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Osho

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On 30 agosto 2012
Last modified:16 dicembre 2013

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Temo che, come gli ultimi articoli di approfondimento, anche questo Con te e senza di te di Osho sarà parecchio lungo...

Con te e senza di te - Osho (approfondimento)Titolo: Con te e senza di te (Love, freedom and aloneness).
Autore: Osho.
Argomenti: relazioni, amore.
Editore: Mondadori.
Anno: 1991.
Voto: 8.5.
Recensione: qui.
Dove lo trovi: Macrolibrarsi, Il giardinoAmazon.

 

Temo che, come gli ultimi articoli di approfondimento, anche questo Con te e senza di te di Osho sarà parecchio lungo.
Da un lato, mi fa piacere, visto che si tratta di un libro molto bello con tanti spunti importanti… ma dall’altro lato mi dispiace per le mie dita!

Ma cominciamo subito, con un piccolo brano su cosa sia l’amore.
“Partiamo da uno degli insegnamenti più profondi di Gautama il Buddha: ama te stesso.
Tutte le tradizioni del mondo, le civiltà, le culture e le chiese ti hanno insegnato esattamente l’opposto. Esse affermano: ama gli altri, non amare te stesso. E dietro i loro insegnamenti c’è una strategia precisa e astuta.
L’amore è il nutrimento per l’anima; come il cibo lo è per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Senza cibo il corpo è debole, senza amore l’anima è debole. E nessuno stato, nessuna chiesa, nessun interesse istituzionale ha mai voluto persone con un animo forte, perché una persona dotata di energia spirituale non potrà che essere ribelle.
L’amore ti rende ribelle, rivoluzionario; ti dona le ali per alzarti in volo, ti dà l’intelligenza per capire le cose e non farti più ingannare, sfruttare, opprimere da nessuno; ma i preti e i politici sopravvivono solo sul tuo sangue, solo sfruttandoti.
Tutti i preti e i politici sono parassiti e per indebolirti spiritualmente hanno trovato un metodo sicuro, garantito al cento per cento: insegnarti a non amare te stesso. Infatti, se una persona non riesce ad amare se stesso, non può amare nemmeno gli altri.
[…] Solo un Buddha puà dire ‘ama te stesso’. Nessun prete e nessun politico può essere d’accordo, perché questo distrugge tutto il loro edificio, l’intera struttura del loro sfruttamento. Se a una persona non è consentito di amare se stessa, il suo spirito e la sua anima diventano sempre più deboli, giorno dopo giorno. Il suo corpo può invecchiare, ma in lei non avviene alcuna crescita interiore. Resta praticamente un corpo senza un’anima, o con solo un seme, un’anima in potenza. L’anima resterà un seme, e nulla cambierà se non riuscirai a trovarle il giusto terreno dell’amore. Ma se segui quella stupida idea – non amare te stesso – non lo troverai.
Anch’io ti insegno ad amare innanzi tutto te stesso. Ciò non ha nulla a che fare con l’ego. In realtà, l’amore è una luce così potente che in essa l’oscurità dell’ego non può minimamente esistere. Se ami gli altri, se il tuo amore è focalizzato sugli altri, vivrai nell’oscurità. Dirigi innanzi tutto la tua luce verso te stesso, diventa, per prima cosa, una fonte di luce a te stesso. Lascia che la luce dissipi la tua oscurità e la tua debolezza interiori; lascia che l’amore ti trasformi in una forza spirituale, donandoti un potere immenso.
E quando la tua anima sarà forte, saprai che non morirai, che sei immortale, eterno. […] Ma l’amore deve cominciare dal principio, deve partire dal primo passo: ama te stesso.”

Cosa succede nelle relazioni sentimentali quando non si ha abbastanza amore dentro di sé? Osho è molto chiaro (e anche deciso nel dire quello che dice).
“Lasciamelo ripetere: quando non hai amore e chiedi all’altro di dartelo, sei un mendicante. E l’altro chiede a te di darglielo. Ebbene, due mendicanti che tendono le mani l’uno di fronte all’altro, ed entrambi sperano che l’altro abbia amore. Ovviamente entrambi alla fine si sentiranno sconfitti, entrambi si sentiranno ingannati.
[…] Anche l’altro si sente ingannato, perché a sua volta sperava che l’amore fluisse da te. Entrambi speravate che l’amore sarebbe fluito dall’altro, e ne eravate entrambi privi. Come sarebbe potuto nascere l’amore? Al massimo potevate essere miserabili insieme. Prima eravate infelici da soli, separati, ora potete esserlo insieme. E ricorda, quando due persone sono infelici insieme, non si tratta di una semplice addizione, ma di una moltiplicazione.
Da solo ti sentiti frustrato, ora vi sentite frustrati insieme. Di buono in questo c’è che ora puoi gettare la responsabilità sull’altro.”

Adesso un altro brano, altrettanto coraggioso, sull’amore, il cambiamento e il matrimonio.
“Come prima cosa, medita, sii estatico, in seguito sorgerà spontaneamente un amore straripante. A quel punto essere con gli altri è bello, ed è altrettanto bello essere soli; e in quel caso è anche semplice: tu non dipendi dagli altri e non rendi gli altri dipendenti da te. Allora si tratta sempre di amicizia, di vera amicizia; non diventa mai una relazione, è sempre un essere in rapporto. Ti rapporti all’altro, ma non crei mai un matrimonio. Il matrimonio è sempre frutto della paura, essere in rapporto scaturisce dall’amore.
Siete in rapporto: finchè le cose scorrono è qualcosa di bello che condividete. E se vedete che è venuto il momento di lasciarsi, poiché i vostri sentieri giungono a un crocevia e prendono strade diverse, vi salutate con profonda gratitudine per tutto ciò che avete rappresentato l’uno per l’altro, per tutte le gioie e tutti i piaceri e tutti i bellissimi momenti che avete condiviso… e vi separate semplicemente, senza infelicità, senza dolore.
Nessuno potrà mai garantire che due persone saranno felici di stare insieme per sempre, perché le persone cambiano. Quando incontri una donna, è una persona e altrettanto vale per te. Dopo dieci anni tu sarai un’altra persona e altrettanto sarà lei. Siete simili a un fiume: l’acqua scorre continuamente. Le persone che si erano innamorate non esistono più, entrambe sono scomparse. Ebbene, a quel punto possono restare aggrappate a una promessa fatta da qualcun altro: nessuno dei due individui attuali ha mai fatto una promessa simile!
Un vero uomo di comprensione non fa mai promesse per il domani, può solo dire: ‘per il momento’. Un uomo veramente onesto, non può promettere assolutamente nulla, come potrebbe? Chi conosce cosa accadrà domani? Potrebbe venire, potrebbe non arrivare mai. E nel domani che verrà, io non sarò più lo stesso, tu non sarai più la stessa. Nel domani che verrà, tu potresti trovare qualcun altro con cui ti armonizzi più in profondità, io potrei trovare qualcuno con cui mi accompagno più armoniosamente. Questo mondo è sconfinato: perché confinarlo a ciò che si prova oggi? Tenete le porte aperte, lasciate spazio a tutte le alternative.
Certo, io sono contro il matrimonio. È il matrimonio che genera tutti i problemi. È il matrimonio a essere diventato qualcosa di abnorme, di disgustoso. Il matrimonio è l’istituzione più orribile che esista al mondo, poiché costringe le persone a essere false: con il tempo cambiano, ma devono continuare a fingere di essere sempre le stesse.”

Adesso un breve spunto su mente e meditazione.
“Una persona può usare la mente quando lavora con la materia; in quel caso, la logica è un ottimo strumento. Ma la stessa persona può mettere la mente da parte quando entra nella sua stanza di meditazione, e passare alla non-mente. Infatti, tu non sei la mente: essa è solo uno strumento come la mano, come le gambe. Se voglio camminare, uso le gambe; se non voglio camminare, non le uso. Allo stesso tempo, se stai cercando di conoscere la materia, puoi usare logicamente la mente; è giustissimo, in quel caso va bene.
Ma quando vai dentro di te, metti la mente da parte. Adesso le gambe non sono necessarie, la mente è inutile. Ora hai bisogno di un profondo, silente stato di non-pensiero.”

Torniamo ora a parlare di amore incondizionato, con uno stralcio molto bello.
“Vivi in un mondo in cui genitori, insegnanti, preti, ti hanno corrotto, ti hanno portato via da te stesso e hanno sostituito il tuo vero sé, è così per tutti. Il mio sforzo è ridonarti il tuo centro. Chiamo questa centratura meditazione. Io voglio che tu sia semplicemente te stesso, con una profonda autostima, con la dignità di sapere che l’esistenza aveva bisogno di te: a quel punto puoi cominciare a cercare te stesso. Prima arriva al centro, poi comincia a cercare chi sei.
Conoscere il proprio volto originale è l’inizio di una vita d’amore e di celebrazione. Allora sarai in grado di donare un’infinità d’amore, perché non è qualcosa di esauribile; è incommensurabile, non lo si può esaurire in alcun modo. E più lo doni, più diventi capace di donarlo.
L’esperienza più grande della vita ti accade quando dai senza condizioni, senza aspettarti nemmeno un semplice grazie. Al contrario, un amore autentico si sente in debito verso la persona da cui viene accettato. Quest’ultima avrebbe potuto respingerlo.
Quando cominci a donare amore con un profondo senso di gratitudine per tutti coloro che lo accettano, avrai una sorpresa: sarai diventato un imperatore, non sei più un mendicante che implora l’amore con una ciotola, bussando a ogni porta.
[…] Ma questo è inevitabile. L’amore appartiene al mondo degli imperatori, non dei mendicanti. E un uomo è un imperatore quando è così colmo d’amore da poterlo donare senza condizioni.
A qual punto avrai una sorpresa ancora più grande: […] quando questo spazio entra nel tuo cuore, cominci a donare a tutti indistintamente: non solo agli esseri umani, ma anche agli animali, agli alberi, alle stelle più lontane, perché l’amore è qualcosa che può arrivare anche alla stella più lontana, grazie al tuo sguardo amorevole.
[…] Innanzi tutto, sii ricolmo l’amore, poi la condivisione accadrà. E la sorpresa più grande è questa: tanto doni, altrettanto cominci a ricevere da fonti, prospettive e uomini ignoti, dagli alberi, dai fiumi, dalle montagne. Da ogni angolo, da ogni cantuccio dell’esistenza, l’amore comincerà a riversarsi su di te. Più dai, più ricevi. La vita si trasforma in una danza d’amore allo stato puro.”

Risveglio e condivisione.
“Un giorno, quando sarai davvero risvegliato, sarai in grado di amare. Anche allora sarai certo solo del tuo amore, ma sarà più che sufficiente! Cosa importa il resto? Ora come ora, vuoi usare gli altri; quando sarai davvero estatico dentro di te, non vorrai usare nessuno, desidererai solo condividere. Possiederai così tanto, ti sentirai così traboccante che cercherai qualcuno con cui condividere. E proverai gratitudine, perché qualcuno è stato pronto a ricevere. Tutto qui, questa è la fine della storia!
In questo momento ti preoccupi troppo dell’amore dell’altro perché, in realtà, non sei sicuro del tuo stesso amore. Questo è il primo punto. E non sei nemmeno certo del tuo valore: non riesci a credere che qualcuno ti ami davvero; non scorgi nulla dentro di te. Se non ti ami, come può amarti qualcun altro?”

E alla domanda di qualcuno che diceva di non essere sicuro di provare amore vero, perché accanto vi era anche desiderio sessuale, Osho ha risposto in questo modo.
“E allora, cosa c’è di sbagliato? L’amore deve nascere dal desiderio sessuale. Se eviti questa lussuria eviterai la possibilità stessa dell’amore. L’amore non è desiderio sessuale, è vero; ma l’amore non può esistere senza di esso: anche questo è vero. L’amore è più elevato del desiderio sessuale, questo è vero, ma se distruggi completamente quest’ultimo, distruggi anche la possibilità stessa che il fiore sbocci dal fango. L’amore è il fiore di loto, il desiderio sessuale è il fango dal quale sorge.
Ricordalo, altrimenti non raggiungerai mai l’amore. Al massimo, puoi fingere di aver trasceso il desiderio sessuale. Infatti, senza l’amore, nessuno può trascendere il desiderio sessuale. Lo puoi reprimere, ma allora diventa più velenoso. Si diffonde in tutto il tuo organismo, diventa tossico, ti distrugge. Il desiderio sessuale, trasformato in amore, ti dona radiosità, luminosità. Cominci a sentirti leggero, come se potessi volare; ti spuntano le ali. Se reprimi il desiderio sessuale diventi pesante,come se stessi portando un peso, un grande sasso intorno al collo. Se reprimi il desiderio sessuale perdi ogni opportunità di volare nel cielo. Se il desiderio sessuale si trasforma in amore hai superato il test dell’esistenza.
Ti è stata data una materia grezza con cui lavorare, con cui essere creativo. Il desiderio sessuale è materia grezza.”

Parliamo ora della libertà.
“Una volta compreso questo – che l’uomo nasce in quanto libertà – tutte le dimensioni sono disponibili, si può crescere in tutte le dimensioni. A quel punto dipende da te cosa diventare e cosa no: sarà la tua creazione. La vita diventa un’avventura; non il venire alla luce di un seme, ma un’avventura, un’esplorazione, una scoperta. La verità non ti è già stata data: devi crearla. Da un certo punto di vista, in ogni istante ti stai creando.
Anche accettare la teoria del fato è una decisione sulla tua vita. Accettando il fatalismo hai scelto la vita di uno schiavo: è una tua scelta! Hai scelto di esntrare in una prigione e di essere incatenato, ma si tratta sempre di una tua scelta. Puoi uscire dalla prigione.
Naturalmente la gente ha paura di essere libera, perché la libertà è rischiosa. Non si sa mai cosa si sta facendo, dove si sta andando e quale sarà il risultato finale. Se non sei un essere prefabbricato, la responsabilità ricade interamente su di te; non puoi scaricarla sulle spalle di qualcun altro. Alla fin fine, sarai di fronte all’esistenza completamente responsabile di te stesso.”

Concludo con un’altra citazione coraggiosa, sempre sul trinomio amorelibertàsolitudine.
“Come mai l’amore si trasforma in attaccamento? La prima cosa da capire è che, se l’amore si trasforma in attaccamento, era solo un’illusione: stavi ingannando te stesso e pensavi fosse amore. In realtà, avevi bisogno dell’attaccamento e, se vai ancora più in profondità, scoprirai che avevi anche bisogno di diventare uno schiavo.
La libertà provoca una paura sottile: tutti vorrebbero essere degli schiavi. Tutti, naturalmente, parlano di libertà, ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero; infatti, quando sei davvero libero sei solo. Puoi essere libero unicamente se hai il coraggio di essere solo.
Ma nessuno ha il coraggio sufficiente per essere solo. Hai bisogno di qualcuno. Perché? Tu hai paura della solitudine, ti annoi di te stesso. In realtà, quando sei solo, nulla sembra avere un significato. Se c’è qualcun altro, hai qualcosa da fare e crei significati artificiali intorno a te.
Poiché non sei in grado di vivere per te stesso, cominci a vivere per qualcun altro. Ma anche a lui accade la stessa cosa: poiché non sa vivere da solo, cerca qualcuno. Due persone, spaventate dalla propria solitudine, si mettono insieme e cominciano una recita: la recita dell’amore. Ma in profondità stanno cercando l’attaccamento, il vincolo, la schiavitù.
Qualunque cosa desideri, prima o poi accade. Questa è una delle più grandi disgrazie del mondo: tutto ciò che desideri accade, prima o poi l’otterrai.
[…] Se l’amore fosse autentico, non si trasformerebbe mai in attaccamento. Nel momento in cui dici alla persona che ami: ‘ama solo me’, hai cominciato a possedere. E quando possiedi qualcuno, lo hai insultato profondamente, perché lo hai trasformato in un oggetto.
Se ti possiedo, non sei più una persona, ma solo un altro pezzo del mio mobilio… una cosa. È l’accordo secondo il quale adesso nessun altro potrà utilizzarti. Entrambi i partner si sentono schiavi e prigionieri. Io ti rendo schiavo, e in compenso tu rendi schiavo me.
A quel punto comincia lo scontro. Io voglio essere una persona libera, ma desidero anche possederti; tu vuoi conservare la tua libertà, ma anche possedermi: ecco lo scontro.
[…] L’attaccamento è una delle cose più brutte. E dicendo ‘brutte’ non intendo solo dal punto di vista religioso, ma anche estetico. Quando ti attacchi a qualcuno, hai perso la tua solitudine, hai perso tutto. Per il semplice piacere di sentirti necessario e vicino a qualcuno, hai perso ogni cosa. Hai perso te stesso.
Il punto è che cerchi di essere indipendente e fai dell’altro una tua proprietà… ma quest’ultimo sta facendo la stessa cosa.
Per cui, se non vuoi essere posseduto, non possedere. Da qualche parte Gesù ha affermato: ‘Non giudichiate, affinché non siate giudicati’. È la stessa cosa: non possedete, affinchè non siate posseduti. Non tramutare qualcuno in uno schiavo, altrimenti diventerai uno schiavo tu stesso”.

Con Con te e senza di te di Osho ho terminato.
Alla prossima volta, e tante belle cose a tutti.

Fosco Del Nero

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