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Piotr Demianovich Ouspensky

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5
On 1 maggio 2017
Last modified:7 giugno 2017

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Oggi, con Frammenti di un insegnamento sconosciuto, fanno la loro comparsa sul sito due personaggi mica da poco: George Ivanovitch Gurdjieff e Piotr Demianovich Ouspensky...

Frammenti di un insegnamento sconosciuto - Piotr Demianovich Ouspensky (esistenza)Titolo: Frammenti di un insegnamento sconosciuto (In search of the miraculous).
Autore: Piotr Demianovich Ouspensky, George Ivanovitch Gurdjieff.
Argomenti: esistenza, evoluzione personale, quarta via.
Editore: Astrolabio.
Anno: 1920.
Voto: 8.5.
Approfondimento: qui.
Dove lo trovi: MacrolibrarsiIl giardinoAmazon.

 

Oggi fanno la loro comparsa sul sito due personaggi mica da poco, che hanno in qualche modo segnato la ricerca interiore del 900 dai suoi inizi fino alla fine, e quindi fino ai nostri giorni: parlo di George Ivanovitch Gurdjieff e di Piotr Demianovich Ouspensky, “uniti” nel libro di quest’ultimo Frammenti di un insegnamento sconosciuto.

Ora, di libri ne ho letti tanti (qua trovate l’elenco delle recensioni pubblicate finora: Lista completa delle recensioni), e quindi non è facile sorprendermi o ch’io trovi concetti mai trovati da altre parti, e difatti quasi tutti i concetti contenuti del libro di Ouspensky (ma il vero protagonista è Gurdjieff) mi erano noti… ma wow.

Dico “wow” perché in questo libro, oltre a una mole assai importanti di concetti e principi esistenziali (d’altronde lo spazio non manca in 430 pagine piuttosto grandi e fitte), vi è la cosa più importante tra tutti: un’energia piuttosto forte e un’altrettanto forte tensione al risveglio.

Data in parte dalle parole di Gurdjieff e in parte dal resoconto e dal desiderio di cammino di Ouspensky, che ovviamente filtra, e quindi è perlomeno per metà responsabile dell’“essenza del libro”.
Libro che, peraltro, pare abbia trovato il pieno gradimento di Gurdjieff una volta scritto, segno certamente positivo.

Frammenti di un insegnamento sconosciuto è il resoconto di circa otto anni di lavoro nel gruppo del maestro armeno, in cui figuravano Ouspensky ed altri personaggi i cui nomi sono anonimi e protetti da semplici lettere puntate (anche Gurdjieff non è mai chiamato per nome, ma definito come “G.”), ed essenzialmente tratta il tema del sonno e della meccanicità dell’essere umano, e conseguentemente dei mezzi per risvegliarsi da tale sonno.

Nel libro vi sono svariati riferimenti: ai Vangeli e agli insegnamenti cristiani, agli insegnamenti orientali, agli avvenimenti storici di allora, alla chimica, all’universo, con un’ottica talmente ampia che, ve lo dico molto francamente, lo considero una sorta di cartina di tornasole del proprio grado di consapevolezza: chi è avanti nel cammino lo comprenderà totalmente o in buona parte, chi è meno avanti non lo comprenderà se non per alcune cose… mentre i veri e propri dormienti lo considereranno un cumulo di sciocchezze.

Criticità del libro: non so se per lo stile comunicativo di Ouspensky o se per l’eloquio stesso di Gurdjieff, o se per semplice differente modo di esprimersi relativo ai tempi di allora, il testo risulta spesso barocco, ricco di aggettivi e di subordinate, e in definitiva non troppo scorrevole.
Inoltre, se nel libro c’è tantissimo come concetti, non c’è un programma di risveglio, per cui chi si attende un “fai 1, poi fai 2, poi fai 3” rimarrà deluso.

Ultima cosa, di doverosa sottolineatura: il testo si riferisce all’incirca al periodo 1915-1920… e nonostante sia passato ormai un secolo, è di un’attualità sconvolgente, e anzi alcune frasi di Gurdjieff possono tranquillamente essere applicate ad avvenimenti allora successivi, o alla società contemporanea. Il che è al contempo un pregio del libro e delle sue energie (segno che in essa vi è una forza fuori dal tempo) e una penosa considerazione di quanto poco si sia andati avanti nel giro di un secolo a livello di umanità (almeno apparentemente… anche se io sono molto fiducioso).

In conclusione, Frammenti di un insegnamento sconosciuto di P.D. Ouspensky è un testo di grande valore: non lo considero un “libro di testo”, ma poco ci manca.

Fosco Del Nero

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