente impossibile.
Era questo a farlo restare senza fiato: che il tempo, di solito così paziente nel procedere, precipitasse al galoppo sfrenato nel buio della notte spirituale.”

“All’umanità verranno strappati gli ultimi punti d’appoggio.”

“Che scopo hanno i colpi della vita esteriore di cui lei parla? Sono una prova o una punizione?”
“Non esistono prove né punizioni. La vita esteriore con le sue esperienze altro non è se non un processo di guarigione, per alcuni più doloroso, per altri meno, dipende da quanto la conoscenza dell’individuo è malata.”

“Solo chi non ha fatto voto può tornare indietro sul sentiero dello spirito… no, nemmeno, può arrestarsi, voltarsi e mutarsi in statua di sale.
Un voto spirituale è come un ordine; è a Dio, in questo caso servo dell’uomo, che spetta eseguirlo.
Per questo la metto in guardia: non faccia troppi giuramenti! O potrebbe accaderle quel che accadde al ladrone, che ebbe rotte le ossa sulla croce.”

“Ogni lamentela riguardo alla presunta ingiustizia del destino doveva ammutolire di fronte al pensiero che ciascuno percorreva soltanto la strada che si era scelto.”

“Girare in tondo significa non progredire.
Dobbiamo spezzare il cerchio o non avremo fatto nulla.
Quelli che credono che la vita cominci con la nascita e finisca con la morte, bè, certo non vedono il cerchio. Come possono allora spezzarlo?”

“Chi impara a muovere la luce può manovrare le ombre, e con loro il destino.
Chi cerca di ottenere ciò tramite le azioni è soltanto un’ombra che combatte inutilmente con le ombre.
In un certo senso hanno perfettamente ragione quelli che ridono quando uno dice di voler cambiare l’umanità. E tuttavia sfugge loro il fatto che anche il cambiamento radicale di uno solo basterebbe.
La sua opera non può morire, che il mondo ne venga a conoscenza o meno. Costui apre nella realtà una breccia destinata a non rinchiudersi mai più, non importa se gli altri se ne accorgono subito o dopo un milione di anni. Quel che è nato può svanire solo in apparenza.”

L’ultimo gruppo di citazioni estrapolate da Il volto verde riguarda la condizione dell’uomo sveglio o in via di risveglio. Sono, queste, citazioni più incoraggianti delle precedenti.

“La “rinascita” di cui parlano i mistici dell’estasi cristiana, senza la quale non sarebbe possibile “vedere il regno dei cieli”, mi sembra soltanto un risveglio dell’Io, rimasto fino ad allora come morto, in un regno che esiste indipendentemente dai sensi esterni, per farla breve, in “paradiso”.
La favola della “Bella addormentata” ha certamente una relazione con quanto detto, e non saprei proprio quale altro significato attribuire a quell’antica raffigurazione alchemica della “rinascita”: un uomo nudo che si leva dalla bara con accanto un teschio sormontato da una candela accesa.”

“È così divinamente bello vedere come tutto si compie.”

“Ogni suo gesto avveniva con la stessa naturalezza di prima, a tuttavia le pareva nuovo e insolito, come se le sue mani, i suoi occhi e tutto il suo corpo fossero ormai solo strumenti, non più legati indissolubilmente al suo Io. Aveva la sensazione di vivere unitamente alla sua una seconda vita, in un luogo lontano e sperduto dell’universo, un’esistenza confusa e ancora non del tutto risvegliata, simile a quella di un bambino appena nato.
Da ogni suo gesto spirava una quiete quasi mortale: guardava al futuro come a una tenebra impenetrabile e tuttavia con la tranquillità d’animo di chi sa d’aver ancorato la barca della vita e attende l’alba con calma, incurante delle tempeste che potranno sopraggiungere durante la notte.”

“Negli ultimi anni spesso aveva letto o sentito parlare della cosiddetta “mistica”, raggruppando d’istinto sotto l’etichetta “oscuro” tutto ciò che la riguardava, poiché qualsiasi cosa venisse a sapere sull’argomento aveva sempre un’impronta di vaghezza, come le visioni dei fumatori d’oppio.
Non si era sbagliato nel suo giudizio, poiché quanto comunemente si intendeva per “mistica” altro non era, in realtà, che un brancolare nella nebbia.
Ora però si avvide che esisteva anche uno stato mistico autentico, difficile da scoprire e ancor di più da raggiungere, il quale non solo teneva il passo con la realtà dell’esistenza quotidiana, ma la superava di gran lunga in vitalità.”

“Non farti scoraggiare dal timore di non poter raggiungere la meta in questa vita.
Chi ha intrapreso la nostra via anche una sola volta, continua a venire al mondo con una maturità interiore che gli permette di proseguire il proprio lavoro: nascerà genio.”

Abbiamo così terminato con Il volto verde di Gustav Meyrink.
Al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

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